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Riccardo
Barone è
nato in un mondo d’arte. Il padre, Pasquale Barone, è un
importante pittore vincitore di numerosi premi mondiali.
Da piccolo già manifestava i primi segni di
un attaccamento morboso alla musica, tanto da avere come compagno di giochi il
vecchio pianoforte del padre. Nonostante già a quattro anni egli dimostrasse di
avere predisposizione assoluta verso il mondo della musica (già si cimentava in
improvvisazioni piene di fantasia), questa non fu notata dalla famiglia, motivo
per il cui la sua educazione musicale comincia tardi, per proprio volere. Dopo
anni di studi sbagliati, fatti con maestrini di provincia che hanno contribuito
a ritardare ancora di più gli studi, finalmente è ammesso nella classe di
composizione sperimentale del M° Enrico Renna al conservatorio S. Pietro a
Majella di Napoli e parallelamente al triennio di pianoforte nella classe del
M° Luigi Averna.
Il pensiero fisso della visione artistica lo
ossessiona in ogni ramo e campo della conoscenza, arrivando ad un vera e propria
visione pessimista della società fino a sfociare in una concezione misantropica
dell’esistenza.
Tra le sue più significative esperienze,
ricordiamo il corso di composizione e tecniche improvvisative per il cinema
muto, tenuto dal docente G. Buchwald; alcune delle sue opere orchestrali sono
state eseguite in occasione del “Maggio dei monumenti” negli anni 2002 e 2003;
ha scritto con la collaborazione della bottega di composizione del M° L. M. Lo
Gatto (con la supervisione del M° S. Miceli) una colonna sonora per il
cortometraggio di S. Nicchiarelli “Il linguaggio dell’amore” presso la Scuola
Nazionale di Cinema; ha scritto le musiche di scena per il dramma “Senza titolo”
di V. Modica presso l’Accademia delle belle Arti di Napoli; si è classificato
primo al concorso di composizione A. Manoni 2004 con il brano “Evasione IV”,
pubblicato presso la Berben editori; è corista del coro del conservatorio “San
Pietro a Majella” di Napoli, partecipando ad importanti concerti come quello in
occasione dei “40 Concerti nel Giorno del Signore” presso la chiesa di San
Marcello al Corso di Roma. Attualmente è consigliere dell' Associazione "Eutherpe",
prefiggendosi programmi da concerto itineranti e sconosciuti, e parallelamente,
sta ultimando le bozze della “Cronologia dei Compositori”, un piccolo vademecum
nel quale sono schematizzate le discendenze allievo-maestro dal medioevo ad
oggi.
Di particolare rilievo è il suo interesse
verso l’ Etnomusicologia.
Nella maggior parte delle sue composizioni
(scritte sempre per organici diversi e vari, comprendendo anche la musica
elettronica) aleggia una vena di profonda tristezza e meditazione, spesso
rivolte verso un mondo esterno crudele e misero di bontà.
Tra i suoi pensieri ricorrenti prevalgono
quelli negativi, indirizzati unicamente verso una società indifferente alla
cultura , la quale favorisce il più mero e bieco concetto di massa. |