Una poesia al giorno...
da www.classicaviva.com

Venti di guerra, suoni di pace

 

Immoto

il mondo girava

addobbato di merci

senza troppe domande

senza troppi perché

avvolto nell’ignoranza

- si sa, ma è meglio non sapere

non vedere i nuovi olocausti

si chiamino

AIDS e bambini africani

sterminio per fame

o embargo in Iraq

si chiamino

fondamentalismo islamico

o globalizzazione.

 

Ignaro

il mondo girava

sfavillante di luci

e calore.

Qualcuno cercava

di capire

o protestare

magari nel modo sbagliato

e morendo nel modo sbagliato

ma tutto

continuava a correre

ingiusto

veloce

disuguale.

 

E poi

una bella mattina di settembre

un perfetto

felice

cielo blu

da cartolina

si tinge di fuoco

ed il mondo si ammanta

del fumo nero

della distruzione annunciata

risvegliato di colpo

nel suo cieco avanzare

precipitato in un incubo

in cui tutti sono uguali

nella morte

e nella fuga

- né bianchi, né neri –

macerie raggelate

e pensieri spezzati

bandiere ferite

illusioni incenerite

nel fuoco dell’odio

l’implacabile odio

degli uomini vinti.

 

Ora l’orgoglio ferito

soffia sui venti di guerra

la parola è alle bombe

sul paese

che ha proibito la musica.

La morte

ha gli occhi della vendetta

- occhio per occhio

e il mondo diventa cieco.

 

Le bombe piovono

sul deserto

sulla fame

delle donne velate

dei bimbi senza infanzia

e senza futuro

mentre la parola “pace”

svapora nell’incendio

di un mondo cieco

prima ancora che muto.

 

Il mondo impazzito

gira

sempre più ignaro

perduta ogni ragione

- nessuno lo può fermare -

solo irragionevole amore

intrecciato con la parola

dolore

ma vivo

combattente

consapevole

amore umano.

 

Rompiamo il silenzio della ragione

con la pazzia

dell’amore del bello

detta arte

col frastuono delle parole

d’amore

e l’irrompere della musica

di Bach

- la prova certa dell’esistenza di Dio.

 

Che Dio stesso

risvegliato da Bach

e dalle nostre

irragionevoli preghiere

unite

bianche nere gialle rosse

Dio stesso

che si chiami

Javeh

Allah

o compassione di Buddha

o umana pietà nel nome di Cristo

o musica

ci salvi

toccandoci il cuore

con le sue dita di note

parlando a tutti

la stessa lingua umana

fatta di carne e dolore.

 

Sogniamo tutti insieme

un lucido sogno di pace

immaginiamo un mondo diverso

reimpariamo ad amare

a capire

a perdonare

aiutando le umane mani

che si tendono pietose

incuranti di bombe

e fatica

fermiano la follia

perché esista ancora

un mondo da vivere.

 

I. A.

 

marzo 2002