Set 282011
 

A partire da oggi e fino al 6 ottobre, al Teatro Regio di Torino sarà presentata l’integrale delle sinfonie di Beethoven dirette da Gianandrea Noseda. I concerti saranno trasmessi in diretta da Radio3 Rai e per la prima volta verranno illustrati su Twitter. Quattro o cinque tweet per movimento scritti da Noseda che illustreranno  la composizione che si sta ascoltando. L’esperimento ricalca quelli già eseguiti a Washington e a Minneapolis, ma per la prima volta approda in Europa l’utilizzo di Twitter a servizio della grande musica classica. Il pubblico in sala leggerà gli stessi messaggi sul display sopra il boccascena normalmente utilizzato per i sopratitoli. Prima del concerto il foyer del Regio sarà wi-fi e sarà possibile scaricare gratuitamente il programma di sala e le video interviste al direttore che illustra il programma, il giorno dopo la trasmissione radiofonica, inoltre, sarà possibile scaricare gratuitamente la registrazione del concerto. Tutto questo dal sito: RegioLive

Lug 042011
 

Cercavo questa mattina qualche notizia da diffondere sul blog della nostra Etichetta, dedicato alla musica classica: un concerto, un evento, il racconto di quella serata che ha aperto i cuori o le menti di chi è restato là ad ascoltare, magari socchiudendo gli occhi per lasciarsi andare di più incontro alla musica. Non ne ho trovato.

In compenso ho letto di teatri che nonostante il reintegro dei FUS sono ancora sull’orlo del baratro, di gente che non capisce perché per “finanziare qualcosa di inutile come lo spettacolo” debba pagare la benzina più cara – e peggio che mai, per dar da mangiare ai clandestini! – o dell’Ente Lirico di Cagliari che aveva sbagliato i conti, e che quindi ha un bilancio rosso vermiglio e non rossastro.

Ho letto ancora il dilemma sull’opportunità di rendere privata la cultura, e sul rischio che questo possa rappresentare una sorta di “prostituzione” dell’arte e degli artisti, ma nello stesso tempo leggevo che a Bologna si cerca disperatamente un altro Della Valle, che si “comprò” il Colosseo, e della speranza che si ripone nella Giornata Nazionale del Teatro, dove il 7 luglio prossimo si attende di sapere se ci sono novità, direttamente dalla voce del ministro Galan. Si attende di scoprire, insomma, se la sua gestione sarà diversa da quella del suo predecessore.

L’unica cosa degna di nota, forse, è il gesto simbolico del neo sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che dopo aver fatto la fila al botteghino ha acquistato l’abbonamento per la stagione estiva del teatro cagliaritano, dando così il via a una riflessione che ha portato la dirigenza ad abolire la regalia diventata atto dovuto nel corso degli anni. Insomma, l’unica cosa degna di nota, è la specialità di una cosa normale che in questo paese diventa speciale.

Mag 132011
 

Si guardava con un po’ di scetticismo, fino a ieri, questo spazio Dimensione Musica del Salone Internazionale del libro di Torino. Si diceva della musica che più che incontrarsi, andava a scontrarsi. È bastata però, questa mattina la presenza del Maestro Stefano Ligoratti, per far comprendere anche al più distratto dei passanti, quello forse troppo giovane, o con una maglietta che dichiara il suo amore per la musica che sa di metallo, che la musica classica non è né troppo difficile, né destinata solo a coloro che hanno i capelli bianchi o che non li hanno più.

Quando l’amore e la passione per la propria arte, unita al talento naturale, alimentato e curato dalla dedizione e lo studio del Maestro Ligoratti, hanno incontrato la maestosità del Doppio Borgato,  esposto in uno stand che sembra non poterlo contenere tutto, la musica è stata liberata, ed è stata capace di raggiungere chiunque si trovasse a passare dal Padiglione 1, come se fosse impossibile resistere al suo richiamo. È molto probabile che tanti dei giovani che si son fatti intorno al Maestro non sapessero nemmeno cosa egli stesse suonando, ma guardavano il suo viso sorridente e divertito farsi serio, e con lui sorridevano, e si meravigliavano scrutando i piedi che sembravano un ballo sulla pedaliera. Fuori dai canoni, fuori dal chiuso delle nicchie che spesso rinchiudono la musica classica, si è aggiunta al gioco del divertimento anche la violinista Yulia Berinskaya, che ha utilizzato lo spazio per preparare le sue dita per il concerto seguente, facendo sì che ancora più gente si fermasse ad ascoltare ed applaudire; d’altronde come ha sottolineato Ines Angelino, editore di ClassicaViva, si tratta di una delle più grandi violiniste del mondo, sia per il livello tecnico e virtuosistico, sia per la capacità di comunicare le emozioni col suo archetto.

Liberare la musica ha fatto sì che la sala della presentazione del CD “Violin in Blue”, di Stefano Ligoratti e Yulia Berinskaya si riempisse, anche di coloro che forse non avrebbero mai pensato di poter stare seduti ammaliati dalla musica.

Domani, il maestro Ligoratti sarà nuovamente con noi a Torino, e davvero speriamo che decida di scaldare le sue mani ancora con il Doppio Borgato, speriamo che liberi la sua musica, per deliziare più persone possibili con la sua esecuzione di Beethoven … “Appassionatamente

(Alle ore 12 auditorium DM Padiglione 1 Dimensione Musica)

Mag 132011
 

Prima e lunga giornata di ClassicaViva al Salone Internazionale del libro di Torino. Una giornata interessante e proficua che ci ha insegnato e dato molto, oltre la naturale stanchezza.

Sul nostro monitor per tutto il giorno si susseguono le immagini degli artisti che con noi suonano, e la loro musica va spesso a scontrarsi con l’altra, e diversa, che dagli altri stand arriva, non a scontrarsi, ma ad incontrarsi.

Stiamo là, e ci staremo ancora fino a lunedì prossimo, vicinissime all’ Auditorium DM (Dimensione Musica) dove domani alle 12 il Maestro Stefano Ligoratti e la violinista Yulia Berinskaya, presenteranno il loro CD “Violin in Blue”, e dove dopo qualche ora, alle 12, 45 presenteremo il libro del Poeta e Cantautore Alessandro Rossi: “L’acqua se il buio”.

Abbiamo provato a tenervi aggiornati in tempo reale, ma tra il traffico e i suoni, non ci è stato possibile. Riproveremo domani.

Mag 042011
 

ClassicaViva sarà presente al Salone Internazionale del Libro di Torino, al Padiglione 1 stand E85 D86.

Per tutta la durata della Fiera, ClassicaViva, con l’Editore Ines Angelino e con la scrittrice Rita Pani, resterà in contatto con i lettori del blog, e con gli appassionati di musica classica, raccontando i concerti, gli eventi e le curiosità, in tempo reale, sia sul blog che in pillole sulla pagina ufficiale di Facebook.

Nell’ambito delle manifestazioni previste nel ricco cartellone del Salone del Libro, ClassicaViva ha in programma la presentazione del CD “Violin in blue” con un concerto dal vivo del Maestro Stefano Ligoratti e della eccezionale violinista Julia Berinskaya, la presentazione dell’audio libro “L’acqua se il buio” di Alessandro Rossi, che suonerà alcune delle sue composizioni, e un altro concerto, sempre del Maestro Stefano Ligoratti che suonerà Ludwig Van Beethoven: Sonata Chiaro di luna; Sonata n. 14, op. 27 n. 2, in do# min “Appassionata”; Sonata n. 23 op. 57, in fa min

Vi aspettiamo a Torino e sul Web.

Apr 112011
 

È l’Italia dei proclami e dei nastri da tagliare. L’Italia in cui le ministre, se hanno qualcosa da dire, girano un filmato e lo postano su youtube. L’Italia delle prime pietre e delle promesse di miracoli e avvenire. L’importante è che le cose sembrino, e che non si dica mai a voce troppo alta che invece non sono.  Succede così che quel che appare durante una banale ricerca su google, con chiave “licei musicali” dia per risultato: importante novità, il liceo che si fa in sei. Era marzo di appena un anno fa.

Ora la realtà è un’altra, per esempio quella di Modena – patria di Pavarotti – città che della musica ha fatto tradizione, che, dopo aver ottenuto il risultato di avere un congruo numero di nuovi iscritti, i quali, come prevede la legge, per accedere al corso di studi hanno superato un esame preliminare, a settembre non avranno la scuola, perché il liceo “che si fa in sei”, invero, non ci sarà.

Il Liceo musicale di Modena, già istituto magistrale nel quale studiarono Pavarotti e Guccini, sottostando alle regole imposte dalla “riforma” ultima attuata, chiuderà prima ancora di aprire, perché come prevede la legge, potranno esserci in Emilia, soltanto due istituti simili, a Reggio Emilia e Forlì, per cui i nuovi aspiranti artisti modenesi dovranno scegliere o l’uno o l’altro, sempre che, come dice la legge, le scuole designate abbiano i requisiti. E la cosa buffa, di quest’Italia beffarda, è che nemmeno si sa, se quelle sedi i requisiti li avranno davvero. I genitori dei ragazzi modenesi ricorreranno al TAR.

A qualche mese dall’avvento del nuovo corso per la cultura italiana, Modena non è però il solo caso. C’è anche il Piemonte, che chiuderà lo stesso Liceo di Torino, privilegiandone uno – ancora da approntare – a Novara, che, guarda caso, è patria del governatore. Che importa se a Torino il Liceo già esisteva e funzionava?

Molto altro si potrebbe dire dei fantomatici licei musicali e coreutici, che solo per proclama avevano l’obiettivo di formare i giovani alle arti e alla cultura, alla musica come alla danza. Per esempio i criteri con i quali si sarebbe dovuto scegliere il corpo docente, non proprio accurati come quelli utilizzati nelle accademie di danza della vecchia Russia, nelle quali i grandi ballerini, tolte le scarpette, tramandavano la loro bravura e la loro esperienza alle nuove generazioni. Ma forse – non è ancora dato sapersi – prendendo a modello l’unica accademia italiana degna di nota: quella di Maria De Filippi, che non produce certo i Pavarotti, ma prodotti da televisione, capaci di far gola persino a un Ente Lirico che voglia rimpinguare le proprie casse vuote…

Mar 222011
 

È stata una giornata di molte cose, e molte promesse, ieri a Torino. E tra le tante è arrivata la promessa del premier, il quale ha assicurato che entro 15 giorni ci sarà una sessione straordinaria del governo col ministro dell’Economia, per porre rimedio ai tagli insensati apportati alla cultura, perché, ha detto: “Noi quei tagli non li volevamo … Teatri come la Scala di Milano, il Petruzzelli di Bari o il Regio di Torino, devono continuare nella meritoria opera …”

Se solo avessimo ancora un po’ di capacità di credere nelle favole, oggi ci sentiremmo tutti un po’ meglio; se non andassimo a sbattere ogni giorno contro la crudezza della realtà, potremmo ancora sperare.

Come ho capito che sperano, restando in una sorta di attesa sospesa, molti dei Teatri Italiani, a quale da giorni ci capita di telefonare, dopo che come “ClassicaViva” abbiamo proposto una Pièce teatrale di nostra produzione. Ci rispondono voci annoiate, oppure gentili e cristalline, e tutte a dirci pressapoco la stessa cosa: “Sa, in realtà ancora non sappiamo che ne sarà della prossima stagione, che non riusciamo a programmare.”

E c’è anche chi, forse non essendo proprio oberato dal lavoro, si lascia andare anche di più, e ti racconta le cose quasi volesse avere da te la conferma che tutto accade davvero: “L’anno scorso a Marzo sapevamo già cosa sarebbe stato in estate. Sa, facevamo delle belle rassegne all’aperto ed era sempre il pienone …”

Se credessimo ancora nelle favole, sì, potremmo sperare per la Scala, il Petruzelli e il Regio di Torino, ma siccome nelle favole non crediamo più, forse sarebbe bene iniziare a pensare come non far morire tutti quegli altri piccoli teatri, che continuerebbero a riempirsi, se potessero ancora aprire la porta all’arte.

Feb 252009
 

Gli Swingle Singers con Maria PetrescuRiceviamo questo articolo dalla nostra collaboratrice Maria Petrescu (la seconda da destra, in basso, nella foto che la ritrae con gli Swingle Singers), cui diamo un cordialissimo benvenuto nel nostro staff giornalistico, con il quale collaborerà sia come giornalista che come fotografa ed esperta di grafica.

Il 21 febbraio 2009 si è tenuto al Conservatorio di Torino il concerto del gruppo a cappella The Swingle Singers.

La storia del gruppo comincia nel lontano 1962 a Parigi, con Ward Swingle, Anne Germain, Jeanette Baucomont, Jean Cussac e Christiane Legrand. Ora il gruppo è composto da otto elementi: due soprani  (Joanna Goldsmith e Sara Brimer), due mezzosoprani (Clare Wheeler e Lucy Bailey), due tenori (Richard Eteson e Christopher Jay) e due bassi (Kevin Fox e Tobias Hug). Il gruppo riscuote anche oggi un grande successo in tutto il mondo sebbene nessuno di questi facesse parte del gruppo originario: dimostrazione della continua ricerca dell’eccellenza che ha caratterizzato il loro percorso musicale fin dai primi anni.
Gli Swingle Singers sono specializzati nell’interpretazione di brani a cappella di vari generi musicali, soprattutto di musica classica. E’ famosa la loro versione dell’Aria sulla quarta corda di Bach, diventata la sigla del programma televisivo Superquark di Piero Angela.

Il concerto del 21 febbraio al Conservatorio di Torino è stato semplicemente un successo. A cominciare dal tutto esaurito e finendo con il secondo bis*, tutta la serata è stata un inno alla perfezione.
Sono stati eseguiti brani di svariati generi musicali, un perfetto esempio della singolare contaminazione tra generi che gli “Swingle Singers” propongono. Da Purcell a Piazzolla, da Bach a Chopin, da Björk a Sting: non solo una scelta di repertorio audace, ma anche una tecnica impeccabile ed una straordinaria pulizia delle voci. Possono sembrare un’orchestra sinfonica, un coro oppure un complesso jazz a seconda del brano interpretato. Il tutto con una levità e precisione fuori dal comune.
Spetta a Hugh Walker, ingegnere del suono del gruppo, garantire la resa acustica in concerto. Non è certamente facile con otto microfoni sul palco, il rientro in cuffia per ognuno, l’amplificazione, i riverberi e le casse a pochi passi di distanza dai cantanti.

Riporto un frammento dell’intervista di Marco Basso a Kevin Fox:
In tanti anni di attività cambiano i cantanti, ma non il senso artistico degli Swingle
“La nostra filosofia non è mai cambiata: usare la voce in modo strumentale e fondere stili differenti di musica per creare qualcosa di nuovo. Questi princìpi ci hanno permesso di avere forza, energia e idee musicali durature, cosicché il gruppo, dopo quarantasei anni di attività. sta ancora andando forte. Naturalmente i tempi, i cantanti, le tecnologie, il repertorio sono cambiati, ma questo è positivo oltre che necessario.”

“Perché avete scelto la forma del canto a cappella?”
“La voce è il più immediato di tutti gli strumenti: fra esecutore e ascoltatore non c’è altro. E’ anche estremamente versatile: non ci sono limiti a quanto si possa fare con la voce. Così amiamo forzarne i confini ed esplorarne le possibilità.”

Non sono mancati, durante la serata, frizzanti interventi da parte dei cantanti, brevi intermezzi in italiano che hanno letteralmente deliziato il pubblico, nonché dimostrazioni delle capacità vocali di Kevin Fox e Tobias Hug.

Gli Swingle Singers non sono solo degli artisti di fama internazionale; sono anche e soprattutto delle persone splendide. Quel che più mi ha colpito (più del concerto, più della tecnica e della loro perfezione vocale) è stato quel Happy Birthday cantato a mezzanotte per telefono ad un amico.
Non posso fare altro che ringraziarli per la loro disponibilità e per la loro bellissima musica.
Di una gentilezza d’altri tempi, pacati e precisi; del resto la musica che fanno richiede appunto questo: una perfetta armonia.

Si ringrazia l’Associazione Stefano Tempia per aver reso possibile questa magnifica serata.
La foto qui sopra mi ritrae insieme al gruppo dopo il concerto.
Più foto sono disponibili qui.

*Il secondo bis è stato “Bella ciao”

Maria Petrescu

Ott 312008
 

l'assalto di Blocco studentesco ai liceali ben prima dell'arrivo degli universitari e degli scontri che ne sono poi seguitiCari lettori di questo blog, stiamo assistendo ad eventi abbastanza straordinari nel nostro paese, che non possiamo ignorare, visto che riguardano il futuro della scuola italiana.

Ultimo, inquietante episodio: gli scontri del 29 ottobre in Piazza Navona, a Roma. Ammirate i bastoni avvolti nei tricolori, arrivati in piazza, non si sa come, su un apposito misterioso camioncino bianco. Sembra di rivedere scene del passato… i picchiatori-provocatori, evocati ed invocati da parte dell’ex Presidente emerito Francesco Cossiga, sono puntualmente ricomparsi.

L’informazione disponibile in rete è incredibile: dettagliata, abbondantissima, puntuale, praticamente sempre in diretta. Un fenomeno assolutamente nuovo, che sta sicuramente influenzando anche la protesta, che sta dilagando come fuoco, grazie anche al rapidissimo diffondersi delle notizie, con l’efficacia delle riprese video, che smentiscono spesso con clamorosa immediatezza i comunicati ufficiali. Davvero, nell’epoca di Internet, le menzogne si ritorcono come boomerang contro chi le utilizza. E poi, che bello venire a conoscenza di tanti particolari… Sapevate, per esempio, che i musicisti del Teatro Regio di Torino hanno suonato musiche di Verdi e Rossini per gli studenti che passavano davanti al loro Teatro?

Oggi si può vedere, in tempo reale, cosa stia accadendo nel paese: basta una connessione internet veloce. La difficoltà, semmai, consiste nell’orientarsi nella pletora delle informazioni che si trovano in rete. Ho quindi filtrato e scelto per voi alcuni video che presentano i fatti salienti con immediatezza, e forniscono testimonianze dirette. Vi segnalo inoltre il sito de La Repubblica Tv, dal quale provengono tutti questi video. Questo portale si è ormai trasformato in un vero e proprio documentatissimo canale televisivo di notizie, il primo click della giornata per chi vuole rimanere sempre informato.

Sulla grande manifestazione del 30 ottobre, che ha portato in piazza un milione di persone, ecco il link http://tv.repubblica.it/piu-votati/settimana/scuola-un-milione-in-piazza/25765?video, e il video di un lungo reportage in studio con la registrazione della telecronaca effettuata in diretta, corredato da filmati:

Seguono ora altri due video con la viva voce dei protagonisti, e la registrazione degli scontri di Piazza Navona.

[display_podcast]

Ed ecco infine un bel video, sempre da Repubblica TV, con una cronaca puntuale della giornata del 29 ottobre, con la importante testimonianza del giornalista Curzio Maltese, intorno al decimo minuto, che ha assistito personalmente agli scontri di Piazza Navona e ne rende testimonianza:

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!