Feb 282011
 

In Italia il crollo della cultura non è più solo una figura metaforica, con la quale si spiega la mancanza di una politica impegnata a salvaguardare le arti; purtroppo i crolli si espandono da Pompei ai teatri, che abbandonati a loro stessi, vengono giù. Ultimo in ordine di tempo, il Verdi di Terni. Di contro resistono piccole e grandi realtà che non si arrendono allo sfascio, e cercano di riprendersi quel poco che è rimasto, affidandosi spesso alle parole importanti di chi, in Italia, la cultura ha contribuito a mantenerla grande com’era.Così anche il Maestro Abbado, in occasione della presentazione del calendario 2011 dell’Orchestra Mozart, che per un breve tour si fonderà con la Mahler Chamber Orchestra, e che a Bologna il 16 aprile, unirà  le due Orchestre, l’Estonian Philharmonic Chamber Choir e il pianoforte di Marta Argherich per un programma che raccoglie musiche di Ravel e Debussy, ha approfittato per riprendere il discorso sul degrado culturale italiano, facendo sue le parole di Umberto Eco.

Lo scrittore, nella lettera aperta “Non si mangia con l’anoressia culturale”, indirizzata al ministro per l’economia, si era chiesto come mai il nostro Paese, che racchiude più del 50% delle bellezze artistiche e naturalistiche del mondo, abbia una economia del turismo più arretrata rispetto, ad esempio, alla Francia o la Spagna. “C’è qualcosa che non funziona, qualcuno che non sa come far soldi (e mangiare) con la cultura nazionale. Basterebbe cercare, e ferocemente, di non buttare via il poco che abbiamo”, aveva scritto Eco.

Il Maestro Abbado ha voluto ribadire, in questo tempo orribile per la cultura italiana, l’importanza dell’educazione e della formazione dei giovani, che sono valori da salvaguardare strenuamente. E proprio con i concerti dell’Orchestra Mozart in Italia e all’estero e con la volontà di portare ancora la musica là dove si rivela quale fondamentale supporto umano e sociale (nelle carceri, negli ospedali), cercando così, nel loro piccolo,- ha detto Abbado – “di contrastare quella desolante mentalità che riduce la cultura del nostro paese alla stregua di una spesa superflua per la collettività e che, al grido di – con la cultura non si mangia – intende assimilare Teatri, Musei, Biblioteche ai cosiddetti – enti inutili-“.

Grazie a persone così, resta a noi la speranza di poter vedere ricostruire i teatri.

Giu 122008
 

Evgeni BozhanovDopo il concerto finale dei premiati del Concorso Casagrande, avrete la curiosità di ascoltare almeno il vincitore, Evgeni Bozhanov. Ho registrato per voi la sua esibizione nel concerto finale di premiazione, andato in onda domenica 8 giugno 2008, nel pomeriggio, su RAI-Radiotre e vi propongo la sua esecuzione in podcast. Bozhanof ha suonato in diretta due mazurke di Chopin, e  il “Rondo alla mazurka” Op. 5. C’è anche un valzer, in questo concerto, eseguito anch’esso con fantastica leggerezza, sicurezza, musicalità. Come bis, ha proposto un’altra Mazurka.

E’ quindi possibile apprezzare qui immediatamente le qualità che hanno portato questo giovane pianista bulgaro all’importante vittoria: eccezionale chiarezza e tecnica (ammirate la perlatura delle sue note) grande musicalità, sicurezza, bel suono…

Nel podcast troverete anche una interessante intervista a Roberto Cominati, giovane pianista italiano che era nella giuria del Concorso.

[display_podcast]

Ricordiamo che, per chi desiderasse ascoltare altre esecuzioni dei finalisti di questo Concorso, può trovarle sul sito http://www.concorsocasagrande.org/ita/podcast.html.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!