Mar 032009
 

La protesta dei precari dell'Orchestra sinfonica sicilianaI tagli, purtroppo, mordono a fondo. Ecco un video con il servizio andato in onda oggi sul TG5, per la serie “l’indignato speciale”, con il disperato appello dei musicisti precari dell’Orchestra Sinfonica siciliana, che si sono incatenati davanti al Teatro Politeama di Palermo. Sembra che le cattive amministrazioni abbiano generato un buco finanziario di circa 14 milioni di Euro… E a pagarne lo scotto, naturalmente, sono sempre, per primi, i musicisti, specialmente quelli precari!

Il video è ripreso da un gruppo di Facebook creato da questi professori d’orchestra, che potete visitare per aggiornamenti: http://www.facebook.com/group.php?gid=49364671274

Riporto qui, per documentazione, la voce “Orchestra Sinfonica Siciliana”, così come compare su Wikipedia:

“L’Orchestra Sinfonica Siciliana fu istituita da una legge regionale nel 1951, ma solo dal 1958 divenne una orchestra stabile.
Il primo direttore artistico dell’orchestra fu il maestro Ottavio Ziino.
Dal 2001 l’orchestra ha la sua sede fissa al Teatro Politeama (Palermo).
Recentemente l’ente Orchestra Sinfonica Siciliana è stato trasformato in fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
Attualmente il direttore artistico della fondazione è il maestro Giuseppe Cataldo, mentre il direttore stabile d’orchestra è il maestro Alberto Veronesi.
Nel 2008 l’orchestra, che per consistenza (92 posti in organico) può essere paragonata con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e l’orchestra dell’ Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma, festeggia il suo cinquantenario (1958 – 2008).
Tra i direttori che hanno guidato l’Orchestra Sinfonica Siciliana nei primi cinquanta anni d’attività troviamo: Igor Stravinskij, John Barbirolli, Sergiu Celibidache, Antal Dorati, Hermann Scherchen, Riccardo Chailly, Peter Maag e Riccardo Muti.”

Feb 282009
 

Lo spettacolo è finito...Riprendiamo il discorso sui tagli al FUS e sulle polemiche scatenate dall’articolo di Baricco dei giorni scorsi.

Dalle parole, si passa ai fatti. Purtroppo.

E’ a rischio il cartellone del 72° Maggio musicale fiorentino (il secondo festival d´Europa dopo Salisburgo!), che inizierà il 29 aprile. La Fondazione Teatro del Maggio, dopo i tagli del governo al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, non ha più una lira in cassa. Così taglia dalla programmazione del festival opere come il Bully Budd di Britten, o il Macbeth, che avrebbe riportato Verdi nel luogo della prima esecuzione, al teatro della Pergola.

Per fortuna rimarranno Abbado e Muti con le loro orchestre giovanili e Zubin Mehta, (che è il direttore principale del Teatro del Maggio), con i concerti per piano e orchestra di Beethoven.

Il sovrintendente Francesco Giambrone ha annunciato che coi tagli sono a rischio gli stipendi ai circa 400 dipendenti, già sul piede di guerra. Gli stipendi di febbraio saranno pagati in ritardo, per il 3 marzo, e solo grazie al tempestivo intervento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Per il 2009 è poi previsto un buco di bilancio pari a 4 milioni e mezzo di euro: per evitare un secondo commissariamento in tre anni, il Comune “offrirà” al “Maggio” due stabili di sua proprietà, tra cui l’ottocentesco teatro Goldoni.

“Tra dieci giorni – ha dichiarato il sovrintendente Giambrone –  avremo un cartellone completamente rivisto. Le opere saranno meno, ma resteranno il “Crepuscolo degli dei” e “Patto di Sangue”.

Feb 252009
 

Alessandro Baricco, molto amato in questo momento...Cari amici, dopo l’articolo di ieri di Alessandro Baricco su “La Repubblica”, erano inevitabili strascichi e polemiche. Le dichiarazioni di Baricco sono piombate come una bomba sul già allarmatissimo mondo dello spettacolo, già messo a dura prova dai tagli al FUS e dalla clamorosa discesa in campo dell’AGIS (vedi nostro post precedente).

Ne abbiamo parlato ieri diffusamente anche ieri a Radio Classica, nella trasmissione “Ultimo Grido” delle 16, condotta da Luca Ciammarughi, della quale sono ospite fissa ogni martedì.

Citiamo, per tutti, solo alcuni commentiLuca Barbareschi, attore e deputato del PDL: “Ma proprio Baricco che ha fatto teatro a botte di sovvenzioni? Il sistema dello spettacolo in Italia non va rotto come dice lui, va risistemato come in Francia, Germania, Inghilterra, ora perfino America: l’intervento dello Stato ci vuole. Chi deve andar via è la politica che ha egemonizzato poltrone, denari, tutto”. E incalza il premio Nobel Dario Fo: “Ci vogliono regole trasparenti”, dice Fo, “per rispetto anche del pubblico. Ma sul finanziamento non si discute: anzi in Italia la percentuale del Pil alla cultura è dieci volte inferiore alla media europea”. La proposta di Baricco di finanziare la tv è la più spinosa da digerire. E il musicista premiato con l’Oscar, Nicola Piovani: “Una sciocchezza così non l’avevo mai sentita. A Roma si dice “Levateje er vino“”.

Ma, per saperne di più ed entrare davvero nel vivo del dibattito, ecco, per voi, il video che abbiamo registrato dalla diretta della bellissima trasmissione di Repubblica TV, un vero esempio di TV intelligente, di informazione puntuale e sempre attualissima, un dibattito ben condotto e moderato dai bravissimi Paolo Garimberti e Edoardo Buffoni. Questa è la vera TV, questo è il futuro dell’informazione: grazie, Repubblica!

Riportiamo il video per chi non avesse potuto seguire la diretta, andata in onda al mattino, in pieno orario lavorativo. Trovate comunque tutti i video di Repubblica nel sito http://tv.repubblica.it . Sono intervenuti in studio a Roma Vincenzo Cerami, e in studio a Milano Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano. In collegamento telefonico Francesco Ernani, Sovrintendente teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, di “Ad fondazione musica per Roma”, oltre a Ottavia Piccolo, attrice di teatro, e a Elio De Capitani, attore.

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Feb 242009
 

Il Teatro Petruzzelli di Bari, dopo l'incendio del 27 ottobre 1991E’ appena stata pubblicata una sconvolgente lettera aperta dell’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) al Presidente del Consiglio: Trovate il link qui

ATTENZIONE! L’AGIS è un Ente importante nel nostro paese,  riunisce oltre 30 associazioni di categoria su tutto il territorio nazionale. Fondata l’ 8 dicembre 1945, AGIS rappresenta gli imprenditori nei settori dell’esercizio cinematografico e delle attività pubbliche e private della prosa, della musica, della danza, dello spettacolo popolare, del circo, del teatro di figura, dello spettacolo viaggiante e dell’industria del divertimento automatico. L’AGIS costituisce, per i vari settori dello spettacolo, lo strumento di dialogo con tutte le istituzioni nazionali e locali, ed il perno di coordinamento e promozione delle esigenze delle singole categorie. L’immagine qui a fianco, in cui si vede il Teatro Petruzzelli dopo il famoso incendio del 1991, è l’emblematico simbolo di quanto accadrà ai nostri teatri e all’intero mondo dello spettacolo italiano se questo appello non verrà accolto…

Ecco il testo integrale dell’appello, rivolto direttamente al Presidente del Consiglio.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

“Illustre Presidente,

nel rispetto dell’azione avviata dal Suo Governo per contrastare i riflessi nazionali della crisi mondiale dell’economia virtuale e reale, abbiamo seguito con silente attenzione le vicende della legge finanziaria 2009 per il profilo direttamente interessante le attività culturali dello spettacolo.

Abbiamo conclusivamente registrato che il Fondo Unico per lo Spettacolo è stato definito in 398 milioni di euro, 169 milioni in meno (-42%) di quanto previsto nella finanziaria 2008 per il corrente esercizio (567 milioni).

Consapevoli delle difficoltà generali delle imprese, dei lavoratori e dello loro famiglie (compresi quelli dello spettacolo) abbiamo atteso un intervento parzialmente riequilibratore con i provvedimenti successivi alla legge di bilancio che hanno riguardato disposizioni finanziarie urgenti e norme per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione ed imprese.

Non così per le attività culturali dello spettacolo, che da settembre avevano chiesto al Ministero di riferimento di poter congiuntamente monitorare l’evolversi della situazione in tutte le sedi deputate, onde evitare il tracollo del sistema in atto.
Abbiamo conosciuto gli ultimi e fondati provvedimenti del Governo che hanno riguardato i settori auto, moto, elettrodomestici, mobili, credito, innovazione tecnologica con interventi complessivi per due miliardi di euro.

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