Mar 012009
 

Piano Solo, di Perri KnizeQuesta non è la semplice recensione di un libro. E’ la storia di un innamoramento. Anzi, di molti innamoramenti. Quello, innanzitutto,  dell’autrice di questo testo – definito “un memoir” – per il suo pianoforte, che lei ha subito battezzato “Marlene” (perché le ricorda il fascino della voce di Marlene Dietrich); ma anche l’innamoramento per un’accordatura “alla Schubert”, che, si scoprirà, è quella che dona al pianoforte (il vero protagonista di questa storia) la sua voce incantevole ed incantata, unica e indimenticabile.

C’è poi l’innamoramento per la struttura interna del pianoforte, che porta la scrittrice ad inoltrarsi (e a svelarci con passione) nei più reposti meandri e segreti della meccanica dello strumento, della sua tavola armonica, delle tecniche di accordatura e, soprattutto, di intonazione. Tutte cose in parte note, ma, credo, abbastanza sconosciute, nella loro inesauribile profondità e complessità, alla maggioranza delle persone, e addirittura, credo, anche alla maggioranza dei pianisti.

Questo post parla anche di un altro innamoramento: il mio, per questo libro. Approdato sulla mia scrivania come regalo di compleanno per mio figlio, pianista, e subito da me divorato. Vedete, a fianco, la copertina. Allora ecco subito i dati completi: il libro si intitola “Piano solo – una storia d’amore e musica”, di Perri Knize, ed è uscito nel novembre 2008 per le Edizioni Elliot. Se non lo trovate in libreria, ecco il link alla scheda del libro, che è in vendita direttamente dal sito dell’Editore.

Bello il titolo in inglese, che la dice lunga sul contenuto di questo testo:“Grand Obsession. A Piano Odyssey”. L’autrice è una giornalista americana, che parla di sé, e delle sue aspirazioni di pianista mancata. Alle quali ha rimediato, “nell’autunno dei miei quarantatré anni”, ci racconta, decidendo di riprendere a studiare pianoforte, per suo puro e semplice piacere personale. Stupenda la parte iniziale, quando ci racconta di come un giorno, appunto, riascoltando un vecchio nastro con una registrazione di Chopin eseguita da Rubinstein, rimane nuovamente folgorata dal suono del pianoforte, e una voce interiore le dice: “Questo è tutto ciò che voglio fare nella vita”.

Una folgorazione anche per me. Ho trovato una sorella spirituale. E’, questo, un dato del tutto evidente, per chi conosce ClassicaViva, e, attraverso questa mia creatura, un poco anche me. Leggete questo libro, se volete vivere anche voi qualche ora meravigliosa, un poco della felicità senza tempo, incorrotta, che possono regalare la musica e la buona letteratura. E il pianoforte, naturalmente.

(Non è un caso se la prima collana discografica delle nostre Edizioni si intitola “Magie al pianoforte”…)

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