Mar 162012
 
Pisa: Terzo appuntamento con il ciclo di lezioni-concerto curato da Maurizio Baglini
DA VERSAILLES A VIENNA
IL PIANISTA LUCA CIAMMARUGHI RACCONTA I DUE MONDI DEL SALOTTO BAROCCO E ROMANTICO ATTRAVERSO LE MUSICHE DI RAMEAU E DI SCHUBERT
In programma domenica mattina 18 marzo 2012, alle ore 11, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Reale.
Inviti in distribuzione giovedì mattina allo sportello ‘Informazioni’ del Teatro Verdi 
Il pianista Luca Ciammarughi Il concerto fa parte di un progetto finanziato dalla Fondazione Caripisa e dalla SAT-Aereoporto “G. Galilei” di Pisa e promosso dal Comune di Pisa, dalla Fondazione Teatro di Pisa e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno.
Ricordiamo che l’ingresso è gratuito, a invito, e che gli inviti per domenica saranno in distribuzione nel numero di 90 (massimo 2 inviti a testa) allo sportello informazioni del Teatro Verdi, in via Palestro 40, giovedì 15 marzo a partire dalle ore 9.00 fino a esaurimento.

Già di per sé significativo il titolo dell’appuntamento di domenica: “Da Versailles a Vienna. La corte barocca e il salotto romantico”. A raccontarci questi due mondi sarà il pianista Luca Ciammarughi che interpreterà poi su un pianoforte Fazioli una selezione dalle Nouvelles Pièces de Clavecin di Jean-Philippe Rameau e due dei Klavierstuecke D 946 di Franz Schubert (il n. 1 in mi bemolle minore e il n. 2 in mi bemolle maggiore).

Musicista inusuale, Luca Ciammarughi è noto sia per l’intensa attività concertistica per le più prestigiose istituzioni e sale concertistiche italiane ed europee (senza dimenticare i suoi successi allo Spoleto Festival di Charleston, negli USA, e al Festival dei Due Mondi di Spoleto) che per i suoi programmi su Radio Classica (per la quale dal 2007 ad oggi ha condotto migliaia di trasmissioni) e sul canale Classica di Sky; dal 2010 è anche direttore artistico del festival “Settimana in musica” di Clusone.
Rameau e Schubert sono autori particolarmente congeniali a Luca Ciammarughi: in un’intervista dell’estate scorsa egli infatti ammise di sentire con entrambi una “immedesimazione totale”, le loro pagine spiccano nei suoi programmi concertistici e, per quanto concerne in particolare Schubert, va ricordato che Ciammarughi ha recitato e suonato come protagonista nella pièce teatrale L’ultima Sonata, dedicata proprio alla figura del compositore austriaco, e ha inciso recentemente il secondo cd dell’integrale delle Sonate di Schubert per l’etichetta ClassicaViva (a proposito del volume I, il critico e pianista Riccardo Risaliti ha parlato di “lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva.”) .
Significative le pagine scelte per la lezione-concerto di domenica mattina. Nella vasta produzione di Jean-Phillippe Rameau (il musicista e filosofo francese vissuto tra il 1683 e il 1764, nominato nel 1745 Compositeur de la Chambre du Roi da Luigi XV, autore fecondo di opere teatrali, cantate, mottetti, pezzi per clavicembalo e musica da camera, nonché tra i massimi teorici del suo tempo – e non solo, se si pensa che il suo celeberrimo Traité de l’harmonie segnò la nascita dell’armonia moderna, rimanendone a fondamento fino all’inizio del ‘900) Ciammarughi ha scelto una selezione di dieci brani dalle Nouvelles Pièces de Clavecin, l’ultima raccolta per clavicembalo solo pubblicata dall’autore nel 1728 e che, divisa in due gruppi, alterna tempi di danza a pezzi di carattere. Anche Franz Schubert scrisse una notevole quantità di musica, confrontandosi nel suo breve arco di vita (morì giovane, a soli trentunanni) con una altrettanto vasta gamma di generi e di orizzonti musicali, dal Lied alla musica sinfonica e cameristica, dalla musica per pianoforte, alla produzione sacra e all’opera). Scritti nel maggio del 1828, sei mesi prima della morte, i tre Klavierstücke D 946 furono pubblicati nel 1868 per volontà di Johannes Brahms, che diede anche il nome alla raccolta e ne curò la revisione. Forse concepiti per far parte di un ciclo di Improvvisi, i Klavierstücke sono esemplificativi di un periodo – la metà dell’800 – che vide la sonata pianistica non corrispondere più alle esigenze estetiche dei tempi nuovi. Ecco quindi queste pagine, dei veri e propri bozzetti caratteristici, capaci di esprimere singoli stato d’animo, immagini, impressioni, racconti.
Ancora un appuntamento imperdibile con gli “Incontri Musicali”, dunque.

Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111.

Giu 132011
 

Iniziato l’8 giugno, si concluderà il 30, il “Progetto Martha Argerich“, promosso da Lugano Festival, RSI Rete Due e Banca BSI, che è ormai giunto alla decima edizione e riunisce una cinquantina di artisti intorno alla grande pianista. Non solo musicisti molto noti ma anche di giovani talenti, emersi dalle precedenti edizioni o invitati per la prima volta.

Pensata per essere una palestra di musica d’assieme, la manifestazione è una sorta di laboratorio, che propone agli artisti di affrontare composizioni di rara esecuzione accanto ai capolavori del repertorio.

Nel programma di quest’anno un posto particolare sarà riservato a Franz Liszt nel duecentesimo della nascita. Del grande compositore saranno eseguiti in trascrizione per due pianoforti la Nona Sinfonia di Beethoven, alcuni suoi poemi sinfonici, la Sonata, oltre alla sua versione per pianoforte e orchestra della “Wanderer-Fantasie” di Schubert e al Concerto pathétique interpretato da Martha Argerich e Lilya Zilberstein. Nei due concerti con l’Orchestra della Svizzera italiana (diretti da Jerzy Kapszyk e Alexander Vedernikov) Martha Argerich si è riservata il Concerto K 467 di Mozart, accanto a Stephen Kovacevich nel Concerto n.4 di Beethoven, Nelson Freire nel Concerto n. 2 di Chopin, Alissa Margulis nel Concerto op. 62 di Glazunov, Lilya Zilberstein nel Concerto n. 2 di Balakirev, Gautier Capuçon nel Concerto di Elgar e Mischa Maisky nel Kol Nidrei di Bruch. A Liszt sarà riservata la prima serata della rassegna con pagine vocali affidate al Coro della Radio svizzera diretto da Diego Fasolis, con composizioni di rara esecuzione ed alcune Rapsodie ungheresiinterpretate da Gezalius e i Virtuosi di Boemia, esclusivamente composto da musicisti rom.

Liszt sarà evocato anche attraverso il Quintetto con pianoforte del suo allievo polacco Juliusz Zarebski (1854-1884), una scoperta di cui Martha Argerich si fa carico della riproposta moderna. Fra gli altri pianisti presenti figurano Nicholas Angelich, Gabriele Baldocci, Khatia Buniatishvili, Alessandro De Luca, Walter Delahunt, Nelson Goerner, Carlo Maria Griguoli, Karin Lechner, Alexander Gurning, Polina Leschenko, Lily Maisky, Jura Margulis, Cristina Marton, Alexander Mogilevsky, Gabriela Montero, Daniel Rivera, Akane Sakai, Alessandro Stella, Sergio Tiempo, Giorgia Tomassi, Mauricio Vallina, Stephan Zind, oltre a Denis Kozhuhkin in una serata interamente dedicata a Rachmaninoff, in cui sarà eseguita la Sonata n. 1 e il Trio n. 2 (con Renaud Capuçon e il giovane violoncellista Yan Levionnois). Nella musica da camera, che proporrà il Quartetto op. 67 di Turina, il Trio op. 120, il Quartetto op. 15 e il Quintetto op. 89 di Fauré, il Trio op. 8 e il Trio op. 101di Brahms, nonché il Quintetto di Franck, saranno impegnati i violinisti Dora Schwarzberg, Michael Guttman, Lucia Hall, Geza Hosszu-Legocky, Patricia Kopatchinskaya, Sascha Maisky, i violisti Nathan Braude, Lyda Chen e Nora Romanoff, i violoncellisti, Jorge Bosso, Mark Drobinsky, Sol Gabetta.

I recital pomeridiani saranno l’occasione per conoscere alcune giovani promesse del pianoforte quali Leonora Armellini, Lena Lisistian, Theodosia Ntokou, Sophie Pacini.

La conclusione della rassegna avverrà all’aperto nella piazza grande di Lugano in coincidenza con Estival Jazz, in una serata che, come omaggio all’origine argentina della sua protagonista, sarà dedicata al tango. Oltre all’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Eduardo Hubert vi parteciperanno il bandoneonista Nestor Marconi e Luis Bacalov, in veste di pianista e compositore.

Il programma completo della Manifestazione e scaricabile da questo link.

Giu 112009
 

L'ultima sonata di Franz Schubert

L’ultima Sonata

viaggio al centro della vita e della musica di Franz Peter Schubert

Annunciamo con piacere che ClassicaViva ha prodotto un nuovo spettacolo teatrale, davvero innovativo e piacevole (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!).

Si tratta di “L’Ultima sonata”, opera teatrale originale, ideata e scritta da Ines Angelino, Fondatore e Direttore di ClassicaViva, e dal pianista e musicologo Luca Ciammarughi.

Lo spettacolo debutterà, in prima assoluta, a Milano,

 il 12 giugno 2009, alle
ore 21,

presso il Teatro SpazioTeatro 89,

in Via Fratelli Zoia, 89

http://www.spazioteatro89.org/program.asp?idEvent=364

biglietti in vendita presso il Teatro

al prezzo eccezionale di € 3

è consigliabile prenotare, telefonando al 348 22 50241
Ecco un video promozionale per l’evento, in cui è possibile ascoltare una parte del primo tempo de “L’ultima Sonata” di Franz Schubert, nell’interpretazione del pianista Luca Ciammarughi
L’ultima Sonata

Viaggio al centro della vita e delle opere di Franz Schubert

L'Ultima Sonata, una pièce di Ines Angelino e Luca Ciammarughi

Personaggi e interpreti:

Franz Schubert: Luca Ciammarughi

Therese Grob: Silvia Spruzzola

Karoline Esztherházy: Monika Lukács

 Johann Michael Vogl: Mirko Guadagnini

Franz Von Schober: Stefano Ligoratti

Regia e commento iconografico:
Ines Angelino

L'ultima Sonata di Fraz Schubert

Il pianista Luca Ciammarughi interpreta Franz Schubert il tenore Mirko Guadagnini interpreta Johanno Michael Vogl il soprano Silvia Spruzzola
il soprano Monika Lukács intepreta Karoline Eszterházy Il pianista Stefano Ligoratti interpreta Franz Schober

Lo spettacolo nasce da un’idea di Ines Angelino, immediatamente condivisa con slancio dal pianista Luca Ciammarughi,
raffinato e profondo interprete schubertiano.

E’ un appassionato omaggio a Franz Schubert, che viene, per la prima volta, rievocato in una messa in scena per il palcoscenico, in alcuni passaggi della sua vita, e fatto rivivere nelle sue vicende biografiche e nella sua musica, che viene interpretata, dal vivo, dal protagonista, (il pianista Luca Ciammarughi), e dagli altri personaggi, che cantano e suonano per noi alcuni dei suoi più noti
Lieder.

La vicenda viene rappresentata come davvero dovette svolgersi: dal primo amore con il soprano Therese Grob, al rapporto con il suo grande amico Franz Von Schober, alle prime schubertiadi, che vengono riprodotte in scena, con iLieder di Johann Michael Vogl, alle lezioni di musica alla Contessina Karoline Eszterházy, altro grande amore infelice di Schubert, fino ad arrivare alla fine, con il famoso concerto del 1828,  la composizione delle ultime opere (tra cui l’ultima sonata, la D 960, che dà il titolo alla pièce)… fino al tragico epilogo finale.

Questo lavoro è frutto di un lungo, accurato e quasi maniacale studio filologico sulla vita e sulle opere di Schubert, che tende a rappresentare tutto con la massima fedeltà storica possibile, ma anche con profonda e meditata aderenza psicologica all’anima di questo grandissimo compositore, senza fermarsi all’agiografia o alle tesi preconcette (come quella, oggi molto di moda, della sua presunta omosessualità). Ma è anche un lavoro che vuole avvicinare il grande pubblico, i giovani, gli studenti, alla figura di Schubert, e quindi fare opera divulgativa.

Da qui, la scelta di presentare, tra i tanti capolavori pianistici e liederistici che si ascolteranno, anche brani musicali molto noti, come l’“Ave Maria”, o la Sinfonia “Incompiuta”.

Su tutto, domina il fascino della musica dal vivo, di bravissimi musicisti che diventano anche attori, di uno spettacolo che non è un concerto, ma una vera e propria rivisitazione musicale e musicologica, con l’incanto che solo una messinscena teatrale può dare.

Dal nostro network di appassionati melomani, lo dedichiamo con umile e incontenibile entusiasmo alla memoria del grandissimo Schubert, e a tutti gli amanti della musica.

*************

ClassicaViva offre questo spettacolo “chiavi in mano”, come propria consuetudine, ad un costo davvero assolutamente accessibile a qualunque Teatro o Comune, anche piccolo.

Esigenze tecniche:

– Spazio nudo praticabile (meglio se vero e proprio palcoscenico con sipario)
– 1 Pianoforte a mezza coda
– Normale impianto audio e luci
– Fondale bianco per la proiezione delle diapositive che fanno da scenografia

 L'Ultima Sonata di Franz Schubert  

Classicaviva

 

Giu 052009
 

Concerto di solidarietà per l'Abruzzo, Conservatorio de L'AquilaIl Teatro milanese SpazioTeatro 89 ha organizzato, per stasera 5 giugno 2009, un concerto di beneficenza, il cui incasso verrà interamente devoluto al Conservatorio “Casella” de l’Aquila, gravemente danneggiato dal terremoto.

Partecipano, a titolo gratuito, gli artisti (in ordine alfabetico):
Davide Cabassi
Alberto Chines
Elisa D’Auria
Mariangela Ciuffreda e Filippo Di Domenico
(dal Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila)
Tatiana Larionova
Federico Rossini
Piercarlo Sacco
Luca Schieppati
Kulli Tomingas
Irene Veneziano

Programma:

  • J. Ph. Rameau (1683-1764): “Le Rappel des Oiseaux”
  • F. Chopin (1810-1849): Variations Brillantes op.12
    Alberto Chines – pianoforte
  • F. Borne (1862-1929): Fantasia sulla Carmen di Bizet
    Federico Rossini – flauto; Irene Veneziano – pianoforte
  • G. Rossini (1792-1868): “Nacqui all’affanno”, Aria di Cenerentola
    Kulli Tomingas – mezzosoprano; Luca Schieppati – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Impromptu op. 90 n. 3
    Tatiana Larionova – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Impromptu op. 142 n. 2
    Davide Cabassi – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Andante con moto, dal Trio op.100 D 929
    Piercarlo Sacco – violino; Filippo Di Domenico – violoncello; Luca Schieppati – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Lebenssturme D 947
    Tatiana Larionova e Davide Cabassi – pianoforte
  • F. Chopin (1810-1849): Notturno in Do# minore op. post.
  • F. Liszt (1811-1886): Rapsodia spagnola
    Irene Veneziano – pianoforte
  • R. WagnerIF. Liszt: Isoldens Liebestod
    Elisa D’Auria – pianoforte
  • D. Shostakovich (1906-1975): Scherzo dalla Sonata per vcl. e pf. op.40
    Filippo Di Domenico – violoncello; Mariangela Ciuffreda – pianoforte
Mar 252009
 

L'ultima sonata di Franz SchubertAnnunciamo con piacere che ClassicaViva ha prodotto un nuovo spettacolo teatrale, davvero innovativo ed originale (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!).

Si tratta di L’Ultima sonata”, opera teatrale originale, ideata e scritta da Ines Angelino, con la collaborazione e la consulenza musicale e musicologica di Luca Ciammarughi.

L’ultima Sonata

Viaggio al centro della vita e delle opere di Franz Schubert

L'Ultima Sonata, una pièce di Ines Angelino e Luca Ciammarughi

L'ultima sonata di Franz Schubert

Personaggi e interpreti:

Franz Schubert: Luca Ciammarughi
Therese Gross, Karoline Estherazy: Monika Lucacs
Johann Michael Vogl: Mirko Guadagnini
Franz Schober: Stefano Ligoratti
Regia e commento iconografico: Ines Angelino

Il pianista Luca Ciammarughi interpreta Franz Schubert il soprano Monika Lukacs intepreta Karoline Estherazy il tenore Mirko Guadagnini interpreta Johanno Michael Vogl Il pianista Stefano Ligoratti interpreta Franz Schober

Lo spettacolo nasce da un’idea di Ines Angelino, il fondatore di ClassicaViva.

E’ un appassionato omaggio a Franz Schubert, che viene, per la prima volta, rievocato in una messa in scena per il palcoscenico, in alcuni passaggi della sua vita, e fatto rivivere nelle sue vicende biografiche e nella sua musica, che viene interpretata, dal vivo, dal protagonista, che è un noto pianista schubertiano, e dagli altri personaggi, che cantano per noi alcuni dei suoi più noti lieder.

La vicenda viene rappresentata come davvero dovette svolgersi: dal primo amore con la soprano Therese Gross, alle prime schubertiadi, che vengono riprodotte in scena, con i lieder di Johann Michael Vogl, alle lezioni di musica alla Contessina Karoline Estherazy, altro grande amore infelice di Schubert, fino ad arrivare alla fine, con il famoso concerto del 1828, le ultime opere (tra cui l’ultima sonata, la D 960, che dà il titolo alla pièce)… fino al tragico epilogo finale.

Questo lavoro è frutto di un lungo, accurato e quasi maniacale studio filologico sulla vita e sulle opere di Schubert, che tende a rappresentare tutto con la massima fedeltà storica possibile, ma anche con profonda e meditata aderenza psicologica all’anima di questo grandissimo compositore, senza fermarsi all’agiografia o alle tesi preconcette (come quella, oggi molto di moda, della sua presunta omosessualità). Ma è anche un lavoro che vuole avvicinare il grande pubblico, i giovani, gli studenti, alla figura di Schubert, e quindi fare opera divulgativa. Da qui, la scelta di presentare, tra i tanti capolavori che si ascolteranno, anche brani musicali molto noti, come l’“Ave Maria”,   o la Sinfonia “Incompiuta”.

Su tutto, domina il fascino della musica dal vivo, di musicisti che sono anche attori, di uno spettacolo che non è un concerto, ma una vera e propria rivisitazione musicale e musicologica, con l’incanto che solo una messinscena teatrale può dare. Dal nostro network di appassionati melomani, lo dedichiamo con umile e appassionato entusiasmo alla memoria del grandissimo Schubert, e a tutti gli amanti della musica.

ClassicaViva offre questo spettacolo “chiavi in mano”, come propria consuetudine, dal proprio catalogo online, ad un costo davvero incredibilmente accessibile a qualunque Teatro o Comune, anche piccolo.

Esigenze tecniche:

– Spazio nudo praticabile (meglio se vero e proprio palcoscenico con sipario)
– 1 Pianoforte a mezza coda
– Normale impianto audio e luci
– Fondale bianco per la proiezione delle diapositive che fanno da scenografia

Mar 012009
 

Piano Solo, di Perri KnizeQuesta non è la semplice recensione di un libro. E’ la storia di un innamoramento. Anzi, di molti innamoramenti. Quello, innanzitutto,  dell’autrice di questo testo – definito “un memoir” – per il suo pianoforte, che lei ha subito battezzato “Marlene” (perché le ricorda il fascino della voce di Marlene Dietrich); ma anche l’innamoramento per un’accordatura “alla Schubert”, che, si scoprirà, è quella che dona al pianoforte (il vero protagonista di questa storia) la sua voce incantevole ed incantata, unica e indimenticabile.

C’è poi l’innamoramento per la struttura interna del pianoforte, che porta la scrittrice ad inoltrarsi (e a svelarci con passione) nei più reposti meandri e segreti della meccanica dello strumento, della sua tavola armonica, delle tecniche di accordatura e, soprattutto, di intonazione. Tutte cose in parte note, ma, credo, abbastanza sconosciute, nella loro inesauribile profondità e complessità, alla maggioranza delle persone, e addirittura, credo, anche alla maggioranza dei pianisti.

Questo post parla anche di un altro innamoramento: il mio, per questo libro. Approdato sulla mia scrivania come regalo di compleanno per mio figlio, pianista, e subito da me divorato. Vedete, a fianco, la copertina. Allora ecco subito i dati completi: il libro si intitola “Piano solo – una storia d’amore e musica”, di Perri Knize, ed è uscito nel novembre 2008 per le Edizioni Elliot. Se non lo trovate in libreria, ecco il link alla scheda del libro, che è in vendita direttamente dal sito dell’Editore.

Bello il titolo in inglese, che la dice lunga sul contenuto di questo testo:“Grand Obsession. A Piano Odyssey”. L’autrice è una giornalista americana, che parla di sé, e delle sue aspirazioni di pianista mancata. Alle quali ha rimediato, “nell’autunno dei miei quarantatré anni”, ci racconta, decidendo di riprendere a studiare pianoforte, per suo puro e semplice piacere personale. Stupenda la parte iniziale, quando ci racconta di come un giorno, appunto, riascoltando un vecchio nastro con una registrazione di Chopin eseguita da Rubinstein, rimane nuovamente folgorata dal suono del pianoforte, e una voce interiore le dice: “Questo è tutto ciò che voglio fare nella vita”.

Una folgorazione anche per me. Ho trovato una sorella spirituale. E’, questo, un dato del tutto evidente, per chi conosce ClassicaViva, e, attraverso questa mia creatura, un poco anche me. Leggete questo libro, se volete vivere anche voi qualche ora meravigliosa, un poco della felicità senza tempo, incorrotta, che possono regalare la musica e la buona letteratura. E il pianoforte, naturalmente.

(Non è un caso se la prima collana discografica delle nostre Edizioni si intitola “Magie al pianoforte”…)

Ott 052008
 

Il Maestro Daniele GattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica venerdì 3 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.  

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La trasmissione si è aperta con le mie dichiarazioni in favore dei Conservatori italiani, che operano sempre ai massimi livelli di qualità, svolgendo un lavoro fantastico ed insostituibile con i giovani musicisti italiani. Abbiamo citato a questo proposito anche il Maestro Daniele Gatti, che potremo ascoltare al Conservatorio “G. Verdi” di Milano l’11 ottobre 2008, con un bel concerto per il Bicentenario della Fondazione del Conservatorio. (In programma due sinfonie di Beethoven: la 1^, in do maggiore, e la 5^, in do minore. Ghiotto programma e splendida occasione di ascoltare gratuitamente grande musica. Per di più eseguita dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio, composta da allievi e Maestri.)

Ho riportato, dunque, le dichiarazioni del Maestro Gatti, che, andando a dirigere gli allievi del Conservatorio da cui proviene, ha anche rilasciato un’intervista sul “Corriere della Sera”, schierandosi con grande energia a favore di Conservatori italiani, e soprattutto del Conservatorio di Milano, presso il quale ha studiato, difendendone il livello di eccellenza. Ha affermato, e lo applaudiamo anche per questo, che “in Italia si studia benissimo”, e non c’è bisogno di andare a studiare all’estero.

E’ poi andata in onda una bellissima registrazione di “Suor Angelica” di Giacomo Puccini (la terza parte),  con una favolosa Katia Ricciarelli. Si tratta di una registrazione RCA, con l’Orchestra Stabile dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Diretta da Bruno Bartoletti, remastering di una incisione del 1973, pubblicata in occasione delle celebrazioni pucciniane di quest’anno, per il 150 anniversario della nascita del compositore. Questo splendido atto unico, che fa parte del “Trittico”,  è opera particolarmente raffinata e di elevata spiritualità.

Alessandro RossiHo poi presentato una novità assoluta della nostra Casa Editrice: gli audiolibri di poesia. Sono le poesie del giovane Alessandro Rossi, un artista completo, che è anche musicista (si accompagna infatti con la chitarra, improvvisando ogni volta nuove armonie),  cantautore, attore. In questi audiolibri egli legge i suoi versi, con intensa ed asciutta interpretazione.

Ho scoperto Alessandro questa estate, ascoltandolo in un concerto dal vivo al Mantova Musica festival,  e l’ho immediatamente riconosciuto come un grande poeta. Una vera folgorazione, la mia, simile a quella provocata dal primo incontro con Nazim Hikmet, o con Neruda… La chitarra commenta, sottolinea, fa da moderno tappeto sonoro a questi versi, la sorprendente e prepotente rivelazione di un grande, nuovo poeta… Sono poesie completamente originali, lette tutte di un fiato, improvvisando in studio, che non è possibile ricondurre ad alcuna “scuola” o corrente. Sembrano scritte direttamente “con il sangue”, in linguaggio però asciutto, essenziale, “senza pelle”, diretto, comunicano emozioni ogni volta diverse, ma sempre, indiscutibilmente, vere, profonde, con una incredibile capacità di scavo nelle profondità dell’animo umano. Poesie che sembrano ballate, moderne ballate di un cantore dal sapore antico, un rinato “troubadour”, un menestrello, erede di quel connubio delicato e fragile tra musica e poesia, che evoca immediatamente Jacques Brel e Fabrizio De André, un poeta che genera bellezza ad ogni verso, con stupefacente naturalezza.

Nel podcast potete quindi ascoltare una decina di queste composizioni, questa nuova voce completamente originale: un grande poeta dell’amore, che non manca di ironia e di spunti filosofici, quasi surrealisti. Trovate gli audiolibri di Alessandro Rossi nel nostro catalogo, con questa semplice ricerca: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=rossi&osCsid=7f7019b38dcc23598fd5d037b81d2437&x=7&y=8

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Set 182008
 

Il Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione andata in onda su Radio Classica martedì 16 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Annuncio anche fin da ora con grande piacere che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

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Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricarla dal nostro catalogo, utilizzando gli Hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro).

Stavolta abbiamo parlato di grande cinema, e precisamente di “Barry Lindon”, di Stanley Kubrick. Analizzando quello splendido film, la cui colonna sonora era composta da brani di famosi compositori classici, abbiamo presentato, per cominciare, il famoso “Andante con moto” dal Trio in mi bemolle maggiore  op. 100, D929 , di Franz Schubert, nell’esecuzione registrata negli studi di ClassicaViva dal “Trio Matisse”. Questo tema schubertiano viene utilizzato nel film come sottofondo a diverse celebri scene, nella rielaborazione di Leonard Rosenman, che per questo lavoro ebbe l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1976. E’ il tema del destino per eccellenza, che accompagna, dolente e solenne, con implacabile senso di fatalità, le vicende del protagonista Redmond Barry (presentiamo qui anche il filmato con la famosa scena della seduzione di Lady Lindon, interpretata da Marisa Berenson, da parte di Barry, uno strepitoso Ryan O’Neil…). Cinque minuti di grande cinema, affidato alla musica e alle immagini, senza parole…

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Ricordando questo grande film, un meraviglioso affresco sul settecento, ripreso con lenti speciali Zeiss, ottenute dalla Nasa, per utilizzare soltanto la luce naturale, persino nelle scene notturne,  illuminate esclusivamente da candele e lumi d’epoca, abbiamo colto l’occasione per presentare quasi l’intero Trio schubertiano, con l’eccezione del primo movimento e, poi, anche, di parlare del famoso tema della “Follia di Spagna”, altro grande tema del film. Il destino del protagonista è infatti accompagnato, nel film, da questo famoso tema, declinato nella “Sarabanda” di Haendel.
Stefano LigorattiAbbiamo così presentato il tema della Follia, nella scintillante composizione del giovane Stefano Ligoratti, che ha eseguito al clavicembalo le sue  “12 Variazioni sul tema de la “Follia”. (La partitura originale è scaricabile dal nostro sito, qui).
Per concludere la trasmissione, abbiamo anche mandato in onda un’altra composizione ispirata alla “Follia”, nella prima incisione pianistica assoluta, sempre per le nostre edizioni, e sempre nell’interpretazione di Stefano Ligoratti, questa volta nella veste di pianista. Si tratta delle “12 Variationen auf die Folie d‘Espagne in d”, di C. Ph. E. Bach, il figlio del grande Johann Sebastian. Due brani davvero piacevoli e ricchi di inventiva e fantasia.
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Ago 222008
 

Quando si ha voglia di ritirarsi in un mondo perfetto, quello della musica “superiore” è l’unico possibile. Ecco, oggi avevo proprio bisogno di questo… e ho scelto un video che mi ha immediatamente trasportato in un’altra dimensione. Dove si può dimenticare ogni problema, e volare alto: lo condivido con voi.

Tre cose sublimi in un colpo solo: un valzer di Schubert, nella trascrizione di Liszt (Soirées de Vienne, Valse-Caprice No. 6), eseguito da Horowitz a Vienna (e dove, se no?) nel 1997, un paio d’anni prima che si spegnessero le luci della sua vita.

Le “Soirées de Vienne” sono una collezione di nove “waltz-caprices” trascritte da Liszt su temi di Schubert tra il 1852 e il 1953, tranne le cadenze nel n. 8 e 9, aggiunte nel 1883. Un piccolo capolavoro, una appassionata dichiarazione d’amore a Schubert, cui Liszt dedicò molte trascrizioni.

Ne condivido l’ascolto con voi. Finché c’è musica così, vuol dire che l’umanità ha una speranza…

E grazie al benefattore che ha messo questo video su YouTube… Godetevi questo momento sublime. Quel certo tocco di Horowitz… ah, ma sarà proprio vero che i tre geni che ci stanno regalando questa meraviglia sono proprio morti? Li sentiamo qui, accanto a noi, ci parlano con tanta efficacia e immediatezza… miracoli della musica.

Quasi dimenticavo: dentro a questo video troverete i link ad altri spettacolari video YouTube… vi raccomando quello di Glenn Gould che suona una propria trascrizione de “La Valse” di Ravel… da infarto…

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Ago 022008
 

Il logo di YouTubeCari amici, siamo pieni di giovani pianiste che ci scrivono. Che bello. Penso a loro, allora. E dedico loro un video eccezionale, anche per la durata, insolita per Youtube. E’ di un pianista sudafricano, Anton Nel (guardatevi il suo sito, qui linkato), definito dal New York Times “un pianista di eleganza fuori dal comune”.

E consentitemi subito anche un pensiero riconoscente verso YouTube, che, come probabilmente saprete già, in questo momento vive un momento difficile: Mediaset gli ha fatto causa (anzi, ha fatto causa all’americana Google, proprietaria di YouTube), chiedendo 500 milioni di Euro di risarcimento danni. E non è il primo network televisivo che, evidentemente preoccupato del planetario successo di Youtube, scende in campo nei Tribunali e chiede espressamente un risarcimento danni, in questo caso per le “315.672 giornate di visione perse”. A parte il fatto che risulta per lo meno misterioso come sia stato effettuato questo curioso calcolo, capiamo bene la preoccupazione delle TV generaliste.

Moltissime persone, ormai, invece di accendere la tv, accendono YouTube, e si fanno da sole la propria programmazione. Non c’è dubbio che questa causa farà epoca, comunque si concluda la vicenda in ambito giudiziario. Certo, possiamo discutere sulla violazione di diritto d’autore, ma come si possono rivendicare gli spettatori perduti per spezzoni di programmi già andati in onda? Mah. Staremo a vedere. Certo è che la rete sta cambiando, e a velocità vertiginosa. La rete ha cambiato il mondo, e il mondo ora vuol cambiare la rete…

Ma godiamoci ‘sto video, finché ci è ancora concesso di godere gratuitamente di cose così… Chicca numero uno, qui esegue l’intera Wanderer Fantasie di Schubert (che dura ben più dei canonici 10 minuti concessi da YouTube).  Chicca numero due, suona a casa sua, a piedi nudi, appena sveglio, in attesa del suo primo caffè (beh, non so se sia proprio così, ma sembra proprio che sia così… Chicca numero tre, che esecuzione, ragazzi (se appena sveglio suona così, cosa farà in concerto, alla sera?)! Chicca numero quattro… guardate la sua casetta!Continua a leggere…

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