Feb 102012
 

Il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha trasmesso al presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Bruno Cagli, il decreto interministeriale che attribuisce alla Fondazione il riconoscimento di forma organizzativa speciale.

L’Accademia di Santa Cecilia, ha accolto con soddisfazione il riconoscimento, prima e finora unica tra le Fondazioni lirico-sinfoniche ad averlo ottenuto, ritenendolo una certificazione “per  l’impegno profuso negli ultimi anni nella realizzazione di tutte le sue molteplici attività che ne hanno evidenziato l’eccezionale capacità produttiva e l’assoluta rilevanza internazionale dei propri complessi artistici; ne sono testimoni la qualità delle stagioni concertistiche proposte al Parco della Musica, le numerose tournée realizzate in Italia e nel mondo e i riconoscimenti ottenuti in campo discografico. Tutto questo -come dichiarato dall’ Accademia nel comunicato stampa diffuso oggi – abbinato ad una sana e trasparente gestione amministrativa che ha consentito il raggiungimento del pareggio di bilancio negli ultimi 5 anni a prova di un consolidato equilibrio economico-patrimoniale”

Bruno Cagli e Antonio Pappano, orgogliosi dell’atteso e meritato risultato, ringraziano pubblicamente l’Orchestra, il Coro e tutto il Personale Tecnico-Amministrativo, il cui apporto e la cui dedizione hanno reso possibile il raggiungimento di un così importante traguardo. E ringraziano anche i soci, pubblici e privati, gli sponsor e il pubblico che, nonostante le difficoltà che il nostro Paese si trova ad affrontare in questi ultimi tempi, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alla Fondazione.

Feb 032012
 

È entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2012 la legge del 29 giugno 2010 n. 100 voluta dall’allora ministro Sandro Bondi, che all’art. 3, comma 1 “riafferma il rapporto di esclusività della prestazione lavorativa fondamentale ed esclude pertanto anche le prestazioni gratuitamente rese al di fuori del servizio“.

Questa norma sta suscitando molto malumore tra gli addetti ai lavori, preoccupati per l’ennesima difficoltà di carriera e di lavoro, in questo periodo indiscutibilmente catastrofico. La norma, vieta infatti ai dipendenti delle fondazioni lirico sinfoniche le prestazioni di lavoro autonomo, a causa della mancata sottoscrizione del contratto collettivo. Fanno eccezione “le prestazioni di lavoro autonomo rese dai dipendenti a favore del corpo artistico del proprio Teatro in regola con gli impegni di cui all’articolo 23 comma 2”.

Questa norma vieta in pratica ai musicisti di prestare la propria opera anche per registrazioni discografiche. I musicisti dell’accademia nazionale di Santa Cecilia hanno scritto un lettera al ministro per i Beni e le Attività culturali Lorenzo Ornaghi per chiedere la revoca del comma della nuova legge che vieta l’attività concertistica e cameristica al di fuori delle Istituzioni di appartenenza.

Ne riportiamo il testo integralmente:

Illustre Signor ministro, noi musicisti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, Le rivolgiamo un caloroso appello affinché Lei possa ridare voce a tutti i musicisti italiani revocando il comma 1 dell’Art. 3 della Legge n. 100 del 29 giugno 2010, che nega loro l’espressione musicale al di fuori delle Istituzioni di appartenenza. Le attività di lavoro autonomo, già regolate dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, venivano consentite solo previa autorizzazione della propria Istituzione e per prestazioni di alto valore artistico e professionale, fatti salvi, comunque, il principio del non aggravio economico e delle esigenze produttive delle Fondazioni liriche e sinfoniche.

La Legge 100, che viene recepita dal mondo della musica – artisti, interpreti, appassionati, professori e studenti di Conservatorio – come una punizione non meritata, vieta solo a noi musicisti italiani l’attività concertistica e cameristica mentre nel resto d’Europa e nel Mondo i nostri Colleghi, dipendenti come noi di Istituzioni musicali, continuano ad esibirsi con le loro performances in tutti i contesti musicali, compresi i teatri italiani.

La libertà di essere artisti anche al di fuori dalle istituzioni di appartenenza è nel mondo riconosciuta come elemento indispensabile di motivazione e accrescimento professionale, caratteristiche che, riportate all’interno dei Complessi artistici, donano nuova linfa e vigore per ottenere sempre più brillanti successi e riconoscimenti internazionali. Senza dimenticare che, in questo momento difficile per tutti, queste attività andrebbero maggiormente valorizzate e sostenute, non solo per il loro alto contenuto culturale ma anche perché spesso permettono alla musica classica di raggiungere territori e ceti sociali che altrimenti ne verrebbero esclusi.

Signor Ministro, sicuri della condivisione dei nostri obiettivi artistici, culturali e sociali rimaniamo in attesa di una Sua positiva risposta.

Gen 232012
 

Nonostante i timori dati dalla situazione economica sempre più critica, si preannuncia ricca e coraggiosa la trentunesima edizione del Bologna Festival. Il tutto grazie alla formula migliore, quella delle collaborazioni, che varcati i confini di tutta l’Emilia Romagna, coinvolgeranno  altri enti o teatri, dando la possibilità agli abbonati di assistere a concerti imperdibili. Uno su tutti, per esempio, quello che Riccardo Muti dirigerà al Pala De André di Ravenna il 27 aprile con la Chicago Symphony Orchestra, per un programma composto dalla Quinta Sinfonia di Šostakovic, Morte e trasfigurazione di Strauss e la Suite sinfonica dal “Gattopardo” di Nino Rota. L’inaugurazione sarà il 18 marzo a Bologna, col grande direttore Antonio Pappano, e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per l’Ottava Sinfonia di Anton Bruckner. La tradizione bolognese del Festival resterà con The Schoenberg Experience, la sezione autunnale di Bologna Festival, Il Nuovo L’Antico, traccerà un percorso tra le musiche del padre della dodecafonia e un ideale erede dell’avanguardia viennese come Wolfgang Rihm.

Ott 012011
 

Continua l’ anno lisztiano di Michele Campanella che si unirà a  Riccardo Muti e la Chicago Symphony Orchestra, con i quali replicherà l’1 e 4 ottobre, il concerto celebrativo del bicentenario della nascita di Liszt già eseguito ieri, del quale Campanella eseguirà il “Primo concerto per pianoforte e orchestra“. Il concerto, oltre alle due composizioni lisztiane, prevede in apertura l’esecuzione della Huldigungmarsch di Wagner.
Il prossimo appuntamento italiano di Michele Campanella sarà l’inaugurazione della Stagione da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia il 21 ottobre, quando nella Sala Sinopoli completerà il ciclo di musiche pianistiche con il quarto programma preparato per l’omaggio lisztiano dell’Accademia (Années de Pèlerinage III: Italie, Sonata in si minore). Con lo stesso programma sarà al Teatro San Carlo di Napoli il 24 ottobre, e poi a Cagliari dove, il 28 e 29 ottobre, celebrerà ancora Liszt con un concerto che prevede “Malediction per pianoforte e orchestra d’archi” e il “Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in la maggiore S. 125“, accompagnato dall’Orchestra diretta da Daniele Giorgi.

Mar 132011
 

L’accademia Nazionale di Santa Cecilia e Telecom Italia, a partire da domani proporranno una nuova iniziativa che avvicinerà gli appassionati di musica classica al mondo dei concerti con una trasmissione in diretta streaming, chiamata PappanoinWeb.

Un ciclo di tre appuntamenti durante il quale si potrà assistere a tutte le fasi della preparazione di un concerto, fino alla sua esecuzione, attraverso il Web.

Collegandosi a http://www.telecomitalia.com/pappanoinweb è già possibile, infatti, seguire le interviste ai protagonisti degli eventi dei prossimi giorni, che avranno tutti per protagonista il Maestro Pappano.

I tre concerti previsti potranno essere seguiti on line gratuitamente sia in live streaming, che, successivamente, in videocast, e durante la diretta sarà possibile interagire con l’Accademia di Santa Cecilia, che, mediante un live blog, risponderà a tutte le domande e alle ciriosità degli ascoltatori. L’iniziativa è la prima in assoluto di questo genere approntata in Italia, alla quale si spera possano seguirne delle altre.

Questo il programma:

Domani, Lunedì 14 marzo ore 21:
L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore
Boris Berezovsky pianoforte

Verdi Aida: Sinfonia
Liszt Concerto per pianoforte n. 1
Mahler Sinfonia n.1 “Il Titano”

Mercoledì 16 marzo ore 20.30:
Antonio Pappano pianoforte
Luigi Piovano violoncello

Cirri Sonata in sol maggiore op. 7 n. 6
Beethoven Sonata in sol minore op. 5 n. 2
Martucci Due Romanze op. 72
Brahms Sonata n. 1 in mi minore op. 38

Venerdì 16 settembre ore 21
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore
Denis Matsuev pianoforte
Puccini Preludio Sinfonico
Rachmaninoff Concerto per pianoforte n. 2
Cajkovskij Sinfonia n. 6 “Patetica”

Giu 232010
 

Il no al Decreto BondiAlla Camera, nel momento in cui pubblichiamo questo post, ferve un acceso dibattito sul Decreto Legge sulle Fondazioni liriche.

Di fronte alla ferma opposizione di Pd e IDV, ma anche di rappresentanti del gruppo misto, come l’Onorevole Giulietti di “Articolo 21”, il Governo minaccia di mettere la fiducia sul Decreto. “Il testo del governo – sostiene l’IDV – non prevede alcuna vera riforma delle fondazioni, di cui pure si ravvisa la necessità, ma scarica semplicemente sui lavoratori la necessità di quadrare i bilanci. Questo decreto, inoltre, non riapre neppure le fondazioni all’imprenditoria privata, perché mancano gli incentivi e la defiscalizzazione. E’ ovvio che nessun imprenditore di buon senso investirà dove non gli conviene farlo”.

E intanto, fuori dal Ministero dei beni culturali e poi davanti alla Camera, il 22 giugno c’è stato un presidio di centinaia di esponenti delle Fondazioni liriche (orchestrali, coro e corpo di ballo) ed esponenti delle forze sindacali Cgil Slc, Fials, Cisl.. Ma c’è stato anche uno sciopero generale per tutto il settore. Sono saltate le rappresentazioni di tutte le opere liriche in tutto il paese (ad esempio, il Faust alla Scala e la Manon all’Opera di Roma).

Centinaia di lavoratori protestano contro la politica di tagli scelta dal governo. Uno striscione è stato appeso davanti all’ingresso del Ministero: “Ci state tagliando le gambe”, dice. E’ firmato dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ad animare il sit-in contro il Decreto Bondi ci sono anche i musicisti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, del Lirico di Cagliari e del Maggio Fiorentino. Se il decreto diventa legge, annunciano i sindacati, la protesta arriverà a bloccare la stagione estiva, quella più frequentata anche dai turisti, da Caracalla a Verona, San Carlo, Santa Cecilia. E metterà a rischio anche la tournée della Scala. A Venezia i musicisti della Fenice suonano e danzano in corteo per le calli, a Milano gli artisti della Scala, dopo le innumerevoli manifestazioni di piazza dei giorni scorsi, annunciano un nuovo sciopero per domani sera e si chiudono in assemblea permanente. Continua a leggere…

Giu 082008
 

Il pianista Evgeni BozhanovSi è svolta ieri sera, al Teatro Verdi di Terni, la serata conclusiva della 28^ EDIZIONE del Concorso pianistico Internazionale “Alessandro Casagrande”. Ecco i Vincitori:

    il primo premio è andato a Evgeni Bozhanov, bulgaro, 24 anni.
    il secondo premio è stato assegnato a Rachel Cheung Wai Ching, cinese di 16 anni,
    il terzo a Gabriele Baldocci, 28 anni, di Livorno.

Una serata particolarmente avvincente, quella della prova finale con orchestra svoltasi il 7 giugno al Teatro Verdi di Terni, gremito di pubblico, e trasmessa in bella e avvincente diretta radiofonica dalla RAI (su Radiotre). E’ stato sottolineato dalla giuria il livello altissimo di un’edizione che ha confermato la tradizione di un concorso prestigioso, attento ad identificare una figura completa di musicista.

Il concerto dei premiati avrà luogo, sempre al Teatro Verdi, domenica 8 alle ore 17,30. E, come la prova finale, sarà trasmesso in diretta radiofonica RAI-Radiotre. Colleghiamoci tutti via internet, utilizzando questo link: http://www.radio.rai.it/radio3/ascolta.cfm#

Posso testimoniare, avendo ascoltato in diretta la finalissima di ieri sera, che, almeno per il vincitore, ne vale davvero la pena. Non ho fatto in tempo, purtroppo, ad ascoltare l’italiano Baldocci… ma mi aspetto qualcosa di davvero bello, visto il curriculum. Ma ne discuteremo dopo insieme, di tutto, i commenti sono qui per questo… Per ora ascoltiamoli, questo è davvero un concorso importante, quello che nel 1976 laureò Alexander Lonquich, ad esempio, oltre a Boris Petrushansky nel 1975… per non parlare di Ivo Pogorelich, vincitore nel 1978. Facciamo quindi i nostri migliori auguri al vincitore, per una carriera ricca di altrettanti successi!

Evgeni Bozhanov, che si è esibito nel Concerto n. 1 Op. 11 di Chopin, si è rivelato, secondo il comunicato stampa ufficiale diramato dal Concorso, ” un pianista sfolgorante e molto maturo musicalmente, capace di intraprendere soluzioni originali e raffinate, particolarmente attento al dialogo nella musica da camera”. Nato a Russe in Bulgaria 24 anni fa, ha studiato fin da bambino nella Scuola speciale di Musica riservata ai bambini di particolare talento. A 12 anni ha debuttato con l’orchestra suonando il Concerto K. 415 di Mozart, e negli anni seguenti ha vinto numerose competizioni nelle categorie giovanili. Si è poi trasferito in Germania dove ha studiato con Boris Bloch presso la Musikhochschule di Essen, ha conseguito premi in competizioni (Chopin di Colonia, Carl Bechstein di Essen), e ha ottenuto diverse borse di studio da fondazioni. Studia ora presso la Musikhochschule di Düsseldorf con Georg Friedrich Schenck (pianoforte) e Rüdiger Bohm (direzione d’orchestra). Da anni segue i corsi di Dmitri Bashkirov. Ha debuttato un anno fa in sale da concerto come il Gasteig di Monaco e l’Alten Oper di Francoforte.

Rachel Cheung Wai Ching, sedicenne pianista cinese, ha presentato il Concerto n. 3 op. 37 di Beethoven.

Il pianista Gabriele BaldocciGabriele Baldocci, livornese di 28 anni, perfezionato presso l’Accademia Pianistica “Incontri con il Maestro” di Imola e The International Piano Academy di Como sotto la guida di insegnanti come Franco Scala, Dmitri Bashkirov, Fou Ts’Ong, Andreas Staier, Charles Rosen, Alicia de Larrocha, Leon Fleisher, William Grant Naborè, ha eseguito il Concerto n. 4 op. 58 di Beethoven. Attualmente è alunno di Sergio Perticaroli presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Collabora con artisti di fama mondiale tra cui Martha Argerich, con la quale spesso si esibisce in duo pianistico.

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Mag 092008
 
Nando Dalla Chiesa alla presentazione del polo Universitario milaneseCari amici, ieri Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario uscente al Ministero dell’Università, con delega per il comparto AFAM, ha scritto e pubblicato sul sito del Ministero un importante documento, che conteneva le sue considerazioni finali sulla vicenda degli studenti AFAM.
Si tratta di un promemoria per il Direttore Bruno Civello, che rimane (e meno male!) al suo posto al Ministero. Ma dopo pochissime ore il documento era già stato cancellato dal sito…
Il nuovo Governo ha giurato ieri pomeriggio alle 17, come saprete, e ieri sera alle 19 il documento già era scomparso…. Ministro nuovo, vita nuova, via tutto quello che è stato fatto fin qui. Madonna che solerzia…
Ritengo quindi doveroso pubblicare qui la lettera del Prof. Dalla Chiesa, che contiene considerazioni molto importanti, ed è stata salvata al volo in copia locale sul proprio PC da una persona intelligente e previdente, che me l’ha segnalata e passata.
Una nota sola…. mi sa che cominciamo male. Speriamo davvero – ma mobilitiamoci – che tutto quello che è stato faticosamente conquistato fin qui non venga oscurato e cestinato con altrettanta solerzia…
Vi invito quindi a diffondere il più possibile questo documento, a commentarlo e ad utilizzarlo per ripartire con tutta la vicenda AFAM…

Lettera-promemoria del Sottosegretario uscente Nando dalla Chiesa al Direttore Civello sulle richieste degli studenti Afam

Gentile Direttore,

sulla base del confronto avuto con l’Assemblea nazionale delle Consulte studentesche lo scorso 14 febbraio in Santa Cecilia a Roma, e che ha fatto seguito ad analogo, più informale incontro avuto in precedenza al Ministero, credo che sia possibile fissare alcuni punti programmatici per il futuro sviluppo del sistema Afam. Si tratta di punti qualificanti che non solo non sono incompatibili con il disegno di riforma presentato al Cnam da questo Ministero, ma concorrono anzi a migliorarne a valle il contesto normativo, le linee di sviluppo e le articolazioni partecipative.

Le rappresentanze studentesche hanno infatti a mio avviso sollevato, tra altri più specifici problemi, questioni generali a cui mi sembra sensato, proprio in virtù dell’orientamento che abbiamo comunemente maturato nel nostro lavoro di questa breve legislatura, dare risposte positive nei prossimi mesi. Desidero dunque sintetizzarle a Lei, come già d’accordo, affinché possano trovare sbocco nella futura attività di qualificazione del settore. Questo faccio nella convinzione di esprimere non tanto punti di vista personali (ormai e giustamente non rilevanti in prossimità dell’ insediamento del nuovo Governo) quanto, in forma appena ordinata, un punto di vista che sotto il mio mandato abbiamo visto maturare insieme in quella che vorrei definire la “Comunità dell’Afam”.

-La prima questione è l’istituzione di un Consiglio nazionale degli studenti Afam, in analogia con il Cnsu dell’università. Una tale scelta contribuirebbe in primo luogo ad avvicinare ancor più il settore a quello universitario, dotandolo di un sistema simmetrico della rappresentanza studentesca. Ma avrebbe anche il vantaggio operativo di offrire in una fase di trasformazione complessa e difficile un punto di riferimento importante per l’acquisizione del punto di vista e per la valutazione dei bisogni e delle attese di una componente fondamentale (anzi della primaria ragione di esistenza) del settore: gli studenti. A questa prospettiva si collega la (già prevista) estensione al comparto Afam dello schema di “Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti” presentato per il sistema universitario.

-La seconda è la promozione, nell’ambito di un complessivo potenziamento del diritto allo studio, di strutture dedite all’ospitalità degli studenti. La creazione nei prossimi anni, almeno nei principali centri metropolitani, di pensionati studenteschi Afam, e la destinazione di quote di studentati universitari agli iscritti alle istituzioni del settore, è oggi davvero un obiettivo primario, da perseguire d’intesa con la nostra Direzione competente al diritto allo studio, che più volte ha espresso il proprio accordo di principio. Pur non nascondendomi i problemi finanziari, ritengo che potrebbero essere battute con convinzione le strade che abbiamo iniziato a esplorare, dagli accordi con le Regioni e con i Comuni alle strategie di sviluppo dei poli territoriali. In questo contesto si colloca anche il problema della ristorazione, da risolvere o con la creazione di spazi dedicati o attraverso convenzioni volte ad abbattere i costi sostenuti dagli studenti.

-La terza è lo sviluppo organico di politiche di sensibilizzazione presso gli enti per il diritto allo studio delle singole Regioni affinché sempre di più (e in linea di massima nelle stesse proporzioni) gli studenti Afam siano messi in grado di beneficiare delle provvidenze per gli studenti bisognosi e meritevoli. Tra queste l’assemblea del 14 ha ribadito una volta di più l’importanza delle esperienze Erasmus, da noi più volte incoraggiate ma che pare incontrino in qualche sede intralci di natura amministrativa.

-La quarta è la tutela della possibilità, per gli studenti, di seguire percorsi formativi dotati di un apprezzabile livello di “personalizzazione”. E’ una richiesta in linea con l’evoluzione dei sistemi universitari. Mi sembra importante, tanto più in epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e di mercato, che gli studenti possano seguire vocazioni proprie e specifiche opportunità di successo senza che ciò si riverberi negativamente sulla sostanziale coerenza e omogeneità dei piani formativi.

-La quinta, sempre relativa ai piani formativi, riguarda invece la necessità di contrastare l’eccessiva parcellizzazione degli insegnamenti, al fine di garantire agli studenti impianti e orizzonti formativi di ampio respiro e dotati di coerenti e riconoscibili linee di sviluppo. Tale necessità, peraltro, è già stata fatta propria legislativamente dal Ministero nell’ambito universitario. Essa può essere soddisfatta sia con provvedimenti normativi specifici che intervengano sui nuovi ordinamenti, orientandone l’applicazione, sia con una classica (e incisiva) attività di moral suasion rivolta alle singole istituzioni.

-La sesta è la possibilità, per gli studenti, di frequentare anche contemporaneamente due corsi legati a indirizzi formativi diversi nella stessa istituzione. Si tratta naturalmente per lo studente che decida di farlo di sopportare un carico didattico più pesante. Ma non si vedono controindicazioni in linea di principio sulla autorizzazione a godere di questa opportunità. Forse, questo è almeno il mio avviso, si potrebbe prevedere che tale autorizzazione venga concessa in presenza di buoni risultati didattici, per evitare la moltiplicazione delle mediocrità e affollamenti senza costrutto.

Su un piano più ampio, mi appare comunque utile rientrare nella tradizione secondo la quale gli studenti dei Conservatori e dell’Accademia nazionale di danza possono frequentare in contemporanea i corsi universitari, secondo regole concordate tra le istituzioni interessate e naturalmente secondo tempi minimi di durata dei corsi da definire.

-La settima questione è l’istituzione a breve di dottorati di ricerca Afam. Per quanto il sistema sia ancora in fase di trasformazione e assestamento, l’introduzione di una “batteria” di dottorati nelle istituzioni più avanzate (questo è anche l’orientamento per le università) rappresenterebbe un sicuro segnale e un importante incoraggiamento a muoversi pienamente lungo la linea di sviluppo della formazione di livello universitario.

-L’ ottava riguarda la valutazione della qualità delle istituzioni e delle attività di insegnamento e di ricerca che vi si svolgono. Certamente tale valutazione dovrà ricadere sotto la responsabilità dell’Anvur. Ma è bene sottolineare come gli studenti abbiano più volte, a partire dagli Stati Generali di Verona del febbraio 2007, rivolto al Ministero un accorato appello a garantire più elevati e coinvolti livelli di insegnamento. Il processo di riforma avviato va incontro a questa loro esigenza. Ma una più incisiva attività di valutazione interna appare auspicabile.

-La nona e ultima indicazione è probabilmente in parte legata alla precedente e attiene alla cosiddetta governance delle istituzioni Afam. Significativo mi è sembrato il consenso unanime degli studenti sulla necessità di evitare nomine a vita. Ma forse ancor più importante -per le più estese implicazioni- mi è apparso il loro atteggiamento sui criteri di scelta dei direttori: da un lato la diffidenza per un sistema di elezione dei direttori che presti il fianco ad accordi al ribasso con la base elettorale (si elegge chi dà meno fastidio), dall’altro il rifiuto di una nomina politica che vada ad aggiungersi a quella del presidente. Trovo che questo atteggiamento rifletta la consapevolezza che occorre definire criteri di scelta che premino la qualità. E sono convinto, sulla base dell’esperienza condotta fino a questo momento, che gli studenti abbiano colto un punto debole dell’attuale sistema: dove i mediocri possono -in certe limitate e particolari situazioni, si intende- essere premiati e dove i migliori possono invece trovarsi ostaggio degli umori e degli ostruzionismi più disparati quando spingano verso un forte rinnovamento delle proprie istituzioni.

Le ricordo inoltre che gli studenti, durante l’incontro su richiamato, hanno richiesto che il loro titolo venga espressamente considerato “diploma di laurea”, cosicché la celebre equipollenza, per la quale tanto ci siamo battuti, sia tale anche sul piano terminologico. Personalmente sono d’accordo con la richiesta. Ma credo che il raggiungimento di questo obiettivo necessiti realisticamente di una lunga e complessa attività: da un lato di riconosciuto innalzamento della qualità didattica e del corpo docente, dall’altro di un’intensa attività di sensibilizzazione politica e culturale da condurre verso tutti i “sottosistemi” confinanti. Attività che, come è evidente, non ricadono però nelle competenze e nelle possibilità di una Direzione Generale.

Ricordo altresì che gli studenti hanno chiesto -in quella sede e in molte altre sedi di incontro che abbiamo avuto- di convertire il loro diploma quadriennale in laurea magistrale, sulla falsariga di quanto avvenuto in università. Su questo punto, pur comprendendo la suggestione della comparazione, credo che le obiezioni da Lei proposte sulla natura della legge 508 e sulle sue implicazioni e successive specificazioni, siano prevalenti rispetto alle ragioni addotte dagli studenti. Anche se, devo precisare, queste ultime sembrano dotate di un qualche fondamento analogico, specie per quanto riguarda le Accademie.

Confidando nella Sua sensibilità, già dichiarata, per le questioni che Le ho sottoposto e nella Sua consapevolezza che esse appartengono direi “di diritto” al futuro del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, La ringrazio vivamente per l’attenzione,

Prof. Nando dalla Chiesa

Roma, 8 maggio 08

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Mar 212008
 

Una trasmissione di Radio 3 RAICome annunciato ieri, pubblico il primo podcast, molto interessante, del forum di discussione a proposito dell’educazione musicale e della situazione dei Conservatori in Italia, andato in onda ieri sera, 20 marzo 2008, alle ore 22,15 su Radio 3 RAI. Una trasmissione davvero importante, di cui riporteremo ogni passaggio, come elemento di partenza per una costruttiva informazione e discussione su questi temi, importantissimi per il futuro della musica.

Colgo l’occasione per ringraziare Radio3 per aver organizzato questo forum: meno male che in Rai c’è ancora spazio e sensibilità per la grande musica e la cultura… Mi auguro che, visto il grande successo di partecipazione da parte del pubblico, che ha inondato la redazione di messaggi, questo tema venga presto ripreso e sviluppato.

[display_podcast]

In questa prima parte il Dott. Bruno Civello, Direttore Generale dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica del Ministero dell’Università e della Ricerca (insomma, il funzionario che garantisce la continuità dell’istituzione, mentre i governi passano e continuano a cambiare), parla della riforma della famosa legge 508 del 1999, interloquendo con Bruno Carioti, Direttore del Conservatorio “Casella” de l’Aquila, e Presidente della Conferenza dei Direttori di Conservatorio. Molto interessanti le critiche e le opinioni espresse da Luca Montebugnoli, neo diplomato del Conservatorio di Santa Cecilia, e di Giuseppe Mazziotti, Diplomato in clarinetto e laureato in giurisprudenza. Grande assente, cosa che mi è particolarmente dispiaciuta – il sottosegretario Nando Dalla Chiesa (spero solo che l’avessero invitato e non sia potuto intervenire per qualche motivo…).Continua a leggere…

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Gen 092008
 

La protesta del 20 dicembre a Roma davanti al Ministero

Finalmente abbiamo ricevuto, e immediatamente volentieri pubblichiamo, il documento unitario frutto dell’assemblea unitaria di Roma tenutasi a Santa Cecilia da parte degli studenti AFAM da tutta Italia.Vista l’importanza dell’argomento e la posta in gioco, vi invitiamo a commentare tutti e ad intervenire su questo post e su quello precedente con le dichiarazioni di Paolo Gasparin, rappresentante nel CNAM degli studenti dei Conservatori, che presenta aspetti che ci rendono per lo meno perplessi.

PROPOSTE PER UNA PIATTAFORMA COMUNE AI CONSERVATORI ITALIANI E ALL’ACCADEMIA NAZIONALE DI DANZA

ROMA, 20 – 21 DICEMBRE 2007

Sono trascorsi nove anni dalla riforma del sistema AFAM. In questo periodo abbiamo visto la graduale svalutazione dei nostri titoli e toccato con mano il fallimento di una cattiva riforma che, insieme al disinteresse per la Cultura, ci ha resi sempre più “precari in formazione” e sempre meno sicuri del nostro futuro. Per questo abbiamo scelto di alzare la testa, di non farci più calare dall’alto decisioni prese altrove e di protestare, di avviare una riflessione comune. Dopo che molti Conservatori sono entrati in agitazione, abbiamo deciso di incontrarci a Roma per unire le forze e manifestare il nostro disagio. Queste prime proposte sono frutto del lavoro degli studenti dei Conservatori di Napoli, Roma, Firenze, L’Aquila, Cosenza, Adria, Frosinone, Milano e dell’Accademia Nazionale di Danza, presenti a questo incontro, e di molti altri che hanno inviato la loro adesione.

Gli studenti riuniti a Roma:

DENUNCIANO

– La deliberata aggressione nei confronti della Musica, dell’Arte, e del Sapere in generale da parte di tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, dalla chiusura delle orchestre della RAI alla povertà complessiva in cui versano le casse dei Conservatori e dell’Accademia.

– L’attuazione dell’Alta Formazione Artistica e Musicale senza la parallela creazione di scuole pubbliche per l’insegnamento musicale di base, vero e proprio vuoto nella riforma dei Conservatori.

– Il mancato inserimento della musica e della danza nelle scuole di ogni ordine e grado come materie di primaria importanza per la formazione di ogni studente.

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Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!