Apr 032011
 

È  uscito, edito dalla EpiKa Edizioni, “Lo sguardo di Hermes”  il quarto romanzo di Rita Pani, collaboratrice e addetta stampa di ClassicaViva, per il quale ho avuto il gradito incarico di scrivere la prefazione.Ve ne ripropongo, qui, un breve estratto,  per raccontarvi di questo suo ultimo lavoro. Che, a mio parere, è uno dei più bei romanzi che io abbia letto in questi ultimi anni. E nel quale, oltretutto, il protagonista è un pianista (e quindi è un romanzo che rientra in pieno nella nostra sfera di interessi)…“Quando ho letto per la prima volta “Lo sguardo di Hermes”, la mia prima reazione è stata di profonda invidia per l’Editore che mi aveva preceduto nell’aggiudicarsi i diritti di pubblicazione di questo libro. Purtroppo ho conosciuto Rita Pani abbastanza recentemente (l’ho incontrata su Internet, e dove, se no?), e ho fatto in tempo soltanto ad approfondire conoscenza, stima, amicizia e ad avviare un bel rapporto di collaborazione giornalistica con lei per la mia rivista online e per il nostro ufficio stampa.

Quando ho saputo che aveva pronto un nuovo romanzo da pubblicare e mi sono fatta avanti per chiedere di leggerlo (con la segreta speranza di poterlo pubblicare), era già troppo tardi: le trattative per il contratto con un altro, fortunato, editore, erano già troppo avanti. Così, naturalmente, non mi è rimasto che leggere le bozze del libro, con curiosità professionale e la vorace attenzione che riservo a tutti i nuovi romanzi, soprattutto se scritti da una donna.

E il libro, letto da un netbook nelle ore di riposo notturno, mi ha immediatamente catturato, prima, e incatenato poi, senza remissione, alla sua insolita storia. Non sono riuscita a spegnere il computer finché non sono arrivata all’ultima pagina, consapevole solo in quel momento della luce del giorno che ridava i contorni alla stanza e al computer sulle mie ginocchia, riportandomi alla mia realtà quotidiana completamente dimenticata.

Perché si tratta di uno di quei romanzi – ormai divenuti molto rari – che, oltre ad altre qualità, posseggono anche quella – preziosa – di raccontare una storia.

In un paese distratto “in cui i libri servono spesso a far da zeppa a un tavolo zoppo”, come scrive la nostra autrice, avevo trovato una piccola gemma. “Una regola però vale per tutte e due le arti: ci sono scrittori e ci sono scrivani.” – dice un personaggio di questo libro. Ecco, per l’appunto, Rita Pani è uno scrittore. Uno scrittore con la schiena dritta, che non segue le mode o le convenienze, ma ascolta solo la sua voce interiore, la sua coscienza critica, la sua profonda indipendenza intellettuale, gettando uno sguardo attento e disincantato sul mondo: uno sguardo mai cinico, però, ma sempre ricco di calore umano, di umorismo pungente, e sempre, sempre illuminato dal riflettore della sua intelligenza, che le fa scorgere, anche negli angolini più bui e riposti, cose che gli altri, semplicemente, non vedono.”

Mar 012009
 

Piano Solo, di Perri KnizeQuesta non è la semplice recensione di un libro. E’ la storia di un innamoramento. Anzi, di molti innamoramenti. Quello, innanzitutto,  dell’autrice di questo testo – definito “un memoir” – per il suo pianoforte, che lei ha subito battezzato “Marlene” (perché le ricorda il fascino della voce di Marlene Dietrich); ma anche l’innamoramento per un’accordatura “alla Schubert”, che, si scoprirà, è quella che dona al pianoforte (il vero protagonista di questa storia) la sua voce incantevole ed incantata, unica e indimenticabile.

C’è poi l’innamoramento per la struttura interna del pianoforte, che porta la scrittrice ad inoltrarsi (e a svelarci con passione) nei più reposti meandri e segreti della meccanica dello strumento, della sua tavola armonica, delle tecniche di accordatura e, soprattutto, di intonazione. Tutte cose in parte note, ma, credo, abbastanza sconosciute, nella loro inesauribile profondità e complessità, alla maggioranza delle persone, e addirittura, credo, anche alla maggioranza dei pianisti.

Questo post parla anche di un altro innamoramento: il mio, per questo libro. Approdato sulla mia scrivania come regalo di compleanno per mio figlio, pianista, e subito da me divorato. Vedete, a fianco, la copertina. Allora ecco subito i dati completi: il libro si intitola “Piano solo – una storia d’amore e musica”, di Perri Knize, ed è uscito nel novembre 2008 per le Edizioni Elliot. Se non lo trovate in libreria, ecco il link alla scheda del libro, che è in vendita direttamente dal sito dell’Editore.

Bello il titolo in inglese, che la dice lunga sul contenuto di questo testo:“Grand Obsession. A Piano Odyssey”. L’autrice è una giornalista americana, che parla di sé, e delle sue aspirazioni di pianista mancata. Alle quali ha rimediato, “nell’autunno dei miei quarantatré anni”, ci racconta, decidendo di riprendere a studiare pianoforte, per suo puro e semplice piacere personale. Stupenda la parte iniziale, quando ci racconta di come un giorno, appunto, riascoltando un vecchio nastro con una registrazione di Chopin eseguita da Rubinstein, rimane nuovamente folgorata dal suono del pianoforte, e una voce interiore le dice: “Questo è tutto ciò che voglio fare nella vita”.

Una folgorazione anche per me. Ho trovato una sorella spirituale. E’, questo, un dato del tutto evidente, per chi conosce ClassicaViva, e, attraverso questa mia creatura, un poco anche me. Leggete questo libro, se volete vivere anche voi qualche ora meravigliosa, un poco della felicità senza tempo, incorrotta, che possono regalare la musica e la buona letteratura. E il pianoforte, naturalmente.

(Non è un caso se la prima collana discografica delle nostre Edizioni si intitola “Magie al pianoforte”…)

Nov 182007
 

Chi è questo ragazzo misterioso?

Facciamo un gioco.

Chi indovina chi è questo ragazzo? Attenzione, non è facilissimo.

Beh, naturalmente, vi aiuto, è un artista famoso, anzi planetariamente famoso.

I miei amici, che conoscono la risposta, perchè sanno che questo ragazzo è il protagonista del romanzo che sto scrivendo, non possono rispondere…

Coraggio, indovinate. E’ bellissimo, no?

Che occhi, che sensualità… forse è anche un po’ triste, vero?

Non può essere che…

Un aiuto: non siamo abituati a pensarlo così, la sua immagine tradizionale è ben diversa…

Dai, coraggio, un piccolo premio per chi indovina (a sorpresa…)

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!