Apr 252009
 

Un magnifico video, con grande musica (l’adagio dalla Settima Sinfonia di Beethoven),  le più famose canzoni simbolo della Resistenza, e molte immagini.

Per non dimenticare

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Il miglior commento al 25 aprile resta quello del grande Piero Calamandrei:

Ora e sempre Resistenza

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto con il silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza.

Apr 252008
 

25 aprile 1945Oggi è il 25 aprile, anniversario della Liberazione. Una festa ufficiale della nostra Repubblica.
Vorrei celebrarlo con voi, ricordando i nostri morti, caduti nella seconda guerra mondiale, caduti nella Resistenza.

Ma anche tutti quanti i morti. Da una parte e dall’altra. Perché oggi, in definitiva, ricordiamo anche la fine di quella orribile e folle guerra. Con tutte le decine di milioni di morti inutili (50 milioni! è stato calcolato. Il due per cento della popolazione mondiale di allora.) Con il quasi totale sterminio di un intero popolo. Donne, bambini, vecchi, uomini, soldati, tutti resi uguali dalla morte, dal nulla, tutti uguali sotto una lapide – e tanti, sconosciuti, nelle fosse comuni.

Ricordiamo, raccontiamo, celebriamo, perché tragedie così non si ripetano mai più. Abbiamo avuto 63 anni di pace, nel nostro paese, un regalo prezioso. Apprezziamolo a fondo e regaliamoci ancora molti anni di questa pace. Per noi, per i nostri figli.
Vi consiglio la lettura di un libro davvero sconvolgente, che mi è capitato tra le mani – proprio oggi – per caso: “Le benevole”, di Jonathan Littel, Ed. Einaudi. E’ la storia della guerra vista con gli occhi di un ufficiale delle SS. Ma attenzione, ci vuole uno stomaco forte… quando dico sconvolgente, non uso questa parola tanto per dire… Eppure bisogna trovare sempre il coraggio di guardare in faccia la storia, di non dimenticare nulla.

Ne cito solo una pagina, che contiene una fredda contabilità (solo per quanto riguarda il fronte russo) più eloquente di qualsiasi discorso:

Morti sovietici 20 milioni
Morti tedeschi 3 milioni
Totale parziale guerra all’Est 23 milioni
Endlösung (soluzione finale per gli ebrei) 5,1 milioni
Totale 26,6 milioni
(il tutto, calcolando che 1,5 milioni di ebrei sono già stati calcolati fra i morti sovietici)

In ricordo di tutti coloro che sono caduti vi propongo l’ascolto di uno dei più alti momenti musicali mai creati: da Mozart, Messa da Requiem, il “Confutatis” e il “Lacrimosa”. E che Mozart ci aiuti a rimanere ancora in pace e a non ripetere tragedie così (se fossi Ministro della pubblica istruzione, renderei obbligatorio l’ascolto di 10 minuti quotidiani di Mozart in ogni scuola del nostro paese… un magnifico antidoto alla rabbia, all’ignoranza, alla superficialità).
Grazie, Wolfie. Che la musica ci salvi dalla stupidità umana.

Grazie, http://www.youtube.com/user/ClassicalMusicGuide (qui troverete l’intera Messa da Requiem). John Eliot Gardiner dirige gli “English Baroque Soloists” e il “Monteverdi Choir“. Il concerto è stato ripreso al Palazzo della Musica Catalana, a Barcelona, nel dicembre 1991.

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Grazie a tutti quelli che hanno creduto nel futuro del nostro paese, e si sono sacrificati per la sua libertà e democrazia. Ricordiamoli con il proposito di dire ancora e sempre “Basta guerre, basta odio”. E’ questo il significato profondo, anche, del motto “Ora e sempre, resistenza”. Vigilare sempre, tutti, affinché l’odio, il sospetto, la paura, l’ignoranza, l’intolleranza, la divisione, l’avidità, la stupidità, l’egoismo, le bugie, il revisionismo storico non prendano il sopravvento.

Mentre scrivo, al piano di sotto (nel salone delle prove della nostra casa discografica), il coro di Dorno – il nostro paese – prova i brani che eseguirà in piazza: in questo momento stanno cantando “Fratelli d’Italia” e sto piangendo come la sciocca vecchia sentimentale che, in definitiva, sono.

Con l’augurio che possiamo riuscire a risentirci davvero di nuovo tutti Fratelli, reimparare la collaborazione, la comprensione, la solidarietà, e ritrovare l’anima del nostro Risorgimento… e della nostra Resistenza.

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!