Mar 242011
 

Giancarlo GalanSono state sospese le giornate di mobilitazione della Cultura italiana, dopo che ieri il governo ha firmato il decreto per il reintegro dei fondi FUS. Restano confermate solo le iniziative del prossimo 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro, che in Italia non sarà celebrata.

Ieri, il presidente della Repubblica ha accolto le dimissioni dell’ex ministro per la Cultura, e affidato l’incarico al nuovo, Giancarlo Galan.

La mobilitazione, tuttavia, resta attiva e i vari promotori già lavorano per una prossima mobilitazione “di proposta” per arrivare all’apertura di un tavolo nazionale, insieme al nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali , per discutere le proposte di riforma per il rilancio e lo sviluppo del settore culturale.

Il reintegro del Fus, in misura permanente, prevede l’assegnazione al MiBAC (questa sigla è l’acronimo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali) 236 milioni di euro, così ripartiti:149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali. Complessivamente, il Fus 2011 ammonta a 428 milioni, risultanti da 231 milioni (prima del reintegro) + 27 milioni che erano stati congelati dal ministero dell’Economia + 149 milioni assegnati al Ministero + 15 milioni dal Milleproroghe alle fondazioni liriche + 6 milioni dal Milleproroghe alla Scala e all’Arena di Verona = 428 milioni.

A chiusura di questa fredda cronaca contabile, che comunque offre un minimo di respiro e un piccolo spiraglio di sopravvivenza, senza mira polemica, ci piace citare due dichiarazioni dell’ex ministro Bondi, il quale in prima battuta si è detto “Orgoglioso per il raggiungimento degli obbiettivi previsti, nonostante siano rimaste incomprese le sue politiche di innovazione della Cultura italiana” e poi “Rammaricato perché, più che a lui, si è dato ascolto al Maestro Muti.

 

Lug 292009
 

Silvio BerlusconiDopo settimane di appelli, manifestazioni di piazza, ordini del giorno bipartisan – scrive l’Ansa -Silvio Berlusconi annuncia la buona novella al mondo dello spettacolo ridotto alla canna del gas dai tagli ai finanziamenti pubblici: un decreto per incrementare le risorse del fondo unico dello spettacolo. Il traguardo, chiarisce il premier, sono 60 milioni di euro (contro i 200 chiesti dall’opposizione…). (Da erogare a chi, di grazia? Si apre la guerra tra i poveri e i meno poveri…)
Comunque un segnale, commenta l’ex ministro Buttiglione. Ma dal Pd, augurandosi che la promessa sia rispettata, si parla di elemosina. E in previsione della Mostra di Venezia, la mobilitazione non si ferma. “Di promesse -spiega per Centoautori Stefano Rulli – ne abbiamo sentite tante”.
Il ministro Bondi, esponendo le sue priorità, chiede per il Fus “un reintegro parziale, ma non di più” (sic!!!), ribadendo la necessità delle riforme. “Bisogna liberare la cultura dai rapporti con la politica”, dice il ministro, spiegando che i settori meno legati al contributo dello Stato sono stati quelli che hanno avuto più sviluppo (ah, sì? Fornisca dati certi e numeri, prego…).

“Certo anche lo spettacolo deve essere capace di uscire dall’assistenzialismo e dall’elemosina di Stato – interviene Berlusconi – però ora è chiaro che non possiamo far chiudere i teatri come La Scala e quindi aumenteremo i fondi a disposizione dello spettacolo”. I tempi non vengono precisati. Le possibilità sono diverse, si apprende poi da fonti del ministero, anche se l’ipotesi più apprezzata e forse anche la più probabile, sarebbe quella di un reintegro legato alla riforma delle fondazioni liriche che Bondi punta a presentare nella prima riunione di settembre del consiglio dei ministri. Il testo c’é già, e chi l’ha letto parla di una riforma “dura e severa”, come del resto il ministro ha più volte annunciato, che riporti le Fondazioni liriche sul mercato europeo ed elimini le sacche di privilegio.

Sulla necessità di fare leggi e riforme anche per cinema e spettacolo dal vivo, sono tutti d’accordo, dai parlamentari della maggioranza che in queste settimane hanno sostenuto la battaglia per il Fus insieme con i colleghi dell’opposizione, alle associazioni dello spettacolo, in prima fila l’Agis, che accoglie con soddisfazione l’annuncio dell’imminente reintegro. Soddisfazione condivisa anche dal regista Maurizio Scaparro, che per protesta contro i tagli aveva deciso di non ritirare questa sera il premio Charlot alla carriera e dopo l’annuncio di Berlusconi cambia idea.

Ma nel Pd come nell’Idv si guarda ai 60 milioni come a poca cosa. “l’obiettivo resta il reintegro integrale”, fa notare De Biasi (Pd), mentre Giambrone (Idv) parla di “brodino caldo che non risolve il problema”. Barbareschi e Carlucci (Pdl) cantano vittoria ma avvertono, “le riforme sono necessarie altrimenti si tratterà di un’indegna caccia al denaro”.

Il cinema in rivolta intanto non ferma la mobilitazione, attesa anche per domani alla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia: “Finché non saremo di fronte ad una legge – dice Rulli – atti concreti, cifre adeguate alle necessità del cinema italiano, la nostra mobilitazione andrà avanti”.

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