Mar 162012
 
Pisa: Terzo appuntamento con il ciclo di lezioni-concerto curato da Maurizio Baglini
DA VERSAILLES A VIENNA
IL PIANISTA LUCA CIAMMARUGHI RACCONTA I DUE MONDI DEL SALOTTO BAROCCO E ROMANTICO ATTRAVERSO LE MUSICHE DI RAMEAU E DI SCHUBERT
In programma domenica mattina 18 marzo 2012, alle ore 11, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Reale.
Inviti in distribuzione giovedì mattina allo sportello ‘Informazioni’ del Teatro Verdi 
Il pianista Luca Ciammarughi Il concerto fa parte di un progetto finanziato dalla Fondazione Caripisa e dalla SAT-Aereoporto “G. Galilei” di Pisa e promosso dal Comune di Pisa, dalla Fondazione Teatro di Pisa e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno.
Ricordiamo che l’ingresso è gratuito, a invito, e che gli inviti per domenica saranno in distribuzione nel numero di 90 (massimo 2 inviti a testa) allo sportello informazioni del Teatro Verdi, in via Palestro 40, giovedì 15 marzo a partire dalle ore 9.00 fino a esaurimento.

Già di per sé significativo il titolo dell’appuntamento di domenica: “Da Versailles a Vienna. La corte barocca e il salotto romantico”. A raccontarci questi due mondi sarà il pianista Luca Ciammarughi che interpreterà poi su un pianoforte Fazioli una selezione dalle Nouvelles Pièces de Clavecin di Jean-Philippe Rameau e due dei Klavierstuecke D 946 di Franz Schubert (il n. 1 in mi bemolle minore e il n. 2 in mi bemolle maggiore).

Musicista inusuale, Luca Ciammarughi è noto sia per l’intensa attività concertistica per le più prestigiose istituzioni e sale concertistiche italiane ed europee (senza dimenticare i suoi successi allo Spoleto Festival di Charleston, negli USA, e al Festival dei Due Mondi di Spoleto) che per i suoi programmi su Radio Classica (per la quale dal 2007 ad oggi ha condotto migliaia di trasmissioni) e sul canale Classica di Sky; dal 2010 è anche direttore artistico del festival “Settimana in musica” di Clusone.
Rameau e Schubert sono autori particolarmente congeniali a Luca Ciammarughi: in un’intervista dell’estate scorsa egli infatti ammise di sentire con entrambi una “immedesimazione totale”, le loro pagine spiccano nei suoi programmi concertistici e, per quanto concerne in particolare Schubert, va ricordato che Ciammarughi ha recitato e suonato come protagonista nella pièce teatrale L’ultima Sonata, dedicata proprio alla figura del compositore austriaco, e ha inciso recentemente il secondo cd dell’integrale delle Sonate di Schubert per l’etichetta ClassicaViva (a proposito del volume I, il critico e pianista Riccardo Risaliti ha parlato di “lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva.”) .
Significative le pagine scelte per la lezione-concerto di domenica mattina. Nella vasta produzione di Jean-Phillippe Rameau (il musicista e filosofo francese vissuto tra il 1683 e il 1764, nominato nel 1745 Compositeur de la Chambre du Roi da Luigi XV, autore fecondo di opere teatrali, cantate, mottetti, pezzi per clavicembalo e musica da camera, nonché tra i massimi teorici del suo tempo – e non solo, se si pensa che il suo celeberrimo Traité de l’harmonie segnò la nascita dell’armonia moderna, rimanendone a fondamento fino all’inizio del ‘900) Ciammarughi ha scelto una selezione di dieci brani dalle Nouvelles Pièces de Clavecin, l’ultima raccolta per clavicembalo solo pubblicata dall’autore nel 1728 e che, divisa in due gruppi, alterna tempi di danza a pezzi di carattere. Anche Franz Schubert scrisse una notevole quantità di musica, confrontandosi nel suo breve arco di vita (morì giovane, a soli trentunanni) con una altrettanto vasta gamma di generi e di orizzonti musicali, dal Lied alla musica sinfonica e cameristica, dalla musica per pianoforte, alla produzione sacra e all’opera). Scritti nel maggio del 1828, sei mesi prima della morte, i tre Klavierstücke D 946 furono pubblicati nel 1868 per volontà di Johannes Brahms, che diede anche il nome alla raccolta e ne curò la revisione. Forse concepiti per far parte di un ciclo di Improvvisi, i Klavierstücke sono esemplificativi di un periodo – la metà dell’800 – che vide la sonata pianistica non corrispondere più alle esigenze estetiche dei tempi nuovi. Ecco quindi queste pagine, dei veri e propri bozzetti caratteristici, capaci di esprimere singoli stato d’animo, immagini, impressioni, racconti.
Ancora un appuntamento imperdibile con gli “Incontri Musicali”, dunque.

Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111.

Apr 192011
 

Dopo il primo entusiasmo, immediatamente conseguente al reintegro del FUS, ancora non è chiara la salvezza dei Teatri Italiani, e più in generale, della cultura italiana. A fare da freno alla possibilità di recupero dell’intero comparto, resta il decreto Tremonti, che obbliga gli enti locali a spendere non più del 20% di quanto spendevano per la cultura negli anni precedenti e riduce il numero dei consiglieri d’amministrazione di tutte le strutture che producono cultura, con la conseguenza di allontanare i privati, che in molti casi devono uscire dai c.d.a.

A questo proposito riportiamo le dichiarazioni di Roberto Grossi, presidente di Federculture: “Ci aspettiamo che il nuovo ministro dei Beni culturali modifichi al più presto la legge n. 122. Poi bisogna varare un serio piano che vada oltre la mera sopravvivenza. Siamo consapevoli del momento di grave crisi generale, ma una crescita della cultura e dello spettacolo andrebbe proprio nella direzione di quell’incremento dei consumi voluto da Tremonti, perché i consumi culturali innescano una significativa spesa da parte delle famiglie, mettendo in moto tutta una serie di attività connesse, ristorazione, editoria, pubblicità, trasporti. Sarebbe miope sotto ogni punto di vista disattendere la domanda di cultura da parte del pubblico, che è in crescita: per quanto riguarda i concerti di musica classica ha avuto uno straordinario incremento del 5% nell’ultimo anno rispetto al precedente, e del 10% in tre anni”.

La preoccupazione costante per il futuro della Cultura italiana, e le nuove necessità espresse dal presidente Grossi, saranno al centro della trasmissione odierna “Ultimo Grido“, di Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino che potrete ascoltare in diretta da Internet a questo link:

http://www.radioclassica.net/radio-classica.asx

Apr 052011
 

I Pagliacci al Teatro Carlo Felice di GenovaInizia oggi, martedì 5 aprile, la breve stagione primaverile del Teatro Carlo Felice di Genova, con i “Pagliacci” di Leoncavallo e con la regia di Franco Zeffirelli.

Trovate qui la scheda completa dell’evento a cura del Teatro, con tutti i particolari e i nomi degli interpreti.

E’ un segnale importante, che segnala l’intenzione  di guardare avanti e superare le difficoltà, comune a tutti gli enti lirici.

Ma purtroppo questa non è solo la notizia di un paio di date in cartellone, sulla quale citare autori, interpreti e protagonisti, ma una nota che dice l’impegno nello strenue tentativo di non soccombere, e della sfiducia che aleggia intorno alle promesse del governo, nonostante il reintegro dei FUS, che proprio oggi, dopo la firma del primo aprile del Presidente della Repubblica, verranno ancora discussi nelle apposite commissioni del senato.

La preoccupazione è infatti quella di non sapere se, alla fine, nonostante i sacrifici dei lavoratori del Teatro genovese, primi in Italia ad aver accettato di lavorare con i contratti di solidarietà, farà seguito l’impegno ministeriale, per dare manforte alla ripresa e alla sopravvivenza dell’Ente Lirico.

I lavoratori del Teatro sono infatti a orario dimezzato:  per mezzo dei contratto cosiddetti “di solidarietà” lavorano meno, guadagnano meno, e il ricavato, cinque milioni di euro in due anni, lo regalano al Carlo Felice, il loro teatro, il teatro dei genovesi, perché non lo si debba chiamare, fra qualche tempo, Carlo Infelice, e piangerne la chiusura.

“Siamo i maggiori sponsor privati del teatro”, mastica amaro Giulio Luzi, delegato sindacale della Cgil del teatro. È vero: grazie all”impegno del Consiglio di Amministrazione del Teatro, guidato dal sindaco Marta Vincenzi e del sovrintendente Giovanni Pacor, sta arrivando anche il sostegno di diversi imprenditori privati, invitati ad aprire i portafogli in nome dell’orgoglio civico. Gli sponsor hanno finora raggranellato un milione e 400 mila euro: “e arriveremo a due, ma valgono doppio, in tempi di crisi”, rivendica il presidente di Confindustria Giovanni Calvini, che guida la colletta.

L’opera in streaming

Anche il quotidiano “La Repubblica” sarà in prima fila all’apertura del sipario. Quando il maestro Fabio Luisi – nei giorni scorsi al Metropolitan di New York con “L’oro del Reno” di Wagner – impugnerà la bacchetta,  sarà infatti possibile seguire in streaming sul sito di repubblica.it l’intera opera. A questo link trovate anche uno spazio speciale a Pagliacci e alle attività del Carlo Felice: perché tutti possano sentirsi all’interno della grande sala e vicini al “loro ” teatro.

Di questo e di altro ancora si occuperà questo pomeriggio la trasmissione odierna “Ultimo Grido“, di Luca Ciammarughi, su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino, trasmissione che potrete seguire in diretta streaming su http://www.radioclassica.net/radio-classica.asx

Mar 082011
 

Il Maestro Muti mentre dirige alla ScalaVa pensiero“, simbolo dell’Italia irredentista, e l’onore delle armi tributato forse con troppo anticipo al ministro Bondi, saranno al centro della trasmissione odierna “Ultimo Grido”, di Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino.

Per il giusto tributo alle donne, in occasione dell’ 8 marzo, saranno trasmesse tutte interpretazioni di artiste donne, dedicate a Bach, e poi il coro del Va pensiero, diretto da Muti, alla Scala, nel 1984.

Per tutti coloro che vorranno ascoltare la trasmissione, ricordiamo il link.


Feb 152011
 

Maurizio PolliniPrendendo spunto dall’intervento del Maestro Maurizio Pollini, durante il suo recente intervento pubblico al Palasharp di Milano, nella trasmissione odierna “Ultimo Grido”, di Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino, si parlerà del valore della cultura e della necessità che sempre più persone impegnate nei vari settori delle Arti italiane, si impegnino per far sì che si torni davvero a diffonderla, uscendo dalla televisione.

Durante la trasmissione, Luca Ciammarughi e Ines Angelino racconteranno anche delle nuove iniziative di alcuni cinema romani, che, grazie alla tecnologia digitale, ospitano nelle loro sale anche arte colta, come la lirica e i concerti.

Per chi volesse ascoltare la diretta da Web, questo il link.

 

Feb 072011
 

Giovanni Allevi e le celebrazioni per l'Unità d'ItaliaQuesto blog si è già occupato in passato delle polemiche suscitate da Giovanni Allevi (trovate a questo link il mio articolo con tutta la polemica scatenata da Uto Ughi). Ma dopo le recenti contestazioni, che sono sfociate addirittura in una petizione di protesta con raccolta di firme online contro Allevi, cui è stata affidata la direzione dell’Inno di Mameli per le imminenti celebrazioni dell’unità d’Italia, pubblico con grande interesse un bell’articolo del pianista,  giornalista e musicologo Luca Ciammarughi, del quale sono regolarmente ospite nella trasmissione di Radio Classica, da lui giornalmente condotta, “Ultimo grido”.

I.A.

Il pianista, musicologo e giornalista Luca CiammarughiNel 2007, quando ancora il dibattito sulla figura di Giovanni Allevi non imperversava, trasmisi da Radio Classica (fino a quel momento vicina al pianista-compositore, negli spazi jazz ed extra-classici non miei) l’inizio della canzone “Panic” (dall’album Joy, 2006). Poi mi misi al piano e suonai agli ascoltatori l’inizio del canto di Natale “Notte di luce, colma è l’attesa”, che i cattolici praticanti italiani – e anche i non più praticanti – conoscono a memoria. Quindi ritrasmisi l’inizio di “Panic”. Non solo il giro armonico dei due brani era lo stesso, ma anche il profilo armonico era sostanzialmente identico.

Ciò che mi interessava non era tanto il fatto che Allevi avesse consciamente o inconsciamente copiato quell’inno, ma il fatto che quella musica riproducesse nel melodismo accessibile e a tratti ingenuo un fideismo-buonismo di fondo dell’italiano medio, di cui prendere semplicemente atto: una mancanza assoluta di qualsivoglia tensione tragica, una generica aura di Speranza, una rilassatezza da “volémose bbène”. In un certo senso il fenomeno-Allevi, che era agli albori, mi interessava sociologicamente, mi permetteva di riflettere su come la ricezione della musica fosse condizionata da processi estrinseci alla musica stessa, social-collettivi o psicologico-individuali.

In realtà il mio primo contatto con la musica di Allevi era stato l’anno precedente. Influenzato a letto, avevo lasciato la radio accesa per compagnia: senza nessuna voglia di alzarmi per cambiare stazione, mi sorbii alcuni suoi brani come si manda giù uno sciroppo edulcorato per la tosse: poteva anche andarmi bene, con i suoi collegamenti armonici rassicuranti e privi di tensioni. Ben presto mi resi conto però che Allevi contraddiceva ciò che io essenzialmente cercavo nella musica: Sensucht, sottile sensualità, sublimazione. O ancora: complessità in senso psicologico prima ancora che formale, allusività e poli-semanticità, ambiguità. Tutti valori, peraltro, piuttosto latitanti nella patria di “O Sole mio” e dell’inno di Mameli. Ero arrivato a una mia conclusione personale, che riguardava esclusivamente me: disinteressarmi di una musica che non poteva toccare le mie corde.

Negli anni successivi e fino ad oggi, ho osservato con perplessità – senza intervenire con convinzione – le periodiche accuse mosse ad Allevi dall’élite musicale colta, a partire da quelle di Uto Ughi dopo il Concerto del 2008 al Senato, fino a quelle recentissime riguardanti la sua esecuzione dell’Inno di Mameli con l’Orchestra Rai di Torino.

Continua a leggere…

Gen 252011
 

Sylvie Guillem e Massimo Murrurisultati e le strategie emerse durante l’incontro del 19 gennaio scorso a Roma, dei settori della Cultura, dello Spettacolo, dell’Istruzione e dell’Informazione, saranno al centro della trasmissione odierna “Ultimo Grido”, di Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino.

Inoltre saranno trasmesse le interviste a Sylvie Guillem e a Massimo Murru, realizzate da Luca Ciammarughi ieri in Scala, durante una conferenza stampa tenutasi per informare sull’attuale situazione in cui versa l’organizzazione del teatro, e sul trattamento riservato agli artisti che lo fanno grande.

Per ascoltare la trasmissione, il link.

Gen 172011
 

CEMATIl Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo – Cultura, Spettacolo, Informazione, Scuola, Università, Ricerca

indice una Conferenza stampa a Roma per il 19 gennaio 2011 sul tema: precario il lavoro, precaria la libertà, precaria la democrazia.

Gli scriteriati tagli di bilancio da parte del Governo che colpiscono la Cultura, lo Spettacolo, l’Informazione, la Scuola, l’Università e la Ricerca pregiudicano non solo settori che generano una fetta rilevante del PIL nazionale e occupano migliaia di lavoratori, ma anche il futuro stesso del Paese e della Democrazia.

Il risultato delle politiche di questi due anni è l’indebolimento di tutta la produzione culturale e artistica italiana, l’attacco alla libertà e alla pluralità dell’informazione, il ridimensionamento della ricerca e dell’università pubblica. Il decreto Milleproroghe, in discussione al Parlamento, anziché restituire risorse colpisce ulteriormente proprio quei settori, già in grave difficoltà, che la Costituzione protegge con enfasi.

Siamo convinti che anche il comparto culturale debba concorrere al processo di risanamento dell’economia nazionale ma è necessario tener presente che esso rappresenta l’identità e il futuro del paese e che per questa ragione va promosso e sostenuto.

Per questo tutti i settori della Cultura, dello Spettacolo e dell’Informazione si ritroveranno il 19 gennaio (ore 10.30, Federazione Nazionale della Stampa, Roma) per denunciare il proprio disagio e annunciare una serie di iniziative pubbliche.

CEMAT19 gennaio – ore 10.30  Federazione Nazionale della Stampa, Corso Vittorio Emanuele II, n. 349, Roma

Federazione CEMAT

Anche di questa nuova iniziativa in difesa delle Arti e della Cultura, si occuperà domani la trasmissione “Ultimo Grido” di Luca Ciammarughi su Radio Classica, in onda dalle 16 alle 17,30 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino.

Per seguire la trasmissione in diretta streaming 

Gen 142011
 

La cover del CD

Il 22 dicembre, negli studi di Radio Classica, nella trasmissione giornaliera “Ultimo grido”, condotta da Luca Ciammarughi, ospite la sottoscritta, abbiamo presentato l’ultimo CD prodotto dalla nostra Casa discografica “ClassicaViva“. Pubblichiamo qui il podcast integrale.

[display_podcast]

Si tratta di “Violin in Blue”, dedicato alla musica da camera francese, interpretato dalla celebre violinista e didatta Yulia Berinskaya e dal pianista Stefano Ligoratti, che è anche il Direttore Artistico del nostro network. E’ andata in onda integralmente – e potete naturalmente ascoltarla nel podcast qui sopra – la Sonata di César Franck, il pilastro su cui si basa questo CD. Sono stati proposti tutti e quattro i movimenti, e precisamente:

  • Allegretto moderato
  • Allegro
  • Recitativo-Fantasia
  • Allegretto poco mosso
  • dal 60° minuto in poi, è possibile ascoltare anche la “Fantasia sulla Carmen”, di P. De Sarasate-Bizet

Potete qui sfogliare l’intero booklet del CD online:

ClassicaViva – Booklet CD Violin in Blue – Yulia Berinskaya, violin, Stefano Ligoratti, piano by ClassicaViva on Scribd

L'ultima di copertina del CD

Insieme a me, era ospite in studio il Maestro Stefano Ligoratti, ed è stata intervistata telefonicamente Yulia Berinskaya. Si è parlato diffusamente della genesi di questo CD: ho raccontanto con un certo orgoglio di come l’idea sia stata mia, e di come io abbia proposto agli artisti di registrare la Sonata di Franck, dopo averli ascoltati in un concerto dal vivo la scorsa primavera. Si è trattato, per me, del coronamento di un sogno, del raggiungimento di un obiettivo artistico che, data la mia inesausta passione per Franck, rappresenta davvero un risultato molto importante.Luca ha ammirato il risultato artistico, davvero entusiasmante, dovuto anche al confronto e alla fusione tra due scuole musicali e due personalità artistiche diverse, che hanno però trovato un profondo accordo, pur partendo da idee inizialmente non del tutto omogenee.

Yulia ha raccontato la sua idea del titolo del CD: associare, cioè, la musica a un colore.  Il titolo “Violin in Blue” cita esplicitamente un altro CD di Yulia Berinskaya, “Violin in Red”, contenente la registrazione di un recital dal vivo,  uscito nell’aprile  2010 per le Edizioni Suonare News, in allegato alla rivista. Ma mentre “Violin in Red” contiene registrazioni “live”, in cui viene colto con vivace immediatezza lo straordinario talento violinistico di Yulia Berinskaya, che si esibiva con il pianista Andrea Rebaudengo, questo “Violin in Blue” è stato registrato negli studi di ClassicaViva, con Stefano Ligoratti impegnato nella duplice veste di virtuoso pianista e di raffinato tecnico del suono.

Continua a leggere…

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!