Feb 072011
 

Giovanni Allevi e le celebrazioni per l'Unità d'ItaliaQuesto blog si è già occupato in passato delle polemiche suscitate da Giovanni Allevi (trovate a questo link il mio articolo con tutta la polemica scatenata da Uto Ughi). Ma dopo le recenti contestazioni, che sono sfociate addirittura in una petizione di protesta con raccolta di firme online contro Allevi, cui è stata affidata la direzione dell’Inno di Mameli per le imminenti celebrazioni dell’unità d’Italia, pubblico con grande interesse un bell’articolo del pianista,  giornalista e musicologo Luca Ciammarughi, del quale sono regolarmente ospite nella trasmissione di Radio Classica, da lui giornalmente condotta, “Ultimo grido”.

I.A.

Il pianista, musicologo e giornalista Luca CiammarughiNel 2007, quando ancora il dibattito sulla figura di Giovanni Allevi non imperversava, trasmisi da Radio Classica (fino a quel momento vicina al pianista-compositore, negli spazi jazz ed extra-classici non miei) l’inizio della canzone “Panic” (dall’album Joy, 2006). Poi mi misi al piano e suonai agli ascoltatori l’inizio del canto di Natale “Notte di luce, colma è l’attesa”, che i cattolici praticanti italiani – e anche i non più praticanti – conoscono a memoria. Quindi ritrasmisi l’inizio di “Panic”. Non solo il giro armonico dei due brani era lo stesso, ma anche il profilo armonico era sostanzialmente identico.

Ciò che mi interessava non era tanto il fatto che Allevi avesse consciamente o inconsciamente copiato quell’inno, ma il fatto che quella musica riproducesse nel melodismo accessibile e a tratti ingenuo un fideismo-buonismo di fondo dell’italiano medio, di cui prendere semplicemente atto: una mancanza assoluta di qualsivoglia tensione tragica, una generica aura di Speranza, una rilassatezza da “volémose bbène”. In un certo senso il fenomeno-Allevi, che era agli albori, mi interessava sociologicamente, mi permetteva di riflettere su come la ricezione della musica fosse condizionata da processi estrinseci alla musica stessa, social-collettivi o psicologico-individuali.

In realtà il mio primo contatto con la musica di Allevi era stato l’anno precedente. Influenzato a letto, avevo lasciato la radio accesa per compagnia: senza nessuna voglia di alzarmi per cambiare stazione, mi sorbii alcuni suoi brani come si manda giù uno sciroppo edulcorato per la tosse: poteva anche andarmi bene, con i suoi collegamenti armonici rassicuranti e privi di tensioni. Ben presto mi resi conto però che Allevi contraddiceva ciò che io essenzialmente cercavo nella musica: Sensucht, sottile sensualità, sublimazione. O ancora: complessità in senso psicologico prima ancora che formale, allusività e poli-semanticità, ambiguità. Tutti valori, peraltro, piuttosto latitanti nella patria di “O Sole mio” e dell’inno di Mameli. Ero arrivato a una mia conclusione personale, che riguardava esclusivamente me: disinteressarmi di una musica che non poteva toccare le mie corde.

Negli anni successivi e fino ad oggi, ho osservato con perplessità – senza intervenire con convinzione – le periodiche accuse mosse ad Allevi dall’élite musicale colta, a partire da quelle di Uto Ughi dopo il Concerto del 2008 al Senato, fino a quelle recentissime riguardanti la sua esecuzione dell’Inno di Mameli con l’Orchestra Rai di Torino.

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Gen 192011
 

Il Presdiente Fini porta la sua solidarietà ai lavoratori del Teatro Lirico di CagliariCAGLIARI. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è recato sabato 15 gennaio a Cagliari, in visita ai lavoratori del Teatro Lirico, che da mesi protestano contro i tagli della finanziaria nazionale. Negli stessi locali del teatro, Fini ha tenuto una conferenza stampa. Riportiamo qui i dettagli contenuti in un post del Blog http://nonzittitelarte.blog.tiscali.it/, che è, per l’appunto, il blog dei lavoratori del Teatro lirico di Cagliari.

Il link diretto è questo: Il teatro accoglie Fini

Riportiamo qui un estratto dell’articolo citato:

“No alla privatizzazione della cultura ma un giusto mix fra pubblico e privato. E’ il pensiero del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che questo pomeriggio ha incontrato a Cagliari i lavoratori del teatro lirico del capoluogo che protestano per i tagli allo spettacolo sanciti dalla legge finanziaria nazionale. “La presenza pubblica – ha spiegato Fini – è comunque indispensabile ma deve essere definita”. Il presidente della Camera, parlando con i lavoratori ha sottolineato che “la politica deve interrogarsi sull’opportunità degli investimenti nei vari settori della cultura. Ogni forza politica – ha detto Fini – si assuma la responsabilità di individuare le priorità, tenendo presente che le risorse sono limitate”. “Per troppo tempo – ha ricordato Fini – si è ragionato in termini di nomine negli enti preposti a cultura e spettacoli e non poche volte si è sprecato denaro pubblico, per esempio per alcune produzioni cinematografiche”. Fini si è anche soffermato sul tema del federalismo e ha lanciato un monito sulla necessità di chiarezza per quanto riguarda responsabilità e competenze, sempre in campo culturale: “Bisogna chiedersi – ha spiegato – se la cultura sia di competenza dello Stato o delle Regioni”. Il presidente della Camera ha anche sottolineato il fatto che la cultura sia il biglietto da visita dell’Italia “che possiede la metà del patrimonio culturale del pianeta”, che la stessa abbia ripercussioni positive sull’occupazione, soprattutto specializzata. Per ciò che attiene il teatro cagliaritano, Fini ha escluso interventi ad ok ma ha parlato di “stanziamenti aggiuntivi” per il settore culturale in sede di discussione parlamentare dei provvedimenti sulla cultura.”

L’Unione Sarda dà poi notizia che Il Governo avrebbe confermato l’assegnazione di 500 mila euro per il Teatro lirico di Cagliari. Lo si è appreso durante un colloquio telefonico avvenuto tra il ministro Sandro Bondi, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, il senatore Mariano Delogu e il deputato Mauro Pili. Il ministro, informa una nota dell’ufficio stampa della Regione, ha assicurato che l’interesse del Governo per la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari non sarà solo formale, ma troverà pieno riscontro negli atti che saranno posti in essere dall’esecutivo nazionale. Speriamo che l’impegno venga rispettato, ma si tratta di poca cosa rispetto alle necessità del Teatro.

Ed ecco alcuni video della visita del Presidente Fini:

Giu 232010
 

Il no al Decreto BondiAlla Camera, nel momento in cui pubblichiamo questo post, ferve un acceso dibattito sul Decreto Legge sulle Fondazioni liriche.

Di fronte alla ferma opposizione di Pd e IDV, ma anche di rappresentanti del gruppo misto, come l’Onorevole Giulietti di “Articolo 21”, il Governo minaccia di mettere la fiducia sul Decreto. “Il testo del governo – sostiene l’IDV – non prevede alcuna vera riforma delle fondazioni, di cui pure si ravvisa la necessità, ma scarica semplicemente sui lavoratori la necessità di quadrare i bilanci. Questo decreto, inoltre, non riapre neppure le fondazioni all’imprenditoria privata, perché mancano gli incentivi e la defiscalizzazione. E’ ovvio che nessun imprenditore di buon senso investirà dove non gli conviene farlo”.

E intanto, fuori dal Ministero dei beni culturali e poi davanti alla Camera, il 22 giugno c’è stato un presidio di centinaia di esponenti delle Fondazioni liriche (orchestrali, coro e corpo di ballo) ed esponenti delle forze sindacali Cgil Slc, Fials, Cisl.. Ma c’è stato anche uno sciopero generale per tutto il settore. Sono saltate le rappresentazioni di tutte le opere liriche in tutto il paese (ad esempio, il Faust alla Scala e la Manon all’Opera di Roma).

Centinaia di lavoratori protestano contro la politica di tagli scelta dal governo. Uno striscione è stato appeso davanti all’ingresso del Ministero: “Ci state tagliando le gambe”, dice. E’ firmato dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ad animare il sit-in contro il Decreto Bondi ci sono anche i musicisti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, del Lirico di Cagliari e del Maggio Fiorentino. Se il decreto diventa legge, annunciano i sindacati, la protesta arriverà a bloccare la stagione estiva, quella più frequentata anche dai turisti, da Caracalla a Verona, San Carlo, Santa Cecilia. E metterà a rischio anche la tournée della Scala. A Venezia i musicisti della Fenice suonano e danzano in corteo per le calli, a Milano gli artisti della Scala, dopo le innumerevoli manifestazioni di piazza dei giorni scorsi, annunciano un nuovo sciopero per domani sera e si chiudono in assemblea permanente. Continua a leggere…

Dic 072009
 

Anita Rachvelishvili, protagonista di Carmen, in scena il 7 dicembre 2009 per la prima della Scala a MilanoE’ Sant’Ambrogio… tempo di inaugurazione del Teatro alla ScalaStasera va in scena la “Carmen” di George Bizet.Le cose da dire sarebbero migliaia… e sono già state scritte su Internet in molti siti… Allora penso di far cosa gradita ai miei lettori con questo post “aggregatore”, e vi linko e vi “embeddo” alcuni begli articoli e video.Il primo: l’Orchestra del Teatro osserverà un minuto di silenzio per ricordare la crisi che attraversa il paese e – soprattutto – quella che vivono i lavoratori dello spettacolo: http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-minuto-di-silenzio-per-la-crisialla-prima-della-Carmen-alla-Scala/1797966.Poi: la contestazione. Fuori dal teatro, come da consuetudine, ci saranno i lavoratori dello spettacolo, a portare la propria protesta; una delegazione della Cub, nei giorni scorsi, aveva chiesto di poter leggere un comunicato prima dell’inizio della prima, ma non ha ottenuto il consenso del teatro.Ancora: i protagonisti. Non possiamo dimenticare di citare la protagonista, l’esordiente Anita Rachvelishvili, scelta direttamente dal Maestro Barenboim dall’Accademia della Scala (in bocca al lupo!). E un bell’articolo di Natalia Aspesi sulla regista, Emma Dante: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/24/la-donna-della-carmen-che-sfida-la.htmlPer lo spettacolo vero e proprio, ecco tutte le notizie video dal sito di Repubblica Tv: http://tv.repubblica.it/copertina/scala:-appassionata-carmen/39946?videoE tutte le info originali sull’opera, cast, libretto, ecc. direttamente dal sito del Teatro: http://www.teatroallascala.org/it/stagioni/2009_2010/opera-e-balletto/Carmen.htmlLo spettacolo, diretto da Daniel Barenboim, verrà proposto in diretta televisiva in Europa (Francia, Germania, Belgio) e sarà proiettato anche nelle sale cinematografiche digitali di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Spagna, Canada e Australia.In Italia la diretta della prima andrà via satellite su SKY (Canale Classica) e verrà proiettata anche in diversi cinema e Teatri su tutto il territorio nazionale.Radio Classica su InternetBella e lunga diretta anche su RadioClassica, in compagnia del bravo Luca Ciammarughi: la potete seguire in diretta Internet da qui: http://www.radioclassica.fm/radio-classica.asxPer finire, vi “embeddo” direttamente il link del video della bellissima puntata di “Che tempo che fa” realizzata il 3 dicembre su RAI 3 da Fabio Fazio. Uno splendido esempio di grande televisione, quella che vorremmo avere sempre.Ma resta, putroppo, rarissima. Peccato, infatti,  non avere stasera anche la diretta televisiva (ci sarà su Sky, invece, come dicevo). RAI, ma perché non fai il tuo lavoro e non ci dai anche la nostra grande cultura in diretta?

Lug 302009
 

Proteste contro i tagli al FUS a RomaSergio Castellitto e Carlo Verdone sono stati tra i protagonisti della protesta che ha bloccato per oltre 20 minuti la presentazione – questa mattina a Roma – della 66esima mostra del cinema di Venezia, per chiedere solidarietà ai giornalisti e agli operatori anche stranieri per la protesta contro i tagli al Fus. Protesta che non si è fermata nonostante ieri il premier Silvio Berlusconi abbia annunciato (vedi il nostro articolo, http://www.classicaviva.com/blog/2009/07/29/fus-lelemosina-di-berlusconi-le-reazioni/) un reintegro di 60 milioni di Euro.

Ecco il link ad un video della manifestazione molto eloquente: http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=5560

Da Carlo Verdone a Luca Barbareschi, da Laura Morante e Sabrina Ferilli a Citto Maselli, da Mimmo Calopresti a Cristina Comencini, da Claudio Santamaria a Pierfrancesco Savino a Valerio Mastrandea. Sono alcuni dei tantissimi volti noti del mondo del cinema che sono arrivati davanti all’Hotel Escelsior di Roma già un’ora prima dell’inizio della presentazione ufficiale del cartellone della mostra del Cinema di Venezia, per manifestare pacificamente contro i tagli al Fus.

Registi, attori, produttori hanno distribuito all’ingresso dei volantini con l’appello “In difesa dei diritti del pubblico” e contro i tagli al Fus e “agli apocalittici ritardi di quelle riforme di sistema che attendiamo da decenni”.

La presenza dei massimi esponenti del cinema italiano ha convinto anche il direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, ad uscire dell’Excelsior per incontrare i manifestanti, che hanno gia’ annunciato altre iniziative di protesta anche al Lido, per poter sfruttare la vetrina internazionale della mostra.

Accanto a Castellitto e Verdone, tra gli altri, lo sceneggiatore Andrea Purgatori, Ugo Gregoretti e Citto Maselli in rappresentanza di tutti gli altri.

Sergio Castellitto ha letto un comunicato comprensivo dei numeri riferiti ai fondi pubblici sul cinema in Europa, mentre Carlo Verdone ha preso la parola per un appello contro la chiusura delle sale cinematografiche. “Attenzione – ha dichiarato il regista -, rischiamo di perdere oltre 300 sale, e con loro un pubblico medio urbano”.

L’attore Stefano Accorsi, uno dei tanti personaggi noti che hanno scelto di dare visibilità alla contestazione con la propria presenza,  ha dichiarato: “Noi non boicottiamo la Mostra del cinema, ma la useremo come vetrina per la protesta contro i tagli al fondo unico per lo spettacolo. La situazione in Italia è drammatica, bisogna far capire al governo che lo spettacolo è un industria come le altre e va sostenuta”.

Lug 292009
 

Silvio BerlusconiDopo settimane di appelli, manifestazioni di piazza, ordini del giorno bipartisan – scrive l’Ansa -Silvio Berlusconi annuncia la buona novella al mondo dello spettacolo ridotto alla canna del gas dai tagli ai finanziamenti pubblici: un decreto per incrementare le risorse del fondo unico dello spettacolo. Il traguardo, chiarisce il premier, sono 60 milioni di euro (contro i 200 chiesti dall’opposizione…). (Da erogare a chi, di grazia? Si apre la guerra tra i poveri e i meno poveri…)
Comunque un segnale, commenta l’ex ministro Buttiglione. Ma dal Pd, augurandosi che la promessa sia rispettata, si parla di elemosina. E in previsione della Mostra di Venezia, la mobilitazione non si ferma. “Di promesse -spiega per Centoautori Stefano Rulli – ne abbiamo sentite tante”.
Il ministro Bondi, esponendo le sue priorità, chiede per il Fus “un reintegro parziale, ma non di più” (sic!!!), ribadendo la necessità delle riforme. “Bisogna liberare la cultura dai rapporti con la politica”, dice il ministro, spiegando che i settori meno legati al contributo dello Stato sono stati quelli che hanno avuto più sviluppo (ah, sì? Fornisca dati certi e numeri, prego…).

“Certo anche lo spettacolo deve essere capace di uscire dall’assistenzialismo e dall’elemosina di Stato – interviene Berlusconi – però ora è chiaro che non possiamo far chiudere i teatri come La Scala e quindi aumenteremo i fondi a disposizione dello spettacolo”. I tempi non vengono precisati. Le possibilità sono diverse, si apprende poi da fonti del ministero, anche se l’ipotesi più apprezzata e forse anche la più probabile, sarebbe quella di un reintegro legato alla riforma delle fondazioni liriche che Bondi punta a presentare nella prima riunione di settembre del consiglio dei ministri. Il testo c’é già, e chi l’ha letto parla di una riforma “dura e severa”, come del resto il ministro ha più volte annunciato, che riporti le Fondazioni liriche sul mercato europeo ed elimini le sacche di privilegio.

Sulla necessità di fare leggi e riforme anche per cinema e spettacolo dal vivo, sono tutti d’accordo, dai parlamentari della maggioranza che in queste settimane hanno sostenuto la battaglia per il Fus insieme con i colleghi dell’opposizione, alle associazioni dello spettacolo, in prima fila l’Agis, che accoglie con soddisfazione l’annuncio dell’imminente reintegro. Soddisfazione condivisa anche dal regista Maurizio Scaparro, che per protesta contro i tagli aveva deciso di non ritirare questa sera il premio Charlot alla carriera e dopo l’annuncio di Berlusconi cambia idea.

Ma nel Pd come nell’Idv si guarda ai 60 milioni come a poca cosa. “l’obiettivo resta il reintegro integrale”, fa notare De Biasi (Pd), mentre Giambrone (Idv) parla di “brodino caldo che non risolve il problema”. Barbareschi e Carlucci (Pdl) cantano vittoria ma avvertono, “le riforme sono necessarie altrimenti si tratterà di un’indegna caccia al denaro”.

Il cinema in rivolta intanto non ferma la mobilitazione, attesa anche per domani alla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia: “Finché non saremo di fronte ad una legge – dice Rulli – atti concreti, cifre adeguate alle necessità del cinema italiano, la nostra mobilitazione andrà avanti”.

Lug 242009
 

Il Presidente Napolitano condivide le preoccupazioni sul FUSIn seguito alla nota e dolorosa vicenda dei tagli al FUS, è stata indirizzata al Presidente Napolitano una lettera-appello, da parte dei Parlamentari Gabriella Carlucci, De Biasi, Barbareschi, Vita, Granata e Ghizzoni. Il capo dello stato ha così risposto alla lettera, direttamente dal sito del Quirinale:

Condivise le preoccupazioni rappresentate da Parlamentari sul FUS

“Non esito a condividere le preoccupazioni che mi rappresentate”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a una lettera-appello ricevuta da alcuni parlamentari sulle questioni del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Il Capo dello Stato, pur consapevole dei limiti che segnano i suoi compiti e doveri istituzionali, richiama il convincimento espresso in diverse occasioni che “occorra un impegno molto più deciso e concreto a favore di un costante sviluppo di tutte le manifestazioni della cultura e dell’arte italiana”. In particolare, sull'”allarme per lo stato dello spettacolo” e “sulla riduzione dei finanziamenti per il FUS”, il Presidente scrive: “Al di là dell’esito di imminenti votazioni in Parlamento, rispetto alle quali non posso ovviamente intervenire, ritengo che anche in vista della prossima legge finanziaria e delle decisioni per il 2010 si debba da ogni parte porre il problema di cui vi siete fatti portatori”. Per il Capo dello Stato è “decisivo il più vasto chiarimento sulle priorità cui ancorare la spesa pubblica”. In questo senso ha assicurato “convinto invito alla riflessione e a ogni possibile ripensamento”.

Palloncini neri in piazza contro i tagli al FUSEd ecco invece il testo di un’altra lettera appello, del 16 luglio, firmata dalle più importanti associazioni Nazionali del mondo dello spettacolo:

Al Presidente della Repubblica
On. le Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Roma, 16 luglio 2009

Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei non solo per l’alta carica che ricopre, ma perché conosciamo da tempo la Sua sensibilità e passione civile, l’amore per le arti in tutte le sue forme e rappresentazioni; e La conosciamo altresì come persona estremamente sensibile allo sviluppo della vita civile e democratica del nostro paese.Continua a leggere…

Lug 212009
 

L'attore Carlo Verdone alla manifestazione contro i tagli al FUS“Se l’Italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica, lo si deve anche a noi”.

Così si legge nel volantino, intitolato “EMERGENZA CULTURA, SPETTACOLO, LAVORO”, che è stato diffuso ieri, in coincidenza con la manifestazione contro i tagli al Fus davanti alla Camera dei deputati.

“Siamo tanti, più di 200.000 – prosegue il testo -, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione”.

“Perché lo stato italiano – si legge ancora – investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l’arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento.

Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito. Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee, in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il Paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale. Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome”.

Il documento è firmato:

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione, gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura, della ricerca e dell’informazione.

Lug 212009
 

Riportiamo qui integralmente un bell’articolo apparso oggi sul sito de “La Repubblica” (che segue da tempo con molta attenzione e puntualità tutta la dolorosa situazione del mondo dello spettacolo), con la cronaca della manifestazione di protesta di ieri a Roma contro i tagli al FUS: http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/proteste-fus/proteste-fus/proteste-fus.html

La situazione è gravissima! Appoggiamo con tutte le nostre forze questa battaglia, e facciamo circolare tutti i documenti possibili per informare tutti coloro che conosciamo e che in qualche modo lavorano nel mondo dello spettacolo. Non possiamo stare alla finestra ad assistere impotenti alla distruzione radicale del nostro patrimonio artistico!

I lavoratori del settore davanti a Montecitorio per protestare contro il governo
Nessuno spiraglio per il reintegro dei fondi decurtati con la Finanziaria 2009

Fus, lo spettacolo scende in piazza – Da Moretti a Verdone contro i tagli

Franceschini: “Non investire nella cultura è una specie di delitto”

Fus, lo spettacolo scende in piazza Da Moretti a Verdone contro i tagli

ROMA – Circa cinquecento tra attori, registi e lavoratori del mondo dello spettacolo si sono dati appuntamento a piazza Montecitorio per protestare contro il tagli al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. Tra le tante personalità presenti i registi Paolo Virzì, Carlo Vanzina, Nanni Moretti e gli attori Carlo Verdone, Massimo Ghini, Luca Zingaretti, nonché diversi esponenti politici tra cui il segretario Pd Dario Frascescini e l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni.
La delegazione a palazzo Chigi. Una selva di palloncini neri e listati a lutto e le note dell’Orchestra regionale del Lazio fanno da scenografia al sit-in dei lavoratori dello spettacolo italiano convocati di fronte al Parlamento dalle associazioni e sindacati di categoria. Cattive notizie giungono dal giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori che a nome dell’associazione “100 Autori” ha fatto parte della delegazione appena uscita dal Palazzo Chigi dopo un incontro con il sottosegretario Gianni Letta.
“Non abbiamo buone notizie – dice Purgatori – nè in verità ci speravamo molto. Per ora non sembra esserci via d’uscita al reintegro del Fondo unico per lo spettacolo da parte del governo e dobbiamo quindi attrezzarci ad altre forme di lotta e di protesta”.
Ottimismo bipartisan. Uno spiraglio di ottimismo bipartisan cerca di portarlo Luca Barbareschi venuto tra i manifestanti insieme alla collega parlamentare Gabriella Carlucci e accolto anche da fischi. “Domani ritorneremo da Letta – dice Barbareschi – insieme alle categorie dei produttori e fino all’ultimo ci batteremo, esponenti della maggioranza e dell’opposizione, per trovare una soluzione. Ma è necessario che lo spettacolo sappia anche ripulire i propri bilanci, tagliare gli sprechi, assumere una diversa coscienza imprenditoriale. Se nulla sarà possibile dobbiamo avere la forza di iniziative di sciopero vere e radicali capaci di coinvolgere tutta la categoria”.

La lotta e il boicottaggio.
Le parole d’ordine che circolano tra i presenti su questo tema vanno da varie forme di lotta, compreso il boicottaggio, in occasione della mostra del Cinema di Venezia, fino alla serrata della produzioni per il cinema, la televisione e le altre forme di spettacolo. A nome della storica associazione dei cineasti (Anac) Nino Russo invoca la coesione di tutto il settore (oltre 200 mila lavoratori) e una consonanza di lotta con tutte le forme della cultura, dell’istruzione e della ricerca “palesemente sotto attacco da parte di questo governo – dice – che continua a pensare alla cultura in termini di spesa e non di investimento”.
Volti noti. Tra le personalità presenti davanti a Montecitorio si riconoscono Carlo Verdone e Mariangela Melato, Ettore Scola e Carlo Lizzani, Stefano Rulli e Citto Maselli, Maurizio Scaparro e Ricky Tognazzi, Giuliano Montaldo e Silvio Orlando e anche Carlo ed Enrico Vanzina e il press agent Enrico Lucherini; più rari i politici, tra cui il segretario del Pd Dario Franceschini che passa ad esprimere la sua solidarietà.

(20 luglio 2009) – dal sito de La Repubblica:  http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/proteste-fus/proteste-fus/proteste-fus.html

Mar 032009
 

La protesta dei precari dell'Orchestra sinfonica sicilianaI tagli, purtroppo, mordono a fondo. Ecco un video con il servizio andato in onda oggi sul TG5, per la serie “l’indignato speciale”, con il disperato appello dei musicisti precari dell’Orchestra Sinfonica siciliana, che si sono incatenati davanti al Teatro Politeama di Palermo. Sembra che le cattive amministrazioni abbiano generato un buco finanziario di circa 14 milioni di Euro… E a pagarne lo scotto, naturalmente, sono sempre, per primi, i musicisti, specialmente quelli precari!

Il video è ripreso da un gruppo di Facebook creato da questi professori d’orchestra, che potete visitare per aggiornamenti: http://www.facebook.com/group.php?gid=49364671274

Riporto qui, per documentazione, la voce “Orchestra Sinfonica Siciliana”, così come compare su Wikipedia:

“L’Orchestra Sinfonica Siciliana fu istituita da una legge regionale nel 1951, ma solo dal 1958 divenne una orchestra stabile.
Il primo direttore artistico dell’orchestra fu il maestro Ottavio Ziino.
Dal 2001 l’orchestra ha la sua sede fissa al Teatro Politeama (Palermo).
Recentemente l’ente Orchestra Sinfonica Siciliana è stato trasformato in fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
Attualmente il direttore artistico della fondazione è il maestro Giuseppe Cataldo, mentre il direttore stabile d’orchestra è il maestro Alberto Veronesi.
Nel 2008 l’orchestra, che per consistenza (92 posti in organico) può essere paragonata con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e l’orchestra dell’ Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma, festeggia il suo cinquantenario (1958 – 2008).
Tra i direttori che hanno guidato l’Orchestra Sinfonica Siciliana nei primi cinquanta anni d’attività troviamo: Igor Stravinskij, John Barbirolli, Sergiu Celibidache, Antal Dorati, Hermann Scherchen, Riccardo Chailly, Peter Maag e Riccardo Muti.”

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!