Gen 192011
 

Il Presdiente Fini porta la sua solidarietà ai lavoratori del Teatro Lirico di CagliariCAGLIARI. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è recato sabato 15 gennaio a Cagliari, in visita ai lavoratori del Teatro Lirico, che da mesi protestano contro i tagli della finanziaria nazionale. Negli stessi locali del teatro, Fini ha tenuto una conferenza stampa. Riportiamo qui i dettagli contenuti in un post del Blog http://nonzittitelarte.blog.tiscali.it/, che è, per l’appunto, il blog dei lavoratori del Teatro lirico di Cagliari.

Il link diretto è questo: Il teatro accoglie Fini

Riportiamo qui un estratto dell’articolo citato:

“No alla privatizzazione della cultura ma un giusto mix fra pubblico e privato. E’ il pensiero del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che questo pomeriggio ha incontrato a Cagliari i lavoratori del teatro lirico del capoluogo che protestano per i tagli allo spettacolo sanciti dalla legge finanziaria nazionale. “La presenza pubblica – ha spiegato Fini – è comunque indispensabile ma deve essere definita”. Il presidente della Camera, parlando con i lavoratori ha sottolineato che “la politica deve interrogarsi sull’opportunità degli investimenti nei vari settori della cultura. Ogni forza politica – ha detto Fini – si assuma la responsabilità di individuare le priorità, tenendo presente che le risorse sono limitate”. “Per troppo tempo – ha ricordato Fini – si è ragionato in termini di nomine negli enti preposti a cultura e spettacoli e non poche volte si è sprecato denaro pubblico, per esempio per alcune produzioni cinematografiche”. Fini si è anche soffermato sul tema del federalismo e ha lanciato un monito sulla necessità di chiarezza per quanto riguarda responsabilità e competenze, sempre in campo culturale: “Bisogna chiedersi – ha spiegato – se la cultura sia di competenza dello Stato o delle Regioni”. Il presidente della Camera ha anche sottolineato il fatto che la cultura sia il biglietto da visita dell’Italia “che possiede la metà del patrimonio culturale del pianeta”, che la stessa abbia ripercussioni positive sull’occupazione, soprattutto specializzata. Per ciò che attiene il teatro cagliaritano, Fini ha escluso interventi ad ok ma ha parlato di “stanziamenti aggiuntivi” per il settore culturale in sede di discussione parlamentare dei provvedimenti sulla cultura.”

L’Unione Sarda dà poi notizia che Il Governo avrebbe confermato l’assegnazione di 500 mila euro per il Teatro lirico di Cagliari. Lo si è appreso durante un colloquio telefonico avvenuto tra il ministro Sandro Bondi, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, il senatore Mariano Delogu e il deputato Mauro Pili. Il ministro, informa una nota dell’ufficio stampa della Regione, ha assicurato che l’interesse del Governo per la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari non sarà solo formale, ma troverà pieno riscontro negli atti che saranno posti in essere dall’esecutivo nazionale. Speriamo che l’impegno venga rispettato, ma si tratta di poca cosa rispetto alle necessità del Teatro.

Ed ecco alcuni video della visita del Presidente Fini:

Gen 192011
 

Il Teatro La Fenice di VeneziaI cantanti lirici italiani hanno scritto una lettera aperta-petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, (primo firmatario Alfonso Antoniozzi), intitolata “A una sola voce”, con un’appassionata difesa dell’Opera lirica, dell’arte italiana, e del loro lavoro, in cui scrivono:

“Signor Presidente,

sentiamo l’urgenza di una Sua parola.

In questi drammatici giorni, in cui quotidianamente ma senza clamore ci viene data notizia della chiusura di uno dei nostri teatri, templi di memoria, custodi di civiltà ed officine di creatività, i cantanti lirici italiani hanno unito le voci per richiamare l’attenzione sulla gravità di questo fatto.

Noi cantanti lirici portiamo addosso il dono della voce, lo coltiviamo con costante impegno, sacrificio, studio, degno lavoro. Il suo valore va al di là del mercato che muove: è tradizione, sapienza, passione, bellezza, poesia, identità, cultura dentro di noi; un bene che sempre più frequentemente esportiamo all’estero dove viene riconosciuto ed apprezzato.

Spesso lontani dalle nostre famiglie e dal nostro Paese, constatiamo con amarezza che i media italiani, nelle poche occasioni in cui si occupano del teatro lirico, ripetutamente distillano accuse velenose, talvolta volgari.

Ci siamo finalmente uniti per rispondere alle accuse che ci vengono rivolte, e ogni giorno crescono tra noi scambi, adesioni, apporti di pensiero, ipotesi per un futuro sostenibile dell’opera.

Noi per primi vorremmo ridiscutere il sistema produttivo in evidente crisi dei teatri d’opera, ma non vorremmo mai vedere azzerato il valore del bene prezioso che l’opera lirica rappresenta per la nostra Nazione.

In questo momento vorremmo la Sua voce, opposta a coloro che ci definiscono improduttivi, superflui, parassiti.

Vorremmo sentire da Lei, signor Presidente, che anche l’opera lirica, nata nella nostra terra, voce della nostra Patria nel momento in cui questa nasceva, è parte irrinunciabile del patrimonio culturale italiano.

Le nostre voci, per la prima volta unite in coro, si fondono con quelle della moltitudine dei lavoratori, in particolare dello spettacolo e del mondo della cultura, e con quelle di chi la ama e la sostiene; siamo convinti, signor Presidente, che a difesa delle nostre radici culturali debbano schierarsi tutte le Istituzioni politiche della Nazione, senza rinvii né riserve, appassionatamente.”

Cliccate sul link sottostante ed aiutateci a diffondere la voce!

http://www.firmiamo.it/a-una-sola-voce

IMPORTANTE!

Per rendere valida la firma dovrete cliccare sul link inserito nella mail che Firmiamo.it vi iniverà.

Grazie a tutti coloro che vorranno aderire!

ClassicaViva ha ovviamente aderito e vi invita a far circolare il più possibile questa petizione!

Nov 052008
 

Barack ObamaCelebriamo oggi un grande giorno per la democrazia, da ricordare nei libri di storia. Una boccata d’aria fresca. La speranza che rientra dalla finestra. Gli Stati Uniti hanno cambiato rotta, sono ritornati al loro progetto iniziale, quello secondo il quale chiunque può realizzare i propri sogni. Il nuovo Presidente Barack Obama non è soltanto un uomo di origine afro-americana, quindi con la pelle scura, giovane, nato povero. E’ anche un uomo che si è fatto da sé e che davvero incarna il sogno americano. Un uomo che, come crediamo in tantissimi, unirà finalmente il suo paese e lo guiderà alla ricostruzione economica, che farà da traino per l’intero pianeta.

E, come ha detto uno dei nostri comici in TV, in Italia il Presidente Obama servirà anche magari a far sì  che, quando un lavavetri nero si accosterà alla nostra auto con uno straccio in mano, forse lo guarderemo  con più rispetto, perché magari potrebbe essere un cugino dell’uomo più potente della terra…

Alla Casa Bianca, d’ora in poi, governerà l’intelligenza, e non l’ideologia.  Sono davvero molto felice di poter ricominciare a pensare agli Stati Uniti come a un grande paese capace di vera democrazia, slanci ideali  e atti di giustizia, e non come al gendarme del mondo. (L’unico cruccio è:  dove sarà finita Hilary? Confesso che avevo fatto il tifo per lei… onore al merito di una grande donna, in ogni caso).

In molti speriamo, oggi, in un mondo migliore, più giusto, più sereno, dove c’è di nuovo spazio per pensare al futuro senza una plumbea angoscia. Auguri, Presidente! Un duro lavoro la attende. Ma lei ha il sostegno della sua gente, e ce la farà.

Ecco quindi, il primo discorso di Obama da Presidente, doppiato in italiano (evviva il WEB 2.0 e YouTube…)

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Obama mi ha colpito molto quando, in uno dei suoi discorsi, ha detto: “se io ho potuto fare questo, potete farlo anche voi. Ognuno di noi può realizzare il suo sogno di rendere la sua vita migliore, e il mondo un posto migliore”.

Per cui – e lo dico soprattutto ai giovani – su la testa! Drizzate la schiena. Abbiate coraggio, accettate le sfide, non arrendetevi. Yes, we can. I miracoli possono ancora accadere.

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