Ott 172017
 

È notte fonda a Milano: difficile prendere sonno dopo il concerto che Daniil Trifonov ha tenuto stasera, nella Sala Verdi del Conservatorio, per la Società del Quartetto. Ne scrivo di getto, perché a rifletterci troppo il concerto sarebbe -per quanto mi riguarda- irrecensibile. Le sensazioni che Trifonov ha suscitato in me, e nei tanti che hanno tenuto il fiato sospeso in sala, rendono infatti limitata e quasi ridicola ogni parola: tanta è la visceralità del suo far musica. L’impaginato a prima vista sembrava bislacco: una sorta di “around Chopin” che univa lavori di ampie dimensioni come le Variazioni su un tema di Chopin di Mompou e di Rachmaninov e la Sonata n. 2 di Chopin a frammenti-hommages di Schumann (il solo Chopin dal Carnaval), Grieg, Barber e Čajkovskij. Trifonov ha aggiunto, in apertura della seconda parte, sempre di Chopin, le Variazioni op. 2 sul tema Là ci darem la mano. Ma il fil-rouge è soltanto l’elemento superficiale di un programma costruito genialmente come un unico grande climax, ma anche come una sorta di grande thriller in forma di recital pianistico. 

Trifonov ha aperto il concerto sottovoce, con lo charme d’altri tempi delle Variazioni su un tema di Chopin di Mompou, basate sul Preludio n. 7 dall’op. 28: con la nonchalance di un improvvisatore, il pianista iniziava a conquistare il pubblico sussurrando cose meravigliose in una luce calda, avvolgente. L’universo introspettivo di Mompou veniva restituito con una quantità impressionante di nuances e screziature fra il pianissimissimo e il mezzopiano, mai artificiosamente, dando l’impressione che le dita fossero sismografi sensibilissimi di un mondo interiore ricchissimo. Nell’ultima variazione, dopo le evocative reminiscenze della Cancion y Danza n. 6 e del tema centrale della Fantaisie-Impromptu (poi proposta come bis), al sussurro si sostituiva un eccitato ed eccitante crepitio: da morbido incantatore, Trifonov si faceva improvvisamente folletto nervoso e impertinente diavoletto. Solo un’anticipazione della scena-chiave del thriller. La calma tornava con i pochi secondi della maschera Chopin dal Carnaval op. 9 di Schumann: di nuovo morbido, lasciando emanare dai suoni un profumo antico, Trifonov ne coglieva il lato poetico-nostalgico più che quello appassionato. Nella ricercata alternanza degli stati emotivi, l’eccitazione febbrile ritornava, questa volta molto più esplicita, nell’Hommage à Chopin da Stimmungen op. 73 di Edvard Grieg, pagina piena di inquietudine. Gli indizi erano chiari: questo “around Chopin” sarebbe stato un percorso fra mania e melancholia, con Trifonov sacerdote implacabile nell’atterrare e suscitare. Spesso dolcissimo nella sonorità, ma sempre con l’autorità di chi porta il pubblico dove vuole: molti di noi erano evidentemente e completamente in sua balìa. Con il Notturno di Barber (Omaggio a John Field) sembrava tornare la calma, seppur venata dalle ambigue armonie del compositore americano, almeno fino al manifestarsi di un passionale climax: ancora un fuoco di paglia, perché faceva poi capolino la giocosa frivolezza di “Un poco Chopin” dai Morceaux op. 22 di Čajkovskij. Nel frattempo, Trifonov aveva tirato fuori dal suo cilindro una quantità di sonorità tale da far pensare già a molti pianisti in sala (me per primo) di appendere lo strumento al chiodo: si pensi solo al passaggio dall’ombrosa pastosità del Notturno alla nitidezza adamantina del Morceau

Ma è con le Variazioni su un tema di Chopin op. 22, alla fine della seconda parte, che la prima pugnalata di questo thriller veniva assestata. Chi mai, cedendo al luogo comune di un Rachmaninov tendente al sentimentalismo, avrebbe potuto pensare che Trifonov riuscisse a rendere tanto tremendamente doloroso un ciclo di Variazioni che nessuno ha mai preso così sul serio: con dedizione sovrumana, egli rendeva il pianoforte a volta a volta canto, coro, orchestra, con pedali imprevedibili e una varietà timbrica forse irrintracciabile in qualsiasi pianista odierno. La raffinata allusività lasciava spazio ora al “nudo vero” di un dolore guardato in faccia e quasi gridato in certi fortissimi.

Anche l’intervallo, in questo grande arco, sembra aver giocato un ruolo. O forse era solo la suggestione di noi poveretti completamente stregati da questo giovane condottiero, che sembra dichiarare guerra a ogni sterile oggettivismo e rivendicare definitivamente il diritto di parlare in prima persona, ovvero di esprimere una sensibilità immensa costi-quel-che-costi. Intervallo come suspense, dunque. Prima del colpo fatale, però, sopraggiungeva lo zuccherino delle Variazioni op. 2 su Là ci darem la mano, gioco Biedermeier all’interno del quale, però, già si manifestava ciò che Trifonov avrebbe poi reso palese nella Sonata: un demonismo di matrice paganiniano-lisztiana. In una delle Variazioni ciò si manifesta già apertamente nella scrittura, fatta di salti che mimano il balzato violinistico. Trifonov, partendo da questo spunto, esasperava uno Chopin giovanile in maniera certo discutibile (a partire dalle velocità talora folli), ma anche irresistibile. Chopin russo? Non so. A me il Trifonov di stasera ha suscitato sensazioni simili a quelle che deve aver provato Valérie Boissier di fronte a Liszt:

«Influisce su di voi direttamente, e la musica diventa sotto le sue dita un linguaggio eloquente, appassionato, superbo, commovente, che irrompe, emoziona e annienta».

Ma è Chopin stesso che ci dà la migliore delle testimonianze, dopo aver ascoltato i propri Studi eseguiti da Liszt:

«Liszt suona i miei Studi e mi trasporta fuori dalle mie oneste idee. Vorrei rubargli la maniera di eseguire i miei propri Studi».

Frase rivelatoria, che dice forse tutto ciò che si può dire dell’interpretazione: al diavolo le idées honnêtes! All’atto pratico, lo stesso Chopin voleva rubare i segreti dello stregone Liszt. Moscheles disse che Liszt aveva “completamente metamorfosato questi pezzi”. Non si fa. Eppure anche Moscheles fu rapito. Cosa fa oggi Trifonov? Mutatis mutandis, qualcosa di non molto differente da ciò che faceva Liszt: fa suoi i pezzi altrui mandandoci fuori dalle nostre “oneste idee”, sconvolgendoci completamente. Mi viene in mente anche Schubert che, ascoltando Paganini, affermava di aver sentito “la voce di un angelo”. Angelo o demone che sia, Trifonov sferra il colpo di grazia al povero ascoltatore (e soprattutto al pianista, che scivola sempre più in basso nella sua poltroncina) con la Sonata n. 2. Nel primo movimento il pianista sembra posseduto da una forza che lo trascende, piega il busto in avanti, dolorosamente e quasi rabbiosamente con la testa bassa sul pianoforte: tutta la prima area tematica è suonata in apnea, con un’intensità e un’urgenza indicibili, ma al contempo senza esasperare più di tanto dinamiche e velocità. Tutto si gioca, ancora una volta, nell’interiorità, trasferita sulla punta delle dita. Il sentimento è portato a un livello tale che il pianista stesso a un certo punto si emoziona e sbanda, ha un momento di esitazione, superato aumentando la posta in gioco invece che ripiegando nella prudenza. È davvero troppo: devo aggrapparmi alla sedia. Trifonov soffre davvero e fa soffrire: vicino a me, qualcuno piange. Ma questo coraggio di Trifonov è liberatorio e, ancora una volta, spazza via quei cerebralismi che rischiano di trasformare l’esecuzione musicale in un’operazione coi guanti bianchi: rassicurante, giusta, inoffensiva. Lo Scherzo ha portato all’estremo il contrasto fra mania (incendiarie le sezioni esterne) e una calma quasi catatonica nel Trio. Fra paura ed estasi, la Marche funèbre è stata, più che suonata, messa in scena con dinamiche a tratti re-inventate: ed eccolo, il colpo mortale, nel fortissimo del tutto arbitrario ma geniale che, nella ripresa, spezza impietosamente le illusioni paradisiache del Trio! Il fugace movimento finale, allora, diventa quasi soltanto una lucidissima “sigla” per i titoli di coda. 

Ma invece di storpiare i pezzi degli altri -diranno gli accademici- perché Trifonov non scrive pezzi suoi? E infatti lo fa, essendo anche compositore (recente è un suo Concerto per pianoforte e orchestra), e forse è anche per questo che riesce a mantenere questa vividezza, questa urgenza e questa autenticità. Di lui e della sua creativa follia abbiamo più che mai bisogno.

Luca Ciammarughi

 

Gen 212016
 

Registrare musica oggi: e se davvero la smettessimo di cercare la (presunta) perfezione?
liveIl dibattito non è certo una novità: da diversi anni, l’idea che un’incisione debba a tutti i costi essere senza sbavature è entrata in crisi. Eppure, per chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta, in cui l’onda lunga dello strutturalismo e dell’oggettivismo faceva sentire ancora tutta la sua forza, l’idea di un cd in cui ci sia una nota sbagliata o una qualche imperfezione potrebbe sembrare una sorta di mostruosità. Hai voglia a cercare di auto-convincerci che la spontaneità è meglio di un maniacale controllo: quando sentiamo qualcosa che oggettivamente è errato, la maestrina dalla penna rossa che è in noi inizia ad agitarsi e a reclamare. Eppure, è forse arrivato il momento di capire una volta per tutte che no, non è l’errorino o la lieve perdita di controllo a determinare la felice riuscita di un’esecuzione: non solo in concerto, ma anche in registrazione. 

Continua a leggere…

Set 242014
 
Vigevano-Stemma classica-viva-nero-trasp urban-farm-lab logo-diapason logo-progetto

La Seconda scuderia leonardesca al Castello di Vigevano, durante uno dei concerti di ClassicaViva, 2014Volge ormai al termine, con grandissimo successo, la rassegna concertistica di Classica al Castello sforzesco di Vigevano: un viaggio attraverso la grande musica in uno scenario incantevole: grandi, giovani interpreti sono i protagonisti delle suggestive serate tra le colonne della splendida Scuderia Leonardesca. L’obiettivo – che è ormai una concreta realtà – è quello di avvicinare il pubblico alla musica classica attraverso l’interpretazione di capolavori di grandi compositori, tra i quali giganteggiano Ludwig Van Beethoven e Franz Schubert.

Siamo così giunti all’ultimo appuntamento della rassegna “Classica in Castello”. In programma un recital pianistico di Antonio Bologna dedicato al pianoforte nella sua componente meccanica ed espressiva. Un viaggio in punta di martelletti lungo tre secoli e largo tre continenti, Da Bach a Sakamoto, passando per i grandi romantici.

L’ultimo concerto della rassegna è quello di

domenica 28 settembre, alle ore 21,30

“Hammering” – Martellate

pianista

Antonio Bologna

Il concerto si terrà al coperto, presso la Seconda Scuderia del Castello Sforzesco, accessibile dalla Piazza Ducale, a ingresso libero 

Ecco il programma:

  1. J.S. Bach Preludio e fuga da CBT
  2. v. Beethoven Sonata Les Adieux op 81a
  3. Chopin Scherzo op 31
  4. Liszt tre brani da “Anni di Pellegrinaggio”
  5. Bartok Allegro Barbaro
  6. Gershwin 3 preludi
  7. Bologna stelleamaggio
  8. Sakamoto Miniatura

L’interprete

Antonio Bologna

Antonio Bologna

Set 172014
 

Matilda Colliard e Stefano LigorattiContinua, con grandissimo successo, la rassegna concertistica di ClassicaViva al Castello sforzesco di Vigevano:  un viaggio attraverso la grande musica in uno scenario incantevole: grandi, giovani interpreti sono i protagonisti delle suggestive serate tra le colonne della splendida Scuderia Leonardesca. L’obiettivo – che è ormai una concreta realtà – è quello di avvicinare il pubblico alla musica classica attraverso l’interpretazione di capolavori di grandi compositori, tra i quali giganteggiano Ludwig Van Beethoven e Franz Schubert.

Concerto di domenica 21 settembre, alle ore 21,30

“Appassionatamente”

duo violoncello e pianoforte
Matilda Colliard e Stefano Ligoratti

  • Ludwig Van Beethoven, Sonata n. 3 op. 69 per Violoncello e Pianoforte in La magg.
  • Anton Rubinstein, Sonata n. 1 op. 18 per Violoncello e Pianoforte in Re magg.

Un concerto davvero interessante, in cui viene dato spazio, oltre a una grandissima sonata classica di Beethoven, all’originalità di un compositore come Anton Rubinstein, con la Sonata per Pianoforte e Violoncello n. 1, capostipite di un romanticismo al quale si ispirarono moltissimi celebri altri autori.

Gli interpreti

Concerto-Eroico-0069 matilda2
 Stefano Ligoratti  Matilda Colliard

 

Set 132014
 

Oggi, sabato 13 settembre 2014, è apparso sulla “Provincia pavese” un magnifico articolo con la presentazione del nostro concerto di domani a Vigevano, “Schubertiade, vino e Sachertorte”. Ringraziando molto la brava giornalista Lucrezia Semenza, lo pubblichiamo qui:

 articolo provincia pavese del 13 sett 2014

Set 012014
 
Vigevano-Stemma classica-viva-nero-trasp urban-farm-lab logo-diapason logo-progetto

“DI SERA, IN CASTELLO“ ARENA CASTELLO SFORZESCO – VIGEVANO

Comunicato stampa, con cortese preghiera di pubblicazione

La Conferenza Stampa ufficiale si terrà a Vigevano, presso il Comune, presso la saletta dell’Ufficio cultura, II piano, mercoledì 3 settembre 2014, alle ore 12

In occasione dell’iniziativa “di Sera, in Castello“, in corso presso il giardino del Castello Sforzesco di Vigevano fino al 28 Settembe 2014, l’Associazione Musicale ClassicaViva, con sede a Dorno, consorziata di Diapason Consortium, ha programmato, all’interno del più ampio Calendario Eventi della succitata iniziativa, una serie di esibizioni di musica classica, denominata

“Classica in Castello”

La rassegna concertistica si terrà al coperto, presso la Seconda Scuderia del Castello Sforzesco, accessibile dalla Piazza Ducale, alle ore 21,30, come di seguito dettagliato.

Ingresso libero con raccolta fondi ai sensi dell’art.143 art.3 comma a del T.U.I.R., per autofinanziamento.

 

Nello specifico si tratta di musica da camera, suonata al pianoforte, solista o in formazione di duo o trio (accompagnato da violino e violoncello). Per ulteriori informazioni, far riferimento al sito http://www.classicaviva.com  e http://www.diapason.itfoto seconda scuderia vigevano

Ecco il manifesto ufficiale della rassegna:

Manifesto rassegna Classica a Vigevano

Concerto di domenica 07  Settembre 2014 ore 21:30 Al chiaro di luna in castello

Recital Pianistico

Pianista: Stefano Ligoratti

Ludwig Van Beethoven(Bonn, 16 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827)

  • Sonata n. 8 op. 13 in do min. “Patetica”:  – Grave – Allegro di molto e con brio – Adagio cantabile – Rondo: Allegro
  • Sonata n. 14 “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2 in do# min. “Chiaro di Luna”– Adagio sostenuto– Allegretto – Presto agitato
  • Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”– Allegro assai– Andante con moto- Allegro, ma non troppo- Presto
Concerto di domenica 14 Settembre 2014, ore 21:30 Schubertiade:Vino e Sachertorte

  • Duo Violoncello e Pianoforte
  • Trio Violino, Violoncello e Pianoforte
  • Duo pianoforte a 4 mani

Pianoforte: Stefano Ligoratti, Luca Ciammarughi, Danilo Lorenzini

Violino: Alessandra Pavoni Belli

Violoncello: Matilda Colliard

Franz Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 – Vienna, 19 novembre 1828)

  • Sonata per Violoncello e Pianoforte in la min. “Arpeggione” D. 821 – Allegro moderato – Adagio – Allegretto
  • Fantasia a 4 mani in fa min. D. 940 – Allegro molto moderato – Largo – Scherzo. Allegro vivace– Finale. Allegro molto moderato
  • Piano Trio n. 2 op. 100 in Mib magg.– Allegro– Andante con moto– Scherzando: Allegro moderato– Allegro moderato
Concerto di domenica 21 settembre 2014, ore 21,30

Appassionatamente:

Duo violoncello e pianoforte

Violoncello: Matilda Colliard
Pianoforte: Stefano Ligoratti

Ludwig Van Beethoven (Bonn, 16 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827)

  • Sonata n. 3 op. 69 per Violoncello e Pianoforte in La magg.
    Allegro ma non tanto
    – Scherzo. Allegro molto
    – Adagio cantabile
    – Allegro vivace

Anton Rubinstein

(28 novembre 1829 – Peterhof, 20 novembre 1894)

  • Sonata n. 1 op. 18 per Violoncello e Pianoforte in Re magg.
    Allegro moderato
    – Moderato assai
    – Moderato
Concerto di domenica 28 settembre, ore 21,30

Hammering – Martellate

Pianoforte: Antonio Bologna

Il programma è un viaggio in punta di martelletti lungo tre secoli e largo tre continenti, Da Bach a Sakamoto, passando per i grandi romantici.

La rassegna è un viaggio attraverso la grande musica in uno scenario incantevole come quello del Castello di Vigevano: grandi-giovani interpreti saranno i protagonisti delle suggestive serate tra le colonne della splendida Scuderia Leonardesca. L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico alla musica classica attraverso l’interpretazione dei capolavori di grandi compositori, tra i quali giganteggiano Ludwig Van Beethoven e Franz Schubert.

Nella rassegna viene dato spazio, oltre a grandissimi classici come Beethoven e Schubert, all’originalità di un compositore come Anton Rubinstein, con la Sonata per Pianoforte e Violoncello n. 1, capostipite di un romanticismo al quale si ispirarono moltissimi celebri altri autori.

La prima serata, “Al chiaro di luna in Castello”, in programma domenica 7 settembre 2014, vede lo straordinario pianista Stefano Ligoratti, principale protagonista di tutta la rassegna, affrontare le tre sonate pianistiche più famose di Beethoven, ossia:

  • Sonata n. 8 op. 13 in do min. “Patetica” – Grave – Allegro di molto e con brio
  • Sonata n. 14 “Quasi una fantasia” op. 27 n. 2 in do# min. “Chiaro di Luna”
  • Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”

Nel concerto di domenica 14 Settembre 2014, alle ore 21:30 si terrà una vera e propria “Schubertiade” – denominata “Vino e Sachertorte” perché nel chiosco del Parco saranno disponibili vino e la famosa torta viennese al cioccolato denominata “sachertorte”.

Il Concerto presenta musica da camera, che verrà eseguita da tre diverse formazioni, ossia:
Duo Violoncello e Pianoforte
Trio Violino, Violoncello e Pianoforte
Duo pianoforte a 4 mani

Pianoforte: Stefano Ligoratti, Luca Ciammarughi, Danilo Lorenzini
Violino: Alessandra Pavoni Belli
Violoncello: Matilda Colliard

Il programma prevede tre dei più grandi capolavori di Schubert, ossia:

  • Sonata per Violoncello e Pianoforte in la min. “Arpeggione” D. 821
  • Fantasia a 4 mani in fa min. D. 940
  • Piano Trio n. 2 op. 100 in Mib magg.

Il concerto di domenica 21 settembre, intitolato “Appassionatamente”, vedrà il duo violoncello e pianoforte di Matilda Colliard e Stefano Ligoratti eseguire:

  • di Ludwig Van Beethoven, la Sonata n. 3 op. 69 per Violoncello e Pianoforte in La magg.
  • e, di Anton Rubinstein, la Sonata n. 1 op. 18 per Violoncello e Pianoforte in Re magg.

Il concerto di domenica 28 settembre, con interprete Antonio Bologna, denominato “Hammering” – “Martellate”, è un viaggio in punta di martelletti lungo tre secoli e largo tre continenti, Da Bach a Sakamoto, passando per i grandi romantici.

Una occasione per verificare le costanti che in ogni luogo ed epoca animano il desiderio dell’uomo.

Gli interpreti

Concerto-Eroico-0069 matilda2
 Stefano Ligoratti  Matilda Colliard
LucaCiammarughi2-239x300 Danilo-Lorenzini
 Luca Ciammarughi Danilo Lorenzini  
pavoni-belli antonio-bologna2
 Alessandra Pavoni Belli  Antonio Bologna

 

Continua a leggere…

Mar 162012
 
Pisa: Terzo appuntamento con il ciclo di lezioni-concerto curato da Maurizio Baglini
DA VERSAILLES A VIENNA
IL PIANISTA LUCA CIAMMARUGHI RACCONTA I DUE MONDI DEL SALOTTO BAROCCO E ROMANTICO ATTRAVERSO LE MUSICHE DI RAMEAU E DI SCHUBERT
In programma domenica mattina 18 marzo 2012, alle ore 11, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Reale.
Inviti in distribuzione giovedì mattina allo sportello ‘Informazioni’ del Teatro Verdi 
Il pianista Luca Ciammarughi Il concerto fa parte di un progetto finanziato dalla Fondazione Caripisa e dalla SAT-Aereoporto “G. Galilei” di Pisa e promosso dal Comune di Pisa, dalla Fondazione Teatro di Pisa e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno.
Ricordiamo che l’ingresso è gratuito, a invito, e che gli inviti per domenica saranno in distribuzione nel numero di 90 (massimo 2 inviti a testa) allo sportello informazioni del Teatro Verdi, in via Palestro 40, giovedì 15 marzo a partire dalle ore 9.00 fino a esaurimento.

Già di per sé significativo il titolo dell’appuntamento di domenica: “Da Versailles a Vienna. La corte barocca e il salotto romantico”. A raccontarci questi due mondi sarà il pianista Luca Ciammarughi che interpreterà poi su un pianoforte Fazioli una selezione dalle Nouvelles Pièces de Clavecin di Jean-Philippe Rameau e due dei Klavierstuecke D 946 di Franz Schubert (il n. 1 in mi bemolle minore e il n. 2 in mi bemolle maggiore).

Musicista inusuale, Luca Ciammarughi è noto sia per l’intensa attività concertistica per le più prestigiose istituzioni e sale concertistiche italiane ed europee (senza dimenticare i suoi successi allo Spoleto Festival di Charleston, negli USA, e al Festival dei Due Mondi di Spoleto) che per i suoi programmi su Radio Classica (per la quale dal 2007 ad oggi ha condotto migliaia di trasmissioni) e sul canale Classica di Sky; dal 2010 è anche direttore artistico del festival “Settimana in musica” di Clusone.
Rameau e Schubert sono autori particolarmente congeniali a Luca Ciammarughi: in un’intervista dell’estate scorsa egli infatti ammise di sentire con entrambi una “immedesimazione totale”, le loro pagine spiccano nei suoi programmi concertistici e, per quanto concerne in particolare Schubert, va ricordato che Ciammarughi ha recitato e suonato come protagonista nella pièce teatrale L’ultima Sonata, dedicata proprio alla figura del compositore austriaco, e ha inciso recentemente il secondo cd dell’integrale delle Sonate di Schubert per l’etichetta ClassicaViva (a proposito del volume I, il critico e pianista Riccardo Risaliti ha parlato di “lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva.”) .
Significative le pagine scelte per la lezione-concerto di domenica mattina. Nella vasta produzione di Jean-Phillippe Rameau (il musicista e filosofo francese vissuto tra il 1683 e il 1764, nominato nel 1745 Compositeur de la Chambre du Roi da Luigi XV, autore fecondo di opere teatrali, cantate, mottetti, pezzi per clavicembalo e musica da camera, nonché tra i massimi teorici del suo tempo – e non solo, se si pensa che il suo celeberrimo Traité de l’harmonie segnò la nascita dell’armonia moderna, rimanendone a fondamento fino all’inizio del ‘900) Ciammarughi ha scelto una selezione di dieci brani dalle Nouvelles Pièces de Clavecin, l’ultima raccolta per clavicembalo solo pubblicata dall’autore nel 1728 e che, divisa in due gruppi, alterna tempi di danza a pezzi di carattere. Anche Franz Schubert scrisse una notevole quantità di musica, confrontandosi nel suo breve arco di vita (morì giovane, a soli trentunanni) con una altrettanto vasta gamma di generi e di orizzonti musicali, dal Lied alla musica sinfonica e cameristica, dalla musica per pianoforte, alla produzione sacra e all’opera). Scritti nel maggio del 1828, sei mesi prima della morte, i tre Klavierstücke D 946 furono pubblicati nel 1868 per volontà di Johannes Brahms, che diede anche il nome alla raccolta e ne curò la revisione. Forse concepiti per far parte di un ciclo di Improvvisi, i Klavierstücke sono esemplificativi di un periodo – la metà dell’800 – che vide la sonata pianistica non corrispondere più alle esigenze estetiche dei tempi nuovi. Ecco quindi queste pagine, dei veri e propri bozzetti caratteristici, capaci di esprimere singoli stato d’animo, immagini, impressioni, racconti.
Ancora un appuntamento imperdibile con gli “Incontri Musicali”, dunque.

Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111.

Mar 082012
 

Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti in concertoDomenica 11 marzo, a Varese, alle 17,00 primo appuntamento della stagione di “Musica e Poesia alla Chiesa di Loreto”, manifestazione giunta ormai alla “XIV Stagione, con il concerto “Violin in Blue”, con la violinista Yulia Berinskaya e il pianista Stefano Ligoratti.

Ingresso libero

ProgrammaViolin in Blue”, tutto di musica francese, dedicato a C. Debussy, in occasione del 150 anniversario della nascita

concerto Berinskaya Ligoratti Violin in Blue Varese

César Franck (1822-1890)
Sonata per violino e pianoforte in la maggiore

Jules Massenet (1842-1912)
dall’Opera Thaïs


  • Méditation de Thaïs


Claude Debussy (1862-1918)
Sonata per violino e pianoforte


  • Allegro vivo



  • Intermède Fantasque et léger



  • Finale Très animé


Claude Debussy (1862-1918) – Grigoraş Dinicu (1889-1948)


  • Clair de lune


Pablo de Sarasate (1844-1908) – Georges Bizet (1838-1875)


  • Fantasia sulla Carmen


Violin in BlueIl concerto presenta dal vivo i brani incisi dai due artisti nel CD “Violin in Blue”, pubblicato dalla nostra etichetta nel 2011, di cui potete trovare tutti i particolari, compresi i curricula dettagliati degli artisti, a questo link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?cPath=47&products_id=410

Trovate qui una interessante recensione di questo recital: http://concerti.classicaviva.com/2011/02/una-serata-particolare-recensione-del-concerto-violin-in-blue/

I concerti della stagione “Musica e Poesia alla Chiesa di Loreto”, voluti da Don Amilcare Manara, parroco dell’Unità pastorale di Cartabbia – Capolago”, grazie anche al notevole concorso di pubblico, costituiscono ormai un classico appuntamento del pomeriggio domenicale con la musica da camera eseguita da artisti eccellenti.

Anche la chiesa della Santa Vergine di Loreto, un importante sito storico-artistico-rinascimentale ricco di pregevoli affreschi, fornisce a questi concerti un ambiente perfetto per godere a pieno della grande musica.

INFORMAZIONI 0332/284720 http://www.pisteuo.it. Con la collaborazione del Comune di Varese e della Fondazione Magnoni

Dic 142011
 

Il IX Festival Pianistico di Carrara - 2011Nell’ambito del IX Festival Pianistico della città di Carrara, a conclusione della rassegna, il 17 dicembre 2011, nel Duomo di Carrara, si terrà il Concerto di Natale, con un bellissimo programma, tutto beethoveniano (tra l’altro, il 17 dicembre si festeggia il compleanno di Beethoven!):

Carrara, Duomo
17 dicembre 2011, ore 21
Concerto di Natale

Ludwig van Beethoven
(1770-1827)

  •  Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra
  • Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21

Orchestra del Trasimeno
Direttore
Maciej Zoltowski

Pianoforte
Stefano Ligoratti


ingresso libero

Al IX Festival pianistico di Carrara non è mancato il coraggio di sfidare le difficoltà: sette concerti, i cui ben tre con orchestre, sono un atto di fiducia nell’arte e nella cultura, in tempi ad esse non propizi.

Aprendo e chiudendo sotto la protezione di Mozart e Beethoven, è stata racchiusa in un quadro di classicità una programmazione  molto varia, che ricorda i centenari di Liszt e Mahler, ma anche di Rota e Menotti, senza trascurare una affascinante tappa nel mondo della musica ebraica di stile popolare.
Solisti e direttori sono in gran parte artisti di vasta esperienza, da Roberto Trainini a Enzo Audino, da Olga Romanko al quartetto Klezmer, formato da formidabili strumentisti del Maggio musicale fiorentino. Ma è importante notare una presenza di protagonisti più giovani e tuttavia validissimi, come il siciliano Trio Eukelios e il pianista lombardo Stefano Ligoratti.
Il pianista Stefano Ligoratti

Grazie al suo enorme talento naturale, ai suoi studi rigorosi e completi (oltre che in Pianoforte, è anche Diplomato in Organo, Clavicembalo, Direzione d’Orchestra e Composizione), e alla sua vasta esperienza di concertista, il giovane Ligoratti è oggi uno dei migliori, più profondi e raffinati interpreti beethoveniani: sicuramente chi interverrà al concerto, grazie anche all’ingresso gratuito, vivrà un’esperienza emozionante.

Dic 132011
 

RingNotes, le nuove suonerie per iPhoneE’ disponibile presso tutti gli Apple Stores una nuova applicazione per iPhone, “RingNotes”. Si tratta di nuove suonerie create utilizzando tecnologie digitali all’avanguardia, appositamente composte da uno dei nostri migliori artisti, un  giovane pianista concertista di grande talento, che, grazie alla rigorosa matrice classica, renderanno più originali, esclusivi e piacevoli gli squilli degli iPhone.L’arpa, il pianoforte, il Glokenspiel, grazie alla maestria del compositore, produrranno suoni raffinati, allegri e spiritosi, capaci di distinguersi tra le ormai abituali e comuni suonerie – sempre più o meno le stesse – che si confondono e ci confondono tra la folla: RingNotes propone moltissime melodie originali, che piaceranno sicuramente a coloro che amano la grande musica.

L’applicazione, gratuita, permetterà l’acquisto di uno o più pacchetti di circa 25 suonerie al costo minimo praticato da AppStore (25 suonerie a 79 centesimi di Euro).

RingNotes è un prodotto italiano, ideato e prodotto dalla nostra Casa discografica ClassicaViva®, il network della musica classica.

Ve ne diamo notizia con grande soddisfazione: questo prodotto è un simbolo della profonda sinergia tra le nostre attività (quella informatica, di New Problem Solving S.r.l. , l’azienda che ha creato ClassicaViva e ne costituisce l’anima tecnologica, e quella musicale, per l’appunto ClassicaViva, che si coniugano e fondono nei nostri siti web e, soprattutto, nel nostro studio di incisione, dove sono state create le nuove suonerie).

Di seguito, i nostri primi video promo, in italiano e in inglese, che lanciano il prodotto con lo slogan Ring different.

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!