Dic 022011
 

Domani 3 e domenica 4 dicembre si terranno a Roma gli Stati generali della Cultura, un appuntamento organizzato dal PD dopo i lavori di oltre settanta assemblee svoltesi in tutta Italia, nel corso del quale si confronteranno professionisti e operatori della cultura e dello spettacolo, esperti, studiosi, associazioni e forze sociali.

La due giorni, che si svolgerà  alle Officine Marconi (via Biagio Petrocelli, 147), si aprirà sabato alle ore 9.30 con la relazione di Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione del Pd, e si concluderà, domenica 4 dicembre, con l’intervento del segretario, Pier Luigi Bersani. Agli Stati generali parteciperanno il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, e il sottosegretario, Roberto Cecchi.

Interverranno, inoltre, Walter Veltroni, Stefano Fassina, i parlamentari del Pd delle commissioni Cultura di Camera e Senato. Saranno presenti, tra gli altri, Maurizio Roi, Silvia Ballestra, Ettore Bernabei, Michela Borsari, Gianrico Carofiglio, Vincenzo Cerami, Stefano Di Battista, Roberto Esposito, Carlo Freccero, Massimo Ghini, Pietro Guzzo, Adriano La Regina, Giuseppe Laterza, Daniele Lucchetti, Silvio Orlando, Antonio Pennacchi, Ilaria Pilar, Luca Ronconi, Franco Scaglia, Giulio Scarpati, Carlo Sini, Marino Sinibaldi, Guia Soncini, Flavio Soriga, Riccardo Tozzi, Giuseppe Vacca. I lavori saranno trasmessi in diretta da Youdem Tv, canale 808 di Sky, e in streaming su youdem.tv. La manifestazione sarà in diretta anche su twitter a #fabbricadicultura.

Mag 032011
 

Si ritorna a parlare di FUS dopo il convegno promosso dal PD e tenutosi a Verona il 29 aprile scorso. Una giornata promossa con lo slogan “cambiare musica”, durante la quale si è discusso sul futuro degli Enti lirici italiani.

Ancora una volta in evidenza l’inefficacia dei FUS e del sistema di finanziamento delle fondazioni lirico sinfoniche, emerse durante i lavori ai quali hanno partecipato oltre ai rappresentanti politici, molti sovrintendenti, sindacalisti e operatori culturali, che hanno unanimemente espresso i limiti del Fondo Unico per lo Spettacolo, che sebbene reintegrati non offrono alcuna certezza di poter garantire la sopravvivenza di tutte le quattordici fondazioni liriche italiane come ha tenuto a precisare Maurizio Roi, presidente dell’Associazione Teatri dell’Emilia Romagna: «L’attività lirica ha una dinamica di costi crescente e il reintegro del Fus non allontana la prospettiva di crisi aziendale». Dello stesso parere anche Luigi Ferrari, segretario generale della Fondazione Toscanini: «Non siamo interessati alla sola sopravvivenza, ci preme lo sviluppo».

«Oggi siamo in un mondo globale in cui il competitor non è il teatro vicino ma quello che si trova a migliaia di chilometri di distanza» – ha spiegato Cristiano Chiarot, neo  sovrintendente  del Teatro “La Fenice” di Venezia – «La singola stagione di un anno non ha senso quando all’estero gli artisti migliori vengono scritturati con un anticipo di cinque anni».

Data anche la difficoltà delle fondazioni di trovare sponsor, vista la legge lacunosa che nemmeno prevede un minimo di detassazione, fare ricorso ai finanziamenti pubblici resterà l’unica via attuabile, e per quanto possano diventare pluriennali non basterebbero comunque a garantire quello sviluppo reale atteso da tutti gli operatori, costretti a procedere “navigando a vista” e dimezzando i cartelloni anziché aumentare l’offerta al pubblico di affezionati che comunque, nonostante la crisi, permane e domanda.

La giornata dei lavori proposta dal PD si è conclusa con l’ennesimo appello al Ministro Galan affinché trovi il modo di correggere i danni provocati alla cultura italiana, e nello specifico agli enti lirici, dalla sconsiderata gestione del precedente ministro.

Ago 032008
 

L'Onorevole Manuela GhizzoniCari amici, è agosto. E si sente. Le vacanze dividono, distraggono, allontanano. E quindi ci sono state ben poche reazioni alle dichiarazioni del Ministro Maria Stella Gelmini in merito ai Conservatori, di cui ho parlato in un post del 1 agosto (http://www.classicaviva.com/blog/2008/08/01/ministro-gelmini-settanta-conservatori-sono-troppi/).

Ma qualcuna c’è stata. Vediamo.

Ecco intanto la reazione dell’Onorevole Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, diramata in un comunicato stampa ufficiale:

“Ieri nel corso dell’audizione presso la commissione Cultura della Camera il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha annunciato di voler ridurre il numero dei conservatori italiani”. È la denuncia del capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

Dopo aver dichiarato di voler selezionare alcuni dei 70 conservatori, e lasciare gli altri agli enti locali, il Ministro Gelmini ha poi precisato di non essere ‘per l’eliminazione dei conservatori, ma per l’individuazione di due livelli qualitativi’. “Con la precisazione – dichiara la Ghizzoni – il ministro ha confermato che le sue parole, che sul momento ci erano sembrate estemporanee, non lo erano per niente ma erano piuttosto il frutto di un progetto che vuole penalizzare e dequalificare l’Alta formazione artistica e musicale (Afam) italiana creando un doppio canale formativo con conservatori di ‘serie A’ e conservatori di ‘serie B’.

“Per correttezza il ministro dovrebbe chiarire come ha intenzione di valutare i conservatori da chiudere o dequalificare e renderlo pubblico, non è possibile gettare nella più completa incertezza con tanta superficialità questo settore – ha affermato la deputata del Pd e si chiede – perché invece di continuare ad annunciare tagli non si decide una volta per tutte di valorizzare queste strutture? Perché invece di annunciare di volerne declassare alcuni non si decide di portarli tutti al meglio?

Perché il ministro continua a condannare all’incertezza il mondo dell’alta formazione musicale?”.

“Si tratta di una strategia incomprensibile – ha aggiunto – i conservatori sono istituti fondamentali per la cultura italiana e sfornano ogni anni musicisti apprezzati in tutto il mondo”.

“Il Pd – conclude Ghizzoni – coerentemente con quanto fatto dal sottosegretario Dalla Chiesa nella passata legislatura, è convinto che si dovrebbe intervenire sull’alta formazione con una chiara strategia che passa dal potenziamento delle risorse, al completamento del quadro normativo, per dare piena attuazione alla riforma Berlinguer e per proseguire nel piano di valorizzazione delle singole vocazioni artistiche degli istituti anche prevedendo aggregazioni per poli in stretta relazione con i territori”.

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Mar 152008
 

Riprendiamo al volo una bella video intervista appena pubblicata sul sito http://www.ltnitalia.it/ (se cercate su quel sito, ce ne sono diverse altre, che comunque riproponiamo tutte qui). Questo breve video mi sembra molto interessante, perché Dalla Chiesa dice cosa pensa dei giovani protagonisti delle recenti battaglie sull’equipollenza dei titoli, oltre, naturalmente, esprimere la propria opinione sul modo in cui sono state costruite le liste nel Partito Democratico. Senza commenti…

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