Set 182008
 

Il Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione andata in onda su Radio Classica martedì 16 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Annuncio anche fin da ora con grande piacere che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

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Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricarla dal nostro catalogo, utilizzando gli Hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro).

Stavolta abbiamo parlato di grande cinema, e precisamente di “Barry Lindon”, di Stanley Kubrick. Analizzando quello splendido film, la cui colonna sonora era composta da brani di famosi compositori classici, abbiamo presentato, per cominciare, il famoso “Andante con moto” dal Trio in mi bemolle maggiore  op. 100, D929 , di Franz Schubert, nell’esecuzione registrata negli studi di ClassicaViva dal “Trio Matisse”. Questo tema schubertiano viene utilizzato nel film come sottofondo a diverse celebri scene, nella rielaborazione di Leonard Rosenman, che per questo lavoro ebbe l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1976. E’ il tema del destino per eccellenza, che accompagna, dolente e solenne, con implacabile senso di fatalità, le vicende del protagonista Redmond Barry (presentiamo qui anche il filmato con la famosa scena della seduzione di Lady Lindon, interpretata da Marisa Berenson, da parte di Barry, uno strepitoso Ryan O’Neil…). Cinque minuti di grande cinema, affidato alla musica e alle immagini, senza parole…

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Ricordando questo grande film, un meraviglioso affresco sul settecento, ripreso con lenti speciali Zeiss, ottenute dalla Nasa, per utilizzare soltanto la luce naturale, persino nelle scene notturne,  illuminate esclusivamente da candele e lumi d’epoca, abbiamo colto l’occasione per presentare quasi l’intero Trio schubertiano, con l’eccezione del primo movimento e, poi, anche, di parlare del famoso tema della “Follia di Spagna”, altro grande tema del film. Il destino del protagonista è infatti accompagnato, nel film, da questo famoso tema, declinato nella “Sarabanda” di Haendel.
Stefano LigorattiAbbiamo così presentato il tema della Follia, nella scintillante composizione del giovane Stefano Ligoratti, che ha eseguito al clavicembalo le sue  “12 Variazioni sul tema de la “Follia”. (La partitura originale è scaricabile dal nostro sito, qui).
Per concludere la trasmissione, abbiamo anche mandato in onda un’altra composizione ispirata alla “Follia”, nella prima incisione pianistica assoluta, sempre per le nostre edizioni, e sempre nell’interpretazione di Stefano Ligoratti, questa volta nella veste di pianista. Si tratta delle “12 Variationen auf die Folie d‘Espagne in d”, di C. Ph. E. Bach, il figlio del grande Johann Sebastian. Due brani davvero piacevoli e ricchi di inventiva e fantasia.
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Lug 262008
 

La prima pagina della pubblicazione di ClassicaViva del Concerto di KummerGentili amici, siamo lieti di presentarvi una nostra esclusiva assoluta: abbiamo pubblicato nel nostro catalogo un concerto di Friedrich Kummer, datato 1827, che si pensava perduto per sempre. La riscoperta è dovuta ad un appassionato studente di violoncello, Michele Galvagno, allievo del Conservatorio di Cuneo, il quale, appassionatosi agli studi di Kummer per il proprio strumento, si interessò molto a questo autore e ne cercò altre musiche.

E, Il frontespizio della partitura originale del Concerto cerca cerca per biblioteche ed edizioni rare, ne rintracciò una polverosa copia nella biblioteca del Conservatorio di Milano, anzi soltanto le parti staccate di un Concerto “Brillant” per Violoncello e Orchestra , che lo incuriosì molto. Da qui, Michele ha deciso di dedicare un intero anno di lavoro alla trascrizione delle parti al computer, ricostruendo amorosamente la partitura iniziale, nonché la versione per pianoforte e violoncello, di cui si parla nel frontespizio dell’opera, e addirittura la versione per violoncello solista e quartetto d’archi.

Ha poi poi iniziato una lunga e serrata ricerca di un Editore che fosse interessato a pubblicare questo bellissimo concerto (perché, davvero, è splendido!), ricerca che non ebbe però esito alcuno, e portò – tanto per fare un esempio di quale sia oggi  la situazione per chi voglia pubblicare qualcosa di nuovo in musica – a risposte del tipo di quella ricevuta dall’Editore americano Schirmer, che scrisse: “al giorno d’oggi un editore pubblica qualcosa di cui sia sicuro al 100% gli ritornerà qualcosa in tasca, e pubblicare un concerto sconosciuto, inedito da centosettanta anni, di cui avrebbe dovuto pagare un agente per la gestione e l’affitto delle partiture, senza avere un esecutore che gli garantisca almeno una decina di concerti e una registrazione su CD, non è produttivo”.

Beh, per fortuna Michele ha trovato noi di ClassicaViva, grazie al Maestro Franco Redondi, del suo Conservatorio, che gli ha parlato di noi… piccoli editori che non guardiamo al profitto, ma lavoriamo con artigianale e quasi maniacale amore della musica!

Dopo un lungo e accurato lavoro editoriale, trovate quindi finalmente tutto sul nostro catalogo, insieme a molti ghiotti particolari musicologici, al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/index.php?cPath=24_35.

Si tratta di una raffinata edizione critica, curata, oltre che da Michele Galvagno,  anche dal nostro Direttore Artistico, M° Stefano Ligoratti. Contiene le partiture orchestrali con tutte le parti staccate, anche nella versione per pianoforte e violoncello e in quella per violoncello e quartetto. L’idea (e la speranza) è che qualcuno voglia finalmente eseguire questo bel concerto, una vera rarità, e uno splendido pezzo… che non meritava certamente questo lunghissimo oblio, al quale siamo orgogliosi di averlo sottratto.

Per rendervi conto del tipo di concerto, e della sua qualità, vi proponiamo qui, in podcast, il file MP3 generato dalla partitura di Finale,  che, in attesa di una vera esecuzione orchestrale, dà comunque una realistica idea del pezzo (ma vivaddio, la musica suonata da musicisti in carne ed ossa, per fortuna, è un’altra cosa…):

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