Dic 242007
 

babbonatale che porta buone notizieVi riporto qui un estratto da un post nel blog del Sottosegretario Nando Dalla Chiesa, del 23 dicembre, che mi sembra riportare belle notizie: leggiamo (miei il rosso ed il neretto).

babbonatale.gifDei miei ultimi giorni romani (intensissimi) mi porto la soddisfazione, immensa, di avere visto approvare finalmente dal Consiglio nazionale dell’arte e della musica i nuovi ordinamenti didattici di conservatori e accademie. Ah, che bello. In questi giorni si scriverà il decreto ministeriale e il primo pezzo di riforma sarà legge. Lo meritano (regalo di Natale…) i docenti e gli studenti, almeno la loro componente positiva (larga maggioranza). Ma lo meritano anche quelli che si sono crogiolati nelle lagne, quelli che sembrano intinti nel lamento, i quali non potranno più recitare la litania del “siete tutti uguali”, “fatti e non parole”. Quelli che “attendiamo la riforma da otto anni”, quando sapevano benissimo che la stavamo facendo e concludendo. Appunto, noi, meno uguali degli altri, l’abbiamo fatta. E in più, udite udite, faremo uscire per la ripresa dei lavori altri due provvedimenti: quello che consente ai laureati triennali dei conservatori di andare a fare le supplenze nelle scuole e, soprattutto, quello che ribadisce con parole inequivocabili (anche per gli avvocaticchi del lamento) che il titolo di studio di conservatori e accademie è equipollente alla laurea a tutti gli effetti. Perché, sai caro Bruce Tafazzi, qui bisogna anche fronteggiare chi va a raccontare ai suoi allievi che il loro titolo di studio è carta straccia…Chissà che sofferenza non poterlo più dire… Potrebbero avere una crisi di identità.”

Beh, sembra che il regalo di Natale il CNAM (è il citato Consiglio nazionale dell’arte e della musica) ce l’abbia fatto davvero, anche se non mi sono chiare le date definitive di pubblicazione dei nuovi ordinamenti. La mobilitazione di Roma (e di tutti i Conservatori e le Accademie) evidentemente a qualcosa è servita. Vigiliamo che quanto dichiarato venga effettivamente attivato. Ma, lo ripeto: il nostro sottosegretario mi sembra una persona per bene, e credo a quanto scrive. L’aveva promesso, che si sarebbe adoperato per portare a casa una buona conclusione del problema, e mi sembra proprio che abbia mantenuto la parola.

Passiamo tutti un sereno Natale, certamente più sereno di quello che si prospettava qualche giorno fa. GRAZIE!!!

Dic 132007
 

Riprendiamo questo comunicato ufficiale dal sito della CGIL: http://www.flcgil.it/notizie/news/2007/dicembre/afam_incontro_con_il_ministro_mussi

Mussi Babbo NataleChe il Ministro voglia davvero farci il regalo di Natale che stiamo aspettando? Ha promesso ufficialmente una conclusione dei famigerati Decreti Attuativi, da parte del CNAM, PRIMA DI NATALE.

Per chi volesse capire meglio cos’è il CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta FormazioneArtistica e Musicale), questo è il link al sito ufficiale: http://www.cnam.it/

Ma ora leggiamo il comunicato:

Università: Il Ministro si impegna a dare le risposte conseguenti. Continua blocco contrattazioni di istituto a.a.2007/2008 –

12/12/2007
AFAM: incontro con il Ministro Mussi

Segreterie Nazionali FLC Cgil – CISL Università – UIL AFAM

Le Segreterie Nazionali di FLC Cgil, CISL Università e UIL Afam, a conclusione dell’incontro del giorno 11 dicembre 2007 con il Ministro On.le Fabio Mussi, alla presenza del Sottosegretario On.le Nando Dalla Chiesa e del Capo Gabinetto Consigliere Oberdan Forlenza, sulla base delle richieste avanzate con il documento del 6 dicembre u.s., comunicano che il Ministro ha recepito, facendole proprie senza eccezioni, le preoccupazioni e le esigenze rappresentate per il comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

Il Ministro si è impegnato a:

* individuare nella Legge Finanziaria in via di definizione, le risorse necessarie per il funzionamento dell’AFAM, risorse che non possono essere inferiori a quelle già assegnate per il 2007;
* ottenere dal Ministero dell’Economia e Finanze le risorse aggiuntive adeguate per il rinnovo del contratto, considerata la stretta connessione tra contratto e attuazione della legge di riforma 508/99. Il Ministro, infatti, ha convenute con i Sindacati presenti che non si possa attuare la riforma a costo zero facendola gravare solo sugli utenti e sul personale che vi lavora.
* I decreti attuativi, ancora in attesa di emanazione, nonostante siano trascorsi otto anni dall’approvazione della legge, sono in discussione al CNAM con l’impegno di conclusione dei lavori prima di Natale. Su questo punto. I Sindacati hanno chiesto e ottenuto un ulteriore incontro per poter esprimere il proprio parere sulle materie di competenza sindacale contenute nei decreti prima dell’invio alle competenti Commissioni Parlamentari.

I Sindacati FLC Cgil, CISL Università e UIL Afam, in attesa di risposte concrete ed esaustive che portino all’Alta Formazione Artistica e Musicale le risorse necessarie di cui hanno estremo bisogno, confermano il blocco delle contrattazioni di istituto riferite all’anno accademico 2007/2008 e, in assenza di conferme rispetto agli impegni assunti dal Ministro Mussi, decideranno ulteriori e più forti iniziative di lotta.

Roma, 11 dicembre 2007

Dic 132007
 

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un comunicato ufficiale dal Conservatorio Santa Cecilia di Roma: (i neretti ed il rosso sono nostri, n.d.r.)

Poiché la creatività degli artisti in gioco è magnifica, riprendiamo qui una slide show pubblicata dagli studenti di Napoli sul loro blog http://www.conservatorionapoli.splinder.com, così ci facciamo un’idea di cosa potranno mettere in atto questi ragazzi, uniti, a Roma:

11/12/2007
Ai Conservatori di Musica d’Italia
Alle Accademie di Belle Arti d’Italia

Per il 20 e 21 Dicembre sono indette due giornate di iniziative artistiche aperte al pubblico (ed ovviamente gratis…..) all’interno del Conservatorio di S. Cecilia di Roma. Verranno invitati personaggi di rilievo del mondo musicale e politico, la stampa e le televisioni. Ci saranno assemblee, conferenze stampa, mostre e concerti (dove suoneremo insieme): abbiamo bisogno della partecipazione attiva da parte di tutti i Conservatori ed Accademie di Belle Arti di Italia.

Ovviamente noi ci incaricheremo di organizzare tutto ciò che riguarda la musica, mentre delegheremo probabilmente l’Accademia di Belle Arti di Roma per il coordinamento con le altre Accademie.

Tutto questo sarà un modo per render ancora più saldi i legami che, in questi giorni di protesta, si stanno creando a livello nazionale tra i conservatori ed un forte segnale al governo che siamo uniti… pacifici in questa iniziativa, ma organizzati e determinati. Non meno importante sarà l’impatto che questo progetto avrà sull’opinione pubblica, una sensibilizzazione a livello nazionale che arriverà direttamente nelle case e non chiusa ad un circolo elitario (studenti, docenti, etc… persone insomma che ruotano intorno ai conservatori).

Per fare questo abbiamo bisogno del maggior numero possibile di adesioni…. e non parlo dell’adesione ad un documento o ad un ideale, ma di nominativi: disponibilità a suonare, a venire a Roma ed a dar voce per una causa comune. Dal canto nostro cercheremo di ospitare nelle nostre case quanti verranno, almeno per il pernotto: su nessuno dovrà gravare alcuna spesa extra rispetto ad altri. Anche per il viaggio basterebbe una colletta… 1 euro da ogni studente, Roma compresa, e ci sarebbe una nuova spedizione dei 1000! Scherzi a parte è chiaro che in questi 2 giorni verranno prese decisioni per la condotta della protesta quindi e’ importante avere studenti da ogni parte d’Italia, perchè questo è solo l’inizio.

Ci hanno promesso una firma a Gennaio nell’incontro tenutosi a Roma la settimana scorsa… e noi aspetteremo. Ma se ciò non dovesse accadere che comincino a tremare, ci avranno lasciato 1 mese e non ci troveranno impreparati…
I Conservatori che riceveranno questa mail sono: Napoli, Fermo, Firenze, Pesaro, Palermo, Milano, Campobasso,Trento,Monopoli, Bari, Udine, Novara e Sassari. Purtroppo alcuni non sono indirizzi ufficiali delle consulte ma di singoli studenti per questo chiunque abbia indirizzi ufficiali, e soprattutto contatti con altri conservatori inoltri questa mail e mi passi i contatti per favore.

Continua a leggere…

Dic 112007
 

E se dessimo la parola direttamente a Nando della Chiesa, più volte chiamato in causa dagli studenti? Ecco cosa scrive sul suo blog: http://www.nandodallachiesa.it. E’ un appassionato appello in difesa della musica e dei Conservatori, pubblicato da l’Unità l’8 dicembre 2007, che merita assolutamente di essere letto.

NON SPEGNIAMO LA MUSICA. Appello in difesa delle accademie e dei conservatori

Scritto da Nando dalla Chiesa

Il Sottosegretario Nando Dalla ChiesaFriday 07 December 2007
(l’Unità, 8 dicembre 2007) – Questo è un appello appassionato in difesa delle accademie e dei conservatori d’Italia. È un appello rivolto pubblicamente al governo di cui faccio orgogliosamente parte e alla maggioranza che lo sostiene. Un appello per venti milioni di euro, meno del costo di un chilometro di autostrada. Venti milioni calcolati con precisione chirurgica per consentire al nostro sistema di alta formazione artistica e musicale di non affondare. Si badi: non aggiuntivi rispetto al 2007. Ma reintegrativi dei fondi dell’anno scorso; quelli, cioè, che hanno permesso al sistema di tirare la testa fuori dall’acqua in cui stava affogando dopo la micidiale cura da cavallo subita nell’ultimo anno del governo Berlusconi-Moratti.

Si resta a bocca aperta, c’è da non crederci. L’Italia e la sua tradizione artistica. L’Italia e la sua tradizione musicale. Il nostro biglietto da visita all’estero. Il made in Italy di secoli e millenni. Ciò che nessuno ci potrà mai imitare. Il nostro petrolio. I nostri giacimenti. Il nostro futuro è il nostro passato. Non si contano davvero le metafore usate dai leader politici e dagli intellettuali per definire il ruolo che la produzione artistica gioca e può giocare nelle nuove vie di sviluppo del paese, nella sua competitività internazionale, nella sua crescita civile. La produzione ma, ovviamente, anche la formazione artistica. Perché la musica del passato qualcuno dovrà ben interpretarla e rinnovarla. E gli artisti italiani non dovranno solo riposare nei cimiteri illustri, ma dovranno soffiare il loro talento nella civiltà contemporanea, produrre nuovi capolavori, innervare della loro incessante creatività le nostre città, le nostre gallerie, i nostri stessi prodotti industriali e culturali. Siamo d’accordo su questo? E’ importante capirlo: siamo d’accordo o no?

E allora perché è così difficile, quasi proibitivo, ottenere questi venti milioni in Finanziaria? Attenzione: non venti milioni per questo o quel centro di ricerca o culturale, legato a un potentato politico regionale. Non venti milioni per un’opera clientelare.

Ma venti milioni per l’intero sistema pubblico, ventisette accademie e un’ottantina di conservatori e istituti pareggiati. Contati e ricontati, proprio l’osso e nulla di più. Perché, nella penuria di mezzi trovata, il ministero dell’università in quest’anno e mezzo di governo ha ben cercato (e anche con qualche successo) di trasmettere il messaggio che un euro usato lavorando con intelligenza, entusiasmo, diligenza e fantasia vale dieci euro. Ma l’euro ci deve essere. E invece, incredibilmente, anche quell’euro sfugge, viene lesinato, forse non ci sarà. Così ci sono ormai accademie e conservatori, anche di qualità, che rischiano di chiudere; e che chiuderebbero, sia chiaro, pure se raddoppiassero le tasse agli studenti. Istituti a cui basta poco perché con poco ormai si sono abituati a vivere. Così come poco basta ai docenti per il rinnovo dei loro contratti, e che oggi si sentono comunicare senza appello che i soldi che c’erano se ne sono già andati tutti via per il rinnovo dei contratti della scuola.

Davvero il paese vuole umiliare, marginalizzare, cacciare in cantina quel sistema dell’alta formazione artistica e musicale che può esserne uno dei più strepitosi gioielli? Certo, accademie e conservatori, da sempre lasciati a se stessi da un’Italia incolta e senza progetti, hanno i loro difetti e i loro ritardi. Le loro autoreferenzialità, le loro litigiosità e anche le loro mediocrità (come, peraltro, anche il sistema universitario). Ma io le ho girate in lungo e in largo, queste istituzioni. E vi ho trovato tesori indescrivibili di bravura e di passione, geni giovanili purissimi, inventiva e spirito creativo. Pianisti, violoncellisti, grafici, pittori, scenografi d’eccellenza. E non posso accettare l’idea che per questo intero sistema, per farlo sopravvivere, non si possano trovare venti milioni. Non voglio criticare nessuno e niente. Nel mio anno e mezzo di partecipazione al governo nessuno mi ha mai sentito dissentire pubblicamente da un collega, nessuno mi ha mai sentito dire una parola non dico di pessimismo ma neanche di disincanto. Ho recitato con convinzione assoluta e doverosa la parte del soldatino al fronte.

Ma risulta difficile vedere stanziare somme ingenti, assai più ingenti, per opere e scelte di ogni tipo (tutte assolutamente legittime, sia chiaro), compresi gli istituti di formazione privati, e assistere all’apnea di un pezzo cruciale del nostro patrimonio formativo pubblico, comprensivo – dobbiamo ricordarlo? – di valori inestimabili in opere d’arte, architetture, biblioteche e archivi storici.

E tuttavia, passando dai princìpi di cultura civile alla politica purissima, dirò di più. Davvero il governo, questa maggioranza, vogliono rinunciare a dire davanti al paese di avere per la prima volta restituito a dignità, di avere dato prospettive di sviluppo a questo settore? Perché il paradosso politico è proprio questo. Che con il governo Prodi viene attuata – dopo otto anni di attesa! – la riforma dell’intero settore, che una legge del ’99 portò a pieno titolo (“a costo zero”, stava scritto…) nel sistema universitario. Non solo. Mentre viene finalmente attuata la riforma, vengono anche varati i poli di alta formazione artistica e musicale in alcune grandi città (Genova, Milano, Napoli e Verona le prime), sistemi economici-artistici in grado di cambiare radicalmente gli orizzonti, anche internazionali, di queste istituzioni.

Ed ecco che mentre si spinge in avanti tutto il sistema, arriva il rigurgito del passato, la vecchia ideologia del mettere l’arte in cantina. Così chi soffia contro il governo ha buon gioco. Da giorni si susseguono le occupazioni di accademie e conservatori. Napoli. Poi Roma. Lunedì Pesaro. E altre se ne annunciano.

È vero che gli studenti sono spesso disinformati, che vien fatto loro credere che i loro titoli di studio siano carta straccia e che incontrarli nelle loro assemblee può aiutare a fare chiarezza; ma essi esprimono comunque un disagio autentico che nasce da una sensazione di fondo, quella che per loro (più di sessantacinquemila) ci sarà sempre, alla fine, una condizione di abbandono. E altrettanto esprimono i sindacati; i quali, umiliati nelle loro (modeste) richieste, minacciano il blocco delle attività. Ma ha un senso politico tutto questo?

Ha un senso che proprio il governo che potrebbe vantarsi di avere dato al paese una nuova, più avanzata formazione artistica e musicale, diventi l’obiettivo di una protesta che sta dilagando nel paese? Per venti milioni e per pochi altri milioni di rinnovo contrattuale? Dice che l’Unione paga dall’inizio un difetto di comunicazione. Ecco, io sto provando a ovviare a questo difetto dopo avere cercato con il ministro Mussi di sensibilizzare i luoghi di decisione politico-parlamentare della Finanziaria.

Mi rivolgo a chi può intervenire nelle sedi istituzionali, ma anche agli intellettuali, a chi ha a cuore il futuro della nostra produzione artistica, affinché questo taglio non si compia. Perché un chilometro di autostrada, magari di qualche opera che rimarrà incompiuta, si converta nella tranquillità minima di più di cento istituzioni di alta formazione artistica e musicale. Al resto penseranno il lavoro, l’intelligenza, la parsimonia, la passione, la fantasia. Perché l’uno si può moltiplicare per dieci. Lo zero no.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 09 December 2007 )

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!