Gen 272008
 

rullo di tamburoCari lettori,

come potrete notare, sono pervenuti molti commenti al nostro blog, in merito alla vicenda dei Decreti attuativi firmati pochi giorni fa dal Ministro Mussi. Per la logica con cui è costruito un blog, però, diventa difficile seguire il dibattito, e magari rintracciarli, per cui ho deciso di pubblicare un paio di post riassumendo un po’ di interventi importanti che ci sono pervenuti, sui quali ritengo sia molto utile approfondire il dibattito. Infatti in giro c’è molta disinformazione e una confusione spaventosa. Nel mio piccolo, con questo blog, che poi non è altro che una rivista on-line, un aggregatore di notizie, sto cercando di scovare le notizie interessanti nel mondo della musica e possibilmente di commentarle ed approfondirle, senza alcuna pretesa di “fare opinione”. Quindi ben vengano i dibattiti! (come sempre, trovate in rosso le mie parole, in nero gli interventi di altri)

Cominciamo con un paio di interventi pervenuti oggi dai due membri del CNAM che vedete nel titolo, a cui diamo il benvenuto nel nostro blog. Hanno scritto a noi perché nei giorni scorsi c’è stata una certa animazione sul blog di Nando Dalla Chiesa, e il docente AFAM Pascucci, con cui mi sono scontrata in quella sede per un suo intervento un po’… animato (e, ahimé, iettatorio) mi ha risposto qui, raccontando che gli è stata tolta la possibilità di scrivere nel blog di Dalla Chiesa, e che la stessa possibilità è stata tolta a membri del CNAM che volevano scrivere le proprie critiche.

Bene, ho dunque sollecitato il dibattito sul blog di ClassicaViva, che come sapete è sempre stato aperto a tutti, anche in modo anonimo, e siamo pronti a cominciare (se guardate nella colonna dei commenti, armatevi di pazienza, e troverete tutti gli originali, anche del Maestro Pascucci, con le mie risposte).

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Dic 192007
 

Pubblichiamo i volantini ufficiali delle iniziative previste a Roma per il 20 dicembre 2007:

 

< ![endif]-->Conservatorio Occupatoconservatorio santa cecilia ‘preoccupato’

< ![endif]-->ASSEMBLEE

CONCERTI

PROTESTE

Nel quadro delle iniziative di protesta per la grave situazione in cui versa l’insegnamento musicale in Italia, gli studenti e le studentesse del Conservatorio di S. Cecilia indicono, per il 20 e il 21 dicembre, due giornate di incontro tra gli studenti di tutti i Conservatori italiani, Accademie di Belle Arti, Accademia di Danza, insomma di tutte le scuole del comparto AFAM. Sono previsti sit-in di protesta, assemblee e concerti

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Dic 182007
 

discussione importantePostiamo qui, riproponendoli a livello di articolo, un paio di commenti importanti pervenuti al nostro blog:

Condivido pienamente le valutazioni e le preoccupazioni di Luca Lombardi, ragazzi meditate su quello che ha scritto!

luca lombardi @ 10:40 am:

Un ciao a tutti.Sono un docente di scuola media, precario annuale, ovviamente, e studio composizione e pianoforte (biennio, il famoso biennio tanto bistrattato e costoso).Appoggio in tutto la protesta (dico vostra, perchè io mi considero più lavoratore ormai, che studente, ho i miei 30 anni) per quanto riguarda l’equipollenza dei titoli di primo e secondo lvello, ma sono nettamente contrario ad (addirittura!!) BOICOTTARE le prove per questo corso abilitante…bisogna distinguere le due cose, non si può fare di tutt’erba un fascio!!!Forse non a tutti è chiaro che: puoi avere tutti i titoli artistici del mondo, puoi avere tutti gli anni di insegnamento di qualsiasi materia (incluso educazione musicale), puoi avere un punteggio altissimo, ma se non hai l’abilitazione finisci in terza fascia delle graduatorie d’istituto (e non in prima fascia di quelle d’istituto e in terza di quelle ad esaurimento, ex permanenti) e col cavolo che avrai una supplenzina…Per la prima volta (nella storia d’Italia) chi ha solo il titolo di studio può accedere ad un corso che gli permette di abilitarsi all’insegnamento di struimento musicale, riconosciuto abilitante con tanto di decreto ministeriale.Il decreto è fatto malissimo (ad esempio una cazzata è il dar gli stessi posti per ogni conservatorio…Rodi Garganico, o che so io Castelfranco Veneto, come Milano o Napoli o Roma, avrà 25 posti….non prevedendo un contingente proporzionale alle esigenze provinciali di reclutamento del personale docente), però almeno esiste, è un minimo segno che il ministero ha finalmente istituito questi famigerati corsi, di cui poi tanto si parlava, si diceva, che prima o poi sarebbero usciti…E’ anni che aspettiamo FINALMENTE un percorso abilitante ORDINARIO che non sia solo RISERVATO (com’è stato finora) a chi ha avuto il culo (e scusate il termine) di diplomarsi prima del 1996 o di insegnare nelle scuole medie ad indirizzo musicale qundo erano agli albori….Un corso abilitante, che cioè ti permette finalmente di entrare in un sistema di reclutamento in cui finora sono stati inclusi solo con criteri allucinanti e sanatorie e corsi riservati ecc….

Riflettete….

e ancora:

8 Dicembre 2007

luca lombardi @ 11:43 am:

Chiedete anche l’abrogazione del D.M. n. 137 del 28 settembre 2007?Ma siete impazziti?? Per la prima votla che il ministero, che di noi si è sempre sbttuto i…., tenta finalmente qualche timida riorganizzazione di un percorso abilitante per il reclutamento del personale docente (e per la prima volta nella storia, di strumento musicale), senza levare valore abilitante ai titoli che già prima di quel decreto lo erano, e chetranquillamente esisteranno e abiliteranno le persone che lo frequentano, e voi volete farlo abrogare???Per tyutto il resto sono d’accordo con la vs protesta ragazzi, ma per quell’abrogazione no. E dubito che TUTTI quelli che vi porterete dietro nella protesta, ABBIANO LETTO e capito il decreto e il suo importantissimo valore!Firmato:
Uno studente di Conservatorio, insegnante, stanco dell’inesistenza di un regolare percorso abilitante all’insegnamento di strumento musicale nelle scuole italiane…

Dic 112007
 

Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) da parte degli studenti del Conservatorio di Napoli una lettera ufficiale da loro indirizzata a Nando Della Chiesa, e agli esponenti del Governo, in merito alle questioni che hanno portato all’occupazione del Conservatorio (tutt’ora in corso, e … notizia dell’ultimo minuto, al blocco degli esami per i bienni abilitanti presso il medesimo conservatorio, attuato ieri).

(cogliamo l’occasione per sottolineare qui che questa probelmatica non coinvolge solo gli studenti dei Conservatori di musica, ma anche quelli delle Accademie di Belle arti e quelli di discipline coreutiche, n.d.r.)

Gli studenti di Napoli ci hanno anche dichiarato che:

Ieri hanno bloccato gli esami di ammissione ai Bienni abilitanti, con le seguenti richieste:

– NO AI CORSI BIENNALI CON VALORE ABILITANTE.

        – SI AL CONCORSO ABILITANTE PER L’IMMISSIONE IN RUOLO.

– SE PERMANE L’OBBLIGATORIETA’ DEI  CORSI ABILITANTI,  CHE SIA CONSENTITO L’ACCESSO AD UN  NUMERO DI CANDIDATI ANCHE  MAGGIORE DEI 35 PREVISTI DAL DM 137/2007, E L’APERTURA DI TUTTE LE SOTTOCLASSI RELATIVE AGLI STRUMENTI PRESENTI  NELLE GRADUATORIE DI CONCORSO.

 – RISERVARE POSTI ANCHE NELLA CLASSE DI CONCORSO A31 E A32.

“Chiediamo l’abolizione dei corsi abilitanti e la possibilita’ di partecipare ai concorsi abilitanti come richiesto anche dagli studenti delle Universita’ (con l’abolizione delle siss); corsi di didattica come corsi di laurea ma non abilitanti. Pare che l’On. Dalla Chiesa abbia ottenuto un finanziamento per i Conservatori; noi NON chiediamo soldi, vogliamo conoscere il VALORE del nostro titolo di studio”

 questo è il loro comunicato ufficiale:

Conservatorio di musica San Pietro a Majella, Napoli
Assemblea degli studenti del 6 dicembre 2006

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca
On. Fabio Mussi

Al Presidente del Consiglio dei ministri
Prof. Romano Prodi

Roma

 

Oggetto: occupazione del conservatorio di Napoli, motivazioni e richieste degli studenti

Egregi Ministri,

il Conservatorio di Napoli è in stato di occupazione.

Motivo primo della protesta è la mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della L. 508/99 che recita: “…Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, …(omissis).., sono dichiarate le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e i titoli di studio universitari al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso“.

La legge 508/99 che inoltre cita espressamente l’art. 33 della Costituzione, sembrava finalmente svelare alle coscienze dei “dottori”, con evidenza, che in Italia non esiste solo l’università, ma un sistema di “istituzioni di alta cultura” che, oggi come prima della riforma, è composto da università, accademie e conservatori.

La mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della 508/99, dopo otto anni di attesa, è gravemente lesiva dei diritti degli studenti di accademie e conservatori, pertanto gli studenti del Conservatorio chiedono l’intervento del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del MUR per sanare una perdurante dimenticanza o per correggere una posizione politica insostenibile e in contrasto con una Legge dello Stato.

Secondo motivo che ha determinato la reazione degli studenti è il limitatissimo accesso ai corsi di abilitazione all’insegnamento istituiti con decreto Ministeriale n° 137 del 28 sett 2007, del tutto inadeguato al numero dei candidati.

Gli studenti pertanto chiedono il ritiro del decreto ministeriale del 28 sett 07 e la formulazione di un nuovo bando che consenta l’attivazione di tutte le sottoclassi e la partecipazione ad un numero maggiore di aspiranti. Si chiede inoltre che il nuovo personale docente sia messo in ruolo esclusivamente attraverso concorsi abilitanti aperti a tutti.

Altri gravi problemi concreti che non sono stati determinanti per la gravità della scelta di mobilitazione degli studenti, ma che meriteranno una approfondita valutazione a livello centrale, sono quelli attinenti al diritto di accesso allo studio, per cui sarebbero necessari maggiori stanziamenti e attenzione per i corsi propedeutici che sono rimasti al palo, o il diritto alla contemporanea frequenza di più corsi di studio di conservatorio e di uno universitario, mai smentito per legge e ancora valido per i corsi ordinamentali. Inoltre vi sono i guasti che derivano dalla equipollenza (a senso unico) dei diplomi ordinamentali con quelli di primo livello accademico, così con dieci anni di studio, più il diploma di scuola superiore, conseguiamo una laurea BREVE per cui gli studenti chiedono che siano presi i provvedimenti legislativi che stabiliscano l’equipollenza tra i titoli ordinamentali e quelli di II livello accademico come è in tutta Europa.

Assemblea degli studenti 6 dic 2007

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Dic 102007
 

Riceviamo dagli studenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma e volentieri pubblichiamo: si tratta di creare una piattaforma unitaria di richieste tra tutti i Conservatori

Al Ministro Fabio Mussi

Al Ministro Giuseppe Fioroni

Al Sottosegretario Nando Dalla Chiesa

Al Direttore Generale AFAM Bruno Civello

A tutti gli organi di stampa.

Documento unitario dei conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo, Ferrara e Campobasso

Gli studenti e le studentesse dei conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo, Ferrara e Campobasso denunciano quanto segue.

  • La deliberata aggressione nei confronti della Musica, dell’Arte e del Sapere in generale da parte di tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, eloquentemente espresso da fatti significativi come:
    • la chiusura di tre Orchestre della RAI (di Milano, Roma e Napoli) da parte dell’allora presidente Moratti perché considerate “non produttive”;
    • i tagli esorbitanti al sistema AFAM, ancora mancante di un fondo autonomo, delineati dall’ultima Finanziaria ancora in discussione;
    • la povertà complessiva in cui versano i Conservatori e le Accademie.
  • La mancata equipollenza e spendibilità a livello italiano ed europeo dei titoli conseguiti secondo le modalità definite dalla legge di riforma 508/99 art. 2 comma 5 (comma mancante del decreto attuativo) con le laruee universitarie conseguite secondo la riforma attuata nel 1999 col decreto n. 509 (riforma Berlinguer-Zecchino).
  • Il completo fallimento del progetto che sottende alla suddetta legge di riforma 509/99 (delineato dagli accordi di Lisbona, di respiro europeo) dopo che sono quasi trascorsi i dieci anni che erano stati proposti come periodo di sperimentazione della stessa. Questo fallimento è riassumibile in alcuni punti-chiave:
    • l’eccessiva frammentazione e diversificazione dell’offerta formativa nei corsi istituiti dalla riforma, la quale storna l’attenzione dello studente dalla materia caratterizzante – ciò che viene spesso detto sul ‘3 + 2′ è che “sforna persone che parlano di musica piuttosto che persone che fanno musica”;
    • l’inadeguatezza dell’istituzione del credito formativo come criterio di misurazione delle ore di studio;
    • il totale abbandono in cui versano gli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale in seguito all’entrata in vigore del regime dell’autonomia e il conseguente rischio concreto e incombente che questi vengano risucchiati dai privati.
  • L’eliminazione dell’accesso diretto alle graduatorie nazionali per l’insegnamento nei conservatori, divenute oramai “ad esaurimento” dal 1999, da quando sono stati “congelati” gli organici.
  • La mancata istituzione delle strutture d’istruzione secondaria (licei musicali) che dovrebbero avere l’onere dell’insegnamento della musica, base fondamentale per poter concepire uno studio della musica di tipo universitario, la cui mancanza crea un buco nell’istruzione musicale e rende impossibile l’occupazione di moltissimi “laureati in musica” che potrebbero avere incarichi di docenza nelle suddette istituzioni.
  • La svalutazione dei titoli di studio nel loro complesso, intesi come coronamento di un percorso che in sé dovrebbe essere considerato (per complessità e per durata) abilitante all’insegnamento. L’istituzione dei diplomi di didattica fu solo il primo tassello di questo processo che si compie oggi con la svalutazione anche di questo stesso titolo, avente ormai valore abilitante per il solo accesso ai concorsi e non più considerato diploma di conservatorio ordinamentale. Il paradosso è che insegnare alle medie richiede un titolo superiore a quello che servirebbe, se gli organici non fossero bloccati, per accedere all’insegnamento nei conservatori.

Per questo chiedono

  • Più fondi alla Musica, intesa come valore in sé e come uno dei fini ultimi cui deve aspirare una società che vuol definirsi civile.
  • La piena entrata a regime di un sistema d’insegnamento della musica di tipo universitario inscindibile dall’istituzione dei licei musicali.
  • L’abrogazione, dopo i dieci anni ‘di prova’, dei fondamenti della riforma Berlinguer-Zecchino, ovvero: il credito formativo e l’autonomia.
  • La riapertura degli organici e nuove assunzioni a tempo indeterminato.
  • La rivalutazione dei diplomi del vecchio ordinamento e delle lauree di primo e secondo livello ai fini dell’insegnamento.
  • L’abrogazione del D.M. n. 137 del 28 settembre 2007

Da quindici giorni le proteste stanno dilagando in tutta la penisola; con questo documento ci impegniamo ad addolcire le proteste, in attesa dell’incontro che terrete Martedì mattina a Roma; attendiamo notizie a riguardo. Se le vostre decisioni esuleranno dalle richieste da noi fatte, ricominceremo le occupazioni, ma questa volta ben più di due Conservatori aderiranno. Speriamo di non averne bisogno, e confidiamo nel vostro buon senso.

Distinti saluti,

i conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo Ferrara e Campobasso

Dic 072007
 

Mussi Babbo NataleSperiamo davvero che stavolta il Ministro Mussi non deluda le più che legittime aspettative degli studenti… e ci faccia un bel regalo di Natale. Suvvia, si tratta solo di firmare un decreto e di applicare una legge dello stato… Ministro, guardi come è carino nelle vesti di Babbo Natale, coi baffoni bianchi invece che neri! Attendiamo fiduciosi di vederla portare il decreto giù dalla cappa del camino…

Riprendiamo dal sito dell’UNAMS (Unione Nazionale Arte Musica Spettacolo), il sindacato di categoria degli artisti, http://www.unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm , la lettera che il Segretario generale dell’UNAMS, Dora Liguori, ha scritto ieri al Ministro Mussi in merito all’agitazione degli studenti dei Conservatori e delle Accademie.

L’UNAMS sta appoggiando pienamente le giuste rivendicazioni degli studenti sullo scottante argomento del mancato riconoscimento dei titoli di studio, che aveva già sollevato nel mesi scorsi senza peraltro trovare molto ascolto. E questa è la buona notizia.

Quella cattiva è che evidentemente al Ministero qualcuno è stato proprio sordo, oppure non ha voluto ascoltare (per otto anni!).

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica

On. Fabio Mussi

 

On. Ministro,

come Ella avrà appreso, da giorni gli studenti delle Istituzioni Afam sono in agitazione e stanno dando luogo all’occupazione pacifica di Conservatori ed Accademie per protestare contro il mancato riconoscimento dei titoli di studio. Il problema era stato già sollevato da questo sindacato sin dagli Stati Generali di Verona, richiesta la soluzione a gran voce dagli studenti nella stessa occasione, ma sicuramente sottovalutato e confutato, anche con atti formali, da varie parti. Adesso gli studenti, giustamente, sono stanchi di non avere riscontri concreti. Continua a leggere…

Dic 052007
 

Riprendiamo un articolo de “La Repubblica” divulgato dal sito della CGIL http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2007/dicembre/repubblica_napoli_conservatorio_divampa_la_protesta :

04/12/07

Repubblica/Napoli: Conservatorio, divampa la protesta

 

Sesto giorno di occupazione a San Pietro a Majella. Il direttore De Gregorio: “Non potrà durare ancora a lungo”

De Simone: “Lottano per un futuro che lo Stato gli nega”

Le tasse sono aumentate, ma non le possibilità di occupazione

TIZIANA COZZI

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«Quando sono arrivato e ho trovato il Conservatorio occupato mi sono sentito rallegrare il cuore. Qui c´è una coscienza che non ho trovato altrove». Roberto De Simone ha incontrato i ragazzi del Conservatorio che da sei giorni hanno occupato i locali di San Pietro a Majella. «Lottano per un futuro che lo Stato deve garantire. E quando non accade, bisogna fare la guerra».
Napoli scende per prima in guerra contro la legge 508 del 1999 che ha riformato gli istituti del settore musicale e artistico, introducendo corsi di primo e secondo livello (come è avvenuto per le università) e titoli finali non riconosciuti validi per l´ammissione ai pubblici concorsi.Continua a leggere…

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