Nov 082011
 

E’ stato firmato ieri a Firenze, l’accordo tra la direzione del Maggio musicale fiorentino e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials su uno dei punti del piano di risanamento finanziario del teatro, ovvero il recupero di circa 2,2 milioni attraverso la cessione di una quota del Tfr da parte di ogni singolo lavoratore.

L’accordo prevede la cessione individuale da parte dei dipendenti del Maggio di una quota del proprio Tfr: in totale circa 2,1 milioni. A questo si aggiungerà anche la rinuncia dei dirigenti del teatro al 15% del proprio stipendio per 4 mesi: circa 170 mila euro. Nei giorni scorsi non era stata trovata l’intesa tra i sindacati sulla scelta dei criteri da adottare per la definizione della quota del Tfr: in particolare la Fials aveva chiesto che venisse preso “in considerazione il Cud” e non “alcune voci del contratto integrativo”. E’ stata la direzione del teatro a stabilire il criterio per la definizione della quota che, a quanto si apprende, è una ‘via di mezzo’ tra le due ipotesi (voci integrativo e Cud).

Da qui al 25 novembre i lavoratori si recheranno in un apposito ufficio della Fondazione per la firma della liberatoria necessaria per la cessione di una quota del proprio Tfr.

Feb 112011
 

Parere favore dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato all’emendamento che destina 15 milioni in più al Fus (Fondo unico per lo spettacolo), a fronte dei 150 richiesti.

Per finanziare la copertura fiscale degli sgravi per le produzioni cinematografiche, il governo ha proposto inoltre di reintrodurre la tassa di un euro per i biglietti del cinema, denominata in maniera più cortese ed elegante «contributo speciale a carico dello spettatore»,  escludendo dal provvedimento tutte le comunità ecclesiali e religiose.

Nel decreto mille proroghe, ormai noto come “assalto alla diligenza”, pare ormai certo che soltanto due teatri italiani riceveranno un contributi ciascuno di 3 milioni di euro: L’Arena di Verona e la Scala di Milano.

Secondo quanto denunciato dal deputato PD Giovanni Legnini, il relatore del decreto Lucio Malan ha presentato un emendamento, che crea uno scudo di irresponsabilità contabile per gli amministratori della Rai.

“E’ un atto gravissimo – spiega Legnini – perché si vuole così eliminare la possibilità di controllo della Corte dei Conti sull’operato dei vertici Rai e dei suoi dirigenti. Perché? Chi si vuole coprire? Cosa sta avvenendo o è già successo nell’azienda pubblica per cui è necessario sollevare i responsabili dalla conseguenza delle loro decisioni?”

Siamo sicuri che prima o poi lo scopriremo, quando nuovamente si riaccenderà la protesta del mondo della cultura italiana, che si spera non taccia mai.

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