Apr 182012
 

L’aveva detto e l’ha fatto. Il direttore del Museo di arte contemporanea di Casoria (NA) ha dato fuoco a un’opera della pittrice francese Severine Bourguignon, dopo aver atteso invano la risposta da parte delle istituzioni locali, alla sua ultima richiesta di salvare il museo, che chiuderà alla fine del mese.
La protesta guidata dal direttore del Museo, Antonio Manfredi, continuerà con altri roghi: uno al giorno fino all’ottenimento, almeno, di una risposta.
Brucia l’arte, come bruciano le vite di chi non riuscendo più a sopravvivere si toglie la vita. È come se tutto intorno a noi stesse pian piano scomparendo, lasciandoci sempre più soli, in mezzo all’aridità della terra che calpestiamo.
Chiudere un museo, un teatro, eliminare un’orchestra o un corpo di ballo, è contribuire al lento sterminio che subiamo in silenzio, sempre più convinti che le energie rimaste siano da dedicare alla sopravvivenza spicciola, quella che ci trascina in vita ma non ci rende vivi.
Investire nell’arte sarebbe utile a cancellare l’imbarbarimento del nostro popolo che dimenticando la storia, ha scordato tutto di sé.

Mar 162012
 

“Dalla prossima settimana si riunirà un tavolo tecnico con ministero dell’Economia e MiBac sulla legge per lo spettacolo dal vivo e saranno affrontati problemi non facilmente risolvibili. Faremo il possibile per chiudere rapidamente, sebbene i tempi rapidi, soprattutto in cose politiche, non possano essere garantiti”. L’annuncio da parte del ministro dei Beni e Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, è arrivato in conclusione del convegno sulla legge dello spettacolo dal vivo promosso oggi a Roma dall’Università Luiss.

Per la legge, di cui ha sottolineato il carattere “unico” perché condivisa da tutti, forze politiche e operatori, “siamo a un punto di non ritorno” ha detto il ministro prima di evidenziare alcuni aspetti rilevanti del testo: “lo Stato può garantire lo sviluppo del Paese anche tramite la cultura; non si deve ideologizzare il rapporto pubblico-privato; lo Stato deve innalzare la sua autorevolezza e deve garantire criteri trasparenti lontani dal clientelismo; il fondo perequativo che potrà incidere sugli squilibri attualmente rilevabili a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale; il sostegno per i giovani”.

Si attende ormai senza troppe speranze, anche perché agli annunci quasi mai seguono i fatti. Prova ne sia la cancellazione dei concerti del Maestro Abbado a Napoli, per protestare contro il decreto Bondi, che impedisce agli orchestrali degli enti lirici di chiedere permessi artistici fino alla firma del prossimo contratto, o il prepensionamento di 50 elementi del Maggio Fiorentino, che difficilmente saranno reintegrati.

Lug 112011
 

«Quando ho ricevuto la proposta dal Teatro di San Carlo di realizzare questo allestimento, è come se avessi ricevuto un regalo. Pagliacci è un titolo che sento molto vicino alla mia natura e alla mia estrazione artistica. Mi interessa ragionare sulla dimensione del pagliaccio, e perciò nella mise en scène ho voluto che tutti i personaggi fossero dei clown. In più, c’è la presenza centrale degli acrobati, i quali rappresentano doppioni dei protagonisti del dramma. Colombina, ad esempio, ha più ‘ombre’, e quando muore, muoiono dieci figure. Questo, per amplificare le emozioni e la dimensione di ogni singola immagine sul palco. L’opera di Leoncavallo  è storicamente abbinata con Cavalleria Rusticana di Mascagni. Nel nostro caso, non essendoci il secondo titolo, abbiamo dovuto pensare ad un escamotage creativo per dilatare la rappresentazione. Con Maria Bonzanigo abbiamo ritrovato presso la Fondazione Leoncavallo di Brissago alcune registrazioni al pianoforte eseguite dallo stesso compositore. Queste musiche accompagnano un prologo inedito, un gioco di teatro nel teatro, come nello spirito dell’opera, durante il quale un gruppo di acrobati e saltimbanchi prepara un intermezzo che andrà in scena tra il primo e il secondo atto».

Così ha voluto spiegare, il regista Daniele Finzi Pasca la sua esperienza alla direzione de i “Pagliacci” di Leoncavallo, che debutterà con un nuovo allestimento al San Carlo di Napoli, il 17 luglio prossimo. In scena saranno le voci di Kristin Lewis, Carl Tanner, Dario Solari, Francesco Marsiglia, Simone Piazzolla, dirette dal maestro Donato Renzetti.

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