Mag 092008
 
Nando Dalla Chiesa alla presentazione del polo Universitario milaneseCari amici, ieri Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario uscente al Ministero dell’Università, con delega per il comparto AFAM, ha scritto e pubblicato sul sito del Ministero un importante documento, che conteneva le sue considerazioni finali sulla vicenda degli studenti AFAM.
Si tratta di un promemoria per il Direttore Bruno Civello, che rimane (e meno male!) al suo posto al Ministero. Ma dopo pochissime ore il documento era già stato cancellato dal sito…
Il nuovo Governo ha giurato ieri pomeriggio alle 17, come saprete, e ieri sera alle 19 il documento già era scomparso…. Ministro nuovo, vita nuova, via tutto quello che è stato fatto fin qui. Madonna che solerzia…
Ritengo quindi doveroso pubblicare qui la lettera del Prof. Dalla Chiesa, che contiene considerazioni molto importanti, ed è stata salvata al volo in copia locale sul proprio PC da una persona intelligente e previdente, che me l’ha segnalata e passata.
Una nota sola…. mi sa che cominciamo male. Speriamo davvero – ma mobilitiamoci – che tutto quello che è stato faticosamente conquistato fin qui non venga oscurato e cestinato con altrettanta solerzia…
Vi invito quindi a diffondere il più possibile questo documento, a commentarlo e ad utilizzarlo per ripartire con tutta la vicenda AFAM…

Lettera-promemoria del Sottosegretario uscente Nando dalla Chiesa al Direttore Civello sulle richieste degli studenti Afam

Gentile Direttore,

sulla base del confronto avuto con l’Assemblea nazionale delle Consulte studentesche lo scorso 14 febbraio in Santa Cecilia a Roma, e che ha fatto seguito ad analogo, più informale incontro avuto in precedenza al Ministero, credo che sia possibile fissare alcuni punti programmatici per il futuro sviluppo del sistema Afam. Si tratta di punti qualificanti che non solo non sono incompatibili con il disegno di riforma presentato al Cnam da questo Ministero, ma concorrono anzi a migliorarne a valle il contesto normativo, le linee di sviluppo e le articolazioni partecipative.

Le rappresentanze studentesche hanno infatti a mio avviso sollevato, tra altri più specifici problemi, questioni generali a cui mi sembra sensato, proprio in virtù dell’orientamento che abbiamo comunemente maturato nel nostro lavoro di questa breve legislatura, dare risposte positive nei prossimi mesi. Desidero dunque sintetizzarle a Lei, come già d’accordo, affinché possano trovare sbocco nella futura attività di qualificazione del settore. Questo faccio nella convinzione di esprimere non tanto punti di vista personali (ormai e giustamente non rilevanti in prossimità dell’ insediamento del nuovo Governo) quanto, in forma appena ordinata, un punto di vista che sotto il mio mandato abbiamo visto maturare insieme in quella che vorrei definire la “Comunità dell’Afam”.

-La prima questione è l’istituzione di un Consiglio nazionale degli studenti Afam, in analogia con il Cnsu dell’università. Una tale scelta contribuirebbe in primo luogo ad avvicinare ancor più il settore a quello universitario, dotandolo di un sistema simmetrico della rappresentanza studentesca. Ma avrebbe anche il vantaggio operativo di offrire in una fase di trasformazione complessa e difficile un punto di riferimento importante per l’acquisizione del punto di vista e per la valutazione dei bisogni e delle attese di una componente fondamentale (anzi della primaria ragione di esistenza) del settore: gli studenti. A questa prospettiva si collega la (già prevista) estensione al comparto Afam dello schema di “Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti” presentato per il sistema universitario.

-La seconda è la promozione, nell’ambito di un complessivo potenziamento del diritto allo studio, di strutture dedite all’ospitalità degli studenti. La creazione nei prossimi anni, almeno nei principali centri metropolitani, di pensionati studenteschi Afam, e la destinazione di quote di studentati universitari agli iscritti alle istituzioni del settore, è oggi davvero un obiettivo primario, da perseguire d’intesa con la nostra Direzione competente al diritto allo studio, che più volte ha espresso il proprio accordo di principio. Pur non nascondendomi i problemi finanziari, ritengo che potrebbero essere battute con convinzione le strade che abbiamo iniziato a esplorare, dagli accordi con le Regioni e con i Comuni alle strategie di sviluppo dei poli territoriali. In questo contesto si colloca anche il problema della ristorazione, da risolvere o con la creazione di spazi dedicati o attraverso convenzioni volte ad abbattere i costi sostenuti dagli studenti.

-La terza è lo sviluppo organico di politiche di sensibilizzazione presso gli enti per il diritto allo studio delle singole Regioni affinché sempre di più (e in linea di massima nelle stesse proporzioni) gli studenti Afam siano messi in grado di beneficiare delle provvidenze per gli studenti bisognosi e meritevoli. Tra queste l’assemblea del 14 ha ribadito una volta di più l’importanza delle esperienze Erasmus, da noi più volte incoraggiate ma che pare incontrino in qualche sede intralci di natura amministrativa.

-La quarta è la tutela della possibilità, per gli studenti, di seguire percorsi formativi dotati di un apprezzabile livello di “personalizzazione”. E’ una richiesta in linea con l’evoluzione dei sistemi universitari. Mi sembra importante, tanto più in epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e di mercato, che gli studenti possano seguire vocazioni proprie e specifiche opportunità di successo senza che ciò si riverberi negativamente sulla sostanziale coerenza e omogeneità dei piani formativi.

-La quinta, sempre relativa ai piani formativi, riguarda invece la necessità di contrastare l’eccessiva parcellizzazione degli insegnamenti, al fine di garantire agli studenti impianti e orizzonti formativi di ampio respiro e dotati di coerenti e riconoscibili linee di sviluppo. Tale necessità, peraltro, è già stata fatta propria legislativamente dal Ministero nell’ambito universitario. Essa può essere soddisfatta sia con provvedimenti normativi specifici che intervengano sui nuovi ordinamenti, orientandone l’applicazione, sia con una classica (e incisiva) attività di moral suasion rivolta alle singole istituzioni.

-La sesta è la possibilità, per gli studenti, di frequentare anche contemporaneamente due corsi legati a indirizzi formativi diversi nella stessa istituzione. Si tratta naturalmente per lo studente che decida di farlo di sopportare un carico didattico più pesante. Ma non si vedono controindicazioni in linea di principio sulla autorizzazione a godere di questa opportunità. Forse, questo è almeno il mio avviso, si potrebbe prevedere che tale autorizzazione venga concessa in presenza di buoni risultati didattici, per evitare la moltiplicazione delle mediocrità e affollamenti senza costrutto.

Su un piano più ampio, mi appare comunque utile rientrare nella tradizione secondo la quale gli studenti dei Conservatori e dell’Accademia nazionale di danza possono frequentare in contemporanea i corsi universitari, secondo regole concordate tra le istituzioni interessate e naturalmente secondo tempi minimi di durata dei corsi da definire.

-La settima questione è l’istituzione a breve di dottorati di ricerca Afam. Per quanto il sistema sia ancora in fase di trasformazione e assestamento, l’introduzione di una “batteria” di dottorati nelle istituzioni più avanzate (questo è anche l’orientamento per le università) rappresenterebbe un sicuro segnale e un importante incoraggiamento a muoversi pienamente lungo la linea di sviluppo della formazione di livello universitario.

-L’ ottava riguarda la valutazione della qualità delle istituzioni e delle attività di insegnamento e di ricerca che vi si svolgono. Certamente tale valutazione dovrà ricadere sotto la responsabilità dell’Anvur. Ma è bene sottolineare come gli studenti abbiano più volte, a partire dagli Stati Generali di Verona del febbraio 2007, rivolto al Ministero un accorato appello a garantire più elevati e coinvolti livelli di insegnamento. Il processo di riforma avviato va incontro a questa loro esigenza. Ma una più incisiva attività di valutazione interna appare auspicabile.

-La nona e ultima indicazione è probabilmente in parte legata alla precedente e attiene alla cosiddetta governance delle istituzioni Afam. Significativo mi è sembrato il consenso unanime degli studenti sulla necessità di evitare nomine a vita. Ma forse ancor più importante -per le più estese implicazioni- mi è apparso il loro atteggiamento sui criteri di scelta dei direttori: da un lato la diffidenza per un sistema di elezione dei direttori che presti il fianco ad accordi al ribasso con la base elettorale (si elegge chi dà meno fastidio), dall’altro il rifiuto di una nomina politica che vada ad aggiungersi a quella del presidente. Trovo che questo atteggiamento rifletta la consapevolezza che occorre definire criteri di scelta che premino la qualità. E sono convinto, sulla base dell’esperienza condotta fino a questo momento, che gli studenti abbiano colto un punto debole dell’attuale sistema: dove i mediocri possono -in certe limitate e particolari situazioni, si intende- essere premiati e dove i migliori possono invece trovarsi ostaggio degli umori e degli ostruzionismi più disparati quando spingano verso un forte rinnovamento delle proprie istituzioni.

Le ricordo inoltre che gli studenti, durante l’incontro su richiamato, hanno richiesto che il loro titolo venga espressamente considerato “diploma di laurea”, cosicché la celebre equipollenza, per la quale tanto ci siamo battuti, sia tale anche sul piano terminologico. Personalmente sono d’accordo con la richiesta. Ma credo che il raggiungimento di questo obiettivo necessiti realisticamente di una lunga e complessa attività: da un lato di riconosciuto innalzamento della qualità didattica e del corpo docente, dall’altro di un’intensa attività di sensibilizzazione politica e culturale da condurre verso tutti i “sottosistemi” confinanti. Attività che, come è evidente, non ricadono però nelle competenze e nelle possibilità di una Direzione Generale.

Ricordo altresì che gli studenti hanno chiesto -in quella sede e in molte altre sedi di incontro che abbiamo avuto- di convertire il loro diploma quadriennale in laurea magistrale, sulla falsariga di quanto avvenuto in università. Su questo punto, pur comprendendo la suggestione della comparazione, credo che le obiezioni da Lei proposte sulla natura della legge 508 e sulle sue implicazioni e successive specificazioni, siano prevalenti rispetto alle ragioni addotte dagli studenti. Anche se, devo precisare, queste ultime sembrano dotate di un qualche fondamento analogico, specie per quanto riguarda le Accademie.

Confidando nella Sua sensibilità, già dichiarata, per le questioni che Le ho sottoposto e nella Sua consapevolezza che esse appartengono direi “di diritto” al futuro del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, La ringrazio vivamente per l’attenzione,

Prof. Nando dalla Chiesa

Roma, 8 maggio 08

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Apr 062008
 

Malinconia - di Francesco Hayez - Milano, collezione privataPer qualche giorno non ho pubblicato il consueto post quotidiano… Me ne scuso molto con i lettori, che sono ormai moltissimi (a proposito: grazie!). Qualcuno, preoccupato, mi ha anche scritto, chiedendomi notizie… Dunque, l’assenza è stata dovuta essenzialmente al fatto che ho lavorato su molte cose diverse, arrivate tutte insieme sul mio tavolo (e sul mio computer…). Allora, elencando:

  1. Per prima cosa ho creato l’edizione inglese di questo blog, avendo trovato un favoloso corrispondente da New York (sentirete che voce…). Lancerò il tutto e vi darò i link entro questa settimana…
  2. Poi ho portato in dirittura di arrivo un meraviglioso nuovo CD che vedrà presto la luce con le nostre edizioni. Vi anticipo soltanto che si tratta di una ghiotta novità, anche per i musicologi…
  3. Poi sono andata ad assistere di persona alla presentazione del nuovo polo musicale milanese: ve ne parlerò in un post apposito.
  4. Idem per la conferenza stampa di lancio della stagione in S. Maurizio della Società del quartetto, sarà il prossimo post.
  5. Ho letto e commentato con l’autore una bellissima tesi di laurea che uno studente sta presentando in questi giorni per la sua laurea specialistica, con argomento LA COMUNICAZIONE E IL MARKETING NELL’AMBIENTE WEB 2.0. Case history di successo: “ClassicaViva” – e, in particolare, questo blog! E, naturalmente, la pubblicherò presto per le nostre edizioni!
  6. Ho stipulato un contratto con un bravissimo musicista ventenne, un violoncellista innamorato del suo strumento che sta ultimando gli studi al Conservatorio di Cuneo, che ha trascritto e curato una partitura orchestrale dal manoscritto di un concerto per pianoforte e violoncello dell’800, caduto nell’oblio, e che invece è splendido… Ve ne parlerò presto, è un lavoro di altissima qualità che presto troverete sul nostro catalogo.
    Sapete, nel nostro paese abbiamo davvero moltissimi giovani artisti con una fantastica professionalità, creatività, entusiasmo e voglia di fare. Insomma, questa è una nota bella in questi giorni di tristissima campagna elettorale e di brutte notizie che vengono dai mercati economici, no?Continua a leggere…
Mar 282008
 

Milano AccademieA Milano, il 1° aprile, si terrà il primo grande evento del nuovo Polo di Alta formazione artistica e musicale “Milano Accademie – Arte Design Musica” (si veda il post precedente per i particolari della sua creazione)

PROGRAMMA

DALLE 10 ALLE 13 INCONTRO/DIBATTITO
Sala Alessi, Palazzo Marino, Piazza della Scala, 2

INTRODUCONO:

  • Nando Dalla Chiesa, sottosegretario al Ministero dell’Università e della Ricerca
    Andrea Mascaretti, assessore alle Politiche del lavoro e occupazione

INTERVENTI A CURA DI:

  • Fernando De Filippi, direttore Accademia di Brera
    L’Accademia di Brera e la nuova offerta formativa – dalla condizione postrinascimentale alle nuove professioni della creatività
  • Frédéric Olivieri, direttore Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
    Metodologie didattiche nella danza classica e contemporanea
  • Bruno Zanolini, direttore Conservatorio “Giuseppe Verdi”
    Il Conservatorio e il suo progetto per Milano
  • Gianandrea Barreca, direttore Master in Urban Management and Architectural Design, Domus Academy Milano
    Nuove opportunità per lo spazio pubblico/Green Ring City
  • Maurizio Schmidt, direttore Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi – Fondazione Scuole Civiche di Milano
    Il teatro e l’idea della formazione permanente
  • Anna Barbara, coordinatore Scuola Fashion Design NABA
    Moda Partecipata, un progetto per la città

DALLE 15 ALLE 18 OPEN DAY
Ognuna delle sei Istituzioni apre i propri spazi al pubblico milanese, per far conoscere i propri programmi, le proprie offerte didattiche attraverso presentazioni ad hoc, e per promuovere un’occasione di dialogo.Continua a leggere…

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Mar 272008
 
I nuovi poli voluti dal MinisteroNegli ultimi mesi sono stati presentate in diverse città italiane le nuove strutture create dal MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca, competente anche per l’AFAM (Alta Formazione artistica e musicale). Si tratta dei Poli Universitari Artistici di eccellenza.
Vediamoli più in dettaglio:
  1. Il 22 ottobre 2007 al Conservatorio di Genova – davanti a una nutrita rappresentanza di forze politiche cittadine – è stato presentato il “Polo del Mediterraneo per l’Arte, la Musica e lo Spettacolo“, il primo dei poli per l’Alta formazione artistica e musicale progettati dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
    Il progetto – fortemente voluto dal sottosegretario per l’Università e la Ricerca Nando dalla Chiesa e realizzato con il pieno sostegno di Comune, Provincia e Regione Liguria – coinvolge il Conservatorio Niccolo’ Paganini, l’Accademia Ligustica di Belle Arti, il Teatro Stabile, la Fondazione Teatro Carlo Felice e l’Università degli Studi – Casa Paganini.
    Missione del neonato progetto sarà quella di valorizzare la cultura e l’arte italiana nell’area del Mediterraneo, in particolare quella occidentale; nonché promuovere l’integrazione e la collaborazione tra le differenti istituzioni genovesi e il loro livello di internazionalizzazione.
    È questa la prima tappa di una strategia di rinnovamento e modernizzazione di tutto il nostro sistema dell’Alta formazione, volta a creare vari sottosistemi culturali e artistici, ma anche economici, dotati di loro specifici profili e vocazioni, e in grado di aumentare le possibilità occupazionali dei giovani delle accademie e dei conservatori una volta terminati gli studi.
  2. Il 12 novembre 2007 è stato presentato a Milano, alla presenza del Sottosegretario Nando dalla Chiesa, il protocollo d’intesa firmato dall’Accademia di Belle Arti di Brera, dall’Accademia Teatro alla Scala, dal Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, da Domus Academy, dalla Fondazione Scuole Civiche di Milano – Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e dalla NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano, con cui si dà vita al progetto “MILANO ACCADEMIE”. E’ così nato il Milano Accademie”, Polo di Alta Formazione Artistica e Musicale a Milano.Continua a leggere…
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Mar 152008
 

Riprendiamo al volo una bella video intervista appena pubblicata sul sito http://www.ltnitalia.it/ (se cercate su quel sito, ce ne sono diverse altre, che comunque riproponiamo tutte qui). Questo breve video mi sembra molto interessante, perché Dalla Chiesa dice cosa pensa dei giovani protagonisti delle recenti battaglie sull’equipollenza dei titoli, oltre, naturalmente, esprimere la propria opinione sul modo in cui sono state costruite le liste nel Partito Democratico. Senza commenti…

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Mar 132008
 

Nando Dalla ChiesaCari amici, raccolgo l’invito di Nando Dalla Chiesa, che ha appena pubblicato sul suo blog una intervista esclusiva a se stesso… e vi invito a leggerla. E’ lunga, quasi un pamphlet. E ve la copio qui sotto tale e quale, per non sovraccaricare il suo blog preso d’assalto (http://www.nandodallachiesa.it). Si capiscono tante cose, leggendola, al termine della piccola battaglia condotta, con migliaia di firme, (e anche da questo blog) contro la sua esclusione dalle liste per il nuovo Parlamento.
E’ un bello spaccato di civiltà, impegno, coerenza. Un esempio per i giovani, e per tutti. Dalla Chiesa va ora ad insegnare a Palermo… indovinate perché.
Per riprendere uno dei commenti a questa intervista, essa è “una dichiarazione di amore per tutto ciò che è vita, è memoria, è affetto, è forza, è intelligenza, è generosità…”

Non mi resta che augurare a tutti noi che chi prenderà il suo posto al Ministero, e dovrà riprendere in mano la dolorosa faccenda dei decreti, lo faccia con lo stesso slancio e la stessa volontà. Non voglio fare politica, sia chiaro (non potreste votarlo nemmeno se lo voleste…). Solo proporvi la testimonianza di una persona che ho imparato a stimare in questi mesi, che ci propone uno stile di vita, innanzi tutto. Non è affatto detto che io condivida le sue affermazioni sul PD (non mi pronuncio, in merito). Ma il suo stile di uomo, quello sì, lo condivido. Ma leggiamo, ora:

Esclusiva per i blogghisti. Intervista di me a me medesimo sulla vita e sul Pd

PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa
Wednesday 12 March 2008

Ecco finalmente a voi l’intervista che non avreste mai letto da nessuna parte. E non solo per la lunghezza. Nando 1 intervista Nando 2. Lo so, è un po’ samizdat un po’ Marzullo (si faccia una domanda, si dia una risposta…). Ma aiuta a sapere. Aiuta a capire. Un consiglio: meglio se il testo lo stampate, la lettura sarà più comoda. Una richiesta: fatelo girare il più possibile. Per siti, per amici, per compagni d’avventura.

 

 

D. E ora, Sottosegretario?
R. E ora si va a Palermo. Sì, a Palermo. Non mi guardi in quel modo. Se non vogliono che faccia le mie battaglie per la legalità dall’interno del parlamento, le andrò a fare direttamente sul campo più simbolico, almeno per me. Andrò all’università di Palermo. A Milano il mio corso è quello di Sociologia economica. In Sicilia ne farò un punto di riferimento civile e scientifico sui temi dell’economia illegale: pizzo, usura, capitali sporchi, economia di mercato. E anche cultura imprenditoriale per le nuove generazioni: non le voglio più vedere schiave dei concorsi pubblici, in attesa di una supplenza settimanale a scuola. Ci vuole una rivoluzione delle menti. E di tutto il contesto, ovviamente.
Continua a leggere…

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Mar 072008
 

vogliamo Nando Dalla Chiesa in Parlamento!Faccio una deroga, una sola, al principio che mi sono data di non parlare di politica in questo blog. Scusate… ma questanonlamandogiù!

Vorrei parlarvi, ancora una volta, di Nando Dalla Chiesa. Ormai vi è noto che ho apprezzato il suo lavoro come sottosegretario al Ministero, e ho scritto diverse volte a questo proposito su questo blog.

Ma ora c’è un fatto nuovo: Nando Dalla Chiesa è rimasto fuori dalle candidature al nuovo Parlamento, in base alla scelta del suo partito di non ricandidare chi fosse già stato deputato o Senatore per più di tre legislature. La richiesta di deroga, nel suo caso, non è stata accolta (mentre per altri sì…)

In un paese normale, secondo voi, si deve mobilitare la “società civile” per portare gente onesta in Parlamento? Secondo voi è normale che si debbano aprire sottoscrizioni per avere un galantuomo a rappresentarci? Ebbene sì, avviene proprio questo: per cui Gianni Barbacetto ha dato vita a una sottoscrizione pubblica, un appello di molti intellettuali e comuni cittadini, che ho firmato subito e al quale vi invito ad aderire. Lo trovate qui: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=807

Per aderire, scrivete a: questanonlamandogiu@libero.it

Eccone il testo integrale, seguito da alcune delle prime firme:

APPELLO PER “NANDO DALLA CHIESA”:  NANDO DALLA CHIESA IN PARLAMENTO!

CHIEDIAMO CHE SIANO PREMIATI L’IMPEGNO PER LA LEGALITA’ E PER IL PRIMATO DELLE ISTITUZIONI

Nando dalla Chiesa, una delle personalità che più ha contribuito a dare apertura e credibilità alle Istituzioni presso l’opinione pubblica e

la società civile, uomo politico da sempre impegnato per la legalità, l’etica pubblica, la difesa dei principi costituzionali e di giustizia, non ha ottenuto la deroga per la candidatura dal suo partito.

Son stati invece candidati personaggi la cui storia non è trasparente. O persino politici che in passato hanno avuto qualche vicinanza agli ambienti della criminalità organizzata. Anche se secondo l’art. 2 del Regolamento “Non può essere candidato chi si trovi in contrasto con le norme del codice etico”.

Come cittadini a vario titolo impegnati per un’Italia più civile e rispettosa dei meriti, chiediamo che

Nando dalla Chiesa, cui riconosciamo di rappresentare con coerenza i nostri valori etico-istituzionali, sia tra gli eletti del prossimo parlamento italiano. Elisabetta Caponnetto, Salvatore Borsellino, don Luigi Ciotti, Virginio Rognoni, Gianni Barbacetto, Giuseppe Bertolucci, Stefano Boeri, Anna Bonaiuto, Giovanna Borgese, Andrea Brambilla (Zuzzurro), Novella Calligaris, Laura Caselli, Alessandro Cavalli, Cisco (ex cantante dei Modena City Ramblers), Dario Fo, Giorgio Galli, Ricky Gianco, Vittorio Grevi, Anna Maria Guarnieri, Laura Lepetit, Gaetano Liguori, Tinin Mantegazza, Velia Mantegazza, Guido Martinotti, Maria Grazia Mazzocchi, Gabriele Mazzotta, Milly Moratti, Franco Morganti, Maria Mulas, Flavio Oreglio, Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, Franca Rame, Lidia Ravera, Basilio Rizzo, Corrado Stajano, Gianni Togni, Marco Travaglio, Franca Valeri, Sergio Vicario, Pamela Villoresi, Marco Vitale, Patrizia Zappa Mulas, Giovanni Colombo, Guido Artom, Fabio Zanchi, Alberto Tonti, Fabio Scurpa, Federica Falavigna, Antonio Caldarella, Mariolina De Luca, Silvana Nicola Nicosia, Maria Luisa Sciarra, Dino Turturici, Matteo Lorusso, Aaron Dimoulas, Giuseppe Attanasi, Luca Segantini, Roberto Bertoli, Monica Faggi, Federica Sgaggio, Patrizia Conti Direttore del conservatorio di Genova, Simona Ravera, Stefano Piroli, Natalia Grifoglio, Massimo Solani, Casa della legalità e della cultura Onlus, Francesco Moroni, Giacomo Esposito, Riccardo Gianninoni, Alessandra Ciarla, Ernesto Fiorito, Lamberto Bertolè, Ines Angelino, Letizia Innocenti, Maurizio Affer, Roberto Louisòn, Didone’Ktia, Maria Regina Brun Sindaco di Castel d’Ario… continua….

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Feb 232008
 

Francesco Rutelli, Ministro della CulturaNei giorni scorsi i quotidiani hanno riportato la bella notizia “Rutelli salva l’orchestra Verdi”. Per chi non fosse al corrente dell’annosa storia dell’Orchestra Verdi di Milano, in drammatico deficit da anni, diciamo subito che finalmente essa ha ottenuto dal Governo uscente, e in particolare dal Ministro della cultura Rutelli, lo stanziamento di 5 milioni di Euro nel decreto definito “milleproroghe”, in definitiva approvazione in questi giorni in Parlamento.

Si tratta, ahimè, di una goccia nel mare dei 12 (qualcuno scrive 11, qualcuno addirittura 20) milioni di Euro di deficit accumulati dalla Fondazione Verdi dall’atto della sua nascita nel 2002. Ora Comune di Milano, Regione Lombardia, ecc., dovranno fare anch’essi la propria – e sostanziosa – parte per consentire a questa istituzione di sopravvivere.

E’ certo che una grande orchestra sinfonica non possa vivere senza finanziamenti pubblici: ma molti politici hanno fatto notare che – forse – ci si poteva pensare un poco sopra, prima di accumulare milioni di debiti con le banche e di mettere i professori di orchestra nella dolorosa situazione di lavorare mesi e mesi senza stipendio… molti sono stati addirittura costretti a lasciare.

Ma niente polemiche. Questa, dopotutto, è una buona notizia per la musica.

Vorrei però affiancare a questa notizia un’altra, che forse ai più è sfuggita. Dopo un appello appassionato in difesa delle accademie e dei conservatori d’Italia fatto dal Sottosegretario Nando Dalla Chiesa, in cui egli chiedeva “venti milioni di euro, meno del costo di un chilometro di autostrada. Venti milioni calcolati con precisione chirurgica per consentire al nostro sistema di alta formazione artistica e musicale di non affondare“, lo stanziamento in finanziaria 2008 è stato di soli 10 milioni di Euro (si veda, più sotto, il comma originale della legge finanziaria, con il commento della flccgil).Continua a leggere…

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Feb 052008
 

La vignetta originale dal post nel sito di Dalla ChiesaAncora buone notizie, e ancora da quel galantuomo di Nando Dalla Chiesa, che, con tutte le rogne e i dispiaceri della caduta del governo, ha trovato il tempo di continuare ad occuparsi della spinosa questione dei famosi decreti di equipollenza. Un primo pezzo del puzzle è andato al suo posto. Ci manca un altro pezzo ancora, purtroppo, la firma di Prodi sul famoso decreto, ma insomma, un bel passo avanti è stato fatto. E menomale. Vediamo come:

Riporto qui, copiando in diretta dal suo blog, la notizia come lui l’ha data, (e anche la sua vignetta – carina, no?) ma vi invito anche a leggervi il suo lungo ed esauriente post originale a questo link: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=785

“Prima notizia. Finalmente c’è la circolare. Sì, quella che certifica che i diplomi di accademie e conservatori e di tutta l’Alta formazione artistica e musicale sono equivalenti (così vi si dice) a quelli universitari ai fini dei pubblici concorsi. L’ha emanata il Ministero della Funzione pubblica indirizzandola a tutte le branche della pubblica amministrazione, compresa quella locale, nonché alle Camere di Commercio. Titolo esplicito: “Validità dei diplomi accademici rilasciati dalle Istituzioni di alta formazione artistica e musicale ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi”.

Il post di Dalla Chiesa merita davvero una lettura attenta ed integrale, infatti, per come racconta tutta la storia: suscita amarezza nel constatare come tutto sia maledettamente complicato, nella nostra mostruosa macchina burocratica, ma anche ammirazione per la tenacia di qualcuno che non vuol mancare alla parola data, ASCOLTA QUELLO CHE GLI DICONO, e cerca di aggiustare il tiro, se si accorge che qualcosa non funziona, senza mollare, mai. Scusate la mia apparente partigianeria, ma un altro GRAZIE glielo dobbiamo. Di cuore.

Poi, se qualcosa ancora non va, va beh, scrivete che ne parliamo. Qualcuno che ascolta, ancora per pochissimo, c’è ancora. Poi, chissà cosa accadrà. Ma questa circolare intanto dovrebbe aver messo al sicuro la spendibilità dei titoli dei Diplomi AFAM nei riguardi della Pubblica Amministrazione. Il che davvero non è poco, rispetto a qualche mese fa.

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Gen 282008
 

collaborazione...Forse avrete notato un commento che ci è pervenuto da parte del Prof. Antonio Calosci, dell’UNAMS: lo riproponiamo in questo post, per dare l’evidenza che merita al suo parere, che è quello di uno dei massimi esperti italiani in quest’ambito, oltre che di un musicista e di un docente AFAM (insegna violino al Conservatorio “Rossini” di Pesaro) . Ringraziamo molto il Prof. Calosci (come pure i docenti del CNAM, che abbiamo pubblicato ieri) per il loro prezioso contributo.

Aggiungiamo che sarebbe importante, in questa fase in cui il Governo è caduto, capire anche che fine farà il Decreto e se qualcuno riuscirà a firmarlo (ci vuole la firma del Presidente del Consiglio perché sia valido, ci hanno segnalato gli studenti di Napoli). In ogni caso, credo sarebbe cosa buona e utile, in questa fase di forzato arresto, approfittare della situazione per coordinare le idee di critica e miglioramento per questo decreto, in modo da stilare un documento ordinato (e possibilmente unitario) che accorpi tutte le migliori proposte, e sottoporlo a chi avrà il potere di occuparsene da ora in poi. Per cui, intervenite numerosi e… chi ha il potere e le capacità di coordinare le forze, per piacere, lo faccia! (Prof. Calosci con l’UNAMS, ad esempio?)

27 Gennaio 2008

Prof. Antonio Calosci @ 9:01 pm:

A rafforzare quanto sostenuto dai due stimati colleghi impegnati presso il CNAM ritengo utile precisare quanto segue.

Gli studenti stanno chiedendo l’applicazione di un articolo di una legge della STATO (L. 508, art. 2, comma 5) la cui mancata applicazione li danneggia e basta.

È ora di finirla con il negare diritti agli artisti!
Un artista (al pari di un qualunque laureato “normale”) anela a svolgere la professione per la quale ha studiato, ma al pari del laureato “normale”, ha il diritto di non morire di fame se la situazione contingente non consente un lavoro sicuro.

Inoltre tra i PUBBLICI CONCORSI ci sono anche i concorsi per diventare DIRIGENTE SCOLASTICO. Non vedo perché (a causa della mancanza delle equipollenze) un laureato dei Conservatori o delle Accademie non debba avere il diritto di accedere anche a questa carriera dirigenziale.

Tra le varie persone illustri che hanno sostenuto questa tesi c’è anche l’On. Nando dalla Chiesa che lo disse attraverso il suo blog.

Complimenti a chi vuole che l’artista resti di serie B rispetto agli altri laureati!

Visto che stiamo principalmente parlando degli ordinamenti didattici e delle relative declaratorie occorre evidenziare che il Ministro togliendo alcune frasi dall’elaborato del CNAM ne ha stravolto completamente il senso e contraddicendo la legge (la L. 508, art. 2 comma 6) della quale questo decreto dovrebbe essere applicazione e non contraddizione.

La presente scrittura sarà certamente oggetto di innumerevoli ricorsi con il risultato di bloccare tutto nuovamente e tutto per seguire gli interessi di chissà quali altre entità e perseguire chissà quale logica punitiva verso il comparto AFAM piuttosto che ascoltare studenti, professori ed esperti presenti nell’UNICO organo consultivo e propositivo (il CNAM) previsto dalla legge.

Lo scempio si perpetua da anni (solo 8) e pensare che il primo CNAM aveva preparato tutti i regolamenti nei primi SEI MESI dal suo insediamento. In pratica a novembre 2001 tutto era pronto! Ma è restato lettera morta.

Ora, l’on. Nando Dalla Chiesa nel comunicare la notizia dell’emanazione di questo decreto usa addirittura toni trionfalistici BEN CONSCIO dei danni che saranno causati sia se resta così sia se verrà bloccato a seguito di ricorsi.

E chi osa far notare cosa non va o è stato fatto male… viene espulso dal poter partecipare….

Prof. Antonio Calosci
Titolare di Violino Conservatorio Pesaro
Direttivo Nazionale UNAMS
Webmaster sito UNAMS

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