Apr 192009
 

Un celebre scatto di Ugo Mulas che riprende Lucio FontanaRiprendiamo e ripubblichiamo qui uno splendido articolo recentemente uscito sulla rivista on-line “Micromega”. L’ha scritto Gaia Benzi, una studentessa di Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma. Fa parte di una serie di suoi articoli denominati “una goccia nell’onda”, un vero e proprio diario del movimento.

Un articolo magnifico, estremamente lucido e significativo. Si riferisce, nello specifico, alle Accademie di Belle Arti, ma, come sapete, tutto quanto vi si afferma riguarda l’intero conparto AFAM (Alta Formazione MUsicale e Artistica), e quindi anche i Conservatori di Musica. (I neretti nell’articolo sono nostri.)

Vi invitiamo a leggere altre testimonianze di Gaia Benzi sul sito di Micromega, a questo link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/category/UNA-GOCCIA-NELLONDA-di-Gaia-Benzi/

[Errata corrige: L’Accademia di Belle Arti di Roma, contrariamente a quanto scritto, non impone agli studenti tasse oltre il 20% dello F.F.O.]

“Quando, insieme agli altri, ho provato ad affrontare il problema dello stato dell’istruzione artistica in Italia, mi sono trovata davanti uno scenario a dir poco disastroso, oltre che intricato fino all’inverosimile: caterve di codicilli e circolari, leggi e decreti legge mai promulgati, ricorsi al Tar e sentenze del Consiglio di Stato hanno sommerso la mia scrivania, inghiottendo così la mia buona lena.

Ciononostante, ho provato a tracciare un quadro generale dellasituazione, concentrandomi in particolare sulle Accademie di Belle Arti e tralasciando, per mancanza di tempo, gli altri istituti artistici. Nessuna pretesa, dunque, di esaurire in queste righe l’argomento trattato; ma nemmeno la rinuncia a fornire quei pochi riferimenti che, se correttamente interpretati, possono comunque dare un’idea del grave danno alla cultura italiana che si sta perpetrando nell’indifferenza generale. Tutto inizia nel lontano 1999 quando, già riformata l’università secondo i dettami del processo di Bologna, il governo D’Alema decide di equiparare ad essa gli istituti A.F.A.M. – Alta Formazione Artistica e Musicale -, introducendo anche in questi i due livelli formativi che siamo abituati a conoscere come triennale e specialistica. La legge 508/99 determina, così, l’equipollenza fra titoli di studio universitari e accademici, e l’effettiva uguaglianza di Accademie e Conservatori alle altre istituzioni di formazione superiore. La definizione dei termini entro i quali tale uguaglianza e tale equipollenza si sarebbe strutturata è infine delegata ad ulteriori decreti attuativi del Ministero dell’Istruzione – interpellati il C.N.A.M. (Consiglio Nazionale di alta formazione Artistica e Musicale) e la VII Commissione della Camera (Commissione Cultura).

Sembrerebbe una legge giusta, volta finalmente a riconoscere alle competenze artistiche quel valore, in primo luogo culturale, che sempre era stato loro negato – ridotte, com’erano, a sapere di serie B. Sembrerebbe; probabilmente lo era. Peccato, però, che i decreti attuativi di cui sopra non siano più stati emanati.
Esatto: se ne sono letteralmente dimenticati. Da D’Alema in poi, tutti i governi si sono scordati di scrivere quei fondamentali decreti senza i quali le Accademie non possono né restare nella logica del vecchio ordinamento, né avviare quello nuovo senza trovarsi in una situazione di parziale illegalità.

Ed è così che, da ormai dieci anni, le Accademie riformate sopravvivono immerse in un desolante deserto normativo, vittime e a volte complici della più totale anarchia legislativa.
Le uniche cose che sono state sancite – grazie a due decreti attuativi del Presidente della Repubblica, uno del 2002, uno del 2005 – sono l’autonomia amministrativa e regolamentare, e i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi. Ma, a parte questo, è il nulla. Nemmeno la durata dei due livelli formativi è stata specificata.
Si è dunque dato il via ai corsi delle triennali e delle specialistiche – la prima è stata l’Accademia di Brera -, ma senza aver definito né i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica dei docenti e delle istituzioni – che quei corsi dovevano tenere e ospitare; né i requisiti di idoneità delle sedi – dove quei corsi si dovevano svolgere; né le procedure e le modalità per la programmazione dell’offerta didattica – che quei corsi include; né i criteri di valutazione delle attività degli istituti A.F.A.M. – che a quei corsi hanno dato il via; né le modalità di convenzionamento con altre istituzioni – dalle scuole alle università, ai privati; né le procedure per il reclutamento del personale, incluso quello tecnico-amministrativo. Ma, soprattutto, senza che i diplomi triennali e specialistici fossero equiparati di fatto ad un diploma di laurea: questo perché la 508 decreta sì l’equipollenza fra diplomi accademici e lauree, ma non specifica a quale laurea in particolare essi siano equipollenti. E senza questa specifica, quei diplomi restano a tutt’oggi carta straccia.

Così, quando un laureato alla specialistica sperimentale – condotta secondo i non-criteri di cui sopra – di una qualunque delle Accademie di Belle Arti italiane prova a partecipare ad un concorso pubblico, convinto che la 508 gli dia in questo senso piena legittimità, vede sistematicamente respinta la sua domanda; e in questo modo, poco gradevole, scopre che il pezzo di carta tanto sudato non vale nulla.

Ciò avviene perché le uniche lauree ancora valide sul piano legale sono quelle del vecchio ordinamento, la cosiddetta quadriennale. Ma – e qui la disattenzione ministeriale si intreccia indissolubilmente con la mala gestione dei dirigenti locali – le iscrizioni alla quadriennale, pur essendo assolutamente legittime, vengono spesso osteggiate dalle istituzioni accademiche, che invece spingono gli studenti verso i corsi di laurea “riformati”, celando prudentemente la condizione d’illegalità e precarietà normativa degli stessi. Questa colpevole omissione non fa che aumentare l’ingiustizia subita dagli allievi. Come si dice in gergo: oltre al danno, anche la beffa.

Alle carenze normative va poi aggiunta la grave situazione economica delle Accademie, che sono molto spesso sull’orlo del collasso. L’Accademia di Belle Arti di Roma, ad esempio, come anche quella di Brera a Milano, sforano di gran lunga il tetto massimo imponibile alle tasse universitarie – che è del 20% rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario -, arrivando chiedere contributi agli studenti fino al 70% del bilancio totale. Tali contributi si sono resi necessari per avviare l’opera di riforma mai completata che ho sopra descritto. Anche qui, siamo in una situazione di pura illegalità. Se gli studenti volessero impugnare armi legali per opporsi a questa situazione, le Accademie in questione sarebbero costrette a dichiarare il fallimento.

Leggi inesistenti, fondi miseri, ambiguità nella gestione. Cos’altro manca? Eppure questa è solo la punta di un iceberg che si estende per chilometri e chilometri in tutta la penisola. Ogni Accademia, infatti, ha la sua storia di ricorsi al Tar e di battaglie in tribunale condotte molto spesso da ex-studenti, esasperati dalle follie dei loro Direttori, dei Consigli Accademici o d’Amministrazione.
Può capitare, infatti, di iscriversi al quadriennio e scoprire, a ridosso degli esami, che tale iscrizione non risulta affatto; oppure seguire un corso e non poter dare l’esame, perché l’esame non c’è – letteralmente: non esiste, non è previsto in calendario. Può capitare di iniziare a Febbraio un corso previsto per Novembre; può accadere che il calendario delle lezioni resti provvisorio per oltre tre mesi, con inversioni di rotta e stravolgimenti totali ogni due settimane. Può succedere di arrivare a lezione e scoprire che non ci sono né sedie, né tavoli, né cavalletti, né tele né colori né pennelli né tantomeno modelli da copiare. Può succedere di scoprire – come a Brera – che ai calchi in gesso in dotazione all’Accademia manchino dei pezzi, che il giorno prima magari c’erano: qualcuno se li è portati via. Del materiale ordinato può non arrivare, senza che nessuno alzi la voce o protesti; oppure può arrivare, essere consegnato, ricevuto e controfirmato e poi sparire, così, senza motivo. Possono verificarsi furti di costose apparecchiature elettroniche e la direzione alzare le spalle. Non ci sono soldi per ristrutturare corridoi, bagni e aule che cadono a pezzi – e con cadono a pezzi intendo proprio balaustre che si staccano e corrimano che restano fra le dita dello sfortunato passante; e quando i soldi ci sono e le strutture vengono rimesse a nuovo, può capitare che la direzione decida di non utilizzarle, impedendo l’accesso agli studenti per poi lasciarle vuote, inutili, morte.

Il Ministero dell’Istruzione può decidere di commissariare un’Accademia come quella di Brera, più volte citata in quest’articolo perché immersa in una gestione non malevola, bensì disastrosa, fallimentare da ogni punto di vista, una vera e propria avanguardia dello sfacelo culturale italiano; e poi affidare il commissariamento allo stesso Direttore – in pensione perché a mandato scaduto – che l’ha ridotta in queste condizioni, sull’orlo della bancarotta con fondi fantasma scomparsi chissà dove e per decisione di chissà chi.

E in tutto questo il Parlamento, il Governo, gli organi d’informazione e l’opinione pubblica posso restare indifferenti, e osservare l’arte morire lentamente di fianco a loro. Persino gli studenti sembrano aver perso le speranze, tale è il disinteresse generale per le sorti delle loro battaglie.

A nessuno importa della formazione artistica in questo paese; a nessuno, da anni. La politica non se ne ricorda nemmeno più: non la cita nelle leggi che emana, limitandosi a ricordare i precedenti interventi normativi, ancora incompleti senza un perché. Solo l’ex-ministro Mussi si era preso la briga di promettere un interesse futuro; ma poi il governo Prodi è caduto, e non se n’è fatto più niente. E la Gelmini? In tutto questo lei taglia, a casaccio, noncurante dell’importanza delle istituzioni che sta andando – con quei tagli – a distruggere definitivamente.

L’arte rappresenta un territorio libero, dove la mente umana può spaziare senza vincoli morali o logici, ragionando per assurdo, accumulando paradossi, sconfinando nel magico e nel mitico senza per questo allontanarsi dal reale; è uno spazio vivo, pieno di risorse, che attraverso l’elaborazione dell’emotività – singola e collettiva – apre la porta a nuove interpretazioni dell’individuo e della società. L’arte, inoltre, serba memoria delle ragioni degli sconfitti, e nel suo particolarissimo modo li include nella grande giostra della Storia, permettendo agli esclusi di ogni tempo e luogo di incontrarsi nelle pagine di un romanzo, nei riflessi di un quadro o nelle note di una sinfonia; e, allo stesso tempo, umanizza il male, rendendolo palese in ciascuno di noi.
Ha suscitato rivoluzioni e sedato rivolte, è stata braccio destro del potere e contro-potere attivo all’interno dei sistemi. Non ha patria e non ha padroni, parla una sola lingua, universale, e la forza dei suoi mezzi ha segnato per secoli il corso degli eventi.
Ma da un punto di vista pratico, molto meno aulico e molto più incisivo, cosa importa ormai allo Stato di quei quattro imbrattatele, di quegli scalpellini e di quel paio di incomprensibili strimpellatori jazz. L’arte è inutile, inefficiente, qualche volta pericolosa; meglio abolirla, chiaramente. Allo scoperto, comunque, non si può: cosa scriverebbero i giornali esteri? Come titolerebbero? “La patria di Michelangelo Buonarroti e Giuseppe Verdi cancella l’istruzione artistica e musicale”? Allo scoperto no, certo che no. Meglio lasciarla morire sola, allora, isolata, abbandonata alla propria incapacità cronica di sbrigliarsi da questa matassa senza alcun bandolo che l’è stata costruita attorno.
Il genio e la creatività italiana: che restino dov’è più comodo a tutti, nei libri di storia. Che il Bel Paese sia sempre più bello – ma solo in cartolina, che custodisca soltanto il peggio del proprio glorioso passato.”

Gaia Benzi

Feb 082008
 

Come avevo già annunciato in un mio precedente post (http://www.classicaviva.com/blog/2008/01/12/nuovo-intervento-di-paolo-gasparin-un-appuntamento-per-tutti-i-consultari/), Conto alla rovescia…ricordo che a Roma è imminente l’Assemblea Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM.

Ricordo anche che avevo segnalato che sarebbe stato bello che non si trattasse di un’assemblea ristretta ai “consultari”, ma auspicavo venisse allargata a tutti gli studenti interessati.

E sentite ora cosa hanno scritto gli studenti del Conservatorio di Napoli:

“….Colgo l’occasione per comunicarvi la risposta di Paolo Gasparin, alla nostra richiesta di poter far partecipare anche qualche studente dei Conservatori, oltre che i rappresentanti delle Consulte, all’Assemblea del 13 e 14 febbraio.
Purtroppo la risposta è stata negativa per motivi di spazio.
A noi non sembra giusto, visto che le Consulte, non si sono occupate mai del problema, fino all’occupazione del Conservatorio di Napoli. Noi da Napoli, andremo lo stesso. se si terrà ancora. …”

Carino, no? In ogni caso credo che sarebbe importante coordinare gli sforzi in vista di questa assemblea, e arrivare a stilare documenti congiunti.

Direi anche che sarebbe fondamentale che dall’assemblea si uscisse cercando di far pressioni per ottenere al più presto possibile la famosa firma di Romano Prodi sul DPCM, indispensabile per l’equipollenza dei Diplomi, per cui tanto si è combattuto in questi mesi:

Segnalo anche, ai pochi che potranno intervenire, i rilievi tecnici molto interessanti e molto preoccupanti del Prof. Calosci dell’UNAMS, in merito alla concreta possibilità che si possa arrivare a questa firma in tempo utile, prima della definitiva impossibilità a procedere di questo Governo. Per favore, chi può faccia qualcosa.

Prof. Antonio Calosci @ 12:39 am:
….
Lei si augura che in questi DUE MESI possano rimediare ai ritardo avuti fino ad oggi.
Le voglio dire che la sua è una speranza che non può realizzarsi per motivi TECNICI.
Per emanare il DPCM sono necessari:
a) coordinamento tra tre Ministri (Università, Funzione pubblica e Persidente del Consiglio);
b) acquisire il parere OBBLIGATORIO del CNAM;
c) acquisire il parere OBBLIGATORIO delle competenti Commissioni Cultura di Camera e Senato;
d) acquisire il parere OBBLIGATORIO del Consiglio di Stato.
E questo prenderebbe di per sé mesi!!!
In questo momento il CNAM sta studiando un ASSURDO schema di decreto presentato dal Ministro Mussi relativo ai requisiti di qualificazione delle sedi e dei docenti.
Tra le chicche in esso contenute ne cito una sola:
Vogliono concedere a Istituzioni private (e non sto parlando degli Istituti Pareggiati) la possibilità di rilasciare titoli come i Conservatori!!!
Se pensa che la legge di riforma si rivolge esclusivamente alle Istituzioni Statale e agli Istituti Pareggiati…. e non cita MAI istituti PRIVATI!!!
Proprio un bell’andazzo!!!
Cordiali saluti “

Buon lavoro a tutti, (non è proprio il momento di smobilitare…) e scrivete!

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Gen 272008
 

rullo di tamburoCari lettori,

come potrete notare, sono pervenuti molti commenti al nostro blog, in merito alla vicenda dei Decreti attuativi firmati pochi giorni fa dal Ministro Mussi. Per la logica con cui è costruito un blog, però, diventa difficile seguire il dibattito, e magari rintracciarli, per cui ho deciso di pubblicare un paio di post riassumendo un po’ di interventi importanti che ci sono pervenuti, sui quali ritengo sia molto utile approfondire il dibattito. Infatti in giro c’è molta disinformazione e una confusione spaventosa. Nel mio piccolo, con questo blog, che poi non è altro che una rivista on-line, un aggregatore di notizie, sto cercando di scovare le notizie interessanti nel mondo della musica e possibilmente di commentarle ed approfondirle, senza alcuna pretesa di “fare opinione”. Quindi ben vengano i dibattiti! (come sempre, trovate in rosso le mie parole, in nero gli interventi di altri)

Cominciamo con un paio di interventi pervenuti oggi dai due membri del CNAM che vedete nel titolo, a cui diamo il benvenuto nel nostro blog. Hanno scritto a noi perché nei giorni scorsi c’è stata una certa animazione sul blog di Nando Dalla Chiesa, e il docente AFAM Pascucci, con cui mi sono scontrata in quella sede per un suo intervento un po’… animato (e, ahimé, iettatorio) mi ha risposto qui, raccontando che gli è stata tolta la possibilità di scrivere nel blog di Dalla Chiesa, e che la stessa possibilità è stata tolta a membri del CNAM che volevano scrivere le proprie critiche.

Bene, ho dunque sollecitato il dibattito sul blog di ClassicaViva, che come sapete è sempre stato aperto a tutti, anche in modo anonimo, e siamo pronti a cominciare (se guardate nella colonna dei commenti, armatevi di pazienza, e troverete tutti gli originali, anche del Maestro Pascucci, con le mie risposte).

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Gen 242008
 

Gentili amici, in riferimento al post di ieri con la bella notizia della firma del Decreto attuativo da parte del Ministro Mussi, indagando un po’, ho scoperto che ci sono critiche al Ministro per il fatto che il Decreto non corrisponde in pieno a quanto deliberato dal CNAM il 20 dicembre.

Dico subito che il fatto che nel Decreto Ministeriale non venga recepita l’indicazione del CNAM che riguarda l’inquadramento dei docenti, che capisco faccia arrabbiare il sindacato, non mi sembra poi così scandaloso. Infatti la motivazione è che l’inquadramento del personale docente, in quanto materia di stato giuridico, vada rimessa alla disciplina contrattuale di comparto. Insomma, si tratta di non voler entrare in un altro ambito con questo decreto.

Siamo alle solite: in Italia, non va mai bene niente, ma proprio niente. Criticare e non essere mai abbastanza soddisfatti di nulla è il grande sport nazionale.Continua a leggere…

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Dic 192007
 

Pubblichiamo i volantini ufficiali delle iniziative previste a Roma per il 20 dicembre 2007:

 

< ![endif]-->Conservatorio Occupatoconservatorio santa cecilia ‘preoccupato’

< ![endif]-->ASSEMBLEE

CONCERTI

PROTESTE

Nel quadro delle iniziative di protesta per la grave situazione in cui versa l’insegnamento musicale in Italia, gli studenti e le studentesse del Conservatorio di S. Cecilia indicono, per il 20 e il 21 dicembre, due giornate di incontro tra gli studenti di tutti i Conservatori italiani, Accademie di Belle Arti, Accademia di Danza, insomma di tutte le scuole del comparto AFAM. Sono previsti sit-in di protesta, assemblee e concerti

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Dic 172007
 

In attesa dell’incontro di GIOVEDI’ 20 dicembre ore 10.30, tra il Ministro Mussi e il CNAM, previsto al Ministero della Ricerca Scientica e dell’Universita’, nel corso del quale speriamo tutti venga firmato il famoso decreto attuativo…vi proponiamo un video beneaugurante proveniente dal Conservatorio di Napoli, un concerto nel quale i ragazzi cantano “Oh Happy day…”, diretti dal Maestro Bruno Persico.
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Ci è stato comunicato che in quella data è previsto davanti al Ministero, un SIT-IN, al quale parteciperanno tutte le Accademie delle belle Arti e tutti i Conservatori d’Italia, ed i musicisti si esibiranno in uno SCONCERTO!

L’appello dice: Portate strumenti tra i piu’ rumorosi e fastidiosi! ACCORRETE NUMEROSI E AVVISATE QUANTI PIU’ STUDENTI E’ POSSIBILE: a Roma davanti al Ministero. Chi avesse altri particolari, li inserisca qui in commento!

Dic 132007
 

Riprendiamo questo comunicato ufficiale dal sito della CGIL: http://www.flcgil.it/notizie/news/2007/dicembre/afam_incontro_con_il_ministro_mussi

Mussi Babbo NataleChe il Ministro voglia davvero farci il regalo di Natale che stiamo aspettando? Ha promesso ufficialmente una conclusione dei famigerati Decreti Attuativi, da parte del CNAM, PRIMA DI NATALE.

Per chi volesse capire meglio cos’è il CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta FormazioneArtistica e Musicale), questo è il link al sito ufficiale: http://www.cnam.it/

Ma ora leggiamo il comunicato:

Università: Il Ministro si impegna a dare le risposte conseguenti. Continua blocco contrattazioni di istituto a.a.2007/2008 –

12/12/2007
AFAM: incontro con il Ministro Mussi

Segreterie Nazionali FLC Cgil – CISL Università – UIL AFAM

Le Segreterie Nazionali di FLC Cgil, CISL Università e UIL Afam, a conclusione dell’incontro del giorno 11 dicembre 2007 con il Ministro On.le Fabio Mussi, alla presenza del Sottosegretario On.le Nando Dalla Chiesa e del Capo Gabinetto Consigliere Oberdan Forlenza, sulla base delle richieste avanzate con il documento del 6 dicembre u.s., comunicano che il Ministro ha recepito, facendole proprie senza eccezioni, le preoccupazioni e le esigenze rappresentate per il comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

Il Ministro si è impegnato a:

* individuare nella Legge Finanziaria in via di definizione, le risorse necessarie per il funzionamento dell’AFAM, risorse che non possono essere inferiori a quelle già assegnate per il 2007;
* ottenere dal Ministero dell’Economia e Finanze le risorse aggiuntive adeguate per il rinnovo del contratto, considerata la stretta connessione tra contratto e attuazione della legge di riforma 508/99. Il Ministro, infatti, ha convenute con i Sindacati presenti che non si possa attuare la riforma a costo zero facendola gravare solo sugli utenti e sul personale che vi lavora.
* I decreti attuativi, ancora in attesa di emanazione, nonostante siano trascorsi otto anni dall’approvazione della legge, sono in discussione al CNAM con l’impegno di conclusione dei lavori prima di Natale. Su questo punto. I Sindacati hanno chiesto e ottenuto un ulteriore incontro per poter esprimere il proprio parere sulle materie di competenza sindacale contenute nei decreti prima dell’invio alle competenti Commissioni Parlamentari.

I Sindacati FLC Cgil, CISL Università e UIL Afam, in attesa di risposte concrete ed esaustive che portino all’Alta Formazione Artistica e Musicale le risorse necessarie di cui hanno estremo bisogno, confermano il blocco delle contrattazioni di istituto riferite all’anno accademico 2007/2008 e, in assenza di conferme rispetto agli impegni assunti dal Ministro Mussi, decideranno ulteriori e più forti iniziative di lotta.

Roma, 11 dicembre 2007

Dic 112007
 

Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) da parte degli studenti del Conservatorio di Napoli una lettera ufficiale da loro indirizzata a Nando Della Chiesa, e agli esponenti del Governo, in merito alle questioni che hanno portato all’occupazione del Conservatorio (tutt’ora in corso, e … notizia dell’ultimo minuto, al blocco degli esami per i bienni abilitanti presso il medesimo conservatorio, attuato ieri).

(cogliamo l’occasione per sottolineare qui che questa probelmatica non coinvolge solo gli studenti dei Conservatori di musica, ma anche quelli delle Accademie di Belle arti e quelli di discipline coreutiche, n.d.r.)

Gli studenti di Napoli ci hanno anche dichiarato che:

Ieri hanno bloccato gli esami di ammissione ai Bienni abilitanti, con le seguenti richieste:

– NO AI CORSI BIENNALI CON VALORE ABILITANTE.

        – SI AL CONCORSO ABILITANTE PER L’IMMISSIONE IN RUOLO.

– SE PERMANE L’OBBLIGATORIETA’ DEI  CORSI ABILITANTI,  CHE SIA CONSENTITO L’ACCESSO AD UN  NUMERO DI CANDIDATI ANCHE  MAGGIORE DEI 35 PREVISTI DAL DM 137/2007, E L’APERTURA DI TUTTE LE SOTTOCLASSI RELATIVE AGLI STRUMENTI PRESENTI  NELLE GRADUATORIE DI CONCORSO.

 – RISERVARE POSTI ANCHE NELLA CLASSE DI CONCORSO A31 E A32.

“Chiediamo l’abolizione dei corsi abilitanti e la possibilita’ di partecipare ai concorsi abilitanti come richiesto anche dagli studenti delle Universita’ (con l’abolizione delle siss); corsi di didattica come corsi di laurea ma non abilitanti. Pare che l’On. Dalla Chiesa abbia ottenuto un finanziamento per i Conservatori; noi NON chiediamo soldi, vogliamo conoscere il VALORE del nostro titolo di studio”

 questo è il loro comunicato ufficiale:

Conservatorio di musica San Pietro a Majella, Napoli
Assemblea degli studenti del 6 dicembre 2006

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca
On. Fabio Mussi

Al Presidente del Consiglio dei ministri
Prof. Romano Prodi

Roma

 

Oggetto: occupazione del conservatorio di Napoli, motivazioni e richieste degli studenti

Egregi Ministri,

il Conservatorio di Napoli è in stato di occupazione.

Motivo primo della protesta è la mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della L. 508/99 che recita: “…Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, …(omissis).., sono dichiarate le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e i titoli di studio universitari al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso“.

La legge 508/99 che inoltre cita espressamente l’art. 33 della Costituzione, sembrava finalmente svelare alle coscienze dei “dottori”, con evidenza, che in Italia non esiste solo l’università, ma un sistema di “istituzioni di alta cultura” che, oggi come prima della riforma, è composto da università, accademie e conservatori.

La mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della 508/99, dopo otto anni di attesa, è gravemente lesiva dei diritti degli studenti di accademie e conservatori, pertanto gli studenti del Conservatorio chiedono l’intervento del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del MUR per sanare una perdurante dimenticanza o per correggere una posizione politica insostenibile e in contrasto con una Legge dello Stato.

Secondo motivo che ha determinato la reazione degli studenti è il limitatissimo accesso ai corsi di abilitazione all’insegnamento istituiti con decreto Ministeriale n° 137 del 28 sett 2007, del tutto inadeguato al numero dei candidati.

Gli studenti pertanto chiedono il ritiro del decreto ministeriale del 28 sett 07 e la formulazione di un nuovo bando che consenta l’attivazione di tutte le sottoclassi e la partecipazione ad un numero maggiore di aspiranti. Si chiede inoltre che il nuovo personale docente sia messo in ruolo esclusivamente attraverso concorsi abilitanti aperti a tutti.

Altri gravi problemi concreti che non sono stati determinanti per la gravità della scelta di mobilitazione degli studenti, ma che meriteranno una approfondita valutazione a livello centrale, sono quelli attinenti al diritto di accesso allo studio, per cui sarebbero necessari maggiori stanziamenti e attenzione per i corsi propedeutici che sono rimasti al palo, o il diritto alla contemporanea frequenza di più corsi di studio di conservatorio e di uno universitario, mai smentito per legge e ancora valido per i corsi ordinamentali. Inoltre vi sono i guasti che derivano dalla equipollenza (a senso unico) dei diplomi ordinamentali con quelli di primo livello accademico, così con dieci anni di studio, più il diploma di scuola superiore, conseguiamo una laurea BREVE per cui gli studenti chiedono che siano presi i provvedimenti legislativi che stabiliscano l’equipollenza tra i titoli ordinamentali e quelli di II livello accademico come è in tutta Europa.

Assemblea degli studenti 6 dic 2007

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Dic 072007
 

Mussi Babbo NataleSperiamo davvero che stavolta il Ministro Mussi non deluda le più che legittime aspettative degli studenti… e ci faccia un bel regalo di Natale. Suvvia, si tratta solo di firmare un decreto e di applicare una legge dello stato… Ministro, guardi come è carino nelle vesti di Babbo Natale, coi baffoni bianchi invece che neri! Attendiamo fiduciosi di vederla portare il decreto giù dalla cappa del camino…

Riprendiamo dal sito dell’UNAMS (Unione Nazionale Arte Musica Spettacolo), il sindacato di categoria degli artisti, http://www.unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm , la lettera che il Segretario generale dell’UNAMS, Dora Liguori, ha scritto ieri al Ministro Mussi in merito all’agitazione degli studenti dei Conservatori e delle Accademie.

L’UNAMS sta appoggiando pienamente le giuste rivendicazioni degli studenti sullo scottante argomento del mancato riconoscimento dei titoli di studio, che aveva già sollevato nel mesi scorsi senza peraltro trovare molto ascolto. E questa è la buona notizia.

Quella cattiva è che evidentemente al Ministero qualcuno è stato proprio sordo, oppure non ha voluto ascoltare (per otto anni!).

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica

On. Fabio Mussi

 

On. Ministro,

come Ella avrà appreso, da giorni gli studenti delle Istituzioni Afam sono in agitazione e stanno dando luogo all’occupazione pacifica di Conservatori ed Accademie per protestare contro il mancato riconoscimento dei titoli di studio. Il problema era stato già sollevato da questo sindacato sin dagli Stati Generali di Verona, richiesta la soluzione a gran voce dagli studenti nella stessa occasione, ma sicuramente sottovalutato e confutato, anche con atti formali, da varie parti. Adesso gli studenti, giustamente, sono stanchi di non avere riscontri concreti. Continua a leggere…

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!