Set 292016
 

 

L’associazione Amici della Musica di Modena opera senza finalità di lucro.
Progetta e promuove numerose iniziative culturali e musicali a Modena e in provincia.
Vive attraverso il lavoro di soci volontari, che donano impegno, competenza e professionalità.
Propone esperienze di ascolto e di conoscenza, di incontro e di approfondimento, attraverso concerti, lezioni-concerto, lezioni, conferenze, attività per scuole e università.
Preferisce la partecipazione all’intrattenimento, la scoperta al già noto, il percorso all’evento.

 

Associazione Amici della Musica di Modena 

info@amicidellamusicamodena.

Sede legale c/o Fondazione S. Carlo 

Via S. Carlo 5, 41121 Modena Tel. 329 63 36 877

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Apr 112011
 

È l’Italia dei proclami e dei nastri da tagliare. L’Italia in cui le ministre, se hanno qualcosa da dire, girano un filmato e lo postano su youtube. L’Italia delle prime pietre e delle promesse di miracoli e avvenire. L’importante è che le cose sembrino, e che non si dica mai a voce troppo alta che invece non sono.  Succede così che quel che appare durante una banale ricerca su google, con chiave “licei musicali” dia per risultato: importante novità, il liceo che si fa in sei. Era marzo di appena un anno fa.

Ora la realtà è un’altra, per esempio quella di Modena – patria di Pavarotti – città che della musica ha fatto tradizione, che, dopo aver ottenuto il risultato di avere un congruo numero di nuovi iscritti, i quali, come prevede la legge, per accedere al corso di studi hanno superato un esame preliminare, a settembre non avranno la scuola, perché il liceo “che si fa in sei”, invero, non ci sarà.

Il Liceo musicale di Modena, già istituto magistrale nel quale studiarono Pavarotti e Guccini, sottostando alle regole imposte dalla “riforma” ultima attuata, chiuderà prima ancora di aprire, perché come prevede la legge, potranno esserci in Emilia, soltanto due istituti simili, a Reggio Emilia e Forlì, per cui i nuovi aspiranti artisti modenesi dovranno scegliere o l’uno o l’altro, sempre che, come dice la legge, le scuole designate abbiano i requisiti. E la cosa buffa, di quest’Italia beffarda, è che nemmeno si sa, se quelle sedi i requisiti li avranno davvero. I genitori dei ragazzi modenesi ricorreranno al TAR.

A qualche mese dall’avvento del nuovo corso per la cultura italiana, Modena non è però il solo caso. C’è anche il Piemonte, che chiuderà lo stesso Liceo di Torino, privilegiandone uno – ancora da approntare – a Novara, che, guarda caso, è patria del governatore. Che importa se a Torino il Liceo già esisteva e funzionava?

Molto altro si potrebbe dire dei fantomatici licei musicali e coreutici, che solo per proclama avevano l’obiettivo di formare i giovani alle arti e alla cultura, alla musica come alla danza. Per esempio i criteri con i quali si sarebbe dovuto scegliere il corpo docente, non proprio accurati come quelli utilizzati nelle accademie di danza della vecchia Russia, nelle quali i grandi ballerini, tolte le scarpette, tramandavano la loro bravura e la loro esperienza alle nuove generazioni. Ma forse – non è ancora dato sapersi – prendendo a modello l’unica accademia italiana degna di nota: quella di Maria De Filippi, che non produce certo i Pavarotti, ma prodotti da televisione, capaci di far gola persino a un Ente Lirico che voglia rimpinguare le proprie casse vuote…

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!