Dic 222008
 

Ecco un video, direttamente dal sito del Governo, con la conferenza stampa del Ministro Maria Stella Gelmini, tenuta il 18 dicembre 2008, contenente le ultlime novità in merito alla Riforma della Scuola (e quindi anche all’istituzione dei Licei musicali). Come è noto e come abbiamo già annunciato in un post precedente, la Riforma partirà dal 2009 per le classi prime elementari, mentre l’avvio della riforma della Scuola superiore è stato rimandato al 2010. Quindi sarà solo a partire da quella data che verranno attivati i tanto attesi Licei musicali e coreutici.

Ascoltate con attenzione il video a partire dal sesto minuto circa. Ecco una trascrizione letterale di parte dell’intervento:

“Per quanto riguarda la scuola secondaria superiore non c’è nessuno stop alla Riforma!” – ha dichiarato il Ministro – ma semplicemente abbiamo avviato questo progetto importante di rivisitazione degli indirizzi scolastici sia per i Licei che per l’istruzione tecnica, e abbiamo deciso di lasciare un anno alle scuole per potersi adeguare a questi nuovi indirizzi. Quindi confermiamo la riforma dei Licei e la riforma dell’istruzione tecnica, ma certo dentro a un quadro che consenta alle scuole di poter conoscere la riforma, di poter attuare gli indirizzi, e anche di farli conoscere alle famiglie, perché la fase delll’orientamento non è meno importante.
E veniamo alle novità. Cosa cambia.
Intanto, per quanto riguarda il sistema dei Licei accanto al Liceo classico, Scientifico, Linguistico, Artistico,  avremo due nuovi licei: il Liceo delle scienze umane, che sostituisce la Scuola Magistrale, e il Liceo musicale o coreutico, perché vogliamo all’interno della scuola valorizzare la grande tradizione musicale del nostro paese, quindi recuperiamo questo nuovo indirizzo che ci consente di completare il corso di studi in questa materia.  Peraltro anche il Liceo linguistico, che oggi esiste solo nella forma di diverse sperimentazioni, verrà messo a regime….”

Tornerò al più presto sull’argomento con un post di commento. Per ora, come tento di fare sempre, vi passo le notizie direttamente dalla fonte. Per ora dico solo che direi che i Licei musicali si faranno davvero. Mi sembra che il Governo abbia preso un impegno ufficiale e non farà marcia indietro. Ho apprezzato la frase “vogliamo all’interno della scuola valorizzare la grande tradizione musicale del nostro paese”. Prendiamola come un bel regalo di Natale alla musica, e speriamo che si vada avanti in questa direzione.

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Dic 112008
 

Ho appena ricevuto una segnalazione dal bel forum http://www.pianoforum.it/cgi-bin/forum/YaBB.cgi?num=1224238171/15#15: il pianista e docente di pianoforte Riccardo Radivo ha registrato su Youtube una risposta ad un video del Ministro Gelmini in cui il Ministro presenta un proprio canale su Youtube, che ha aperto per confrontarsi con gli studenti. (Ecco anche il link al canale youtube: http://www.youtube.com/user/mariastellagelmini)

Ecco dunque qui il video del Maestro Radivo: fate circolare, e attivatevi, magari, per rispondere anche voi e dire la vostra sull’argomento “Conservatori e musica nelle scuole”. Direi proprio che un’occasione  come questa per farsi ascoltare non andrebbe sprecata, prima che sia troppo tardi…

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Ott 202008
 

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Dai, facciamoci almeno quattro belle risate. Con questa travolgente Littizzetto, e il suo appello al Ministro MARIA STAR GEL… Dalla trasmissione di RAI 3 Che tempo che fa di domenica 19 ottobre 2008.
Senza commenti… Tranne che ricordiamo solo, tanto per la cronaca, che la Littizzetto conosce molto bene l’argomento di cui parla… infatti è stata per dieci anni Professoressa nelle Scuole medie. E insegnava… indovinate cosa? Musica! Infatti è diplomata in pianoforte al Conservatorio di Torino (oltre che Laureata in Lettere). Ecco, vedete che i musicisti hanno davvero una marcia in più?

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Ott 182008
 

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Un corteo di protestaCari amici, in questi giorni nel nostro paese stiamo rivedendo scene che sembrano uscite diritte diritte da un reportage sul ’68 (se non fosse che ora i filmati sono a colori…).

Qui sopra, un video dal sito de “La Repubblica”, che vi invitiamo a visitare per restare sempre aggiornati http://tv.repubblica.it/copertina/universita-dilaga-la-protesta/25267?video (ce ne sono anche molti altri, spesso anche in tempo reale, con una rivoluzionaria tecnologia che trasmette in diretta e in streaming video).

Al Ministro Gelmini, per ora, è riuscito il miracolo di resuscitare il movimento studentesco... Internet è naturalmente in testa alla battaglia per la sopravvivenza delle Università (i Conservatori, per ora, inspiegabilmente tacciono…). Poiché è inutile replicare informazioni già ben strutturate, linkiamo qui un articolo su “La Repubblica” di oggi: http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/18/riforma-gelmini-la-protesta-corre-sulla-rete/

Sottovoce, però, noi ci chiediamo “E gli studenti dei Conservatori che fanno? Sono forse diventati sordi a furia di suonare? Mah…”
Ed ecco, per dovere di cronaca, un elenco dettagliato di blog e siti su cui è possibile aggiornarsi in tempo reale:

Petizioni, blog e forum contro la legge 133

Sabato, 18 Ottobre 2008

PETIZIONI contro il DL 112 e la Legge 133

Scienze Sociali Firenze

Petizione Università di Pisa

Ateneo Sapienza

Ateneo Fiorentino

firmiamo.it/controilmaestrounico

ITC Sipontino di Manfredonia (Foggia)

Lettera aperta di un genitore contro la riforma

BLOG ANTI LEGGE 133Continua a leggere…

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Ott 082008
 

Il pianista Stefano LigorattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 7 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.   

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Abbiamo iniziato parlando di Robert Schumann, presentando la sua Op. 26, il  “Carnevale di Vienna”, nella fresca e palpitante esecuzione del giovane pianista Stefano Ligoratti, Direttore artistico di ClassicaViva. Un affascinante lavoro, che risale al soggiorno viennese del 1839, in cui Schumann riesce a farci rivivere tutto l’incanto straordinario del Carnaval. Anche se l’impostazione generale è assai differente dalla precedente e celebre opera omonima, il “Carnaval“, che porta il numero d’opera 9, ed è, invece, degli anni 1833-35. Non si tratta qui di un affresco antologico, bensì di una sorta di sonata “mascherata” (o suite), nella quale ancora una volta ci parlano Walt e Vult, Eusebio e Florestano.
Cinque movimenti ricchi di idee, nei quali Schumann riesce a comunicarci l’impressione di una bellissima festa, pur all’interno di complesse strutture formali. Trovate le tracce sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=carnevale+di+vienna&x=5&y=7

Il Maestro Guido SalvettiAbbiamo poi parlato di un importante e lucidissimo articolo-dossier del Maestro Guido Salvetti, che, oltre ad essere un musicista e un famoso musicologo, è stato anche Direttore del Conservatorio di Milano, nonché uno dei padri della riforma dei Conservatori,  sfociata nella legge 508. L’articolo è in edicola in questi giorni sulla rivista “Classic Voice”. Si intitola “Un decennale luttuoso o festoso?”.

Nell’interessantissimo e lungo articolo, che vi invitiamo a leggere sulla rivista, Salvetti  analizza la storia della riforma, con gli effetti positivi che pur è riuscita a produrre nonostante i “misfatti” perpetrati dai soliti noti per neutralizzarla e stravolgerla, e conclude con un appassionato appello al Ministro Gelmini, affinché istituisca i Licei musicali e  “porti a conclusione l’applicazione della legge 508, avviando tra l’altro un’opera di razionalizzazione che passi anche attraverso la valutazione della qualità. E mandi davvero ad esaurimento quelle cattedre che risultano sguarnite di studenti.”

Sempre nell’affascinante interpretazione di Stefano Ligoratti, sono poi andati in onda gli “Impromptus” Über ein Thema von Clara Wieck op. 5, sempre di Schumann, un’interessante e poco nota opera giovanile, costruita, per l’appunto, su un tema della quattordicenne Clara Wieck. Era il 1833, e il ventitreenne Robert scrisse questa serie di “improvvisi” (il titolo è, in effetti, un suo omaggio a Schubert), che sono di fatto 10 variazioni sulla melodia di Clara, facendone dono al padre di lei per il suo compleanno. Vediamo che Schumann, dopo le variazioni A.B.E.G.G. op. 1, risalenti a qualche anno prima, ritorna presto sulla forma della variazione: forse per mettere delle griglie e strutturare più rigorosamente un animo esuberante e un poco indisciplinato. Trovate la traccia in MP3  sul nostro catalogo al link: http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?products_id=164.

Buon ascolto!

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Set 012008
 

Il logo del sito UNAMSGentili amici, pubblichiamo con molto piacere l’importante “lettera aperta” inviata dall’UNAMS al Ministro Gelmini, a cura della Prof. Dora Liguori, Segretario Generale Unione Artisti UNAMS.

Premessa

Appare ormai chiaro a tutti che, a torto o a ragione, questa ripresa autunnale non sarà facile per nessun cittadino italiano ma, a mio parere e non solo mio, per Conservatori di musica e Accademie, viste le premesse, anzi viste le non premesse poiché nulla ancora sappiamo delle intenzioni di questo Governo, oltre a delle sconcertanti dichiarazioni del Ministro sul numero eccessivo dei Conservatori, e vista la perdurante situazione nella quale ci troviamo, sia a livello di contratto che di applicazione integrale della legge di riforma 508, ebbene quest’autunno, previo miracolo, per noi dell’Alta formazione artistica, sarà del tutto amaro.

Non ci appaga affatto fare una simile previsione ma non occorre essere neppure Nostradamus per farla. Lungi, comunque, da noi la volontà di essere catastrofisti, però riteniamo inutile girare intorno alle cose e dire chiaramente che, a nove anni dall’approvazione della Riforma, senza il riconoscimento del titolo e senza da cinque anni un rinnovo del contratto, non si può che definire catastrofica la situazione. E coloro che non lo dicono non fanno l’interesse delle Istituzioni, degli studenti e del suo personale. Noi comunque, con il senso del dovere, che sempre ci ha accompagnato, pur convinti che sarebbe molto più produttivo, ai fini sindacali, dire che tutto va bene, con ciò ossequiando il potere, ebbene noi restiamo altrettanto convinti che le cose non vadano affatto bene e che tacere significherebbe perdere l’autostima di noi stessi nonché credibilità presso la categoria.Continua a leggere…

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Ago 132008
 

Il Ministro Maria Stella GelminiGentili amici, ritengo sia buon giornalismo pubblicare il testo integrale (stenografico) delle ormai celebri dichiarazioni del Ministro Maria Stella Gelmini alla Commissione Cultura della Camera, per quanto riguarda i Conservatori. Linko qui la fonte originale, e copio invece qui sotto per esteso il testo, per vostra comodità (così ne evidenzio anche quelli che ritengo siano i passaggi da leggere con la massima attenzione): http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stencomm/07/audiz2/2008/0731/s000r.htm

Attenzione. il documento originale contiene molti altri argomenti interessanti (riforma della scuola secondaria, dell’università, SISS…), per cui ne consiglio vivamente la lettura integrale…

Commentate qui il tutto liberamente… Grazie! E’ importante discutere su queste cose e capirle molto bene, ci vuole il contributo di tutti! Fate molta attenzione al punto in cui si dice che “i Conservatori, forse, non tutti sono di primo livello.” Che ne pensate?

Giovedì 31 luglio 2008
VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)
S O M M A R I O
AUDIZIONI:

Audizione del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Mariastella Gelmini, sulle linee programmatiche del suo dicastero

[omissis]

Pag. 31 e sgg.

“Ritengo di poter ravvisare una parziale assenza di strategia anche per quanto riguarda il mondo dell’Alta formazione artistica e musicale (AFAM), che ho incontrato da tempo, per la verità.

Devono essere assunti alcuni provvedimenti amministrativi per agevolare la vita a questa realtà; tuttavia, il punto della questione non sta tanto nel rispondere alle richieste minimali, seppure assolutamente legittime, inerenti al regolamento, agli organici, eccetera, cui pure possiamo rispondere, quanto nel compiere delle scelte. Mi riferisco al fatto che settanta conservatori sono forse davvero troppi per il nostro Paese, anche perché, forse, non tutti sono di primo livello.

Ritengo poi un altro problema l’assenza di una preparazione musicale nella scuola del secondo ciclo. Anche per questo le risorse sono poche, è vero, ma secondo me va messo a punto un progetto. I conservatori rappresentano una sorta di università della musica e allora magari occorre non commettere nuovamente l’errore del «3+2».

Si potrebbe, forse, distinguere tra gli istituti di qualità inferiore, che potrebbero conferire una laurea breve, e i conservatori di maggior pregio, cui si potrebbe dare la possibilità di attivare anche i due anni di corso successivi; altrimenti si corre il rischio di tenere tutti sullo stesso piano. Insieme all’assenza di un progetto, questo farebbe sì che, nel tempo, le risorse per questo settore vadano diminuendo, senza che si percepisca fino in fondo, e a torto, che la qualità, in alcuni casi, è invece assolutamente elevata. Ne ho parlato con alcuni presidenti di conservatorio e con il presidente dell’Accademia di Roma: serve un progetto di rilancio e serve anche, secondo me, il coraggio di rivalutare questa realtà.

Perché non pensare ad una sezione dell’ente di valutazione dedicata espressamente alle scuole di alta formazione artistica e musicale? Questo ci consentirebbe di fare delle scelte perché, altrimenti, poiché le risorse diminuiscono ma il numero di istituti rimane elevatissimo, il risultato sarà quello di appiattire tutto, mentre, secondo me, dobbiamo mirare a mantenere delle punte di eccellenza. Poi gli enti locali daranno una mano alle realtà minori che hanno, anche loro, una storia e una presenza all’interno del tessuto sociale. Mettendo tutti sullo stesso piano, secondo me, si finisce per impoverire e indebolire tutto il sistema.
Io mi fermerei qui. Gli argomenti sul tavolo erano tantissimi, ma credo di aver risposto più o meno su tutto. Continua a leggere…

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Ago 102008
 

Il Maestro Vincenzo Ninci, organistaCari amici, la discussione innescata dalle recenti dichiarazioni del  Ministro Gelmini ovviamente continua.

Pubblico quindi un contributo molto stimolante ed importante del Maestro Vincenzo Ninci, del Conservatorio di Ferrara. Ha il grande pregio di mettere l’accento esattamente su quello che è il problema cardine: cos’è la musica nel nostro paese. E’ tutto riassunto benissimo in questa sua frase: “Manca, in altre parole, una capacità personale per ognuno, individualmente, di “essere pubblico con capacità critica autonoma”.

E questo a causa di una miope e suicida mancanza di formazione di base sulla musica, in tutte le nostre scuole. Insomma, in Italia manca proprio la base: la diffusione e l’insegnamento di una cultura musicale di fondo…

Cos’è la musica nel nostro paese

lettera aperta (sottovoce) al Ministro dell’Istruzione…

“Forse c’è una cosa che vorrei dire proprio al massimo responsabile dell’istruzione, un episodio di cui sarebbe auspicabile venisse a conoscenza… Non so se questo sarà possibile, ma intanto vorrei condividerlo con voi, e poi… chissà…?

Tutti sappiamo come la musica in Italia sia bistrattata, che venga considerata alla stregua di un’attività “circense”, di intrattenimento, lontana dalla dignità di cultura *vera* che ha invece più o meno in tutti gli altri paesi. Sappiamo anche che tutto ciò è in parte la pesante eredità della riforma Gentile, che poggiava i suoi principi nella filosofia crociana, e che gli effetti di tale impostazione siano ancora ben presenti oggi… Ma è anche il caso di scrollarsi di dosso queste scorie, che se da un lato hanno condizionato il “pensare comune”, relegandoci ai margini della cultura, dall’altro lato penso abbiano indotto in noi un enorme “complesso di inferiorità'”, con tutto ciò che ne consegue.

Cosa mi piacerebbe che il ministro sapesse…?
Un piccolo episodio, accaduto circa cinque anni fa, di cui sono stato testimone diretto. Un episodio che mi ha fatto riflettere molto, su quello che è la musica nel nostro paese e sul perché tutto ciò che riguarda noi venga così spesso calpestato. Sul perché soltanto ciò che fa “grandi numeri” venga considerato: chi riempie gli stadi, forse i teatri (solo alcuni), chi fa “audience”. Sul perché le “piccole grandi iniziative” non ricevano alcuna attenzione, tanto meno sostegno e finanziamenti… Sul perché a nessuno interessi diffondere lo studio della musica, la preparazione dei fruitori, oltre che degli esecutori…
Sul perché sul “grande” pubblico faccia presa solo ciò che viene adeguatamente propugnato e diffuso, mentre tutto il resto rimane ignoto ai più e – casomai – etichettato come roba “per iniziati”, “per intenditori”, precludendone la diffusione e soprattutto precludendo il sostegno a chi volesse in qualche modo farsene portavoce.

Manca, in altre parole, una capacità personale per ognuno, individualmente, di “essere pubblico con capacità critica autonoma”.
Non piace al grande pubblico ciò che ognuno è in grado di valutare come “bello”, ma solo ciò che viene fatto conoscere, mentre ciò che non si vuole promuovere resta nel sottobosco dei pochi “intenditori” che, alla fine, sono costretti a “cantarsela e a suonarsela da soli”.

Ecco l’episodio. Devo premettere che fra le mie attività musicali c’è anche la direzione di coro, e che nella mia città seguo stabilmente un coro polifonico.
Alcuni anni fa nel condominio dove abitavo sono stati fatti dei lavori,  c’erano dei (bravissimi!) muratori e piastrellisti bulgari incaricati di svolgerli. Essendo lavori abbastanza lunghi, questi operai hanno passato diverse settimane anche all’interno del mio appartamento, per cui avevo fatto una certa amicizia con loro.
Un giorno, scherzando, dico a uno di loro che anche io sapevo qualche parola di bulgaro… ed ho buttato là una frase che conoscevo, perché altro non era che il testo di un brano che avevo eseguito recentemente col mio coro. Lui rimase prima sorpreso, e poi ovviamente mi chiese il perché sapessi qualche parola della sua lingua. A quel punto gli dissi il motivo, e andai nello studio a prendere la partitura, semplicemente per fargli vedere il testo (peraltro scritto in cirillico), ovvio…
Torno da lui col brano, questo lo guarda… e inizia a dire:
“Vedi…? Mentre in tutto il resto dell’Europa si ballava il valzer in 6/8, nel nostro paese, anche nella musica popolare si usavano gia’ i tempi dispari, in 5, in 7…”
Io rimasi allibito. Un muratore (con tutto il massimo rispetto per lui, per tutta la categoria, e per qualunque lavoro al mondo, che ritengo assolutamente degno di stima, sia chiaro!!!) che mi parlava di musica in questi termini, che era perfettamente in grado di leggere una partitura…
E questo – parlo dei paesi “oltrecortina” – era quello che normalmente si definisce “secondo mondo”…

Ecco… Questo è ciò che auspicherei per il nostro paese. Una situazione nella quale chiunque potesse essere messo in grado di affiancare allo studio di base dell’italiano, della storia, della matematica, della geografia, della fisica e di quant’altro, anche lo studio di base della musica. Un paese in cui fossero sempre più presenti buoni musicisti dilettanti (per inciso i bulgari lo erano tutti: suonavano il violino, la fisarmonica, ecc.), e tanti, tanti buoni ascoltatori… Un paese in cui la musica venisse insegnata a tutti i livelli, fin dalla scuola per l’infanzia e dalla scuola elementare (e da professionisti preparati ad hoc, non da maestri più o meno volenterosi a cui viene “imposto” di insegnare quel poco che riescono a fare), in cui le scuole medie ad indirizzo musicale e i licei musicali fossero una realtà concreta e non più solo sperimentale… Un paese in cui per i
Conservatori non solo non venisse mai più paventata la chiusura, ma per i quali venisse al contrario promosso un reale potenziamento, in un’inversione di tendenza che potrebbe fare solo del bene, magari (utopia!) rifondando orchestre che, pur dopo un passato limpido e ricco di gloria, sono state miseramente soppresse (termine orrendo, come fossero animali in agonia)…”

Vincenzo Ninci
Docente Conservatorio di Ferrara

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Ago 082008
 

Pensiamo di fare cosa utile e gradita ai nostri lettori proponendo qui un podcast importante: è quello registrato il 7 agosto, alle 10 del mattino, sulla trasmissione condotta su RADIO 3 da Emanuele Giordana“Radio Tre mondo”.

Vignetta dal Blog Affianchiamo a questo post questa deliziosa vignetta, ripresa dal Blog http://humour-ugb.blogspot.com/2008/08/cambia-musica.htm…

L’argomento della trasmissione RAI erano i Conservatori italiani, e lo spunto sono state le recenti dichiarazioni del 31 luglio 2008 del Ministro Gelmini presso la Commissione Cultura della Camera “Settanta Conservatori sono troppi! Dobbiamo selezionarne solo alcuni, e degli altri, se proprio vorranno, se ne occuperanno gli Enti locali”. Il Ministro ha precisato successivamente di non essere favorevole alla “eliminazione” dei Conservatori, ma di essere piuttosto orientata all””individuazione di due livelli qualitativi”.

Alla trasmissione non è poi intervenuta, come i curatori avrebbero desiderato, il Ministro in persona, ma, in compenso,  si è parlato a lungo e diffusamente dell’argomento “Conservatori”. Sono intervenuti come ospiti Giorgo Spolverini, esperto di Radio 3 e docente di clavicembalo al Conservatorio di Salerno, Paolo Troncon, compositore e Direttore del Conservatorio di Vicenza  e Paola Poggi, responsabile del settore AFAM della CGIL, ma ci sono poi stati anche molti altri interventi esterni. Le problematiche trattate sono state vaste e scottanti, molto documentate e tutte, in ogni caso,  molto interessanti.

L’opinione che è emersa subito con grande evidenza è stata: “Settanta Conservatori ” sono troppo pochi! Sono “solo” settanta ….

Per cui vi invitiamo ad ascoltare attentamente il nostro podcast (che riporta tutti gli interventi sui Conservatori, tagliando via tutte le altre parti che sono andate in onda e non riguardavano direttamente questo argomento), e a intervenire numerosi con domande e proposte: ospiteremo qui tutti, come, per forza di cose, non è stato possibile fare durante la trasmissione dal vivo.

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Ago 052008
 

Continuiamo con la pubblicazione degli interventi di questi ultimi giorni, riguardo alle dichiarazioni del Ministro Gelmini sull’eccessivo numero dei Conservatori di musica nel nostro paese.

il quadro di Caravaggio simbolo dell'UNAMSRiportiamo quindi qui il comunicato stampa ufficiale apparso sul sito dell’UNAMS (Unione Nazionale Arte Musica Spettacolo), al link http://unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm, (a firma della responsabile, Dora Liguori):

Dalla “sinfonia” al “sifone” (in merito alle recenti dichiarazione del Ministro Gelmini)

Comunicato stampa Rif. 050 -01-08-08

“Dopo aver letto le stupefacenti dichiarazioni del Ministro Gelmini che, a proposito dei conservatori di musica, dice che intenderebbe procedere ad una drastica razionalizzazione dei medesimi ossia: salvarne solo alcuni e passare tutti gli altri alle Regioni, forte in me è nato il desiderio di conoscere la “mente” che ha consigliato al Ministro Gelmini simili dichiarazioni poiché neppure se lo giurasse di persona potrei credere che un Ministro, per giunta avvocato, possa in due parole, assommare qualcosa che, oltre ad essere impopolare (e per un politico non è cosa da poco) fosse anche incostituzionale. Infatti, l’ignoto suggeritore palesemente deve ignorare che simile regionalizzazione sarebbe impossibile ai sensi della sempre “benedetta” legge 508, che a sua volta attua l’art.33 della Costituzione. A tale proposito ricordiamo che propedeutiche alla legge furono due pronunce ufficiali: pronuncia della Corte Costituzionale (30.5.91) e del Consiglio di Stato in adunanza generale (25.6.92). Pertanto, a meno che non si voglia cambiare la Costituzione non è possibile procedere a quanto detto dal Ministro.

Premesso questo, sentendo le parole del Ministro, come in un incubo sono tornata al lontano ’78 allorché l’allora senatore Mascagni (Partito Comunista Italiano) propose qualcosa di simile, anche se forse meno grave: la licealizzazione di tutti i Conservatori di musica. In un secondo momento, il senatore, per sedare la violenta reazione dei Conservatori propose di salvarne (non sappiamo con quale criterio) quattro o cinque. E fu proprio in quel periodo che i docenti dei Conservatori italiani, constatata la convergenza dei sindacati confederali su simile progetto, onde contrastarlo, diedero vita al sindacato Unione Artisti UNAMS che, libero da qualsiasi condizionamento politico, portò avanti la sua battaglia salvando i Conservatori e le Accademie dalla secondarizzazione e obbligando il Parlamento a rispettare, finalmente, l’art. 33 della Costituzione.

Ritenevamo che quei brutti tempi fossero tramontati e invece ci risvegliamo con una strana convergenza di intenti che vede destra, sinistra e centro tutti convinti dell’esigenza di… distruggere i Conservatori di musica italiani. Sempre a proposito delle dichiarazioni del Ministro, come diceva la perpetua, finalmente, i conti tornano o meglio torna, alla luce di questi progetti anche la capacità che abbiamo o che alcuni hanno di farsi del male da soli. Infatti anche la proposta delle tre fasce (con la retrocessione degli attuali docenti alla seconda fascia) e l’illuminato proposito di riempire di nuovo di bambini i conservatori di musica altro non sono che portare, su un piatto d’argento, al Ministro, la “testa” di queste Istituzioni. Inoltre se il Ministro ritiene che i Conservatori siano troppi vorremmo rammentarle che, a fronte delle “centomila” facoltà italiane sparse anche nei più remoti paesini, i 50 Conservatori sono davvero … quisquiglie e in ogni caso rappresentano ancora il modello di alta formazione musicale che tutto il mondo ci invidia e per questo sono anche le Istiruzioni di Alta Cultura più frequentate e richiestw dagli studenti di ogni Paese. In Italia, grazie a Dio, ancora si viene non per medicina, lettere o quant’altro ma al 90% per formarsi all'”Arte”.

D. L.

P.S. A proposito di scuole, sono attualmente di competenza regionale quelle che principalmente avviano ai lavori… manuali ed ai mestieri pratici tra i quali anche la redditizia “professione” di idraulico. Visti i nostri stipendi quasi quasi sarebbe da farci un pensierino!”

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