Feb 202008
 

Richard WagnerE’ una giornata uggiosa e triste, carica di impegni e faticoso lavoro, come Franz Lisztimmagino sia per molti di noi. Allora mi sono rifugiata per un poco nella musica, e ho cercato musica sublime.

Ho quindi pensato di condividerla con voi, con una prospettiva particolare. Vi propongo quindi il “Liebestod”, la celeberrima morte di Isotta, dal “Tristan und Isolde” di Wagner, nella fantastica e sconvolgente interpretazione di Waltraud Meier, che ho ammirato dal vivo alla Scala (ve ne riparlerò presto… questo è il più bel momento della regia di Chereau, secondo me, ammirate il vero colpo di genio teatrale del regista), e poi lo stesso brano nella trascrizione pianistica di Liszt, a diretto confronto.

E’ davvero interessante ascoltare queste interpretazioni una dopo l’altra, si tratta di esperienze molto diverse, ma che sempre ti portano diritto in un altro mondo, e ti fanno ricordare che il genere umano dopotutto ha saputo produrre anche opere come queste, e che, quindi, c’è una speranza per il futuro.

E’ stupefacente come Liszt riesca a renderci quasi l’intera orchestra di Wagner, e persino il canto, con uno strumento come il pianoforte, che non ha certo la cantabilità di altri strumenti. Definirei questo brano come una tavolozza di tutti i colori del pianoforte… Merito anche di un grandissimo pianista olandese, Wibi Soerjadi.

Buon ascolto. Mi piacerebbe se esprimeste le vostre impressioni.

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