Gen 292011
 

La stagione concertistica dell'Umanitaria a MilanoIl 30 gennaio 2011 si terrà a Milano un insolito concerto di musica da camera, per la stagione “Camera con vista” della Società “L’Umanitaria“, nell’Auditorium, alle ore 17.00
Ingresso: Via San Barnaba 48 – 20122 Milano – Biglietti: € 10,00-7,00

Il duo Lukacs-Ligoratti

In occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Franz Liszt,  la soprano ungherese Monika Lukács Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 < ![endif]--> < ![endif]--> < ![endif]-->, con il pianista Stefano Ligoratti, propongono infatti un programma raffinato, che si ascolta troppo raramente. Si tratta dei lieder del grande compositore, e precisamente:

Programma

F. Liszt (1811-1886)                          

  • Über den Gipfeln  (J. W. Goethe)
  • Ich liebe dich  (F.  Rückert)
  • Du bist wie eine Blume, (H. Heine)
  • Der Fischerknabe  (F.  Schiller)
  • Freudvoll und leidvoll   (J. W. Goethe)
  • Oh! Quand je dors, ( V.  Hugo)
  • Mignon’s Lied    (J. W. Goethe)
  • Es muß ein Wunderbares sein ( Redwitz)
  • Kling leise, mein Lied, ( Nordmann)
  • Im  Rhein  im  schönen  Strome (H.Heine)
  • In   Liebeslust (H.  Fallersleben)
  • Hohe  Liebe (Uhland)
  • Die Loreley  (H.  Heine)
  • G. Verdi (1813-1901):   Lo spazzacamino

La Stagione di Concerti 2010-2011 ha un taglio decisamente “internazionale” perché intende essere un osservatorio privilegiato delle differenti culture musicali europee. Da qui il titolo “Camera con vista”, che non vuole essere un filologico omaggio al libro di Foster, ma ne vuole mutare, nel nostro immaginario, il significato, facendo diventare il pubblico dell’Umanitaria un osservatore privilegiato, affacciato ad “una finestra sul mondo”: quello dei nostri musicisti. A loro, vincitori della prima edizione internazionale del Concorso per l’attribuzione di Borse di Studio agli Studenti degli Istituti di Alta Formazione Musicale – che la Società Umanitaria indice – o laureati di competizioni nazionali, l’Umanitaria ha infatti chiesto di formulare programmi con musiche legate alla storia e alla tradizione culturale del loro Paese; senza per questo dover scegliere autori obbligatoriamente nazionali. Qui, il cartellone completo.

Nov 112009
 

Stefano Ligoratti suona a Milano in Sala Verdi per la Società dei ConcertiOggi, 11 novembre 2009,  a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, alle ore 21, si terrà uno splendido concerto del pianista Stefano Ligoratti, per la serie “Concerti per Amore”, organizzata dalla Società dei Concerti.

biglietti a € 20 – concerto in abbonamento
link: http://www.soconcerti.it/cpa.htm

Il Maestro Stefano Ligoratti, che è anche il Direttore artistico di ClassicaViva, eseguirà questo magnifico programma, tutto imperniato intorno al nome e alla musica di Bach:

J. S. Bach – Fantasia cromatica e Fuga BWV 903
F. Liszt
– Fantasia e fuga sul nome B-A-C-H, S. 529
F. Busoni – Fantasia nach J. S.Bach, KiV 253
Bach-Busoni
– “Ciaccona” dalla Partita II BWV 1004
L. van Beethoven –
Sonata n. 23 op. 57 in fa min. “Appassionata”

Riteniamo che il miglior commento al programma di questo concerto sia l’estratto da una intervista – pubblicata su una pubblicazione riservata agli abbonati  – a cura del Direttore Artistico della Società dei Concerti, la pianista Enrica Ciccarelli:

“Il prossimo 11 novembre suonerai in Sala Verdi nell’ambito dei Concerti per Amore. Parlaci nel dettaglio del programma che hai scelto.

Il mio è in realtà un programma squisitamente “busoniano”, non soltanto per la presenza di due brani di questo magnifico compositore e pianista italiano, ma anche perché rispecchia in pieno l’estetica musicale di Ferruccio Busoni, che possiamo riassumere in questa sua celebre frase: “Bach è la base per suonare il pianoforte, Liszt il vertice. Entrambi rendono possibile Beethoven“.

Il programma è incardinato intorno al nome e alla musica di J. S. Bach. Parte dalla sua “Fantasia cromatica e Fuga“, per svilupparsi in altre fantasie ispirate al grande compositore, come la “Fantasia e Fuga sul nome di BACH” di F. Liszt, La “Fantasia nach J. S. Bach“, di Ferruccio Busoni, culminando nella celeberrima trascrizione busoniana della “Ciaccona” di Bach, dalla Partita II BWV 1004. Il programma comprende anche la Sonata “Appassionata“, di Ludwig Van Beethoven, che, sorprendentemente, può essere anch’essa collegata con Bach per il secondo movimento, che sembra un corale con variazioni, e il suo ultimo tempo, con spunti di tipo polifonico a canone.

E’ un programma pianistico, ma è indubbiamente ispirato dalla mia conoscenza del repertorio clavicembalistico, organistico e quindi barocco (la Fantasia di Liszt, ad esempio, è la trascrizione originale dello stesso Liszt di una sua precedente omonima composizione per organo). Le forme presentate nel concerto, infatti, sono quelle tipiche del barocco: l’improvvisazione domina nella forma della Fantasia, la polifonia nella forma della Fuga, l’ostinato nella forma della Ciaccona, e la Sonata ha le sue radici proprio nel barocco.Continua a leggere…

Nov 042009
 

Cover del nuovo Cd di Stefano Ligoratti - FantasieIeri, 3 novembre, ho presentato in anteprima assoluta a Radio Classica, ospite della trasmissione “Ultimo grido“, condotta da Luca Ciammarughi, il nuovissimo Cd prodotto da ClassicaViva: “Fantasie“, con il pianista Stefano Ligoratti (che, ricordiamo, è anche il Direttore artistico di ClassicaViva).

E’ stata l’occasione per un ulteriore approfondimento sul tema dell’interpretazione di Bach al pianoforte, che avevamo già trattato la scorsa settimana, e, naturalmente, per parlare diffusamente delle composizioni eseguite nel CD.

Abbiamo anche annunciato il prossimo, importante concerto di Stefano Ligoratti, che debutterà l’11 novembre a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio,  per la Società dei Concerti, con un recital pianistico in cui eseguirà molti dei pezzi presentati in questo CD.

Trovate qui il programma del concerto nei dettagli: http://www.classicaviva.com/StefanoLigorattiRecital11112009.htm

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Sono andati in onda integralmente – e potete naturalmente ascoltarli nel podcast qui sopra – i seguenti brani:

Il Cd

  • J. S. Bach (1685-1750):  Chromatische Fantasie und Fuge in d-moll BWV 903
  • L. van Beethoven (1770-1827):  Sonate n. 14 op. 27, n. 2 in cis-moll “Quasi una fantasia”- “Mond scheinsonate”
  • F. Mendelssohn (1809-1847): Phantasie in fis-moll op. 28 F. Mendelssohn (1809-1847)
  • F. Liszt (1811-1886): Fantasie und Fuge über das Thema BACH, S. 529

Il Maestro Ligoratti, presente in studio in diretta, ha parlato diffusamente con Luca Ciammarughi anche di molti altri temi musicologicamente interessanti: dall’interpretazione delle Sonate di Beethoven (in questo caso, nei dettagli, della celeberrima Sonata n. 14, op. 27  n. 2  “Chiaro di luna“), di cui ha una visione unitaria in quanto al tempo di esecuzione nel corso dei tre movimenti, ad un ampio approfondimento sul genere “Fantasia”, dalla sua nascita (in Italia) alla sua diffusione in epoca sia barocca che romantica.

Decisamente rari i brani proposti, di cui esistono pochissime incisioni – tra cui la Fantasia e Fuga di Franz Liszt, brano di spettacolare bellezza, in cui, pur nel virtuosismo estremo, sono presenti tutti gli aspetti del miglior Liszt, anticipatore di molte profonde innovazioni nel linguaggio musicale, poi recepite dalla musica del novecento.

Il CD è in corso di stampa e verrà posto in vendita la sera del concerto e sul sito-catalogo di ClassicaViva entro pochi giorni. Le tracce saranno, come al solito, disponibili anche i formato MP3, sempre sul catalogo.

Buon ascolto, dunque!

Giu 052009
 

Concerto di solidarietà per l'Abruzzo, Conservatorio de L'AquilaIl Teatro milanese SpazioTeatro 89 ha organizzato, per stasera 5 giugno 2009, un concerto di beneficenza, il cui incasso verrà interamente devoluto al Conservatorio “Casella” de l’Aquila, gravemente danneggiato dal terremoto.

Partecipano, a titolo gratuito, gli artisti (in ordine alfabetico):
Davide Cabassi
Alberto Chines
Elisa D’Auria
Mariangela Ciuffreda e Filippo Di Domenico
(dal Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila)
Tatiana Larionova
Federico Rossini
Piercarlo Sacco
Luca Schieppati
Kulli Tomingas
Irene Veneziano

Programma:

  • J. Ph. Rameau (1683-1764): “Le Rappel des Oiseaux”
  • F. Chopin (1810-1849): Variations Brillantes op.12
    Alberto Chines – pianoforte
  • F. Borne (1862-1929): Fantasia sulla Carmen di Bizet
    Federico Rossini – flauto; Irene Veneziano – pianoforte
  • G. Rossini (1792-1868): “Nacqui all’affanno”, Aria di Cenerentola
    Kulli Tomingas – mezzosoprano; Luca Schieppati – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Impromptu op. 90 n. 3
    Tatiana Larionova – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Impromptu op. 142 n. 2
    Davide Cabassi – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Andante con moto, dal Trio op.100 D 929
    Piercarlo Sacco – violino; Filippo Di Domenico – violoncello; Luca Schieppati – pianoforte
  • F. Schubert (1797-1828): Lebenssturme D 947
    Tatiana Larionova e Davide Cabassi – pianoforte
  • F. Chopin (1810-1849): Notturno in Do# minore op. post.
  • F. Liszt (1811-1886): Rapsodia spagnola
    Irene Veneziano – pianoforte
  • R. WagnerIF. Liszt: Isoldens Liebestod
    Elisa D’Auria – pianoforte
  • D. Shostakovich (1906-1975): Scherzo dalla Sonata per vcl. e pf. op.40
    Filippo Di Domenico – violoncello; Mariangela Ciuffreda – pianoforte
Set 252008
 

Locandina del Concerto del 27 settembre 2008 a Dorno, con Stefano LigorattiQuesta volta vi segnalo (e vi invito anche, visto che è ad ingresso libero…) un concerto, organizzato dal Comune di Dorno (PV), in collaborazione con noi, al quale ovviamente teniamo molto, visto che ClassicaViva ha sede proprio a Dorno…

In scena, il nostro Direttore Artistico, Stefano Ligoratti. Molto spettacolare, come suggerisce il titolo del concerto, il programma…. Ecco qualche particolare:

La prima parte è dominata dal brano di Franz Liszt, forse troppo poco eseguito al pianoforte, “Preludio e Fuga sul nome di B.A.C.H.”. Si tratta della trascrizione pianistica del medesimo pezzo, originariamente concepito da Liszt per l’organo. E’ musica splendida, scintillante, avvincente, che non manca di incantare il pubblico e rende piena giustizia al talento compositivo di Liszt, davvero innovativo e travolgente.
Seguono due famosi studi di Liszt, dagli Studi di Paganini: il primo, denominato “La caccia”, e il secondo, con lo stesso tema oggetto delle famose variazioni di Brahms.
Il primo tempo prosegue con uno splendido e arduo studio di Debussy, e si conclude con due famosissimi studi di Alexander Skrjabin, tra i quali il celeberrimo “Studio Patetico”.

La seconda parte è interamente dedicata alla musica francese di tipo “Impressionistico”, e precisamente ai contemporanei Debussy e Ravel.
Si inizia con la “Sonatine” di Maurice Ravel, pubblicata nel 1905, stupendo e celebre brano solidamente strutturato secondo i parametri classici, e lontano dalla poetica impressionista e simbolista, articolato nei tempi “Modéré (doux et expressif)” – “Mouvement de menuet” – “Animé”.
A Ravel segue poi, con improvviso cambiamento di atmosfera, il “Clair de lune”, tratto dalla “Suite Bergamasque”, un’opera del 1905, forse il brano più conosciuto di Claude Debussy.
Il brano che chiude il concerto, la Suite “Pour le piano”, pubblicata nel 1901, e articolata nei movimenti “Prélude, “Sarabande”, “Toccata”, rappresenta uno dei brani più virtuosistici dell’intero repertorio di Debussy.
(scaricare qui il programma di sala in pdf, da stampare fronte/retro e piegare in due:  )

Continua a leggere…

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Set 242008
 

Il nuovo CD di Domenico Nordio e Mikhail LidskyEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 23 settembre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

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Il podcast presenta la musica così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando gli hyperlink man mano qui sotto presentati (in azzurro). 

Questa trasmissione, dedicata davvero agli strumenti ad arco,  è iniziata con la presentazione del nuovo CD della Decca, “Capriccio”, del celebre violinista italiano Domenico Nordio,  che ha anche rilasciato una intervista telefonica. Un CD davvero interessante e piacevolissimo, un viaggio affascinante nella musica violinistica italiana o trascritta da composizioni italiane, (Nordio suona accompagnato, come già per le Sonate di Brahms, dal pianista Mikhail Lidsky), di cui potete ascoltare alcune tracce nel nostro podcast, tra cui un magnifico “Praeludium e allegro” nello stile di G. Pugnani, di Fritz Kreisler (1875-1962), seguito da “La campanella” di Paganini, nella trascrizione pianistia di Liszt-Busoni, e infine la stessa “Clochette” nella trascrizione per pianoforte e violino di Kreisler. Alla fine della trasmissione, sono state infine trasmesse le deliziose “Variazioni su un tema di Corelli” nello stile di Tartini, sempre di Fritz Kreisler.

L’album comprende una serie di rarità difficilmente rintracciabili in discografia, insieme a capolavori notissimi come “Il trillo del diavolo” di Tartini.

Ho poi parlato (a partire dal minuto 34,40) del Dottor Confalonieri… anzi, del Maestro Il Maestro Fedele ConfalonieriFedele Confalonieri, che, come avevo scritto in un post precedente, ha recentemente ottenuto anche un master pianistico da parte dell’Accademia di Imola. A lui un pensiero sinceramente riconoscente per quanto sta facendo per la musica, da appassionato musicista quale è egli stesso, e l’invito, se potesse… a dire una parola sottovoce al suo amico Silvio, per ricordargli di firmare il famoso decreto per l’equipollenza dei titoli rilasciati dai Conservatori e dalle Accademie… Confidiamo in lui! La musica ha molto bisogno di amici così!

Il quartetto IndacoE’ stata poi la volta, come al solito, di nuove produzioni originali di ClassicaViva. Fedeli alla nostra missione di “incubatrice” di talenti,  abbiamo infatti appena finito di registrare e mettere a catalogo (cliccare qui!) la prima incisione di una nuova formazione da camera: il Quartetto Indaco, che ha inciso per noi niente po’ po’ di meno che… il Quartetto di Claude Debussy, e precisamente il “Quatuor à Cordes en sol mineur” (Quartetto in sol minore op. 10 per archi). I quattro movimenti di cui è composta questa splendida e difficilissima composizione (1. “Animé et très décidé” (“Animato e molto deciso”); 2. “Assez vif et bien rythmé” (“Abbastanza vivo e ben ritmato”); 3. “Andantino doucement expressif” (“Andantino dolcemente espressivo”); 4. “Très modéré” (“Molto moderato”), che muta in “Très mouvementé et avec passion” (“Molto movimentato e con passione”), sono andati tutti in onda, inframmezzati da nostri interessanti commenti musicologici sul quartetto stesso e da una intervista telefonica a Eleonora Matsuno, primo violino del quartetto. Un quartetto davvero internazionale, in quanto formato da Eleonora, di padre giapponese, Jamiang Santi (secondo violino, italiano), Andrei Harabagiu (viola, moldavo), Naomi Berril (violoncello, irlandese).

Buon ascolto, dunque!

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Ago 222008
 

Quando si ha voglia di ritirarsi in un mondo perfetto, quello della musica “superiore” è l’unico possibile. Ecco, oggi avevo proprio bisogno di questo… e ho scelto un video che mi ha immediatamente trasportato in un’altra dimensione. Dove si può dimenticare ogni problema, e volare alto: lo condivido con voi.

Tre cose sublimi in un colpo solo: un valzer di Schubert, nella trascrizione di Liszt (Soirées de Vienne, Valse-Caprice No. 6), eseguito da Horowitz a Vienna (e dove, se no?) nel 1997, un paio d’anni prima che si spegnessero le luci della sua vita.

Le “Soirées de Vienne” sono una collezione di nove “waltz-caprices” trascritte da Liszt su temi di Schubert tra il 1852 e il 1953, tranne le cadenze nel n. 8 e 9, aggiunte nel 1883. Un piccolo capolavoro, una appassionata dichiarazione d’amore a Schubert, cui Liszt dedicò molte trascrizioni.

Ne condivido l’ascolto con voi. Finché c’è musica così, vuol dire che l’umanità ha una speranza…

E grazie al benefattore che ha messo questo video su YouTube… Godetevi questo momento sublime. Quel certo tocco di Horowitz… ah, ma sarà proprio vero che i tre geni che ci stanno regalando questa meraviglia sono proprio morti? Li sentiamo qui, accanto a noi, ci parlano con tanta efficacia e immediatezza… miracoli della musica.

Quasi dimenticavo: dentro a questo video troverete i link ad altri spettacolari video YouTube… vi raccomando quello di Glenn Gould che suona una propria trascrizione de “La Valse” di Ravel… da infarto…

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Mar 252008
 

Vladimir HorowitzA proposito di tecnica pianistica, vi propongo un video di Vladimir Horowitz, che a 75 anni, nel 1978, si esibisce in concerto alla Casa Bianca. Meraviglioso e stupefacente tutto quanto: le “Variazioni sulla Carmen di Bizet”, di sua composizione, restano uno dei monumenti della tecnica pianistica, oltre che un momento di bellissima musica.

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Guardando questo video non ho potuto fare a meno di pensare a Liszt, che, indubbiamente, dai resoconti dei suoi contemporanei, doveva suonare in modo molto simile. Ammirate tutto, suono, velocità, musicalità, timbro, polifonia, virtuosismo, fantasia, capacità di emozionare e fare spettacolo…
E suonare così a 75 anni… un bello stimolo per ogni giovane pianista! Guardate il suo bel sorriso da ragazzo un po’ discolo, durante l’ovazione finale. La sua forza vitale sia di stimolo per tutti!
Ma, mi raccomando, non fate come il giovane Wertheimer, (protagonista del romanzo “Il soccombente” di Thomas Bernhard), che, proprio ad un seminario tenuto da Horowitz, rinuncia a suonare dopo avere ascoltato … Glenn Gould nelle Variazioni Goldberg.

Feb 202008
 

Richard WagnerE’ una giornata uggiosa e triste, carica di impegni e faticoso lavoro, come Franz Lisztimmagino sia per molti di noi. Allora mi sono rifugiata per un poco nella musica, e ho cercato musica sublime.

Ho quindi pensato di condividerla con voi, con una prospettiva particolare. Vi propongo quindi il “Liebestod”, la celeberrima morte di Isotta, dal “Tristan und Isolde” di Wagner, nella fantastica e sconvolgente interpretazione di Waltraud Meier, che ho ammirato dal vivo alla Scala (ve ne riparlerò presto… questo è il più bel momento della regia di Chereau, secondo me, ammirate il vero colpo di genio teatrale del regista), e poi lo stesso brano nella trascrizione pianistica di Liszt, a diretto confronto.

E’ davvero interessante ascoltare queste interpretazioni una dopo l’altra, si tratta di esperienze molto diverse, ma che sempre ti portano diritto in un altro mondo, e ti fanno ricordare che il genere umano dopotutto ha saputo produrre anche opere come queste, e che, quindi, c’è una speranza per il futuro.

E’ stupefacente come Liszt riesca a renderci quasi l’intera orchestra di Wagner, e persino il canto, con uno strumento come il pianoforte, che non ha certo la cantabilità di altri strumenti. Definirei questo brano come una tavolozza di tutti i colori del pianoforte… Merito anche di un grandissimo pianista olandese, Wibi Soerjadi.

Buon ascolto. Mi piacerebbe se esprimeste le vostre impressioni.

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Apr 202005
 

Un Andaloro… da alloro!

Se “divertimento” è l’atto di astrarsi da un sistema di convenzioni che ci porta a percepire rivelatori ed arricchenti aspetti della realtà che nel sistema di riferimento non rientrano, allora si può affermare che i più riusciti eventi culturali a buon diritto sono fra le forme più alte di divertimento: ed il concerto del pianista Giuseppe Andaloro del 13 aprile scorso presso la Sala Verdi sicuramente rientra in questa categoria.

andaloro1Rivelatorio non è stato tanto il virtuosismo del pianista (espressosi peraltro in un funambolico dominio della tastiera) quanto il suo prodigioso istinto musicale che, quasi rabdomanticamente, gli ha permesso di giungere ad intuizioni che anche il più agguerrito lambiccamento filologico non sempre realizza con uguale lucidità e feconda di tale vividezza.

Il programma interpretato era il terreno più fertile per tale traguardo, versatile in stile, problematiche offerte, e risorse tecniche esplorate: dalla trascrizione della Sonata in sol min. BWV 1001 di Bach, al monumentale caleidoscopio meta-pianistico del Grosses Konzertsolo di Liszt.

Nella Sonata di Bach (trascritta da Sergio Fiorentino, che di Andaloro è stato maestro) si evince subito come l’interprete non abbia a cuore l’accademica questione del “trasferimento” (che qui avviene a livello ancor più vistoso dell’ordinario raffronto clavicembalo-pianoforte, essendo il pezzo originariamente scritto per violino), bensì quella dell’organicità discorsiva (la legittimità della trascrizione, d’altronde, è indubitabile considerando la mole di proprie opere violinistiche che il genio di Eisenach ha personalmente trascritto per tastiera – vedansi, fra gli altri lavori, i concerti “per clavicembalo”). Ed è questo obiettivo che permette ad Andaloro di confermare Bach nell’assolutezza del suo messaggio vitalizzando ogni cellula della BWV 1001 dell’afflato di una naturalezza che prescinde dalla contingenza della destinazione strumentale, rivelando della cellula stessa la fisiologica consustanzialità (quasi per metamorfica virtù) alla tastiera almeno quanto al violino.

Ancora più soggiogante la successiva Sonata il Lab Magg. Hob. XVI:46 di Haydn, in cui un tocco di vocale duttilità ricama ghirlande di note pervase dal respiro di un rubato cangiante come rifrazioni di luce su una goccia di rugiada, unica evocazione possibile per metaforizzare la freschezza con cui è stato riconsiderato un ‘700 spesso condannato all’ossificante asetticità di sovrastrutture e fraintendimenti ad esso successivi.

Se non bastasse C.P.E. Bach a giustificare tale posizione, Andaloro consolida le ragioni della sua scelta con la giustapposizione di Haydn a quel monumento alla stilizzazione (ovvero denaturazione) dell’equilibrio di classica ascendenza costituito dalla Toccata op.11 di Prokofiev. Qui Andaloro, grazie ad un magistero tecnico di vigore titanico e ad un controllo strutturale di evidente vocazione drammaturgica, chiarifica i termini che differenziano la categoria di classicismo dalla sua quintessenziazione novecentesca attraverso la resa di un rigore e trasparenza formale di perfezione tanto inesorabile quanto apparentemente astratta. E l’astrazione è apparente proprio in ragione del traguardo più notevole raggiunto da Andaloro in questo brano: infatti, attraverso le dionisiache luminescenze di un tocco sempre scevro da percussività e votato a carnalità di stentorea possanza, riesce a trasfigurare lo scabro meccanicismo di quei gorghi di note multiple arroventandone la Leger-iana geometrizzazione al fuoco bianco di una mercuriale rapacità degna del Dalì più visionario.

Il Liszt che segue è una conferma dell’avvincente concezione ‘immaginifica’ nonché ‘teatrale’ della musica che il pianista siciliano dispiega ad un pubblico ormai soggiogato: le Due Elegie divengono visioni le cui armoniche iridescenze sono tessute da preziosismi di tocco di liquida versatilità; ed il grandioso Grosses Konzertsolo assurge a caravaggesco capolavoro di costruzione strutturale attraverso il timbro, in cui lo shakespeariano magnetismo dell’eloquenza narrativa si avvale di un pre-raffaellita rigoglio di vibratilità figurale.

Il pubblico è in visibilio e, se qualche tratto horowitziano si poteva riscontrare nell’illuminante impeto di Andaloro, l’antologia dei bis tripudiantemente reclamati conferma un omaggio esplicito al genio di Kiev. Infatti, tra l’effervescente arguzia di una Sonata di Scarlatti ed un baluginante Et incelles di Moszkovskij si incastona uno Studio op. 2 in do# min. di Skrijabin in cui dall’orchestrale trama accordale si rileva incantatoria la sottile asincronia delle due voci cantanti, una diffrazione temporale di cui l’interprete fa la sintassi della veridicità del sogno.   

 Massimo Di Gesu

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!