Dic 212006
 

E’ un argomento appassionante come un giallo…. pubblichiamo, dunque, qui anche, riprendendole da altre fonti, alcune dichiarazioni del sovrintendente Lissner, di Zeffirelli e del Ministro Rutelli.

Stéphane Lissnser su AGI On-line: (3 dicembre 2006):
http://www.agi.it/english/news.pl?doc=200611301820-1214-RT1-CRO-0-NF33&page=0&id=agionline-eng.ecotrade

Lissner“Dopo un anno e mezzo “di intenso lavoro” il sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala Stephan Lissner raccoglie i suoi frutti: “sono molto lieto di dire che questa mattina, durante la prima riunione del nuovo Cda ho presentato un bilancio in pareggio”. Tra le varie sfide portate a segno, quella di “aver ridotto il deficit indicato nel 2006 che presentava un disavanzo di 5,7 milioni per quell’anno”. Un risultato notevole per il quale, Lissner ammette di aver ricevuto i complimenti dai membri del Consiglio. Il sovrintendente non si fa scrupolo di sottolineare che il Teatro ha “portato a casa uno dei migliori risultati sul piano europeo”. Questo perche’, ha spiegato Lissner “il margine di contribuzione artistica nel 2006 e’ di 6,8 milioni di euro” mentre gli altri anni raggiungeva appena i 2 milioni e mezzo. Il merito va alla biglietteria, agli sponsor che hanno permesso un ricavo notevole che “sara’ usato – assicura Lissner – integralmente per pagare progetti eccezionali”. Il risultato presentato da Lissner e’ ancora piu’ considerevole se si pensa che “negli ultimi due anni, il budget aveva una contribuzione straordinaria. Quello del 2007 l’ho preparato senza questa contribuzione”. Oltre al budget i successi sono stati anche di pubblico e relazioni. “La Fondazione e’ riuscita a fronteggiare sfide che hanno segnato un’inversione di tendenza” ha spiegato il sovrintendente che, palesemente soddisfatto, ha enumerato le sue battaglie nei diversi campi, si va dal consolidamento interno del teatro, alla collaborazione con i principali referenti istituzionali, dall’organizzazione di tournee internazionali come quella prevista in Cina, alla riconquista della fiducia del pubblico che ha fatto segnare un tutto esaurito fino a febbraio. (AGI) –
301820 NOV 06

Franco Zeffirelli su “Il Giornale”: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=138257

zeffirelli«Sono l’ultimo regista d’opera che sa amare l’opera. Molti non sanno come si deve amare l’opera. La amano per ragioni sbagliate e trasversali». Zeffirelli porta in scena un titolo affrontato per la quinta volta e riletto con lenti sempre diverse.
Così, dopo l’Aida formato tascabile di Busseto, stimolata dagli spazi lillipuziani di quel piccolo teatro, ora Zeffirelli ha predisposto un’opera grandiosa e allo stesso tempo esoterica, intrisa di mistero, di bianco e oro vestita, notturna là dove appare il Nilo. L’Aida 2006 sarà la dimostrazione sul campo di che cosa «si possa fare con l’opera» sferza Zeffirelli che punta il dito sulle regie fatte di «trovate e trovatine, di modernizzazioni così in voga nel Nord Europa e che però snaturano l’opera. Nell’Ottocento – ha ricordato – il melodramma era il cuore della cultura italiana. Ci ha permesso di espanderci in tutto il mondo. Per questo dobbiamo difendere le nostre radici. Non si possono buttar via perché viene un nuovo movimento estetico dal Nord che ci vuole insegnare come trattarla», ha spiegato ieri alla stampa. E non ha usato mezzi termini il grande decano della regia, «sono un po’ incavolato» ha detto senza batter ciglio.

Il Ministro Rutelli su: Quotidiano.net – Il Resto del Carlino: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/milano:5447688:/2006/11/22:

Rutelli: “La promuoverò nel mondo, anche se sa farlo da sola”

rutelliIl ministro della Cultura ha assistito alle prove della prima della Scala, che avrà luogo il 7 dicembre con l’Aida, l’opera di Giuseppe Verdi si avvarrà della regia di Franco Zeffirelli, grande amico dell’ex sindaco di Roma

“Milano, 22 novembre 2006 – La Scala di Milano può contare “sul ministro della Cultura come su un suo incaricato amichevole che la promuoverà in ogni parte del mondo”.
A garantirlo è lo stesso ministro, Francesco Rutelli, che ha però subito precisato come il Teatro alla Scala di Milano “si promuova già da solo”.

“E’ un fatto che riceve richieste da tutto il mondo, e che la gente fa la fila per poter assistere ad una rappresentazione. Io comunque nel mio ruolo istituzionale – ha aggiunto – sarò in diversi paesi, dalla Cina al Giappone e la Scala sa di poter contare su di me”.

……………………….

Rutelli ha quindi parlato della “catastrofica” situazione in cui ha trovato il Fondo unico per lo spettacolo che il Governo ora “sta ricostruendo”, dando garanzia di una certa “preferenza per quelle istituzioni che danno lustro al Paese a livello internazionale”.
Dopo aver assistito alle prove il ministro della Cultura ha visitato la mostra ‘Celeste Aida’ al Ridotto dei Palchi della Scala.
“Una mostra fantastica”, l’ha definita, toccando poi anche la questione della ripartizione dei finanziamenti pubblici e privati alla cultura.
“La cultura ha bisogno della fortissima base del finanziamento pubblico e di una creativa collaborazione con il privato anche in termini di risorse, ma la base deve restare pubblica”. “Sbaglia – ha poi avvertito – chi immagina che la cultura si possa autofinanziare.
Il mio compito è mettere ordine in un ministero dove le risorse sono state drammaticamente assottigliate e quelle che ci sono sono state spese male. Si tratta di una bella battaglia”.

……………………….

Dic 202006
 

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un intervento del Maestro Giuseppe Zecchillo – Segretario SNAAL e già Consigliere di Amministrazione del Teatro alla Scala.

Il 7 Dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, Patrono della città di Milano, come da tradizione, il Teatro apre la stagione con la messa in scena dell’Aida, con la Direzione di Riccardo Chailly e la regia di Franco Zeffirelli. E’ con ogni probabilità l’evento musicale più seguito ed atteso dell’anno. E’ dunque importante, al di là delle valutazioni artistiche e musicali, ascoltare l’opinione di un famoso artista, che è anche Segretario del Sindacato degli Artisti Lirici.

BannerAida
Link al sito del Teatro alla Scala per visualizzare tutte le informazioni su questa Aida: 
http://www.teatroallascala.org/public/LaScala/IT/stagioni/stagione2/opera-e-balletto/01_Aida/Opera/index.html

ZEFFIRELLI E LISSNER, DUE PERSONAGGI PERICOLOSI: IL PRIMO NARCISISTA, IL SECONDO SCIALACQUATORE

Da un mese a questa parte sono iniziate le prove di “Aida”, programmata alla Scala come opera di inaugurazione. Regista, scenografo e costumista è Franco Zeffirelli, il quale pretende il massimo dello sfarzo visivo, definibile – stavolta non metaforicamente – faraonico. Tutto ciò, come si sa, costerà milioni e milioni di euro (miliardi e miliardi delle vecchie lire). In questo momento difficile, in cui la precarietà nel lavoro è diventata una specie di piaga sociale, in cui la stragrande maggioranza delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese con i magri stipendi, l’opulenza ostentata di Zeffirelli appare cinica, provocatoria e offensiva. Il principale colpevole di questo scialacquio sconsiderato e inopportuno è ovviamente il sovrintendente Stephane Lissner, che ha approvato e finanziato il progetto di Zeffirelli. Colpevole, perché lo spreco di risorse economiche causerà alla Scala un ulteriore deficit di bilancio, che ricadrà sui cittadini/contribuenti.

E’ noto inoltre che una spesa ingente non sempre corrisponde a un’estetica godibile; molte volte il lusso cade nel pacchiano e nel kitch. Infine bisogna domandarsi quante persone usufruiranno dello spettacolo scaligero, dato l’esiguo numero delle recite e il prezzo proibitivo del biglietto.

aidascala01Una messa-in-scena così megalomane ha già dei costi pesanti, a cui bisogna aggiungere le centinaia di ore di lavoro straordinario, feriale e festivo, il personale extra, in gran parte superfluo, ingaggiato per raccomandazione di personaggi e partiti, il clientelismo degli appalti ecc. ecc. E’ chiaro che poi le sovvenzioni sono insufficienti e che il resto della stagione si svolga su un basso profilo e con scarso pubblico. In poche parole: un disastro annunciato. Si sarebbe potuto utilizzare, invece, uno dei tanti bellissimi allestimenti, che giacciono nei magazzini dei vari teatri italiani, dove vanno deteriorandosi perché non usati. Rimaneggiandolo, rinfrescandolo, si poteva riproporre uno di questi allestimenti con una spesa ragionevole.

Il sig. Zeffirelli, viste le sue pretese scenografiche e il suo esoso cachet, lo si poteva scritturare in tempi migliori; nell’attuale periodo di crisi la scelta del suo nome fa vergogna al senso di responsabilità e alla corretta amministrazione. Risparmiando sulle cose inutili o eccessive si sarebbero potute fare più recite, a prezzo di biglietto accessibile, per dare modo a più gente di fruire dello spettacolo. Sarebbe stato un vantaggio per la diffusione della cultura musicale, che oggi – si sa – la Scala riserva a una ristretta élite di privilegiati.
Spendere decine di miliardi a vantaggio di poche persone è già un fatto scandaloso, del quale il sovrintendente dovrebbe rispondere, invece se ne pavoneggia come una testa di cavolo.

Abbiamo informato di questa inaccettabile situazione il Ministro dei Beni Culturali, la Corte dei Conti, persino il Presidente della Repubblica, e – perché no? – anche la Finanza, con l’augurio di interrompere una vergogna nazionale.

La megalomania e il narcisismo puerile di Zeffirelli, coadiuvati dalla gestione irresponsabile di Lissner, sono i nemici della Scala. Il teatro sta già in bilico sull’orlo del precipizio; i due complici non fanno altro che spingerlo nell’abisso. Ciò significa che a questi signori non gliene frega niente della Scala. Per il regista conta solo mettersi in mostra sempre più, per il dirigente conta solo l’esaltazione di spendere il più possibile.

Alla inaugurazione della Scala spesso si assiste alla scena penosa, patetica e grottesca dei cittadini (esclusi dai privilegi) che si ammassano davanti agli ingressi per ammirare i ricconi che vanno a teatro con i loro abiti firmati e le auto di lusso, tutti compiaciuti di fare “passerella”, di esibirsi per i meno fortunati. Ha ragione Torno, che sul Corriere della Sera ha scritto più volte:”La Scala è un giocattolo per ricchi, pagato con i soldi dei poveri”. La “prima ” della Scala non è un evento musicale, ma la kermesse dei miliardari, che se ne impipano altamente dell’opera lirica: il massimo dei loro pensieri è quello di farsi guardare, di divertirsi alla festa più costosa di Milano e di cenare al banchetto, offerto dal Comune ai VIP dopo lo spettacolo.

Sarebbe un sogno che il prossimo 7 dicembre quei cittadini poveri ed esclusi, che fanno ala agli ingressi, invece di sorridere e ammirare, fischiassero e sbeffeggiassero.
Se invece di intervenire per frenare lo spreco e ridurre l’esibizionismo, il Presidente della Repubblica, il Ministro dei Beni Culturali e la Finanza riempiranno il palco d’onore e i palchi in omaggio per plaudire, allora nel nostro Paese non c’è più alcuna speranza.

Giuseppe Zecchillo – Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del
Teatro alla Scala

Aggiornamenti pervenutici dal Mestro Zecchillo il 2 dicembre 2006:

Il M° Riccardo Chailly (che dirigerà l’Aida alla riapertura della Scala il prossimo 7 dicembre) ha fatto una considerazione, che tutto il mondo della musica condivide senza avere il coraggio di esternarla. Ha detto, Chailly, in un’intervista al “Corriere della sera” (26/11/06): “L’Italia, in fatto di cultura musicale, rischia il terzomondismo”. E’ un fatto evidente: le orchestre non trovano finanziamenti adeguati; le fondazioni lirico/teatrali spendono cifre pazzesche per la “prima” e poi fanno programmi ridotti all’osso, non certo rispondenti, per qualità e quantità, alle esigenze culturali della comunità; i giovani talenti non trovano spazio per valorizzarsi; le nuove generazioni, al 95%, non sanno neppure chi fossero Rossini e Donizetti, né mai hanno visto un’opera lirica… Di fronte a questo scenario sempre più deludente, cos’altro si può pensare se non ciò che ha detto Chailly? Solo che questo grande maestro ha avuto il coraggio di dirlo.

Oltre ad aver detto il vero – e su ciò bisognerebbe riflettere invece di contraddire – il M° Chailly si è dimostrato una persona coraggiosa, che non esita a testimoniare una grave carenza della cultura italiana allo scopo di porvi rimedio. Ce ne fossero di artisti coraggiosi come lui! La musica e la lirica non sarebbero allo sbando come ora. Invece la maggior parte degli artisti ha paura di inimicarsi i dirigenti teatrali e…gli assessori, e lascia che la musica vada alla malora…

e ancora….
ZECCHILLO ENTUSIASTA PER IL CORAGGIO DEI MUSICISTI SCALIGERI

Anche dai dipendenti della Scala vengono critiche a un’Aida troppo costosa. Alleluia! finalmente anche fra i dipendenti della Scala si è rotto il muro del silenzio di fronte alle astronomiche spese per la produzione dell’Aida inaugurale della stagione. Un gruppo di musicisti (che fanno parte dell’orchestra della Scala) ha inviato al Sindaco Moratti una lettera – che è stata pubblicata da quasi tutti i giornali – per chiedere se una tale linea di spese per una sola opera non “sfori” il massimale dettato dal governo, pena la revoca dei finanziamenti. Le millanterie e le bugie del sovrintendente Lissner, che proclama la Scala “in buona salute”, non lo salvano dalla sua incapacità gestionale.
Forse pecchiamo di immodestia, ma ci sentiamo di dire che se non avessimo sollevato il problema dei costi paurosi di questa “Aida”, molto probabilmente il gruppo di coraggiosi musicisti non avrebbe avuto l’opportunità di protestare.
Tutti gli artisti lirici italiani sono solidali con i dipendenti scaligeri che hanno firmato la lettera al Sindaco, dimostrando così amore per la Scala.

Giuseppe Zecchillo

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!