Set 172016
 

immagine-trascrizioneA. “Che bella questa musica, di che cosa si tratta?”

B. “Si tratta di una trascrizione..”

Spesso la reazione alla parola “trascrizione” sorge spontanea nelle persone avvezze alla musica originale ed “immacolata” e di solito corrisponde ad un misto di fastidio e imbarazzo accompagnati da un immancabile storcere del naso. In fondo ogni strumento ha il proprio repertorio originale e ben pensato per le sue peculiarità. Perché dunque addentrarsi nella musica considerata maldestramente di serie B?
Essendo caduta spesso anch’io in questo tipo di considerazioni superficiali, ho voluto tracciare un percorso soffermandomi su alcuni dei compositori ritenuti importanti per questa pratica al fine di trovare per me, ma per chiunque sia interessato a non chiudersi, una o più ragioni per non sottovalutare l’importanza della trascrizione a tutto tondo.

Per trascrizione si intende la destinazione, l’adattamento di una composizione ad un organico differente da quello per il quale essa era stata concepita originariamente.
Le motivazioni che spingevano i compositori ad avvalersi di questo tipo di pratica corrispondevano a più esigenze, da quelle scolastico-didattiche, per finalità divulgative, pratiche e anche commerciali. Vi erano poi casi in cui l’autore si affidava alla trascrizione per arricchire e perfezionare i propri mezzi espressivi. Spesso succedeva che, quegli strumenti poveri di letteratura autonoma (ad esempio la viola, l’arpa o il trombone) si impadronissero di musica originariamente concepita per altri strumenti, al fine di ampliare il loro repertorio. E’ importante ricordare che il XIX secolo coincideva con il periodo del predominio della borghesia, il cui locus amoenus era il salotto borghese, e le trascrizioni per organici differenti erano spesso sfruttate per cercare di conoscere sempre musica nuova, in tempi brevi e nell’intimità delle case.

La storia della trascrizione si svolge parallelamente a quella della musica strumentale. Alcuni studiosi vogliono farla coincidere con le manifestazioni di musica medievale; in realtà qui si parla di “utilizzazioni” differenti di un brano musicale nell’ambito di un unico regime fonico, ossia la voce umana. Vi erano dei casi denominati “Travestimenti” (la melodia veniva trasferita da un testo profano ad uno sacro e viceversa), la composizione rimaneva comunque sempre destinata al canto. La trascrizione si verificava invece quando una o più parti di una composizione polifonica vocale venivano suonate anziché cantate.
Tale pratica si afferma nel rinascimento secondo due direttrici fondamentali: la riduzione di una composizione polifonica vocale per strumento a pizzico o a tastiera detta intavolatura, e quella che mantiene al canto la voce superiore, raggrupando le altre nell’accompagnamento strumentale.
Nel ‘600 le trascrizioni di Geminiani per strumenti a tastiera in genere, anche di pezzi suoi, rispondevano prevalentemente ad esigenze di tipo pratico. Nello stesso periodo, in Germania operava un fervente ammiratore della musica italiana, J. G. Walther che trascrisse diversi concerti dei nostri antichi maestri (Albinoni, Torelli, Gentili, Taglietti, ecc.).


J. G. Walther: Concerto del signore Tomaso Albinoni in F – DUR [Helmut Kickton, Organo]

Lo stesso Walther fu d’ispirazione a J. S Bach, (avevano operato insieme alla corte di Weimar) che prese i concerti di A. Vivaldi come modelli per le sue trascrizioni al clavicembalo e all’organo. Si cita come esempio particolarmente riuscito, il concerto n. 2 dell’Op. VII (II libro) e, soprattutto, il movimento lento centrale che supera l’originale in quanto Bach ha inserito, fra le due parti preesistenti, una terza linea che riempie a livello contrappuntistico la base vivaldiana.
Bach, salvo rare eccezioni, rinvigorisce certe ossature con nuovi contrappunti, arricchisce l’ornamentazione, sottolinea con maggior rilievo alcuni svolgimenti armonici e spesso arriva a conferire alla musica un altro carattere espressivo.
Dopo J. S. Bach, molti compositori si cimentarono con l’arte trascrizione tra i quali W. A. Mozart, Schubert, Mendelssohn e Schumann.
Anche Beethoven si cimentò qualche volta nella trascrizione per complessi strumentali, con riduzioni o adattamenti di musiche proprie.
A Schumann si deve la trascriione pianistica di ben metà dei 24 capricci per violino di Paganini, 6 raccolti nell’op. 3 e gli altri nell’op. 10. Il primo gruppo ha un indirizzo prevalentemente didattico -“io copiai l’originale, forse a suo danno, quasi nota per nota, sviluppando solo la composizione armonica”- mentre il secondo è destinato all’esecuzione pubblica. “Mi liberai dunque dalla pedanteria di una traduzione letteralmente fedele e volli che la presente rielaborazione desse l’impressione d’una composizione per pianoforte affatto indipendente, sì da far dimenticare l’origine violinistica, senza che però l’opera ne avesse a scapitare in idee poetiche” (R. Schumann, la musica romantica, Torino, 1950).


R. Schumann: Etudes after Paganini Caprices op. 3 – Stefano Ligoratti, Piano

In contrapposizione con l’intento di Schumann, vale a dire mettere in rilievo il lato poetico della composizione, abbiamo quello di Liszt che amava accentuare il lato virtuosistico; anch’egli lavorò sui capricci di Paganini con la composizione di Studi. Lo Studio musicalmente più interessante pare essere il “Tema con Variazioni” (Capriccio 24) che fu poi sfruttato anche da Brahms e Rachmaninov.
Non mancano casi in cui il compositore sceglie di adattare ed estendere a più strumenti contemporaneamente lo stesso brano. Un esempio interessante lo troviamo in Grieg che aveva l’abitudine di comporre i suoi pezzi per pianoforte e poi riscriverli per orchestra. E’ dalla sua sonata per violino n. 3 op. 45 che trascrive l’allegretto del secondo movimento per violoncello e pianoforte.


Grieg – Allegretto for Cello and Piano. [Matilda Colliard, Cello – Stefano Ligoratti, piano]

Nel campo della trascrizione per pianoforte, chi lasciò un segno decisamente importante fu F. Busoni; fu infatti il primo a porsi il problema di creare una scrittura pianistica adatta alla trascrizione della musica per organo. Si servì così di raddoppi, ingegnose disposizioni di accordi, aggiunte, omissioni e libertà nei riguardi del testo originale. I lavori busoniani raggiungono il più alto grado dell’arte della trascrizione in quanto nati da un pianismo “organistico” assolutamente inedito.


Bach-Busoni Toccata e Fuga in re minore. [Stefano Ligoratti, Piano]

Spetta a O. Respighi il merito d’aver divulgato e avvicinato, attrverso le sue trascrizioni, antiche musiche alla sensibilità novecentesca. E’ considerato il pioniere del rinnovamento della musica italiana; portando su un piano più divulgativo le grandi composizioni passate, le ha rievocate cercando di darne un’interpretazione che più si avvicinasse al gusto moderno. Un esempio lo troviamo nella “Trascrizione Libera per pianoforte” delle Antiche danze e arie per liuto (Sec. XVI e XVII).
Anche Ravel, come abbiamo detto di Grieg, trascrisse sucessivamente per orchestra molte delle sue opere per pianoforte. Verrebbe da pensare che i pezzi originali fungessero da “modello” per poi ottenere il vero e proprio risultato attraverso l’orchestra. In realtà si tratta di autentiche e definitive creazioni che, offrendo un’ampia gamma di effetti coloristici, gradazioni di tocco e via dicendo, si prestavano spontaneamente alla versione orchestrale.
Occorre ora citare I. Stravinskij, il quale ha apportato un grande contributo nel campo della trascrizione. I princìpi con i quali il compositore trascriveva non si discostavano di molto da quelli di Busoni, infatti si concedeva la libertà di modificare la parte del pianoforte, ingrandendola e intensificandone la violenza sonora. Con il balletto Pulcinella Stravinskij inizia ad attingere a materiale del passato (in questo caso alle musiche attribuite forse a Giambattista Pergolesi). E’ curioso ricordare che Sergej Diaghilev, che gli aveva commissionato il balletto, gli aveva imposto di “comportarsi al modo di Respighi” per la stesura della partitura. Il balletto ebbe molto successo e fu così che Stravinskij compose diverse trascrizioni: una Suite orchestrale, una Suite per violino e pianoforte (Suite Italienne) ed infine una versione per violoncello e pianoforte.


I. Stravinskij – Suite Italienne for cello and piano [Matilda Colliard, Cello – Stefano Ligoratti, Piano]

Le manifestazioni di trascrizione continuano per tutto il novecento con Schoenberg, Berg, Webern, Bartòk, Prokof’ev e tanti altri.

Mi viene da fare una considerazione a proposito dell’apertura verso le trascrizioni. E’ attraverso la riscoperta di queste perle che si aiuta la divulgazione della grande musica a 360 gradi. Chi aderisce a questa divulgazione, oltre a nutrire la propria conoscenza così come quella dello spettatore, ha il potere di far rivivere composizioni che altrimenti rimarrebbero nell’ignoto.

Matilda Colliard

Set 092014
 

Il Concerto “Al chiaro di luna in Castello, tenuto a Vigevano, nella seconda scuderia leonardesca del Castello Sforzesco il 7 settembre 2014, con il pianista Stefano Ligoratti che si è esibito in un programma tutto beethoveniano, con le tre Sonate “Patetica“, “Chiaro di Luna“, “Appassionata“, ha avuto un grande successo. La sala, gremita da un pubblico entusiasta, che ha tributato un tripudio di applausi all’artista, ha fornito una splendida acustica all’eccezionale performance, un evento davvero raro per qualità musicale e grande coinvolgimento emotivo del pubblico.

Pubblichiamo qui, per ora, una galleria di immagini e, presto, aggiungeremo i video dell’intero evento, attualmente in preparazione.

Trovate qui la scheda del concerto: http://www.classicaviva.com/blog/2014/09/01/vigevano-comunicato-stampa-di-sera-in-castello/

 

Mar 212012
 

Locandina di presentazione del CD ClassicaViva presenta con orgoglio il proprio nuovo CD, “Violin in White”, inciso da Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti e dedicato alla musica russa.

L’evento-concerto si terrà
lunedì 26 marzo 2012, alle ore 21,
a Milano
presso il Teatro Politeatro
in Viale Lucania, 18

ingresso libero

nel corso della serata verranno presentati ed eseguiti dal vivo alcuni dei brani presenti nel CD.

Questo “Violin in White” fa parte di una serie di altre incisioni, che formano una collana, in cui ogni stile musicale viene associato ad un colore, da un’idea della violinista Yulia Berinskaya.

Ecco, nei dettagli,  il programma del disco:

Violin in White

Maksym Berezovsky (1745-1777)
Sonata per violino e pianoforte in Do Maggiore

 1

Allegro

4:06

2

Grave

4:15

3

Minuetto

3:30

Pyotr Ilyich Tchaikovsky (1840-1893)

4

Melodia Op. 42 n. 3

3:30

5

Valse-Scherzo Op. 34

6:11

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Sonata per violino e pianoforte op. 94a in Re maggiore

6

Moderato

7:35

7

Presto

4:55

8

Andante

3:23

9

Allegro con brio

7:00

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Tre scene dal balletto Romeo e Giulietta – trascriz. di D.J. Grunes

10

Montecchi e Capuleti

3:38

11

Danza delle fanciulle delle Antille

2:01

12

Maschere

2:03

Sergey Berinsky (1946-1998)
“Reminiscence” Sonata for violin and piano (1979)

13

Allegro

6:04

14

Adagietto

4:35

15

Allegretto

5:56

68:42

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Nov 102011
 

Monika Lukacs e Stefano Ligoratti in concertoConservatorio di Milano,  giovedì 10 novembre 2011, ancora una serata del Festival “Liszt e Mahler: la musica è fascinazione“.

Si comincia alle ore 18.00 in Sala Puccini con il primo degli incontri posti a corredo del cartellone concertistico. Introdotti da Ettore Napoli, che ne darà un inquadramento musicologico, Claudio Marzorati e Maria Pia Carola eseguiranno un’opera di Liszt raramente proposta in sala di concerto, la Sonata per violino e pianoforte, “una rarità lisztiana”, come recita il titolo dell’incontro-concerto.

Alle ore 21.00 in Sala Verdi (via Conservatorio 12 Milano) il Festival propone un concerto dedicato all’influenza della musica tzigana sul Liszt autore delle Rapsodie ungheresi.

Programma:

  • Antonín Dvořák (1841-1904)  – Ciganské Melodie op. 55
    Monica Lukàcs
    soprano – Stefano Ligoratti pianoforte
  • Franz Liszt(1811-1886) – Rapsodia ungherese n. 12 in do diesis minore
    Federico Ercoli pianoforte
  • Pablo de Sarasate(1844-1908) – Zigeunerweisen op. 20 per violino e pianoforte
    George Botusina
    violino – Monica Cattarossi pianoforte
  • Franz Liszt – Rhapsodie espagnole. Folies d’Espagne et Jota aragonesa
    Alice Baccalini
    pianoforte
  • Maurice Ravel(1875-1937) -Tzigane. Rapsodie de concert per violino e pianoforte
    Cesare Zanfini
    violino – Maddalena Miramonti pianoforte
  • Il concerto Si concluderà con le note della Rapsodia ungherese n. 2 in do minore di Franz Liszt eseguite al pianoforte, ancora, dal nostro Maestro Stefano Ligoratti
Set 072011
 

Si è concluso domenica 4 settembre, con il concerto dei vincitori nella Pieve di S. Giorgio a Montalto, il 3° concorso per giovani musicisti ‘Città di Montalto Ligure – Premio Maria Grazia Vivaldi’, che ha visto sfidarsi 34 concorrenti provenienti da Italia, Francia, Russia, Cina e Corea.
Nel pomeriggio di ieri si sono esibiti tutti i giovani artisti ai quali la commissione – composta da Giulio Franzetti, Massimiliano Damerini, Piero Paolo Fantini e Stefano Ligoratti – ha assegnato un punteggio uguale o superiore a 95/100: la flautista Caterina Bruno (Sanremo), il clarinettista Stefano Borghi (Sassuolo), la violoncellista Anna Szmatola (Polonia), i pianisti Luigi Borzillo (Benevento), Eleonora Spina (Novara), Miriam Rigamonti (Como), Goowon Choi (Corea) e Francesco Villa (Torino), il duo chitarristico Frédérique Luzy e Pierre Bibault (Francia), le violiniste Beatrice Losa (Milano), Jiin Shin (Corea), Liana Treatikova e Irina Pak (Russia).
La giuria ha decretato Irina Pak, proveniente dalla Siberia e studentessa a Zurigo, vincitrice assoluta del concorso, assegnandole il premio ‘Maria Grazia Vivaldi’ in denaro di € 1000, la registrazione di un cd promozionale realizzato grazie alla collaborazione con la nostra etichetta discografica (di cui Ligoratti è direttore artistico),  e un concerto-premio a Montalto da tenersi durante la prossima stagione concertistica estiva.

Francesco Villa e il duo Frédérique Luzy e Pierre Bibault sono stati invece premiati con concerti-premio offerti dall’associazione ‘Amici della Lirica’ di Imperia, dal Centro Culturale Tabiese e dal Comune di Bordighera.

Mag 132011
 

Prima e lunga giornata di ClassicaViva al Salone Internazionale del libro di Torino. Una giornata interessante e proficua che ci ha insegnato e dato molto, oltre la naturale stanchezza.

Sul nostro monitor per tutto il giorno si susseguono le immagini degli artisti che con noi suonano, e la loro musica va spesso a scontrarsi con l’altra, e diversa, che dagli altri stand arriva, non a scontrarsi, ma ad incontrarsi.

Stiamo là, e ci staremo ancora fino a lunedì prossimo, vicinissime all’ Auditorium DM (Dimensione Musica) dove domani alle 12 il Maestro Stefano Ligoratti e la violinista Yulia Berinskaya, presenteranno il loro CD “Violin in Blue”, e dove dopo qualche ora, alle 12, 45 presenteremo il libro del Poeta e Cantautore Alessandro Rossi: “L’acqua se il buio”.

Abbiamo provato a tenervi aggiornati in tempo reale, ma tra il traffico e i suoni, non ci è stato possibile. Riproveremo domani.

Mag 042011
 

ClassicaViva sarà presente al Salone Internazionale del Libro di Torino, al Padiglione 1 stand E85 D86.

Per tutta la durata della Fiera, ClassicaViva, con l’Editore Ines Angelino e con la scrittrice Rita Pani, resterà in contatto con i lettori del blog, e con gli appassionati di musica classica, raccontando i concerti, gli eventi e le curiosità, in tempo reale, sia sul blog che in pillole sulla pagina ufficiale di Facebook.

Nell’ambito delle manifestazioni previste nel ricco cartellone del Salone del Libro, ClassicaViva ha in programma la presentazione del CD “Violin in blue” con un concerto dal vivo del Maestro Stefano Ligoratti e della eccezionale violinista Julia Berinskaya, la presentazione dell’audio libro “L’acqua se il buio” di Alessandro Rossi, che suonerà alcune delle sue composizioni, e un altro concerto, sempre del Maestro Stefano Ligoratti che suonerà Ludwig Van Beethoven: Sonata Chiaro di luna; Sonata n. 14, op. 27 n. 2, in do# min “Appassionata”; Sonata n. 23 op. 57, in fa min

Vi aspettiamo a Torino e sul Web.

Feb 242011
 

Carola ZosiNell’ ambito della stagione concertistica 2010/2011 “Incontri Musicali” organizzata dalla Società dei Concerti, Lunedì  28 febbraio alle ore 21 si terrà nella Sala Puccini del Conservatorio G. Verdi di Milano, il 12° Concerto, con l’ Accademia strumentale Morigi, diretta dal Maestro Matthieu Mantanus.il pianista Stefano LigorattiProtagonisti dell’evento saranno i solisti Carola Zosi, violino e Stefano Ligoratti, pianoforte.In programma, il magnifico (e raro) Doppio Concerto in Re minore per violino, pianoforte e Orchestra di Felix Mendelssohn, la Sinfonia n. 10 per archi, sempre di Mendelssohn, e , di J. Haydn,  la Sinfonia n. 6 in re magg.  Hob. I/6 “Il mattino”.

Il Concerto in Re minore per pianoforte, violino e orchestra fu composto da Mendelssohn a quattordici anni, nel 1823, probabilmente in vista delle esecuzioni musicali che si tenevano in casa Mendelssohn tutte le domeniche mattina.
Il Concerto in Re minore, nella caratteristica forma tripartita, si apre con un ampio Allegro, il cui tema principale sembra, a tutta prima, un soggetto di fuga, e ci fa subito pensare ai severi studi di contrappunto seguiti con tanta passione a quel tempo dal giovane Mendelssohn. Il secondo movimento, Adagio, in tempo ternario, si svolge in un’atmosfera di tenue romanticismo, e vede i due solisti dialogare a lungo senza alcun accompagnamento. Il Finale, Allegro molto, è invece brano di grande brillantezza, ricco di estro virtuosistico, che richiede  interventi di estrema bravura ai due strumenti solisti.

La Sala Puccini del Conservatorio Verdi di Milano

Ingresso libero

 

 

Gen 272011
 

La locandina del concerto Il 31 gennaio 2011, alle ore 21,  presso il Teatro Politeatro, in Viale Lucania 18, a Milano, si terrà il concerto di presentazione del CD “Violin in Blue” di Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti, edito da ClassicaViva.

Il programma del concerto, organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale “Il Clavicembalo Verde”, prevede:
César Franck (1822-1890): Sonata per violino e pianoforte in la maggiore
Maurice Ravel (1875 – 1937):
Tzigane;  e brani di Claude Debussy e Jules Massenet, eseguiti da Yulia Berinskaya (violino) e Stefano Ligoratti (pianoforte).

“Violin in Blue” segue di poco il precedente lavoro della straordinaria violinista Yulia Berinskaya, “Violin in Red”. La musica francese, oggetto di questo CD, è qui associata al blu, che evoca la profondità e la sofferenza, il colore più rappresentativo delle emozioni scaturite dal travolgente suono del violino di Yulia.
Ma si tratta in ogni caso di un disco di musica da camera, in cui il pianoforte è coprotagonista, affidato al giovane, ma già esperto concertista Stefano Ligoratti, un esecutore rigoroso e raffinato, ma anche pieno di vigore e passione.

Trovate qui il link internet dove visionare online il booklet completo:

E qui un podcast integrale della trasmissione di Radio Classica del 21 dicembre 2010, in cui, con la conduzione di Luca Ciammarughi, è andata in onda integralmente la Sonata di Franck, e la “Fantasia sulla Carmen” di Sarasate-Bizet, con interviste agli interpreti.

Ott 262008
 

Il grande concerto su RAI 3Cari amici, stamattina, quasi per caso, grazie anche all’ora legale che mi ha permesso di concedermi la visione di una trasmissione che va in onda alle nove del mattino, ho visto il programma Il gran concerto su RAI 3. Si tratta di tredici puntate condotte da Alessandro Greco dedicate ai bambini e alla musica classica, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai, in palinsesto la domenica, alle 9.10, su Raitre.

Questo bel programma di musica classica per bambini, davvero di alto livello, accurato e ben fatto, è firmato da Raffaella Carrà e Sergio Japino.
Dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino Alessandro Greco coinvolge i 500 bambini della platea in un crescendo di musica e giochi, per un nuovo entusiasmante viaggio alla scoperta della musica, eseguita rigorosamente dal vivo dall’Orchestra Sinfonica della Rai, diretta dal suo primo violino Alessandro Milani. Ecco, è così che dovrebbe operare sempre il servizio televisivo pubblico: formare, educare divertendo, in modo intelligente, il pubblico di domani.
Non mi ha stupito vedere come i bambini presenti in sala fossero entusiasti e partecipassero, in molti casi davvero a bocca aperta, alla musica e a quanto veniva presentato (come un simpatico Mozart in abiti settecenteschi che accusava Beethoven di avergli copiato un passaggio dalla sua opera “Bastiano e Bastiana”, da lui scritta all’età di dodici anni, con l’orchestra che ne dava immediata dimostrazione (da un tema della sinfonia “Eroica”).

Non mi ha stupito, dicevo, perché noi di ClassicaViva abbiamo una buona esperienza in merito di organizzazione di concerti e di lezioni-concerto per le scuole.

Ho rivissuto una bellissima atmosfera… certo che, con i mezzi della RAI e un’orchestra così, come sarebbe bello lavorare! Guardate un po’ questo video con uno spezzone della trasmissione:

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e questo con la presentazione del programma da parte di Raffaella Carrà:

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E queste, molto più modestamente, ma con tanto entusiasmo e altrettanto successo, sono le fotografie di una delle nostre lezioni concerto, con i nostri pianisti Francesca Leonardi e Stefano Ligoratti.

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