Mag 102011
 

Concerto del Liceo Musicale di Milano per il suo quarantennaleUn interessante e simpatico evento per tutti gli appassionati della grande musica, che ne hanno a cuore il futuro. E’ un bel concerto gratuito per festeggiare uno dei Licei musicali italiani più antichi e prestigiosi, nel quale si sono formati molti musicisti importanti e affermati.

Partecipare  è un modo per testimoniare l’affetto e il sostegno  che tutti gli amanti della grande musica dedicano alle nostre istituzioni statali che si occupano, tra mille difficoltà e gli scogli di una riforma ancora in corso di attuazione, della formazione musicale nel nostro paese.

Il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, in occasione del “Quaran-Trentennale” della Fondazione del proprio Liceo Musicale, ha organizzato un concerto celebrativo. Il Presidente del Conservatorio, Arnoldo Mosca Mondadori, e il Direttore, M° Sonia Bo, invitano dunque tutti i cittadini

il 12 Maggio 2011

al Concerto dedicato al Quaran -Trentennale
del Liceo Musicale
del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano
ore 21.00 – (Sala Verdi)

Concerto eseguito da solisti e ensemble di attuali studenti del Liceo Musicale “Giuseppe Verdi”

Presenzieranno e si esibiranno ex-studenti del Liceo che hanno raggiunto fama nazionale e internazionale

tra questi, ci fa particolarmente piacere citare la presenza del nostro Direttore artistico, M. Stefano Ligoratti, che si esibirà in duo con il violinista Edoardo Zosi

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Il concerto sarà preceduto, da un incontro – conferenza stampa , secondo il seguente Programma:
18.30 – 20.00 (foyer sala Verdi) – Incontro con le Istituzioni ed i Giornalisti sul tema
“Le antiche radici nuove del Liceo Musicale
del Conservatorio Giuseppe Verdi”

20.00 – 20.45
Rinfresco

Apr 112011
 

È l’Italia dei proclami e dei nastri da tagliare. L’Italia in cui le ministre, se hanno qualcosa da dire, girano un filmato e lo postano su youtube. L’Italia delle prime pietre e delle promesse di miracoli e avvenire. L’importante è che le cose sembrino, e che non si dica mai a voce troppo alta che invece non sono.  Succede così che quel che appare durante una banale ricerca su google, con chiave “licei musicali” dia per risultato: importante novità, il liceo che si fa in sei. Era marzo di appena un anno fa.

Ora la realtà è un’altra, per esempio quella di Modena – patria di Pavarotti – città che della musica ha fatto tradizione, che, dopo aver ottenuto il risultato di avere un congruo numero di nuovi iscritti, i quali, come prevede la legge, per accedere al corso di studi hanno superato un esame preliminare, a settembre non avranno la scuola, perché il liceo “che si fa in sei”, invero, non ci sarà.

Il Liceo musicale di Modena, già istituto magistrale nel quale studiarono Pavarotti e Guccini, sottostando alle regole imposte dalla “riforma” ultima attuata, chiuderà prima ancora di aprire, perché come prevede la legge, potranno esserci in Emilia, soltanto due istituti simili, a Reggio Emilia e Forlì, per cui i nuovi aspiranti artisti modenesi dovranno scegliere o l’uno o l’altro, sempre che, come dice la legge, le scuole designate abbiano i requisiti. E la cosa buffa, di quest’Italia beffarda, è che nemmeno si sa, se quelle sedi i requisiti li avranno davvero. I genitori dei ragazzi modenesi ricorreranno al TAR.

A qualche mese dall’avvento del nuovo corso per la cultura italiana, Modena non è però il solo caso. C’è anche il Piemonte, che chiuderà lo stesso Liceo di Torino, privilegiandone uno – ancora da approntare – a Novara, che, guarda caso, è patria del governatore. Che importa se a Torino il Liceo già esisteva e funzionava?

Molto altro si potrebbe dire dei fantomatici licei musicali e coreutici, che solo per proclama avevano l’obiettivo di formare i giovani alle arti e alla cultura, alla musica come alla danza. Per esempio i criteri con i quali si sarebbe dovuto scegliere il corpo docente, non proprio accurati come quelli utilizzati nelle accademie di danza della vecchia Russia, nelle quali i grandi ballerini, tolte le scarpette, tramandavano la loro bravura e la loro esperienza alle nuove generazioni. Ma forse – non è ancora dato sapersi – prendendo a modello l’unica accademia italiana degna di nota: quella di Maria De Filippi, che non produce certo i Pavarotti, ma prodotti da televisione, capaci di far gola persino a un Ente Lirico che voglia rimpinguare le proprie casse vuote…

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!