Ott 172011
 

Devi scrivere di cultura, magari fai anche della letteratura, e poi devi raccontare la musica, quella bella che ascoltiamo noi. Non è facile raccontarla, la musica, quella che si sente con l’udito ma si vive con l’anima, con gli occhi socchiusi e il respiro lento, e più passa questo nostro tempo più diventa difficile.

È difficile scrivere di cultura, perché è una cosa bella, e non abbiamo più tempo per curarcene affaticati come siamo dalla rincorsa per la sopravvivenza. Quasi nemmeno ci accorgiamo più di una luna che sorge, così arancione da poter essere confusa con Marte, di un primo fiore che sboccia fuori tempo, di un tramonto che sembra sempre uguale anche quando cambiano le nuvole e i disegni nel cielo che scurisce.

Si rischia di vivere la cultura come una dannazione, perché come per tutte le cose sai che se non sei “arrivato” fino ad oggi, non ci sarà futuro, o se ti sarà dato sarà stato solo per quell’attimo di astri favorevoli, o come dicono i semplici: per un colpo di fortuna.

Sembra non sia più tempo per le cose belle, per agili dita su un pianoforte, per la maestria di un pennello, per la penna che scorre veloce sulla carta. Pare non esser più tempo né per inventare, né per inventarsi, per riuscire di far dell’arte ricchezza, ora che della ricchezza cogliamo solo il significato più miserabile, quello che alla fine ci ha insegnato a guardare altrove, rendendoci ciechi dinnanzi alla beltà.

Eppure vivere di cultura, dovrebbe essere la cosa più facile che c’è: basterebbe tornare a credere che la cultura, l’arte e la bellezza sono vita. E chissà: forse nella prossima ci riusciremo.

Mar 092011
 

E anche Cinecittà galoppa verso il fallimento. Mancanza di soldi, la motivazione è sempre quella. Chiudono i librai, che si arrendono all’evidenza: nessuno compra più libri o si rivolge alla grande distribuzione, ora che i libri puoi trovarli tra uno scaffale di detersivi e uno di mangimi per animali nei supermercati. Dei teatri è inutile parlare, lo abbiamo fatto già troppe volte da quando colpevolmente ci siamo ripetuti che al teatro bisognava rinunciare, che era ormai diventata una cosa per ricchi. E i cinema hanno fatto la stessa fine, chiusi all’interno delle città commerciali capaci di riempire tutto il tempo di una giornata, con tutto quello che serve per fingere di sentirsi vivi: dai giochi per i bimbi al parrucchiere per la mamma, dai pneumatici e l’olio motore per i papà fino al panino indigesto per la cena.

La cultura paga la crisi, perché – è bene ricordare – con la cultura non si mangia. Ma sarebbe meglio non scordare neppure che la cultura paga la crisi, perché un popolo ignorante è più facilmente manovrabile.

Per prima cosa hanno scardinato la nostra cultura del tempo, quello che ritagliavamo dalle nostre vite per occuparci di noi, il pomeriggio al cinema, la sera a teatro oppure a un concerto, l’odore dei libri esposti tra i libri, polverosi ed ordinati. I quadri appesi nelle pinacoteche o nei musei, che ancora per fortuna resistono, forse solo perché i pittori sono morti e non si devono più pagare. Il tempo delle gite scolastiche che si attendevano per scappar via da casa, fumare di nascosto, ma che comunque servivano a conoscere le cose, le pietre ormai cadute, le statue senza il pene posticcio fatto riattaccare per l’estetica malata di un uomo solo. Il tempo ce lo hanno riempito con la televisione, insegnandoci che un film potevamo attendere di vederlo passare là dentro, togliendoci il gusto di dirci se almeno ci era piaciuto uscendo dalla sala, lo hanno riempito di ballerine che non si doveva faticare per seguirle nelle danze, leggere come voli di farfalle, ma bastava fissare lo sguardo nelle natiche che al massimo si agitavano riempiendo per bene tutta la visuale. I libri – anche quelli di storia – diventavano da guardare a puntate e poco importava se le immagini non erano poi così tanto fedeli alle parole che qualcuno di noi aveva avuto la fortuna di leggere. E la musica è quella che è, anche lei leggera, quella che per sentirla non devi sprecare poi troppa attenzione, non devi lasciarti trasportare. E anche qua, resiste chi ormai è arrivato, e ha un nome che non si può cancellare.

Il modo per “fargliela pagare” c’è, ed è quello di perseverare, continuando a fare musica ed insegnando ad ascoltare, scrivendo libri e dannandoci l’anima per farli leggere a chi è abituato a comprare la carta al supermercato, rifiutando di vedere esposto tra detersivi e crocchette il proprio lavoro. Tornare nei teatri che faticano dopo aver ripreso in mano il loro destino, gestiti spesso da chi in quello stesso teatro aveva mosso i primi passi d’attore o macchinista pieno di speranza e passione. L’unico modo per fargliela pagare è quello di continuare a dedicarci alla cultura, quella vera, quella che sai che ricco non ci diventerai mai, ma ogni giorno ti sentirai più utile e vivo.

Feb 292008
 

Annunciamo con piacere ed orgoglio la pubblicazione del primo della nostra collana di audiolibri letterari. Si tratta della celebre novella “Pallino e Mimì”, di Luigi Pirandello. La tenera e triste storia di due cagnolini, una amara parafrasi di molte storie umane…

Trovate tutti i particolari nella scheda sul nostro catalogo on-line, all’indirizzo http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?cPath=54&products_id=246

La novità del nostro audiolibro consiste nel fatto che, alla raffinata e piacevolissima interpretazione dell’attore Paolo Spennato, abbiamo accostato dei commenti musicali tutti originali, appositamente creati per quest’opera, a cura di Stefano Ligoratti, che ha realizzato delle improvvisazioni al pianoforte dopo un accurato studio di ogni novella, inventando per noi una splendida musica descrittiva, composta “ad hoc” per creare l’atmosfera adatta alle varie situazioni narrative: un commento sonoro, completamente originale ed inedito, ideato con la stessa logica utilizzata per il cinema.

Consigliamo l’ascolto dei nostri audiolibri a chiunque voglia approfondire la propria cultura in modo semplice e simpatico, sfruttando magari i tempi morti di un viaggio in automobile: una valida alternativa all’ascolto delle radio… Il file che potrete acquistare e scaricare on-line è un normale file in formato MP3.

Oltre alla consueta anteprima, ecco un video che abbiamo creato per YouTube, che contiene i primi 7 minuti dell’audiolibro, montati su immagini…

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