Mar 262008
 

E’ recentemente scomparso il grande tenore Giuseppe Di Stefano. Aveva 86 anni.
Insieme a Maria Callas formò una coppia formidabile che si esibì in tutti i principali teatri lirici del mondo.
Con lui la musica perde un inteprete che ha reso grande e immortale il bel canto italiano.

Gli rendiamo commosso omaggio ascoltando la sua voce, in duetto con la sua grande partner, in una Bohème storica, alla Scala nel 1958, con la direzione di Antonio Votto.

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Ma vorrei proporvi anche una sua magnifica interpretazione dal vivo, in scena, per ammirarne anche la grande capacità drammatica: dai Pagliacci di Leoncavallo, “Vesti la giubba”:

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Giuseppe Di Stefano è morto il 3 marzo 2008, vicino a Milano. Era in coma dal 23 dicembre scorso. Nato in provincia di Catania il 24 luglio 1921, si trasferì a Milano all’età di sei anni. Debuttò nel 1946 a Reggio Emilia e l’anno successivo alla Scala di Milano, e nel 1948 al Metropolitan di New York, nel Rigoletto. Il 3 dicembre 2004 rimase ferito durante un’aggressione in Kenia, nella sua casa a Mombasa. Ricoverato in ospedale, entrò in coma e venne poi trasportato in Italia dove però, purtroppo, non si riprese mai più fino al decesso.

Ci piace ricordare di Stefano, oltre che come artista immenso, anche come essere umano grande e generoso. Fu lui a cercare di far uscire la sua amica Maria dalla depressione e dall’isolamento in cui si era rinchiusa nella sua casa di Parigi, convincendola a tornare alla musica, e ad effettuare con lui la sua ultima tournée, in Giappone, nel 1974: ricordiamo questa grande amicizia (che forse fu anche amore) con un altro video, che ha il sapore di un commovente quanto straziante addio. Maria, bella come una dea, si avvia in scena dal camerino sulle note di un notturno di Chopin, e poi canta con Pippo un grandioso duetto dalla “Cavalleria Rusticana”. Che artisti, che miti…

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Abbiamo trovato in rete anche un documento eccezionale, l’ultima intervista a Giuseppe Di Stefano, realizzata da Rai International nel 2004, a cura di Stefania Riccio. Lo trovate integralmente a questo link, ma lo posto anche qui in podcast per vostra comodità:

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Ecco infine il bel discorso commemorativo tenuto dal Baritono Giuseppe Zecchillo al suo funerale:

Caro Pippo, siamo qui riuniti per darti l’estremo saluto come compianto amico e artista indimenticabile. La tua scomparsa lascia in noi un vuoto indicibile, perché nessuno come te sapeva diffondere tanto entusiamo per la vita, coinvolgendo con allegria ed energia. Tutta la tua vita è stata la testimonianza di uno strepitoso talento, un estro impetuoso, un carisma eccezionale… sei stato un tenore irripetibile. Ovunque, nei teatri più importanti del mondo, in Europa, America, Estremo Oriente, hai incantato il pubblico, per il quale non ti sei mai risparmiato con la ben nota generosità dal tuo carattere.
Con te il mondo della lirica perde non solo uno dei suoi figli migliori, ma una figura leggendaria: l’ultimo mito di una grande arte. Ci sentiamo grati verso di te per il contributo di emozioni e sentimenti che hai saputo donare. Immagino che, nella vita eterna, Verdi e Puccini ti attendano come uno degli artisti a loro più cari, fedeli e devoti.
Sei stato uno dei grandi ad aderire alle nostre lotte sindacali, perché credevi nell’impegno sociale degli artisti. In seguito hai sempre sostenuto nella lotta per la difesa del teatro lirico, afflitto da gravi problemi.
In questo solenne momento, con il cuore gonfio di dolore e gli occhi lucidi per la commozione, ti diamo il nostro ultimo, fraterno, accorato saluto: Signore, amalo in cielo come noi lo abbiamo amato in terra.

Giuseppe Zecchillo – Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici

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Mar 152008
 

Riprendiamo al volo una bella video intervista appena pubblicata sul sito http://www.ltnitalia.it/ (se cercate su quel sito, ce ne sono diverse altre, che comunque riproponiamo tutte qui). Questo breve video mi sembra molto interessante, perché Dalla Chiesa dice cosa pensa dei giovani protagonisti delle recenti battaglie sull’equipollenza dei titoli, oltre, naturalmente, esprimere la propria opinione sul modo in cui sono state costruite le liste nel Partito Democratico. Senza commenti…

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Mar 132008
 

Nando Dalla ChiesaCari amici, raccolgo l’invito di Nando Dalla Chiesa, che ha appena pubblicato sul suo blog una intervista esclusiva a se stesso… e vi invito a leggerla. E’ lunga, quasi un pamphlet. E ve la copio qui sotto tale e quale, per non sovraccaricare il suo blog preso d’assalto (http://www.nandodallachiesa.it). Si capiscono tante cose, leggendola, al termine della piccola battaglia condotta, con migliaia di firme, (e anche da questo blog) contro la sua esclusione dalle liste per il nuovo Parlamento.
E’ un bello spaccato di civiltà, impegno, coerenza. Un esempio per i giovani, e per tutti. Dalla Chiesa va ora ad insegnare a Palermo… indovinate perché.
Per riprendere uno dei commenti a questa intervista, essa è “una dichiarazione di amore per tutto ciò che è vita, è memoria, è affetto, è forza, è intelligenza, è generosità…”

Non mi resta che augurare a tutti noi che chi prenderà il suo posto al Ministero, e dovrà riprendere in mano la dolorosa faccenda dei decreti, lo faccia con lo stesso slancio e la stessa volontà. Non voglio fare politica, sia chiaro (non potreste votarlo nemmeno se lo voleste…). Solo proporvi la testimonianza di una persona che ho imparato a stimare in questi mesi, che ci propone uno stile di vita, innanzi tutto. Non è affatto detto che io condivida le sue affermazioni sul PD (non mi pronuncio, in merito). Ma il suo stile di uomo, quello sì, lo condivido. Ma leggiamo, ora:

Esclusiva per i blogghisti. Intervista di me a me medesimo sulla vita e sul Pd

PDF Stampa E-mail
Scritto da Nando dalla Chiesa
Wednesday 12 March 2008

Ecco finalmente a voi l’intervista che non avreste mai letto da nessuna parte. E non solo per la lunghezza. Nando 1 intervista Nando 2. Lo so, è un po’ samizdat un po’ Marzullo (si faccia una domanda, si dia una risposta…). Ma aiuta a sapere. Aiuta a capire. Un consiglio: meglio se il testo lo stampate, la lettura sarà più comoda. Una richiesta: fatelo girare il più possibile. Per siti, per amici, per compagni d’avventura.

 

 

D. E ora, Sottosegretario?
R. E ora si va a Palermo. Sì, a Palermo. Non mi guardi in quel modo. Se non vogliono che faccia le mie battaglie per la legalità dall’interno del parlamento, le andrò a fare direttamente sul campo più simbolico, almeno per me. Andrò all’università di Palermo. A Milano il mio corso è quello di Sociologia economica. In Sicilia ne farò un punto di riferimento civile e scientifico sui temi dell’economia illegale: pizzo, usura, capitali sporchi, economia di mercato. E anche cultura imprenditoriale per le nuove generazioni: non le voglio più vedere schiave dei concorsi pubblici, in attesa di una supplenza settimanale a scuola. Ci vuole una rivoluzione delle menti. E di tutto il contesto, ovviamente.
Continua a leggere…

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Dic 152007
 

Ecco una interessante video-intervista al Ministro Fioroni, appena pubblicata da Radio 6023, http://www.6023.it/

Volete commentare? Che ne pensate?

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Mar 242007
 

Intervista a Luigi Corbani, direttore dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi

di Davide Luigi Rabacchin 

 

 

Lo scorso venti febbraio nel corso di una concitata assemblea – alla quale aderì tutto il mondo della musica italiana – si denunciarono a chiare lettere i contorni di una vera e propria crisi che rischiava di far collassare l’intero settore. (Si veda anche il nostro articolo “Un futuro senza musica“)

L’accusa, diretta in primo luogo all’esecutivo, rappresentato in quella occasione da Rocco Buttiglione e Sandro Bondi, non verte esclusivamente sulla questione economica, per inciso i tagli indiscriminati al Fondo Unico per lo Spettacolo (fus). Ciò che più si contesta è l’assoluta mancanza di una presa di posizione netta da parte della classe politica nei confronti della cultura e della produzione musicale. Poiché soltanto su di una decisione netta e consapevole è possibile innestare un piano di sviluppo strutturato e di lungo respiro che metta la cultura al centro della politica nazionale.

Nella concretezza della vita quotidiana, il micro-universo della produzione musicale è fatto di piccole realtà, di associazionismo, di fondazioni e piccole imprese sparse un po’ ovunque in tutto il territorio.

Esiste dunque un tessuto fitto, dinamico, che opera concretamente nelle pieghe del territorio garantendo delle risposte alle esigenze pratiche del settore, come la selezione e la formazione dei giovani musicisti, solo per citarne una. Nel migliore dei casi queste realtà sono prive di una qualsiasi prospettiva sul proprio futuro. Il che significa rinunciare al nodo più importante nella rete della divulgazione culturale e musicale.

Il taglio del Fondo Unico attuato con la precedente finanziaria, e parliamo all’incirca di un 40% in meno, rischiava davvero di cancellarlo definitivamente. Questo si capisce ancorché si tiene a mente che la quota del Fus assegnata alla voce “Musica” è costituita da un misero 13%, ripartito fra un’infinità di piccole e piccolissime realtà locali che operano nei più svariati settori della produzione musicale (orchestre sinfoniche, gruppi musicali, associazioni concertistiche, ecc.). Il disagio è evidente.

Il mondo della produzione musicale in Italia ha sopportato, e sopporta, a denti stretti una sorta di amnesia che, a quanto pare, colpisce in modo subdolo e indiscriminato tutti i redattori delle varie finanziarie, segnatamente alla voce “Musica e spettacolo”. E un poco alla volta i capitoli relativi ai fondi per la cultura e lo spettacolo sono stati dimezzati e in alcuni casi cancellati. E ora si respira con il fiato corto.

Ma in campagna elettorale sono state fatte delle promesse dagl’esponenti dell’attuale maggioranza. Promesse che sono difficili da mantenere e tuttavia la finanziaria 2007 recepisce alcune delle richieste avanzate dalle associazioni dei produttori musicali, come il beneficio del credito d’imposta per le piccole e medie imprese (con un fatturato annuo di 15 milioni di euro) che realizzano investimenti produttivi e promozionali di artisti emergenti. Ma siamo ancora lontani dal soddisfare le esigenze reali e concrete di un settore vasto e variegato rispetto al quale è necessario adottare una politica duratura di sostegno e sviluppo.

La cultura ha un costo. Meglio: la cultura è un tributo che non possiamo evadere, poiché lo paghiamo alla civiltà stessa. 

L’intervista a Luigi Corbani, direttore dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi

Luigi Corbani, direttore dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, nell’assemblea del venti febbraio si fece portavoce della protesta. Con una lucida requisitoria analizzò tutte queste problematiche, indicandone le possibili soluzioni. Perciò lo abbiamo contattato, anche al fine di capire se da allora qualcosa è cambiato.

Senta, direttore, rischiamo ancora un futuro senza musica?

«Beh…a dire il vero…devo dire che qualcosa si sta muovendo. Certo, la situazione rimane ancora problematica, sebbene in queste settimane si sta registrando qualche timido segnale…non è molto, ma comunque a prima vista è certamente un fatto più che positivo».

Sia più preciso…

«Mi riferisco al fatto che in finanziaria sono stati erogati altri 50 milioni di euro che sanano, almeno in parte, i malanni provocati dal precedente taglio del Fus. Ora, questo non restituisce di certo la salute al malato, ma almeno ne allevia le sofferenze. Siamo molto lontani, tuttavia, dagli obiettivi che ci proponiamo. Ritengo sia primario affrontare il problema di una migliore distribuzione del Fondo, che a tutt’oggi è troppo sbilanciato verso gli Enti Lirici e dimentica la centralità delle piccole associazioni. E pensare che sono proprio queste iniziative che garantiscono e permettono la diffusione capillare della cultura e della musica nel tessuto sociale ».

…dunque: che cosa avete intenzione di fare?

«Anzitutto abbiamo in programma una manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo febbraio. Una manifestazione che non sarà affine a se stessa, ma che rientra in un progetto più ampio che mira a creare le condizioni per una nuova politica nei confronti del problema. Già ora abbiamo instaurato una sorta di tavolo di lavoro con le istituzioni, con la speranza che portino a risultati concreti».

Che cosa vi aspettate dalla prossima finanziaria?

«Ci aspettiamo quantomeno di ottenere un’erogazione pari a quella del 2001».

A quanto ammontava?

«Parliamo di una cifra che si aggira attorno ai 414 milioni. Nondimeno, quello che ci interessa veramente è una discussione seria sulle ripartizioni del Fondo Unico. Così com’è strutturato ora non va proprio».

Perché?

«Perché è troppo sbilanciato verso enti che godono, peraltro, anche di finanziamenti comunali. È dunque necessario un dibattito serio che prenda in considerazione la centralità delle piccole realtà locali, che sono il nerbo vivo della cultura musicale italiana. Ci vuole dunque una scelta forte e intransigente da parte della politica a favore della cultura».

Approfondimenti: FUS, di cosa si tratta?

Il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) venne istituito dallo stato nel 1985, con lo scopo di consentire una diffusione capillare della cultura nel Paese, a favore di tutte quelle organizzazioni che operano nei settori della musica, della danza, della lirica e del teatro di prosa. La ripartizione del fondo è la seguente:

47% Enti Lirici

19% Cinema

16% Teatro di prosa

13% Musica e Danza (dal 97 la Danza è disgiunta dalla Musica)

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Si legga anche l’articolo sulla nostra rivista: “L’opinione di ClassicaViva su ‘La Scala’, Mostro Mangiasoldi

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