Gen 172011
 

CEMATIl Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo – Cultura, Spettacolo, Informazione, Scuola, Università, Ricerca

indice una Conferenza stampa a Roma per il 19 gennaio 2011 sul tema: precario il lavoro, precaria la libertà, precaria la democrazia.

Gli scriteriati tagli di bilancio da parte del Governo che colpiscono la Cultura, lo Spettacolo, l’Informazione, la Scuola, l’Università e la Ricerca pregiudicano non solo settori che generano una fetta rilevante del PIL nazionale e occupano migliaia di lavoratori, ma anche il futuro stesso del Paese e della Democrazia.

Il risultato delle politiche di questi due anni è l’indebolimento di tutta la produzione culturale e artistica italiana, l’attacco alla libertà e alla pluralità dell’informazione, il ridimensionamento della ricerca e dell’università pubblica. Il decreto Milleproroghe, in discussione al Parlamento, anziché restituire risorse colpisce ulteriormente proprio quei settori, già in grave difficoltà, che la Costituzione protegge con enfasi.

Siamo convinti che anche il comparto culturale debba concorrere al processo di risanamento dell’economia nazionale ma è necessario tener presente che esso rappresenta l’identità e il futuro del paese e che per questa ragione va promosso e sostenuto.

Per questo tutti i settori della Cultura, dello Spettacolo e dell’Informazione si ritroveranno il 19 gennaio (ore 10.30, Federazione Nazionale della Stampa, Roma) per denunciare il proprio disagio e annunciare una serie di iniziative pubbliche.

CEMAT19 gennaio – ore 10.30  Federazione Nazionale della Stampa, Corso Vittorio Emanuele II, n. 349, Roma

Federazione CEMAT

Anche di questa nuova iniziativa in difesa delle Arti e della Cultura, si occuperà domani la trasmissione “Ultimo Grido” di Luca Ciammarughi su Radio Classica, in onda dalle 16 alle 17,30 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino.

Per seguire la trasmissione in diretta streaming 

Gen 102011
 

Teatro vuotoQuesto il tema della trasmissione radiofonica Ultimo Grido“, condotta da Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda martedì 11 novembre alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino.

L’idea del tema proposto in trasmissione nasce dall’articolo apparso su Repubblica, a firma di Alex Ross, il critico musicale del New Yorker, dal quale è scaturito il commento dello scrittore Alessandro Baricco,  che col suo articolo, sempre pubblicato da Repubblica, ha innescato la polemica, coinvolgendo altri appassionati o esperti, non ultimo Marco Dalpane, di cui si commenterà l’opinione espressa sul blog del “Giornale della Musica”, con un articolo intitolato “Il tempo contemporaneo”.  Qui  l’autore esprime una diversa opinione sulla crisi della musica colta, attribuendola quasi esclusivamente all’impossibilità di essere vista come un prodotto “monetariamente” appetibile.

Per chi volesse ascoltare la diretta in streaming, ecco il link.

Nov 042009
 

Cover del nuovo Cd di Stefano Ligoratti - FantasieIeri, 3 novembre, ho presentato in anteprima assoluta a Radio Classica, ospite della trasmissione “Ultimo grido“, condotta da Luca Ciammarughi, il nuovissimo Cd prodotto da ClassicaViva: “Fantasie“, con il pianista Stefano Ligoratti (che, ricordiamo, è anche il Direttore artistico di ClassicaViva).

E’ stata l’occasione per un ulteriore approfondimento sul tema dell’interpretazione di Bach al pianoforte, che avevamo già trattato la scorsa settimana, e, naturalmente, per parlare diffusamente delle composizioni eseguite nel CD.

Abbiamo anche annunciato il prossimo, importante concerto di Stefano Ligoratti, che debutterà l’11 novembre a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio,  per la Società dei Concerti, con un recital pianistico in cui eseguirà molti dei pezzi presentati in questo CD.

Trovate qui il programma del concerto nei dettagli: http://www.classicaviva.com/StefanoLigorattiRecital11112009.htm

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Sono andati in onda integralmente – e potete naturalmente ascoltarli nel podcast qui sopra – i seguenti brani:

Il Cd

  • J. S. Bach (1685-1750):  Chromatische Fantasie und Fuge in d-moll BWV 903
  • L. van Beethoven (1770-1827):  Sonate n. 14 op. 27, n. 2 in cis-moll “Quasi una fantasia”- “Mond scheinsonate”
  • F. Mendelssohn (1809-1847): Phantasie in fis-moll op. 28 F. Mendelssohn (1809-1847)
  • F. Liszt (1811-1886): Fantasie und Fuge über das Thema BACH, S. 529

Il Maestro Ligoratti, presente in studio in diretta, ha parlato diffusamente con Luca Ciammarughi anche di molti altri temi musicologicamente interessanti: dall’interpretazione delle Sonate di Beethoven (in questo caso, nei dettagli, della celeberrima Sonata n. 14, op. 27  n. 2  “Chiaro di luna“), di cui ha una visione unitaria in quanto al tempo di esecuzione nel corso dei tre movimenti, ad un ampio approfondimento sul genere “Fantasia”, dalla sua nascita (in Italia) alla sua diffusione in epoca sia barocca che romantica.

Decisamente rari i brani proposti, di cui esistono pochissime incisioni – tra cui la Fantasia e Fuga di Franz Liszt, brano di spettacolare bellezza, in cui, pur nel virtuosismo estremo, sono presenti tutti gli aspetti del miglior Liszt, anticipatore di molte profonde innovazioni nel linguaggio musicale, poi recepite dalla musica del novecento.

Il CD è in corso di stampa e verrà posto in vendita la sera del concerto e sul sito-catalogo di ClassicaViva entro pochi giorni. Le tracce saranno, come al solito, disponibili anche i formato MP3, sempre sul catalogo.

Buon ascolto, dunque!

Ott 292009
 
Martedì 27 settembre 209 è andata in onda, su Radio Classica, la consueta trasmissione pomeridiana “Ultimo grido”, condotta da Luca Ciammarughi, di cui sono stata ospite, come ogni martedì.

Molto interessante l’argomento che abbiamo trattato: Bach al pianoforte, e in, particolare, l’interpretazione del “Clavicembalo ben temperato”.

Prendendo spunto dalla recente pubblicazione del CD di Maurizio Pollini della Deutche Grammophone, dedicato al Primo Libro del Clavicembalo ben temperato, (che sta scalando tutte le classifiche di vendita del mondo), con Luca abbiamo scelto alcune tra le più memorabili interpretazioni storiche di questa opera fondamentale, tra cui quelle di Glenn Gould, Maurizio Pollini, Friedrich Gulda, Edwin Fischer, Il CD di Maurizio Pollini sul Clavicembalo ben Temperato di J. S.  BachAndras Schiff, e la giovane Edna Stern (allieva di Daniel Baremboim). Abbiamo messo a confronto diretto interpretazioni di diversi preludi dal Primo libro del “Clavicembalo” e poi ascoltato anche alcuni preludi e fughe dal Secondo libro (ad esempio i num. 11 e 12).

Non è mancata la proposta di una splendida esecuzione clavicembalistica (il secondo Preludio e Fuga, eseguito da Bob Van Asperen, da un Cd della Virgin), per meglio approfondire le differenze esecutive tra questo strumento ed il pianoforte.

Il Cd di Glenn Gould con il Primo Libro del “Clavicembalo ben temperato”Luca Ciammarughi ha anche approfondito diversi  aspetti dell’interpretazione al pianoforte, utilizzando i vari ascolti e le diverse esecuzioni per affontare discorsi anche complessi e da sempre molto dibattuti, come ad esempio quello dell’uso del pedale di risonanza.

La trasmissione, davvero entusiasmante, ha ricevuto molti complimenti dai nostri numerosi fans. Ve la riproponiamo in podcast, in attesa di mandarne in onda altre simili, come ci è stato entusiasticamente richiesto.

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Set 112009
 

Oggi è l’11 settembre. L’anniversario di una orribile strage. Ho ritrovato una mia poesia, scritta circa sei mesi dopo quel tragico 11 settembre 2001, pensando a questi terribili avvenimenti, poco dopo l’invasione dell’Afganistan (“il paese che ha proibito la musica…”).

Ve la dedico.

Per non dimenticare, per continuare a sperare nella pace.

Venti di guerra, suoni di pace

bimbo iracheno

Immoto
il mondo girava
addobbato di merci
senza troppe domande
senza troppi perché
avvolto nell’ignoranza
– si sa, ma è meglio non sapere –
non vedere i nuovi olocausti
si chiamino
AIDS e bambini africani
sterminio per fame
o embargo in Iraq
si chiamino
fondamentalismo islamico
o globalizzazione.

Ignaro
il mondo girava
sfavillante di luci
e calore.
Qualcuno cercava
di capire
o protestare
magari nel modo sbagliato
e morendo nel modo sbagliato
ma tutto
continuava a correre
ingiusto
veloce
disuguale.

l'attentato alle due torri: 11 settembre 2001

E poi
una bella mattina di settembre
un perfetto
felice
cielo blu
da cartolina
si tinge di fuoco
ed il mondo si ammanta
del fumo nero
della distruzione annunciata
risvegliato di colpo
nel suo cieco avanzare
precipitato in un incubo
in cui tutti sono uguali
nella morte
e nella fuga
– né bianchi, né neri –

l'esodo tutti uguali: 11 settembre 2001

macerie raggelate
pensieri spezzati
bandiere ferite

le bandiere ferite: 11 settembre 2001

illusioni incenerite
nel fuoco dell’odio
l’implacabile odio
degli uomini vinti.

Ora l’orgoglio ferito
soffia sui venti di guerra
la parola è alle bombe
sul paese
che ha proibito la musica.
La morte
ha gli occhi della vendetta
– occhio per occhio –
e il mondo diventa cieco.

Le bombe piovono
sul deserto
sulla fame
delle donne velate
dei bimbi senza infanzia
e senza futuro
mentre la parola “pace”
svapora nell’incendio
di un mondo cieco
prima ancora che muto.

Afganistan: bimbe e soldato

Il mondo impazzito
gira
sempre più ignaro
perduta ogni ragione
– nessuno lo può fermare –
solo irragionevole amore
intrecciato con la parola
dolore
ma vivo
combattente
consapevole
amore umano.

Rompiamo il silenzio della ragione
con la pazzia
dell’amore del bello
detta arte
col frastuono delle parole
d’amore
e l’irrompere della musica
di Bach
– la prova certa dell’esistenza di Dio.

Che Dio stesso
risvegliato da Bach
e dalle nostre
irragionevoli preghiere
unite
bianche nere gialle rosse
Dio stesso
che si chiami
Javeh
Allah
o compassione di Buddha
o umana pietà nel nome di Cristo
o musica
ci salvi
toccandoci il cuore
con le sue dita di note
parlando a tutti
la stessa lingua umana
fatta di carne e dolore.

Sogniamo tutti insieme
un lucido sogno di pace
immaginiamo un mondo diverso
reimpariamo ad amare
a capire
a perdonare
aiutando le umane mani
che si tendono pietose
incuranti di bombe
e fatica
fermiano la follia
perché esista ancora
un mondo da vivere.

bimbo afgano

Ines Angelino

marzo 2002

Giu 112009
 

L'ultima sonata di Franz Schubert

L’ultima Sonata

viaggio al centro della vita e della musica di Franz Peter Schubert

Annunciamo con piacere che ClassicaViva ha prodotto un nuovo spettacolo teatrale, davvero innovativo e piacevole (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!).

Si tratta di “L’Ultima sonata”, opera teatrale originale, ideata e scritta da Ines Angelino, Fondatore e Direttore di ClassicaViva, e dal pianista e musicologo Luca Ciammarughi.

Lo spettacolo debutterà, in prima assoluta, a Milano,

 il 12 giugno 2009, alle
ore 21,

presso il Teatro SpazioTeatro 89,

in Via Fratelli Zoia, 89

http://www.spazioteatro89.org/program.asp?idEvent=364

biglietti in vendita presso il Teatro

al prezzo eccezionale di € 3

è consigliabile prenotare, telefonando al 348 22 50241
Ecco un video promozionale per l’evento, in cui è possibile ascoltare una parte del primo tempo de “L’ultima Sonata” di Franz Schubert, nell’interpretazione del pianista Luca Ciammarughi
L’ultima Sonata

Viaggio al centro della vita e delle opere di Franz Schubert

L'Ultima Sonata, una pièce di Ines Angelino e Luca Ciammarughi

Personaggi e interpreti:

Franz Schubert: Luca Ciammarughi

Therese Grob: Silvia Spruzzola

Karoline Esztherházy: Monika Lukács

 Johann Michael Vogl: Mirko Guadagnini

Franz Von Schober: Stefano Ligoratti

Regia e commento iconografico:
Ines Angelino

L'ultima Sonata di Fraz Schubert

Il pianista Luca Ciammarughi interpreta Franz Schubert il tenore Mirko Guadagnini interpreta Johanno Michael Vogl il soprano Silvia Spruzzola
il soprano Monika Lukács intepreta Karoline Eszterházy Il pianista Stefano Ligoratti interpreta Franz Schober

Lo spettacolo nasce da un’idea di Ines Angelino, immediatamente condivisa con slancio dal pianista Luca Ciammarughi,
raffinato e profondo interprete schubertiano.

E’ un appassionato omaggio a Franz Schubert, che viene, per la prima volta, rievocato in una messa in scena per il palcoscenico, in alcuni passaggi della sua vita, e fatto rivivere nelle sue vicende biografiche e nella sua musica, che viene interpretata, dal vivo, dal protagonista, (il pianista Luca Ciammarughi), e dagli altri personaggi, che cantano e suonano per noi alcuni dei suoi più noti
Lieder.

La vicenda viene rappresentata come davvero dovette svolgersi: dal primo amore con il soprano Therese Grob, al rapporto con il suo grande amico Franz Von Schober, alle prime schubertiadi, che vengono riprodotte in scena, con iLieder di Johann Michael Vogl, alle lezioni di musica alla Contessina Karoline Eszterházy, altro grande amore infelice di Schubert, fino ad arrivare alla fine, con il famoso concerto del 1828,  la composizione delle ultime opere (tra cui l’ultima sonata, la D 960, che dà il titolo alla pièce)… fino al tragico epilogo finale.

Questo lavoro è frutto di un lungo, accurato e quasi maniacale studio filologico sulla vita e sulle opere di Schubert, che tende a rappresentare tutto con la massima fedeltà storica possibile, ma anche con profonda e meditata aderenza psicologica all’anima di questo grandissimo compositore, senza fermarsi all’agiografia o alle tesi preconcette (come quella, oggi molto di moda, della sua presunta omosessualità). Ma è anche un lavoro che vuole avvicinare il grande pubblico, i giovani, gli studenti, alla figura di Schubert, e quindi fare opera divulgativa.

Da qui, la scelta di presentare, tra i tanti capolavori pianistici e liederistici che si ascolteranno, anche brani musicali molto noti, come l’“Ave Maria”, o la Sinfonia “Incompiuta”.

Su tutto, domina il fascino della musica dal vivo, di bravissimi musicisti che diventano anche attori, di uno spettacolo che non è un concerto, ma una vera e propria rivisitazione musicale e musicologica, con l’incanto che solo una messinscena teatrale può dare.

Dal nostro network di appassionati melomani, lo dedichiamo con umile e incontenibile entusiasmo alla memoria del grandissimo Schubert, e a tutti gli amanti della musica.

*************

ClassicaViva offre questo spettacolo “chiavi in mano”, come propria consuetudine, ad un costo davvero assolutamente accessibile a qualunque Teatro o Comune, anche piccolo.

Esigenze tecniche:

– Spazio nudo praticabile (meglio se vero e proprio palcoscenico con sipario)
– 1 Pianoforte a mezza coda
– Normale impianto audio e luci
– Fondale bianco per la proiezione delle diapositive che fanno da scenografia

 L'Ultima Sonata di Franz Schubert  

Classicaviva

 

Mar 252009
 

L'ultima sonata di Franz SchubertAnnunciamo con piacere che ClassicaViva ha prodotto un nuovo spettacolo teatrale, davvero innovativo ed originale (contattateci se siete interessati a mandarlo in scena nella vostra regione!).

Si tratta di L’Ultima sonata”, opera teatrale originale, ideata e scritta da Ines Angelino, con la collaborazione e la consulenza musicale e musicologica di Luca Ciammarughi.

L’ultima Sonata

Viaggio al centro della vita e delle opere di Franz Schubert

L'Ultima Sonata, una pièce di Ines Angelino e Luca Ciammarughi

L'ultima sonata di Franz Schubert

Personaggi e interpreti:

Franz Schubert: Luca Ciammarughi
Therese Gross, Karoline Estherazy: Monika Lucacs
Johann Michael Vogl: Mirko Guadagnini
Franz Schober: Stefano Ligoratti
Regia e commento iconografico: Ines Angelino

Il pianista Luca Ciammarughi interpreta Franz Schubert il soprano Monika Lukacs intepreta Karoline Estherazy il tenore Mirko Guadagnini interpreta Johanno Michael Vogl Il pianista Stefano Ligoratti interpreta Franz Schober

Lo spettacolo nasce da un’idea di Ines Angelino, il fondatore di ClassicaViva.

E’ un appassionato omaggio a Franz Schubert, che viene, per la prima volta, rievocato in una messa in scena per il palcoscenico, in alcuni passaggi della sua vita, e fatto rivivere nelle sue vicende biografiche e nella sua musica, che viene interpretata, dal vivo, dal protagonista, che è un noto pianista schubertiano, e dagli altri personaggi, che cantano per noi alcuni dei suoi più noti lieder.

La vicenda viene rappresentata come davvero dovette svolgersi: dal primo amore con la soprano Therese Gross, alle prime schubertiadi, che vengono riprodotte in scena, con i lieder di Johann Michael Vogl, alle lezioni di musica alla Contessina Karoline Estherazy, altro grande amore infelice di Schubert, fino ad arrivare alla fine, con il famoso concerto del 1828, le ultime opere (tra cui l’ultima sonata, la D 960, che dà il titolo alla pièce)… fino al tragico epilogo finale.

Questo lavoro è frutto di un lungo, accurato e quasi maniacale studio filologico sulla vita e sulle opere di Schubert, che tende a rappresentare tutto con la massima fedeltà storica possibile, ma anche con profonda e meditata aderenza psicologica all’anima di questo grandissimo compositore, senza fermarsi all’agiografia o alle tesi preconcette (come quella, oggi molto di moda, della sua presunta omosessualità). Ma è anche un lavoro che vuole avvicinare il grande pubblico, i giovani, gli studenti, alla figura di Schubert, e quindi fare opera divulgativa. Da qui, la scelta di presentare, tra i tanti capolavori che si ascolteranno, anche brani musicali molto noti, come l’“Ave Maria”,   o la Sinfonia “Incompiuta”.

Su tutto, domina il fascino della musica dal vivo, di musicisti che sono anche attori, di uno spettacolo che non è un concerto, ma una vera e propria rivisitazione musicale e musicologica, con l’incanto che solo una messinscena teatrale può dare. Dal nostro network di appassionati melomani, lo dedichiamo con umile e appassionato entusiasmo alla memoria del grandissimo Schubert, e a tutti gli amanti della musica.

ClassicaViva offre questo spettacolo “chiavi in mano”, come propria consuetudine, dal proprio catalogo online, ad un costo davvero incredibilmente accessibile a qualunque Teatro o Comune, anche piccolo.

Esigenze tecniche:

– Spazio nudo praticabile (meglio se vero e proprio palcoscenico con sipario)
– 1 Pianoforte a mezza coda
– Normale impianto audio e luci
– Fondale bianco per la proiezione delle diapositive che fanno da scenografia

Feb 202009
 

ClassicaVivaCari amici del blog,

avrete sicuramente notato la mia misteriosa scomparsa… da quasi due mesi! Inaudito, e per di più, senza spiegazioni. Imperdonabile, lo so. Bene, eccomi tuttavia ricomparire e riprendere le pubblicazioni sul blog, spero, d’ora in poi, con la precedente consueta quotidianità.

Ho finalmente trovato il coraggio di rompere il silenzio, di chiedervi scusa per la mia assenza e di ricominciare.

Cosa mi è accaduto, dunque? Beh… crisi di stanchezza. Overworking. Troppe cose da fare, cui stare dietro. Rottura dell’hard disk del mio computer di produzione (ma non avevi il back up….?) Certo che ce l’avevo, ma avete idea di cosa voglia dire ripristinare un sistema complesso come il mio? Di quante centinaia di programmi da reinstallare, password da ritrovare, configurazioni, siti da riattivare stiamo parlando? Per non parlare di almeno 250 GB di dati (musica esclusa…) Lasciamo stare… Ho atteso per un mese un miracolo informatico che non si è poi verificato, ossia la rinascita del mio hard disk per mezzo di un trapianto di testine, da un hard disk identico, che ho dovuto ordinare addirittura negli Stati Uniti… ma, quando finalmente è arrivato, purtroppo si è rivelato un tentativo inutile. Così, pazienza, al lavoro, ripristino manuale di tutto il sistema… e morale nei tacchi.

Sì, è vero, avevo perso il coraggio, la spinta.  La sensazione era quella di lottare contro i mulini a vento, di scalare una montagna impervia dopo l’altra per ritrovarne sempre, ogni volta, un’altra davanti, ancora più alta, da scalare.

Da qui, un fermo, uno stop. Un ripensare, ripensarmi, per poter ripartire. Poi mi sono detta che non si ha il diritto di fermarsi e di arrendersi, mai. Il post precedente, sul Presidente Obama, parlava proprio di questo. Se credi davvero in qualcosa, anche se sembra impossibile, devi continuare a crederci, lottare per questo, sempre e comunque. Se non si era arreso lui, con tutti gli handicap di partenza che ha dovuto superare, perché mi arrendevo io?

Così ho attinto al pozzo del coraggio e ho ritrovato la forza di andare avanti, il gusto, l’aroma e il piacere del mio lavoro, il coraggio di scusarmi con voi per il mio lungo silenzio e di riprendere le pubblicazioni sul blog. So che mi capirete, e, spero, perdonerete. Nel frattempo, sono stati i lettori ad animare (eccome!) il blog, con bellissimi interventi. Giusto e bello, questo spazio è soprattutto vostro, è per voi che scrivo. Grazie. Davvero, grazie a tutti voi per la pazienza e per la collaborazione, l’intelligenza e la voglia di comunicare che avete espresso.

Quindi è per voi che continuo… ben ritrovati, cari lettori. Coraggio a tutti noi, e buona musica a tutti…

Ines

Ott 222008
 

Dario Fo a Milano al convegno contro i tagli al FUS - foto Ines AngelinoGran bel pomeriggio, ieri a Milano, al Teatro Dal Verme. Riunione affollata, con molti esponenti del mondo della cultura e della musica, oltre a dirigenti sindacali della CGIL milanese, seguita da un bel concerto con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, diretta dal Maestro Antonello Manacorda, e da molti altri straordinari artisti.

Come annunciato, è intervenuto anche il premo Nobel Dario Fo, che ha tenuto un bellissimo discorso sulla cultura, da par suo veramente. Un pezzo di storia del teatro (e di storia italiana) narrato da uno dei più grandi protagonisti… ascoltatelo nel podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 21 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi.

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Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16. Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio.

Stavolta ho indossato il cappello del cronista e mi sono dedicata esclusivamente al reportage dell’evento del Dal Verme. Ma abbiamo ugualmente mandato in onda splendida musica. La trasmissione si è aperta con le note dichiarazioni del Ministro Renato Brunetta sui tagli alla cultura (parlando sabato 11 ottobre al convegno di Ravello Lab, ha accusato le Fondazioni liriche di essere “centri di spesa clientelari, inefficienti e costosi”, ha chiesto “trasparenza” nei costi e si è detto favorevole a “chiudere il Fus” (leggi tutto a questo link: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=86953). (Ricordiamo che il FUS è Il Fondo unico per lo Spettacolo, ossia lo strumento finanziario con cui lo Stato sostiene le attività del settore cinematografico e dello spettacolo dal 1985. La gestione del Fondo consente di aiutare economicamente enti, istituzioni, associazioni, organismi ed imprese che lavorano nei settori delle attività cinematografiche, musicali, di danza, teatrali, circensi e dello spettacolo viaggiante. Inoltre, promuove e sostiene le manifestazioni e le iniziative di rilevanza nazionale che si svolgono in Italia o all’estero.)

E’ stata una trasmissione lunga e articolata. Ecco un breve riassunto:

  • Dichiarazioni Ministro Brunetta sui tagli al FUS e agli Enti lirici.
  • Liebestod con Birgit Nillson diretta da George Solti.
  • Dichiarazioni di Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano: “l’unica strategia per vincere la paura che  sta attraversando l’Occidente è investire nella cultura”, citando Giulio Tremonti in persona…
  • La registrazione dal vivo dell’appassionato intervento di Dario Fo in difesa della cultura e del teatro.
  • Il primo e il terzo tempo de l’“Eroica” di Beethoven , Sinfonia n. 3, Op. 55 in mi b maggiore, sempre con la direzione di Sir Georg Solti.
  • Le dichiarazioni del Maestro Alberto Veronesi, appena rientrato da Berlino.
  • Le dichiarazioni di Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio di Torino e Presidente dell’Anfols: (Associazione Nazionale delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche): “non lamentiamoci se i nostri giovani vogliono andare a vivere all’estero. La qualità della vita è sì legata ai servizi, ma anche alla cultura”. 
  • Una storica registrazione “live” della Traviata di Verdi andata in scena nel 1955 con la regia di Luchino Visconti, Maria Callas e Giuseppe di Stefano, e la direzione di Carlo Maria Giulini.
  • Per finire, il primo movimento dello String Quartet in d major di César Franck, eseguito dal Dante Quartet

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Ott 162008
 

IL Trio MatisseEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica martedì 14 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.    [display_podcast]

Trasmissione molto densa e ricca di argomenti: ecco subito un piccolo riassunto:

  • E’ cambiato il pubblico della musica classica? la pubblicità e il nuovo “consumo” di classica;
  • Il Trio n. 1, Op. 63,  di Robert Schumann, nell’interpretazione, registrata negli studi di ClassicaViva,  del Trio Matisse;
  • Come chiamare oggi la musica “classica”? Discussione sui nuovi aggettivi proposti da Quirino Principe, Maurizio Pollini…
  • Un Cd del soprano Cristina Zavalloni con il pianista Andrea Rebaudengo, con canzoni di De Falla e rivisitazioni dei Beatles di Luis Andrissen

Abbiamo aperto la trasmissione commentando un fatto importante: il nuovo pubblico che frequenta i concerti. Ho preso spunto dall’evento musicale del Conservatorio di Milano, quando, sabato 11 ottobre, il Maestro Daniele Gatti che dirigeva gli allievi del Conservatorio ha attirato migliaia di persone verso la Sala Verdi, con code di almeno un chilometro, durate un paio d’ore…  Ebbene, il famoso Maestro, il “programmone”, con le due sinfonie di Beethoven e probabilmente anche il fatto che il concerto fosse gratuito hanno attirato un pubblico come non se ne vedeva più da anni. Mi sono quindi chiesta se questo non voglia indicare una inversione di tendenza: che il pubblico, stufo di TV e di insulsi programmi di consumo, stia finalmente tornando al piacere di assistere ai concerti dal vivo? Perché, stavolta, oltre ai soliti appassionati habitués dai capelli bianchi, c’erano anche tanti giovani. Che la musica classica stia tornando di moda? Come testimoniano anche gli ultimi jingle pubblicitari, dal Mozart della “Regina della notte” – con tutto che probabilmente Amadé si è un poco rivoltato nella tomba, visto il prodotto pubblicizzato (ma no, dopo tutto era un bon vivant…) – agli spot sulle automobili…

Abbiamo poi mandato in onda il Trio n. 1 Op. 63 in re minore di Robert Schumann,  nell’interpretazione del Trio Matisse, appena pubblicato sul catalogo di ClassicaViva (trovate qui le tracce originali: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=schumann+trio&x=0&y)

Formatosi alla Scuola di musica di Fiesole, il Trio Matisse, composto dal violinista Paolo Ghidoni, dal violoncellista Piero Bosna e dalla pianista Emanuela Piemonti, si è avvalso del prezioso insegnamento del Trio di Trieste e di maestri come Norbert Brainin, Valentin Berlinskij e György Kurtag. L’interpretazione del Trio di Schumann è davvero splendida, ed è riuscita a far risaltare particolarmente  bene il clima Sturm und Drang di quest’opera tipicamente romantica.

Oltre ad ascoltare il Trio,  abbiamo anche parlato delle nuove definizioni da applicare alla musica classica, prendendo spunto da un recente intervento del musicologo Quirino Principe su RAI 3 (alla trasmissione “la spina nel fianco”). Abbiamo anche lanciato una specie di referendum tra gli ascoltatori: come chiamare la musica che finora viene comunemente definita, con termine ormai improprio “classica”.

Quirino Principe ha proposto la nuova definizione “musica forte”, da contrapporre alla musica evidentemente “debole”, ossia la cosiddetta “leggera”, ma ci sono anche altre definizioni possibili, ossia “musica d’arte” (da Pollini), musica “colta”, “grande musica”, eccetera. Che ne pensate? Scriveteci! La semantica non sarà un argomento molto “popolare”, ma indubbiamente si tratta di un argomento importante. Ne parliamo insieme? Ascoltate il podcast e intervenite!

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