Ago 122011
 


Nell’ambito della manifestazione fieristica “Cremona Pianoforte”, in programma alla Fiera di Cremona dal 30 settembre al 2 ottobre 2011, unica Manifestazione al mondo dedicata esclusivamente al Piano tra gli altri eventi in programma, è previsto il seminario dl titolo: “IL PIANOFORTE NEL FUTURO”.

Nata dalla collaborazione con AIARP, ha suscitato forte interesse nel settore anche grazie ad un programma eventi originale e del tutto nuovo che offrirà non solo concerti con i migliori pianisti nazionali e internazionali ma anche e soprattutto di dibattiti, seminari riguardanti le tematiche più appassionanti del settore.

Al Seminario parteciperanno i relatori:
Giordano Montecchi  critico musicale, docente di Storia ed estetica musicale presso il Conservatorio di Parma Giampaolo Minardi  docente di Storia della musica presso l’Università di Parma Pier Calderan
critico musicale e musicista, esperto di tecniche di registrazione, software, computer music e informatica musicale  Giovanni Iannantuoni  Yamaha Music Europe GmbH, Manager Sales Piano e sarà moderato da  Franco Fabbri (musicista e musicologo, docente presso il Dams di Torino)

“Quali novità riserva il futuro della tastiera?” Moderna tecnologia e antica passione per uno strumento che si avvia verso nuove performance. Musicisti, tecnici, distributori anticiperanno gli scenari futuri in un confronto a tutto campo sui temi che coinvolgono il settore: rapporto tra piano acustico e digitale, le nuove prospettive compositive, tecnologie e informatica musicale, lo stato dell’arte di hardware e software, computer music e piano digitale e nuovo ruolo del web.

Durante la Manifestazione fieristica, inoltre, sarà possibile godere della musica di  Paolo Damiani,  l’Orchestre des Folies Francoises, Amalia Salvestrini, Ettore Borri, Sofia Gelsomini, Yusuke Hayashi, Pier Calderan, Mikahil Nodelman, la Futurorchestra, Oleg Marshev, Giovanni Allevi, Ilya Grubert, Marco Rogliano, Andrea Dindo, la Filarmonica Toscanini.

Il programma completo è disponibile a questo link.

Dic 242008
 

Il Maestro Uto UghiCari amici, scusate se turbo un poco l’atmosfera natalizia piena di amicizia e di amorevoli dichiarazioni di intenti. Ma proprio oggi, sul quotidiano “La stampa” è stata pubblicata una intervista al Maestro Uto Ughi, che è stato particolarmente duro nei confronti del “fenomeno Allevi“, dopo avere ascoltato il concerto da tenuto da questo pianista-compositore nell’Aula del Senato lo scorso 21 dicembre, nel corso del quale ha eseguito proprie musiche, suonando e dirigendo anche un’orchestra sinfonica.

Si parla molto di Giovanni Allevi tra i musicisti. C’è chi è pro, chi è contro, chi lo osanna e chi lo detesta.  Di sicuro questo pianista arrivato al grande successo alla soglia dei quarant’anni non lascia indifferenti.

Ma, a cantarle così chiare e secche, finora, non si era azzardato ancora nessuno, nell’ambiente della Classica.
Ecco, ci ha pensato ora il grande violinista Uto Ughi, che, come è noto, non ha peli sulla lingua e dice sempre quello che pensa.

il Maestro Giovanni AlleviIn questo caso se la prende soprattutto con il sopravvalutato fenomeno mediatico, con la moda che porta molti a osannare Allevi, forse per timore di cantar fuori dal coro e di non essere in scia con la moda del momento. Perché proprio e soprattutto di moda si tratta, dopo tutto.

Ma leggiamo direttamente qualche frase ripresa dall’articolo di Sandro Cappelletto su “La Stampa”, che potete trovare a questo link. Sono giudizi davvero molto duri, che riportiamo per dovere di cronaca, ma che indubbiamente in alcuni aspetti, i più eclatanti, sono sicuramente condivisibili. Soprattutto quando Ughi parla della frase di Allevi «La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l’Islam sta avendo sulla civiltà occidentale?». Ecco, davvero, che nessuno si beva queste sciocchezze, per carità. Comunque, commentate, cari lettori. Parliamone. Con equilibrio e calma, ma parliamone. Non fa certo male alla musica approfondire questi discorsi. Siete d’accordo con Ughi?

«Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista.»

Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato – «fino alla fine, incredulo» – dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».

Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole? «Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è “anche” un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».Continua a leggere…

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