Apr 112011
 

È l’Italia dei proclami e dei nastri da tagliare. L’Italia in cui le ministre, se hanno qualcosa da dire, girano un filmato e lo postano su youtube. L’Italia delle prime pietre e delle promesse di miracoli e avvenire. L’importante è che le cose sembrino, e che non si dica mai a voce troppo alta che invece non sono.  Succede così che quel che appare durante una banale ricerca su google, con chiave “licei musicali” dia per risultato: importante novità, il liceo che si fa in sei. Era marzo di appena un anno fa.

Ora la realtà è un’altra, per esempio quella di Modena – patria di Pavarotti – città che della musica ha fatto tradizione, che, dopo aver ottenuto il risultato di avere un congruo numero di nuovi iscritti, i quali, come prevede la legge, per accedere al corso di studi hanno superato un esame preliminare, a settembre non avranno la scuola, perché il liceo “che si fa in sei”, invero, non ci sarà.

Il Liceo musicale di Modena, già istituto magistrale nel quale studiarono Pavarotti e Guccini, sottostando alle regole imposte dalla “riforma” ultima attuata, chiuderà prima ancora di aprire, perché come prevede la legge, potranno esserci in Emilia, soltanto due istituti simili, a Reggio Emilia e Forlì, per cui i nuovi aspiranti artisti modenesi dovranno scegliere o l’uno o l’altro, sempre che, come dice la legge, le scuole designate abbiano i requisiti. E la cosa buffa, di quest’Italia beffarda, è che nemmeno si sa, se quelle sedi i requisiti li avranno davvero. I genitori dei ragazzi modenesi ricorreranno al TAR.

A qualche mese dall’avvento del nuovo corso per la cultura italiana, Modena non è però il solo caso. C’è anche il Piemonte, che chiuderà lo stesso Liceo di Torino, privilegiandone uno – ancora da approntare – a Novara, che, guarda caso, è patria del governatore. Che importa se a Torino il Liceo già esisteva e funzionava?

Molto altro si potrebbe dire dei fantomatici licei musicali e coreutici, che solo per proclama avevano l’obiettivo di formare i giovani alle arti e alla cultura, alla musica come alla danza. Per esempio i criteri con i quali si sarebbe dovuto scegliere il corpo docente, non proprio accurati come quelli utilizzati nelle accademie di danza della vecchia Russia, nelle quali i grandi ballerini, tolte le scarpette, tramandavano la loro bravura e la loro esperienza alle nuove generazioni. Ma forse – non è ancora dato sapersi – prendendo a modello l’unica accademia italiana degna di nota: quella di Maria De Filippi, che non produce certo i Pavarotti, ma prodotti da televisione, capaci di far gola persino a un Ente Lirico che voglia rimpinguare le proprie casse vuote…

Apr 192009
 

Un celebre scatto di Ugo Mulas che riprende Lucio FontanaRiprendiamo e ripubblichiamo qui uno splendido articolo recentemente uscito sulla rivista on-line “Micromega”. L’ha scritto Gaia Benzi, una studentessa di Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma. Fa parte di una serie di suoi articoli denominati “una goccia nell’onda”, un vero e proprio diario del movimento.

Un articolo magnifico, estremamente lucido e significativo. Si riferisce, nello specifico, alle Accademie di Belle Arti, ma, come sapete, tutto quanto vi si afferma riguarda l’intero conparto AFAM (Alta Formazione MUsicale e Artistica), e quindi anche i Conservatori di Musica. (I neretti nell’articolo sono nostri.)

Vi invitiamo a leggere altre testimonianze di Gaia Benzi sul sito di Micromega, a questo link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/category/UNA-GOCCIA-NELLONDA-di-Gaia-Benzi/

[Errata corrige: L’Accademia di Belle Arti di Roma, contrariamente a quanto scritto, non impone agli studenti tasse oltre il 20% dello F.F.O.]

“Quando, insieme agli altri, ho provato ad affrontare il problema dello stato dell’istruzione artistica in Italia, mi sono trovata davanti uno scenario a dir poco disastroso, oltre che intricato fino all’inverosimile: caterve di codicilli e circolari, leggi e decreti legge mai promulgati, ricorsi al Tar e sentenze del Consiglio di Stato hanno sommerso la mia scrivania, inghiottendo così la mia buona lena.

Ciononostante, ho provato a tracciare un quadro generale dellasituazione, concentrandomi in particolare sulle Accademie di Belle Arti e tralasciando, per mancanza di tempo, gli altri istituti artistici. Nessuna pretesa, dunque, di esaurire in queste righe l’argomento trattato; ma nemmeno la rinuncia a fornire quei pochi riferimenti che, se correttamente interpretati, possono comunque dare un’idea del grave danno alla cultura italiana che si sta perpetrando nell’indifferenza generale. Tutto inizia nel lontano 1999 quando, già riformata l’università secondo i dettami del processo di Bologna, il governo D’Alema decide di equiparare ad essa gli istituti A.F.A.M. – Alta Formazione Artistica e Musicale -, introducendo anche in questi i due livelli formativi che siamo abituati a conoscere come triennale e specialistica. La legge 508/99 determina, così, l’equipollenza fra titoli di studio universitari e accademici, e l’effettiva uguaglianza di Accademie e Conservatori alle altre istituzioni di formazione superiore. La definizione dei termini entro i quali tale uguaglianza e tale equipollenza si sarebbe strutturata è infine delegata ad ulteriori decreti attuativi del Ministero dell’Istruzione – interpellati il C.N.A.M. (Consiglio Nazionale di alta formazione Artistica e Musicale) e la VII Commissione della Camera (Commissione Cultura).

Sembrerebbe una legge giusta, volta finalmente a riconoscere alle competenze artistiche quel valore, in primo luogo culturale, che sempre era stato loro negato – ridotte, com’erano, a sapere di serie B. Sembrerebbe; probabilmente lo era. Peccato, però, che i decreti attuativi di cui sopra non siano più stati emanati.
Esatto: se ne sono letteralmente dimenticati. Da D’Alema in poi, tutti i governi si sono scordati di scrivere quei fondamentali decreti senza i quali le Accademie non possono né restare nella logica del vecchio ordinamento, né avviare quello nuovo senza trovarsi in una situazione di parziale illegalità.

Ed è così che, da ormai dieci anni, le Accademie riformate sopravvivono immerse in un desolante deserto normativo, vittime e a volte complici della più totale anarchia legislativa.
Le uniche cose che sono state sancite – grazie a due decreti attuativi del Presidente della Repubblica, uno del 2002, uno del 2005 – sono l’autonomia amministrativa e regolamentare, e i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi. Ma, a parte questo, è il nulla. Nemmeno la durata dei due livelli formativi è stata specificata.
Si è dunque dato il via ai corsi delle triennali e delle specialistiche – la prima è stata l’Accademia di Brera -, ma senza aver definito né i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica dei docenti e delle istituzioni – che quei corsi dovevano tenere e ospitare; né i requisiti di idoneità delle sedi – dove quei corsi si dovevano svolgere; né le procedure e le modalità per la programmazione dell’offerta didattica – che quei corsi include; né i criteri di valutazione delle attività degli istituti A.F.A.M. – che a quei corsi hanno dato il via; né le modalità di convenzionamento con altre istituzioni – dalle scuole alle università, ai privati; né le procedure per il reclutamento del personale, incluso quello tecnico-amministrativo. Ma, soprattutto, senza che i diplomi triennali e specialistici fossero equiparati di fatto ad un diploma di laurea: questo perché la 508 decreta sì l’equipollenza fra diplomi accademici e lauree, ma non specifica a quale laurea in particolare essi siano equipollenti. E senza questa specifica, quei diplomi restano a tutt’oggi carta straccia.

Così, quando un laureato alla specialistica sperimentale – condotta secondo i non-criteri di cui sopra – di una qualunque delle Accademie di Belle Arti italiane prova a partecipare ad un concorso pubblico, convinto che la 508 gli dia in questo senso piena legittimità, vede sistematicamente respinta la sua domanda; e in questo modo, poco gradevole, scopre che il pezzo di carta tanto sudato non vale nulla.

Ciò avviene perché le uniche lauree ancora valide sul piano legale sono quelle del vecchio ordinamento, la cosiddetta quadriennale. Ma – e qui la disattenzione ministeriale si intreccia indissolubilmente con la mala gestione dei dirigenti locali – le iscrizioni alla quadriennale, pur essendo assolutamente legittime, vengono spesso osteggiate dalle istituzioni accademiche, che invece spingono gli studenti verso i corsi di laurea “riformati”, celando prudentemente la condizione d’illegalità e precarietà normativa degli stessi. Questa colpevole omissione non fa che aumentare l’ingiustizia subita dagli allievi. Come si dice in gergo: oltre al danno, anche la beffa.

Alle carenze normative va poi aggiunta la grave situazione economica delle Accademie, che sono molto spesso sull’orlo del collasso. L’Accademia di Belle Arti di Roma, ad esempio, come anche quella di Brera a Milano, sforano di gran lunga il tetto massimo imponibile alle tasse universitarie – che è del 20% rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario -, arrivando chiedere contributi agli studenti fino al 70% del bilancio totale. Tali contributi si sono resi necessari per avviare l’opera di riforma mai completata che ho sopra descritto. Anche qui, siamo in una situazione di pura illegalità. Se gli studenti volessero impugnare armi legali per opporsi a questa situazione, le Accademie in questione sarebbero costrette a dichiarare il fallimento.

Leggi inesistenti, fondi miseri, ambiguità nella gestione. Cos’altro manca? Eppure questa è solo la punta di un iceberg che si estende per chilometri e chilometri in tutta la penisola. Ogni Accademia, infatti, ha la sua storia di ricorsi al Tar e di battaglie in tribunale condotte molto spesso da ex-studenti, esasperati dalle follie dei loro Direttori, dei Consigli Accademici o d’Amministrazione.
Può capitare, infatti, di iscriversi al quadriennio e scoprire, a ridosso degli esami, che tale iscrizione non risulta affatto; oppure seguire un corso e non poter dare l’esame, perché l’esame non c’è – letteralmente: non esiste, non è previsto in calendario. Può capitare di iniziare a Febbraio un corso previsto per Novembre; può accadere che il calendario delle lezioni resti provvisorio per oltre tre mesi, con inversioni di rotta e stravolgimenti totali ogni due settimane. Può succedere di arrivare a lezione e scoprire che non ci sono né sedie, né tavoli, né cavalletti, né tele né colori né pennelli né tantomeno modelli da copiare. Può succedere di scoprire – come a Brera – che ai calchi in gesso in dotazione all’Accademia manchino dei pezzi, che il giorno prima magari c’erano: qualcuno se li è portati via. Del materiale ordinato può non arrivare, senza che nessuno alzi la voce o protesti; oppure può arrivare, essere consegnato, ricevuto e controfirmato e poi sparire, così, senza motivo. Possono verificarsi furti di costose apparecchiature elettroniche e la direzione alzare le spalle. Non ci sono soldi per ristrutturare corridoi, bagni e aule che cadono a pezzi – e con cadono a pezzi intendo proprio balaustre che si staccano e corrimano che restano fra le dita dello sfortunato passante; e quando i soldi ci sono e le strutture vengono rimesse a nuovo, può capitare che la direzione decida di non utilizzarle, impedendo l’accesso agli studenti per poi lasciarle vuote, inutili, morte.

Il Ministero dell’Istruzione può decidere di commissariare un’Accademia come quella di Brera, più volte citata in quest’articolo perché immersa in una gestione non malevola, bensì disastrosa, fallimentare da ogni punto di vista, una vera e propria avanguardia dello sfacelo culturale italiano; e poi affidare il commissariamento allo stesso Direttore – in pensione perché a mandato scaduto – che l’ha ridotta in queste condizioni, sull’orlo della bancarotta con fondi fantasma scomparsi chissà dove e per decisione di chissà chi.

E in tutto questo il Parlamento, il Governo, gli organi d’informazione e l’opinione pubblica posso restare indifferenti, e osservare l’arte morire lentamente di fianco a loro. Persino gli studenti sembrano aver perso le speranze, tale è il disinteresse generale per le sorti delle loro battaglie.

A nessuno importa della formazione artistica in questo paese; a nessuno, da anni. La politica non se ne ricorda nemmeno più: non la cita nelle leggi che emana, limitandosi a ricordare i precedenti interventi normativi, ancora incompleti senza un perché. Solo l’ex-ministro Mussi si era preso la briga di promettere un interesse futuro; ma poi il governo Prodi è caduto, e non se n’è fatto più niente. E la Gelmini? In tutto questo lei taglia, a casaccio, noncurante dell’importanza delle istituzioni che sta andando – con quei tagli – a distruggere definitivamente.

L’arte rappresenta un territorio libero, dove la mente umana può spaziare senza vincoli morali o logici, ragionando per assurdo, accumulando paradossi, sconfinando nel magico e nel mitico senza per questo allontanarsi dal reale; è uno spazio vivo, pieno di risorse, che attraverso l’elaborazione dell’emotività – singola e collettiva – apre la porta a nuove interpretazioni dell’individuo e della società. L’arte, inoltre, serba memoria delle ragioni degli sconfitti, e nel suo particolarissimo modo li include nella grande giostra della Storia, permettendo agli esclusi di ogni tempo e luogo di incontrarsi nelle pagine di un romanzo, nei riflessi di un quadro o nelle note di una sinfonia; e, allo stesso tempo, umanizza il male, rendendolo palese in ciascuno di noi.
Ha suscitato rivoluzioni e sedato rivolte, è stata braccio destro del potere e contro-potere attivo all’interno dei sistemi. Non ha patria e non ha padroni, parla una sola lingua, universale, e la forza dei suoi mezzi ha segnato per secoli il corso degli eventi.
Ma da un punto di vista pratico, molto meno aulico e molto più incisivo, cosa importa ormai allo Stato di quei quattro imbrattatele, di quegli scalpellini e di quel paio di incomprensibili strimpellatori jazz. L’arte è inutile, inefficiente, qualche volta pericolosa; meglio abolirla, chiaramente. Allo scoperto, comunque, non si può: cosa scriverebbero i giornali esteri? Come titolerebbero? “La patria di Michelangelo Buonarroti e Giuseppe Verdi cancella l’istruzione artistica e musicale”? Allo scoperto no, certo che no. Meglio lasciarla morire sola, allora, isolata, abbandonata alla propria incapacità cronica di sbrigliarsi da questa matassa senza alcun bandolo che l’è stata costruita attorno.
Il genio e la creatività italiana: che restino dov’è più comodo a tutti, nei libri di storia. Che il Bel Paese sia sempre più bello – ma solo in cartolina, che custodisca soltanto il peggio del proprio glorioso passato.”

Gaia Benzi

Dic 222008
 

Ecco un video, direttamente dal sito del Governo, con la conferenza stampa del Ministro Maria Stella Gelmini, tenuta il 18 dicembre 2008, contenente le ultlime novità in merito alla Riforma della Scuola (e quindi anche all’istituzione dei Licei musicali). Come è noto e come abbiamo già annunciato in un post precedente, la Riforma partirà dal 2009 per le classi prime elementari, mentre l’avvio della riforma della Scuola superiore è stato rimandato al 2010. Quindi sarà solo a partire da quella data che verranno attivati i tanto attesi Licei musicali e coreutici.

Ascoltate con attenzione il video a partire dal sesto minuto circa. Ecco una trascrizione letterale di parte dell’intervento:

“Per quanto riguarda la scuola secondaria superiore non c’è nessuno stop alla Riforma!” – ha dichiarato il Ministro – ma semplicemente abbiamo avviato questo progetto importante di rivisitazione degli indirizzi scolastici sia per i Licei che per l’istruzione tecnica, e abbiamo deciso di lasciare un anno alle scuole per potersi adeguare a questi nuovi indirizzi. Quindi confermiamo la riforma dei Licei e la riforma dell’istruzione tecnica, ma certo dentro a un quadro che consenta alle scuole di poter conoscere la riforma, di poter attuare gli indirizzi, e anche di farli conoscere alle famiglie, perché la fase delll’orientamento non è meno importante.
E veniamo alle novità. Cosa cambia.
Intanto, per quanto riguarda il sistema dei Licei accanto al Liceo classico, Scientifico, Linguistico, Artistico,  avremo due nuovi licei: il Liceo delle scienze umane, che sostituisce la Scuola Magistrale, e il Liceo musicale o coreutico, perché vogliamo all’interno della scuola valorizzare la grande tradizione musicale del nostro paese, quindi recuperiamo questo nuovo indirizzo che ci consente di completare il corso di studi in questa materia.  Peraltro anche il Liceo linguistico, che oggi esiste solo nella forma di diverse sperimentazioni, verrà messo a regime….”

Tornerò al più presto sull’argomento con un post di commento. Per ora, come tento di fare sempre, vi passo le notizie direttamente dalla fonte. Per ora dico solo che direi che i Licei musicali si faranno davvero. Mi sembra che il Governo abbia preso un impegno ufficiale e non farà marcia indietro. Ho apprezzato la frase “vogliamo all’interno della scuola valorizzare la grande tradizione musicale del nostro paese”. Prendiamola come un bel regalo di Natale alla musica, e speriamo che si vada avanti in questa direzione.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Dic 122008
 

Al via i Licei musicali e coreuticiIl Ministero dell’Istruzione ha reso oggi noto che la riforma delle scuole superiori partirà dall’anno scolastico 2010-2011, con un provvedimento che sarà approvato a breve dal Governo.
“Parte da oggi – dice il comunicato del Ministero guidato da Maria Stella Gelmini – una vera e propria rivoluzione e riorganizzazione della scuola in Italia. La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l’offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni”.
In concreto, dal primo settembre 2010 partirà la riforma del secondo ciclo, inizialmente prevista per il primo settembre 2009, “per dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi. […] I punti principali della riforma sono lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie.”
Notiamo che questo significa anche – finalmente! – l’istituzione dei Licei musicali e coreutici (ossia per i ballerini), previsti dalla Riforma della Legge 508 (1999) e della legge del 28 marzo 2003, n. 53 (meglio conosciuta come “legge Moratti”), ma mai, finora, attivati.

Lo slittamento è stato probabilmente provocato  anche dalla necessità di risolvere alcuni problemini non da poco, ossia: creare classi per le graduatorie di insegnamento specifiche per gli insegnamenti professionalizzanti per questi licei; reperire sedi idonee (con aule appositamente attrezzate per la danza, o per la musica, quindi insonorizzate, e dotate di ottimi pianoforti e altri strumenti), selezionare i docenti, organizzare il tutto…

Nov 012008
 

Halloween...Sdrammatizziamo un po’? Beh, è la notte di Hallowen, e mi sento in vena di scherzetti… anche di dolcetti, se è per questo.buon Halloween...

Mi sono già pappata mezzo barattolo di nutella…

Ci facciamo due risate? Guardatevi ‘sto video con Carolina Guzzanti, dal programma di Serena Dandini su Rai 3 andato in onda ieri sera.

Irresistibile… quasi quasi, Maria Star Gel dei miracoli ci diventa simpatica. Ma cosa l’hanno costretta a fare? (Oltre al miracolo assoluto di avere messo d’accordo in quattro e quattr’otto, per la prima volta nella storia patria, genitori, mamme italiane (!), figli, studenti,  professori, disoccupati, precari, bidelli e docenti universitari, si capisce)

[display_podcast]

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Ott 312008
 

l'assalto di Blocco studentesco ai liceali ben prima dell'arrivo degli universitari e degli scontri che ne sono poi seguitiCari lettori di questo blog, stiamo assistendo ad eventi abbastanza straordinari nel nostro paese, che non possiamo ignorare, visto che riguardano il futuro della scuola italiana.

Ultimo, inquietante episodio: gli scontri del 29 ottobre in Piazza Navona, a Roma. Ammirate i bastoni avvolti nei tricolori, arrivati in piazza, non si sa come, su un apposito misterioso camioncino bianco. Sembra di rivedere scene del passato… i picchiatori-provocatori, evocati ed invocati da parte dell’ex Presidente emerito Francesco Cossiga, sono puntualmente ricomparsi.

L’informazione disponibile in rete è incredibile: dettagliata, abbondantissima, puntuale, praticamente sempre in diretta. Un fenomeno assolutamente nuovo, che sta sicuramente influenzando anche la protesta, che sta dilagando come fuoco, grazie anche al rapidissimo diffondersi delle notizie, con l’efficacia delle riprese video, che smentiscono spesso con clamorosa immediatezza i comunicati ufficiali. Davvero, nell’epoca di Internet, le menzogne si ritorcono come boomerang contro chi le utilizza. E poi, che bello venire a conoscenza di tanti particolari… Sapevate, per esempio, che i musicisti del Teatro Regio di Torino hanno suonato musiche di Verdi e Rossini per gli studenti che passavano davanti al loro Teatro?

Oggi si può vedere, in tempo reale, cosa stia accadendo nel paese: basta una connessione internet veloce. La difficoltà, semmai, consiste nell’orientarsi nella pletora delle informazioni che si trovano in rete. Ho quindi filtrato e scelto per voi alcuni video che presentano i fatti salienti con immediatezza, e forniscono testimonianze dirette. Vi segnalo inoltre il sito de La Repubblica Tv, dal quale provengono tutti questi video. Questo portale si è ormai trasformato in un vero e proprio documentatissimo canale televisivo di notizie, il primo click della giornata per chi vuole rimanere sempre informato.

Sulla grande manifestazione del 30 ottobre, che ha portato in piazza un milione di persone, ecco il link http://tv.repubblica.it/piu-votati/settimana/scuola-un-milione-in-piazza/25765?video, e il video di un lungo reportage in studio con la registrazione della telecronaca effettuata in diretta, corredato da filmati:

Seguono ora altri due video con la viva voce dei protagonisti, e la registrazione degli scontri di Piazza Navona.

[display_podcast]

Ed ecco infine un bel video, sempre da Repubblica TV, con una cronaca puntuale della giornata del 29 ottobre, con la importante testimonianza del giornalista Curzio Maltese, intorno al decimo minuto, che ha assistito personalmente agli scontri di Piazza Navona e ne rende testimonianza:

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Ott 232008
 

La conferenza stampa di Walter Veltroni in risposta a quella di Silvio Berlusconi:

[display_podcast]

Visionate il sito del “Corriere della Sera”, da cui proviene questo video, per i continui aggiornamenti: http://video.corriere.it/?vxChannel=Dall%20Italia

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Ott 232008
 

 Video della conferenza stampa del 22 ottobre 2008 del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in difesa del Ministro Gelmini, direttamente dal sito del Governo:

[display_podcast]

“L’avviso ai naviganti” dalla stessa conferenza stampa: “Manderemo la polizia nelle scuole!”, che potete visionare nel secondo video qui sopra proposto, ha suscitato vivaci reazioni e proteste in tutta Italia. Visionate il sito del “Corriere della Sera”, da cui proviene questo video, per i continui aggiornamenti: http://video.corriere.it/?vxChannel=Dall%20Italia

Nell’articolo successivo pubblichiamo anche un video con la conferenza stampa, immediatamente convocata da Walter Veltroni, in risposta a questa parte dell’intervento di Berlusconi.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Ott 202008
 

Th9KQTRVNGs

Dai, facciamoci almeno quattro belle risate. Con questa travolgente Littizzetto, e il suo appello al Ministro MARIA STAR GEL… Dalla trasmissione di RAI 3 Che tempo che fa di domenica 19 ottobre 2008.
Senza commenti… Tranne che ricordiamo solo, tanto per la cronaca, che la Littizzetto conosce molto bene l’argomento di cui parla… infatti è stata per dieci anni Professoressa nelle Scuole medie. E insegnava… indovinate cosa? Musica! Infatti è diplomata in pianoforte al Conservatorio di Torino (oltre che Laureata in Lettere). Ecco, vedete che i musicisti hanno davvero una marcia in più?

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Ott 182008
 

[display_podcast]

Un corteo di protestaCari amici, in questi giorni nel nostro paese stiamo rivedendo scene che sembrano uscite diritte diritte da un reportage sul ’68 (se non fosse che ora i filmati sono a colori…).

Qui sopra, un video dal sito de “La Repubblica”, che vi invitiamo a visitare per restare sempre aggiornati http://tv.repubblica.it/copertina/universita-dilaga-la-protesta/25267?video (ce ne sono anche molti altri, spesso anche in tempo reale, con una rivoluzionaria tecnologia che trasmette in diretta e in streaming video).

Al Ministro Gelmini, per ora, è riuscito il miracolo di resuscitare il movimento studentesco... Internet è naturalmente in testa alla battaglia per la sopravvivenza delle Università (i Conservatori, per ora, inspiegabilmente tacciono…). Poiché è inutile replicare informazioni già ben strutturate, linkiamo qui un articolo su “La Repubblica” di oggi: http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/18/riforma-gelmini-la-protesta-corre-sulla-rete/

Sottovoce, però, noi ci chiediamo “E gli studenti dei Conservatori che fanno? Sono forse diventati sordi a furia di suonare? Mah…”
Ed ecco, per dovere di cronaca, un elenco dettagliato di blog e siti su cui è possibile aggiornarsi in tempo reale:

Petizioni, blog e forum contro la legge 133

Sabato, 18 Ottobre 2008

PETIZIONI contro il DL 112 e la Legge 133

Scienze Sociali Firenze

Petizione Università di Pisa

Ateneo Sapienza

Ateneo Fiorentino

firmiamo.it/controilmaestrounico

ITC Sipontino di Manfredonia (Foggia)

Lettera aperta di un genitore contro la riforma

BLOG ANTI LEGGE 133Continua a leggere…

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!