Mar 072012
 

Il MiBAC ha concesso alla Fondazione Petruzzelli di Bari  lo sblocco dell’anticipazione dell’acconto Fus pari a 5.500.000 euro, risorse che, dichiara la Fondazione,  consentiranno il “pieno recupero della funzionalità della Fondazione Petruzzelli e la continuità dell’attività culturale”. La notizia è stata data a seguto dell’incontro che si è svolto ieri a Roma tra il commissario straordinario della Fondazione, Carlo Fuortes, e il direttore generale dello Spettacolo dal Vivo, Salvatore Nastasi.

Nel corso dell’incontro – è detto in una nota della Fondazione Petruzzelli – è stato affrontato il tema occupazionale a proposito del quale “il commissario Fuortes ha manifestato la volontà di avviare in tempi brevi le procedure a evidenza pubblica utili e necessarie per bandire i concorsi per il completamento della pianta organica, orientamento condiviso dal Direttore Generale del ministero per i Beni e le Attività Culturali”.

In merito a quanto riportato da alcuni organi di informazione, circa un presunto buco di otto milioni di euro – conclude la nota – il commissario precisa “che non è ancora possibile individuare l’esatto ammontare del disavanzo economico e/o finanziario della Fondazione. La definizione di questo deve essere oggetto di un’attenta analisi dei bilanci passati e di quello in essere e costituirà uno dei punti alla base del nuovo piano industriale della Fondazione”.

Prosegue intanto ad oltranza l’occupazione del Petruzzelli, cominciata il primo marzo, in concomitanza con l’arrivo del commissario.   Per Antonio Fuiano, rappresentante della Flc Cgil, “i dipendenti del Petruzzelli rimarranno in assemblea fino a quando non vi saranno delle proposte che possano mutare l’attuale situazione occupazionale”.

Mar 022012
 

Il sottosegretario Roberto Cecchi, rispondendo unitariamente alle interrogazioni delle onorevoli Manuela Ghizzoni del Pd e di Gabriella Carlucci dell’Udc sulla crisi delle fondazioni liriche, sottolinea che è necessario inquadrare il tema sottoposto all’attenzione del Governo nel contesto più ampio della acutissima crisi che vivono le Fondazioni lirico-sinfoniche. Le quattordici Fondazioni, con poche eccezioni, soffrono da lustri di una crisi patrimoniale ed economico-finanziaria che la riforma del 1996 non ha risolto: patrimoni il cui valore è inferiore allo stesso valore d’uso delle sedi, centinaia di milioni di euro di debiti, costante ricorso ad oneroso credito bancario nonostante i contributi dello Stato, conti economici che, esercizio dopo esercizio, espongono perdite di milioni di euro.

In questo quadro, il costo del personale rappresenta la parte maggiore del problema, in quanto ha raggiunto il valore di ben 314 milioni di euro all’anno, a fronte di un FUS di settore che non supera i 300 milioni. Sono queste, in estrema sintesi, le pecche del settore cui il Ministro Bondi ha inteso porre rimedio, sia disponendo commissariamenti, sia promuovendo la legge di che trattasi. In questo contesto, osserva che un punto fondamentale del decreto-legge n. 64 del 2010, convertito nella legge n. 100 del 2010, è costituito dalla previsione della stipula del nuovo contratto collettivo nazionale del settore, poiché, con i contratti integrativi aziendali tuttora in vigore, la situazione resta ingestibile e i costi, soprattutto di gestione del personale, sono del tutto insostenibili. Oggetto principale di intervento della legge del 2010 è stata, pertanto, la materia del trattamento giuridico- economico del personale dipendente. Continua a leggere…

Feb 212012
 

Lo scorso 17 Febbraio la Consulta per lo spettacolo ha approvato il riparto delle aliquote Fus 2012. “La Consulta – dice il presidente dell’Agis, Paolo Protti – è stata aperta da una relazione del ministro Ornaghi, ben articolata negli argomenti e nei diversi settori dello spettacolo, nell’ambito della quale è stato anche puntualizzato l’orientamento che il governo Monti intende dare al tema della cultura e dello spettacolo”.

“Tutti i componenti della Consulta – continua il presidente dell’Agis – hanno espresso apprezzamento per quanto detto dal ministro e anche per la stabilità raggiunta nella dotazione del Fus e per la relativa ripartizione, sostanzialmente inalterata rispetto al 2011. Si è preso atto con piacere dell’intenzione del ministro di porre mano, entro il 2012, al problema delle fondazioni liriche sinfoniche, sia per quanto riguarda il loro impatto sul Fus sia, più in generale, sul contesto del paese.

Sono stati inoltre accolti positivamente dal settore danza la conferma di un progetto speciale da loro proposto, e dal settore cinema l’impegno a voler risolvere il problema relativo al debito accumulato sia nei confronti dell’esercizio sia della produzione. E’ stata poi condivisa dal ministro l’esigenza di istituire tavoli di confronto con la partecipazione non soltanto del MiBAC, ma anche, a seconda del tema, del ministero dello Sviluppo Economico o del ministero del Lavoro.

In particolare – conclude Protti – sul tema riguardante il lavoro, abbiamo posto l’attenzione sia sugli aspetti tecnici, come l’indennità di disoccupazione e gli ammortizzatori sociali, ma anche su quelli più generali riguardanti le conseguenze dell’inglobamento dell’Enpals nell’Inps e la salvaguardia di quella dote dell’Ente di Previdenza che è di pertinenza dei lavoratori delle imprese delle spettacolo”.

Ago 292011
 

Si terrà a Verona il 27 settembre, presso il Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” con inizio alle 9,30 un convegno dal titolo “Attività concertistiche e conservatori: quali prospettive per i giovani musicisti” Promosso dall’Aiac, associazione delle Attività Concertistiche, e da FederMusica, d’intesa con i Conservatori di Musica, l’iniziativa “intende porre in primo piano le problematiche del settore anche alla luce delle nuove regole che devono essere definite senza ulteriori dilazioni e di quanto emerso dall’incontro di Bari del 12 luglio scorso”.
Lo spettacolo in generale e la musica in particolare – scrivono gli organizzatori – stanno attraversando nel nostro Paese un periodo di profonda crisi, non ostante che per il 2011 sia stato reintegrato il FUS. Vanno rapidamente definite alcune questioni: 1. la stabilizzazione del FUS come spesa di investimento; 2. la qualità e i criteri stabiliti triennalmente per accedere ai contributi statali, con la conseguente riforma delle attività musicali di cui al Titolo III della Legge 800/1967; 3. l’esenzione dal patto di stabilità che rischia – proprio nel nostro campo – di mortificare vieppiù la cultura e lo spettacolo a livello territoriale e locale; 4. definire, anche a livello di nuovo DM, il sistema unitario di tutta la musica; 5. avere un rapporto organico da parte di AGIS con la Conferenza unificata, l’ANCI e l’UPI; 6. attivare una concreta riforma dei conservatori consentendo che i diplomati (meglio, laureati) possano accedere al mondo del lavoro trovando un adeguato spazio lavorativo nei teatri, nelle istituzioni e associazioni concertistiche“.

Mag 032011
 

Si ritorna a parlare di FUS dopo il convegno promosso dal PD e tenutosi a Verona il 29 aprile scorso. Una giornata promossa con lo slogan “cambiare musica”, durante la quale si è discusso sul futuro degli Enti lirici italiani.

Ancora una volta in evidenza l’inefficacia dei FUS e del sistema di finanziamento delle fondazioni lirico sinfoniche, emerse durante i lavori ai quali hanno partecipato oltre ai rappresentanti politici, molti sovrintendenti, sindacalisti e operatori culturali, che hanno unanimemente espresso i limiti del Fondo Unico per lo Spettacolo, che sebbene reintegrati non offrono alcuna certezza di poter garantire la sopravvivenza di tutte le quattordici fondazioni liriche italiane come ha tenuto a precisare Maurizio Roi, presidente dell’Associazione Teatri dell’Emilia Romagna: «L’attività lirica ha una dinamica di costi crescente e il reintegro del Fus non allontana la prospettiva di crisi aziendale». Dello stesso parere anche Luigi Ferrari, segretario generale della Fondazione Toscanini: «Non siamo interessati alla sola sopravvivenza, ci preme lo sviluppo».

«Oggi siamo in un mondo globale in cui il competitor non è il teatro vicino ma quello che si trova a migliaia di chilometri di distanza» – ha spiegato Cristiano Chiarot, neo  sovrintendente  del Teatro “La Fenice” di Venezia – «La singola stagione di un anno non ha senso quando all’estero gli artisti migliori vengono scritturati con un anticipo di cinque anni».

Data anche la difficoltà delle fondazioni di trovare sponsor, vista la legge lacunosa che nemmeno prevede un minimo di detassazione, fare ricorso ai finanziamenti pubblici resterà l’unica via attuabile, e per quanto possano diventare pluriennali non basterebbero comunque a garantire quello sviluppo reale atteso da tutti gli operatori, costretti a procedere “navigando a vista” e dimezzando i cartelloni anziché aumentare l’offerta al pubblico di affezionati che comunque, nonostante la crisi, permane e domanda.

La giornata dei lavori proposta dal PD si è conclusa con l’ennesimo appello al Ministro Galan affinché trovi il modo di correggere i danni provocati alla cultura italiana, e nello specifico agli enti lirici, dalla sconsiderata gestione del precedente ministro.

Apr 192011
 

Dopo il primo entusiasmo, immediatamente conseguente al reintegro del FUS, ancora non è chiara la salvezza dei Teatri Italiani, e più in generale, della cultura italiana. A fare da freno alla possibilità di recupero dell’intero comparto, resta il decreto Tremonti, che obbliga gli enti locali a spendere non più del 20% di quanto spendevano per la cultura negli anni precedenti e riduce il numero dei consiglieri d’amministrazione di tutte le strutture che producono cultura, con la conseguenza di allontanare i privati, che in molti casi devono uscire dai c.d.a.

A questo proposito riportiamo le dichiarazioni di Roberto Grossi, presidente di Federculture: “Ci aspettiamo che il nuovo ministro dei Beni culturali modifichi al più presto la legge n. 122. Poi bisogna varare un serio piano che vada oltre la mera sopravvivenza. Siamo consapevoli del momento di grave crisi generale, ma una crescita della cultura e dello spettacolo andrebbe proprio nella direzione di quell’incremento dei consumi voluto da Tremonti, perché i consumi culturali innescano una significativa spesa da parte delle famiglie, mettendo in moto tutta una serie di attività connesse, ristorazione, editoria, pubblicità, trasporti. Sarebbe miope sotto ogni punto di vista disattendere la domanda di cultura da parte del pubblico, che è in crescita: per quanto riguarda i concerti di musica classica ha avuto uno straordinario incremento del 5% nell’ultimo anno rispetto al precedente, e del 10% in tre anni”.

La preoccupazione costante per il futuro della Cultura italiana, e le nuove necessità espresse dal presidente Grossi, saranno al centro della trasmissione odierna “Ultimo Grido“, di Luca Ciammarughi su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino che potrete ascoltare in diretta da Internet a questo link:

http://www.radioclassica.net/radio-classica.asx

Apr 052011
 

I Pagliacci al Teatro Carlo Felice di GenovaInizia oggi, martedì 5 aprile, la breve stagione primaverile del Teatro Carlo Felice di Genova, con i “Pagliacci” di Leoncavallo e con la regia di Franco Zeffirelli.

Trovate qui la scheda completa dell’evento a cura del Teatro, con tutti i particolari e i nomi degli interpreti.

E’ un segnale importante, che segnala l’intenzione  di guardare avanti e superare le difficoltà, comune a tutti gli enti lirici.

Ma purtroppo questa non è solo la notizia di un paio di date in cartellone, sulla quale citare autori, interpreti e protagonisti, ma una nota che dice l’impegno nello strenue tentativo di non soccombere, e della sfiducia che aleggia intorno alle promesse del governo, nonostante il reintegro dei FUS, che proprio oggi, dopo la firma del primo aprile del Presidente della Repubblica, verranno ancora discussi nelle apposite commissioni del senato.

La preoccupazione è infatti quella di non sapere se, alla fine, nonostante i sacrifici dei lavoratori del Teatro genovese, primi in Italia ad aver accettato di lavorare con i contratti di solidarietà, farà seguito l’impegno ministeriale, per dare manforte alla ripresa e alla sopravvivenza dell’Ente Lirico.

I lavoratori del Teatro sono infatti a orario dimezzato:  per mezzo dei contratto cosiddetti “di solidarietà” lavorano meno, guadagnano meno, e il ricavato, cinque milioni di euro in due anni, lo regalano al Carlo Felice, il loro teatro, il teatro dei genovesi, perché non lo si debba chiamare, fra qualche tempo, Carlo Infelice, e piangerne la chiusura.

“Siamo i maggiori sponsor privati del teatro”, mastica amaro Giulio Luzi, delegato sindacale della Cgil del teatro. È vero: grazie all”impegno del Consiglio di Amministrazione del Teatro, guidato dal sindaco Marta Vincenzi e del sovrintendente Giovanni Pacor, sta arrivando anche il sostegno di diversi imprenditori privati, invitati ad aprire i portafogli in nome dell’orgoglio civico. Gli sponsor hanno finora raggranellato un milione e 400 mila euro: “e arriveremo a due, ma valgono doppio, in tempi di crisi”, rivendica il presidente di Confindustria Giovanni Calvini, che guida la colletta.

L’opera in streaming

Anche il quotidiano “La Repubblica” sarà in prima fila all’apertura del sipario. Quando il maestro Fabio Luisi – nei giorni scorsi al Metropolitan di New York con “L’oro del Reno” di Wagner – impugnerà la bacchetta,  sarà infatti possibile seguire in streaming sul sito di repubblica.it l’intera opera. A questo link trovate anche uno spazio speciale a Pagliacci e alle attività del Carlo Felice: perché tutti possano sentirsi all’interno della grande sala e vicini al “loro ” teatro.

Di questo e di altro ancora si occuperà questo pomeriggio la trasmissione odierna “Ultimo Grido“, di Luca Ciammarughi, su  Radio Classica, che andrà in onda alle ore 16.00 e alla quale parteciperà la nostra Ines Angelino, trasmissione che potrete seguire in diretta streaming su http://www.radioclassica.net/radio-classica.asx

Apr 012011
 

Sì è tenuto a Roma il 21 Marzo scorso, un convegno promosso dall’IDV, per proporre un’ occasione di riflessione, di analisi, di confronto e di proposta sui problemi legati al mondo culturale italiano e alla carenza dei finanziamenti. Ai lavori hanno partecipato:

il Sen. Fabio Giambrone, l’ On. Antonio Borghesi e l’On. Pierfelice Zazzera.
Per le proposte tecnico-operative:
il Prof. Nicola Tranfaglia, il Mo. Matteo Segafreddo, la Prof.ssa Indiana Raffaelli.
Sono intervenuti, inoltre:
Carla Fracci. Ennio Morricone, Simona Marchini, Nicola Piovani, Beppe Menegatti, i Sovrintendenti delle Fondazioni lirico-sinfoniche e i Presidenti di Società concertistiche nazionali.
Ha concluso l’ On. Antonio Di Pietro, Presidente Nazionale dell’Italia dei Valori.

Mar 242011
 

Giancarlo GalanSono state sospese le giornate di mobilitazione della Cultura italiana, dopo che ieri il governo ha firmato il decreto per il reintegro dei fondi FUS. Restano confermate solo le iniziative del prossimo 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro, che in Italia non sarà celebrata.

Ieri, il presidente della Repubblica ha accolto le dimissioni dell’ex ministro per la Cultura, e affidato l’incarico al nuovo, Giancarlo Galan.

La mobilitazione, tuttavia, resta attiva e i vari promotori già lavorano per una prossima mobilitazione “di proposta” per arrivare all’apertura di un tavolo nazionale, insieme al nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali , per discutere le proposte di riforma per il rilancio e lo sviluppo del settore culturale.

Il reintegro del Fus, in misura permanente, prevede l’assegnazione al MiBAC (questa sigla è l’acronimo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali) 236 milioni di euro, così ripartiti:149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali. Complessivamente, il Fus 2011 ammonta a 428 milioni, risultanti da 231 milioni (prima del reintegro) + 27 milioni che erano stati congelati dal ministero dell’Economia + 149 milioni assegnati al Ministero + 15 milioni dal Milleproroghe alle fondazioni liriche + 6 milioni dal Milleproroghe alla Scala e all’Arena di Verona = 428 milioni.

A chiusura di questa fredda cronaca contabile, che comunque offre un minimo di respiro e un piccolo spiraglio di sopravvivenza, senza mira polemica, ci piace citare due dichiarazioni dell’ex ministro Bondi, il quale in prima battuta si è detto “Orgoglioso per il raggiungimento degli obbiettivi previsti, nonostante siano rimaste incomprese le sue politiche di innovazione della Cultura italiana” e poi “Rammaricato perché, più che a lui, si è dato ascolto al Maestro Muti.

 

Mar 222011
 

È stata una giornata di molte cose, e molte promesse, ieri a Torino. E tra le tante è arrivata la promessa del premier, il quale ha assicurato che entro 15 giorni ci sarà una sessione straordinaria del governo col ministro dell’Economia, per porre rimedio ai tagli insensati apportati alla cultura, perché, ha detto: “Noi quei tagli non li volevamo … Teatri come la Scala di Milano, il Petruzzelli di Bari o il Regio di Torino, devono continuare nella meritoria opera …”

Se solo avessimo ancora un po’ di capacità di credere nelle favole, oggi ci sentiremmo tutti un po’ meglio; se non andassimo a sbattere ogni giorno contro la crudezza della realtà, potremmo ancora sperare.

Come ho capito che sperano, restando in una sorta di attesa sospesa, molti dei Teatri Italiani, a quale da giorni ci capita di telefonare, dopo che come “ClassicaViva” abbiamo proposto una Pièce teatrale di nostra produzione. Ci rispondono voci annoiate, oppure gentili e cristalline, e tutte a dirci pressapoco la stessa cosa: “Sa, in realtà ancora non sappiamo che ne sarà della prossima stagione, che non riusciamo a programmare.”

E c’è anche chi, forse non essendo proprio oberato dal lavoro, si lascia andare anche di più, e ti racconta le cose quasi volesse avere da te la conferma che tutto accade davvero: “L’anno scorso a Marzo sapevamo già cosa sarebbe stato in estate. Sa, facevamo delle belle rassegne all’aperto ed era sempre il pienone …”

Se credessimo ancora nelle favole, sì, potremmo sperare per la Scala, il Petruzelli e il Regio di Torino, ma siccome nelle favole non crediamo più, forse sarebbe bene iniziare a pensare come non far morire tutti quegli altri piccoli teatri, che continuerebbero a riempirsi, se potessero ancora aprire la porta all’arte.

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!