Feb 232008
 

Francesco Rutelli, Ministro della CulturaNei giorni scorsi i quotidiani hanno riportato la bella notizia “Rutelli salva l’orchestra Verdi”. Per chi non fosse al corrente dell’annosa storia dell’Orchestra Verdi di Milano, in drammatico deficit da anni, diciamo subito che finalmente essa ha ottenuto dal Governo uscente, e in particolare dal Ministro della cultura Rutelli, lo stanziamento di 5 milioni di Euro nel decreto definito “milleproroghe”, in definitiva approvazione in questi giorni in Parlamento.

Si tratta, ahimè, di una goccia nel mare dei 12 (qualcuno scrive 11, qualcuno addirittura 20) milioni di Euro di deficit accumulati dalla Fondazione Verdi dall’atto della sua nascita nel 2002. Ora Comune di Milano, Regione Lombardia, ecc., dovranno fare anch’essi la propria – e sostanziosa – parte per consentire a questa istituzione di sopravvivere.

E’ certo che una grande orchestra sinfonica non possa vivere senza finanziamenti pubblici: ma molti politici hanno fatto notare che – forse – ci si poteva pensare un poco sopra, prima di accumulare milioni di debiti con le banche e di mettere i professori di orchestra nella dolorosa situazione di lavorare mesi e mesi senza stipendio… molti sono stati addirittura costretti a lasciare.

Ma niente polemiche. Questa, dopotutto, è una buona notizia per la musica.

Vorrei però affiancare a questa notizia un’altra, che forse ai più è sfuggita. Dopo un appello appassionato in difesa delle accademie e dei conservatori d’Italia fatto dal Sottosegretario Nando Dalla Chiesa, in cui egli chiedeva “venti milioni di euro, meno del costo di un chilometro di autostrada. Venti milioni calcolati con precisione chirurgica per consentire al nostro sistema di alta formazione artistica e musicale di non affondare“, lo stanziamento in finanziaria 2008 è stato di soli 10 milioni di Euro (si veda, più sotto, il comma originale della legge finanziaria, con il commento della flccgil).Continua a leggere…

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Gen 222008
 

Intervista al Ministro Berlinguer: ottime notizie per chi ama la musicaIl governo (e il paese) stanno vivendo in queste ore una crisi drammatica. Senza entrare nel merito, una crisi di governo in questo momento manderebbe a carte quarantotto tutto quanto esso si è impegnato a fare ed è ancora in corso (ad esempio la firma del famoso decreto di equiparazione).

Voglio però essere positiva e darvi una buona – anzi, buonissima! – notizia: guardate cosa sta facendo per l’educazione musicale nelle scuole, senza tanto clamore, il Ministero della pubblica Istruzione, con il comitato presieduto da Luigi Berlinguer. Vi riporto integralmente una sua recentissima intervista, pubblicata dal “Giornale dello Spettacolo”. (neretto ed evidenziazioni sono mie).

Speriamo che riesca a continuare questo lavoro importantissimo. Se si riuscisse a realizzare davvero quanto dice Berlinguer, verrebbe realizzata una vera e propria rivoluzione nel campo dell’alfabetizzazione musicale nel nostro paese, l’unico passo indispensabile per salvare la musica e costruire il pubblico di domani.

Vi segnalo in particolare l’affermazione finale dell’intervista, con un invito di Berlinguer ai musicisti ad affiancare questo cambiamento di rotta: “non mi sembrano attivi e partecipi e li sento rivolti ancora alla critica del passato e immersi in una disillusione e in un’amarezza che li portano a un pessimismo rassegnato.” Condivido pienamente…

L’ignoranza musicale in Italia è gravissima

Con l’educazione si combattono decreto sociale e bullismo

Fonte : GIORNALE DELLO SPETTACOLO dell’11 gennaio 2007, pag. 14, di Mauro Mariani

A un comitato di lavoro nazionale il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha affidato l’importante, e difficile, missione di diffondere l’apprendimento pratico della musica nelle scuole. Dal comitato potrebbe nascere qualcosa di importante, anzi è già nato, secondo quanto dice Luigi Berlinguer, che ne è il Presidente: “Per il corrente anno scolastico sono stati stanziati dal ministero della Pubblica Istruzione due milioni di euro e circa il doppio potrebbe arrivare da finanziamenti europei, con l’obiettivo di dotare le scuole di uno spazio attrezzalo per la musica e di creare un coro o magari una piccola orchestra in ogni scuola. La musica deve raggiungere piena dignità formativa nel percorso scolastico: come nelle scuole s’insegna l’italiano e la matematica, cosi si deve Insegnare anche la musica. Eseguire musica richiede rigore e impegno e ha un potere formativo pari alle altre discipline, favorisce la socializzazione, combatte il degrado sociale e il bullismo, quindi la pratica musicale fa bene allo studente e forma il cittadino. Inoltre, la musica rappresenta una parte importante della stona d’Italia e fa parte della cultura mondiale. Eppure l’ignoranza musicale in Italia è così grande che molti, anche ai massimi livelli, credono che la musica sia solo intrattenimento“.Continua a leggere…

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