Set 042017
 

Si è aperta ieri sera al Teatro alla Scala l’undicesima edizione di MiTo SettembreMusica. Il programma di quest’anno è apparentemente meno fastoso rispetto ad altre edizioni, ma a ben vedere pieno di originalità e di preziosismi. Inusuale e attraente è stata certamente l’apertura milanese, per diverse ragioni: l’esecuzione di un brano contemporaneo in prima italiana, This Midnight Hour di Anna Clyne, e di una rarità come l’ouverture da concerto Nel regno della natura di Dvořák; il ritorno di un grande pianista da troppo tempo assente a Milano, Jean Yves Thibaudet; l’idea di affidare il concerto d’inaugurazione a quella che è forse la migliore orchestra giovanile del mondo, la Gustav Mahler Jugendorchester, guidata da Ingo Metzmacher.

Frammentaria, forse volutamente, ma suggestiva si è rivelata la composizione della londinese Anna Clyne, classe 1980. This midnight hour, scritta nel 2015, alterna episodi dalla ritmica ossessiva a momenti di inaspettato lirismo. La Clyne dichiara le fonti letterarie che ispirano quest’ora della mezzanotte: Harmonies du soir da Les Fleurs du Mal di Baudelaire, per l’evocazione di un valzer malinconico nella città notturna e di un cielo triste come «un altare immenso»; e alcuni versi del poeta Juan Ramón Jiménez, che paragona la musica a «una donna che corre nuda a perdifiato per la notte pura». L’immagine suggerita da Jiménez corrisponde ai momenti più fibrillanti e concitati, o addirittura violenti, fra i quali emerge, come una serenata interrotta, un valzer che sembra provenire da un tempo lontano (una lieve sfasatura nell’accordatura degli archi suggerisce la sonorità della fisarmonica). Anna Clyne, attiva soprattutto negli USA, usa il linguaggio tonale senza complessi, com’è ormai tipico della nuova generazione di compositori: eppure il suo melodismo, a tratti struggente, sembra provenire più dalla film music che da stilemi ottocenteschi. Segno di un’importante integrazione fra musica “alta” e popolare. Come accade spesso oltreoceano, però, c’è anche l’impressione che la Clyne voglia tenere il piede in due scarpe, creando qualcosa di contemporaneo-ma-non-troppo. Il talento comunque non le manca; e l’accoglienza del pubblico, nel complesso positiva, mostra che è sulla buona strada.

La serata è proseguita con il Concerto per pianoforte e orchestra di George Gershwin. Jean-Yves Thibaudet, solista, lo ha affrontato con il virtuosismo, l’agio e lo charme che lo contraddistinguono. Il pianista di Lyon ha saputo conciliare l’aspetto classico e quello jazz della partitura grazie alla sua tecnica impeccabile e scintillante, ma soprattutto alla sensualità del fraseggio e della timbrica. I passaggi più agili, affrontati con nonchalance, ci ricordano gli studi con Lucette Descaves, a sua volta allieva di Marguerite Long; oltre al jeu perlé, Thibaudet ha un magnifico legato cantabile, mostrato anche nel bis, una delle Consolations di Liszt, che ha richiamato alla memoria colui che è stato forse il suo più importante maestro (di musica e di vita): Aldo Ciccolini. Thibaudet suona divertendosi, e il suo piacere di suonare, evidente anche in un Teatro temibile come la Scala, diventa il piacere dell’ascoltatore. Lo swing e la morbidezza del pianista non hanno trovato sempre una controparte nella direzione di Metzmacher, inappuntabile ma un po’ troppo quadrata e seriosa per la musica di Gershwin. Nota di colore: Thibaudet si è presentato sul palco con scarpe di paillettes argentate, del resto perfettamente in linea con il brillare della sua sonorità. Il pianista francese è stato fra i primi solisti a sdoganare un abbigliamento non standardizzato e non ha mai fatto mistero della sua amicizia con grandi nomi della moda come Gianni Versace e Vivienne Westwood.

Filo rosso di questo Festival MiTo 2017 è il rapporto fra musica e natura. Chi meglio di Dvořák ha saputo evocare musicalmente la bellezza dei paesaggi boemi? Invece della sublime, ma inflazionata, Moldava di Smetana, Metzmacher e la Gustav Mahler Jugendorchester hanno fatto scoprire a molti di noi un’ouverture da concerto assai poco nota, Nel regno della natura op. 91, che apre il trittico Natura, vita e amore, pubblicato dal compositore ceco nel 1891. Non è una delle pagine più ispirate di Dvořák, né la sua originalità appare totale (uno dei temi sembra abbastanza chiaramente ispirato a Il mattino di Grieg, scritto qualche anno prima), ma ha il pregio di una strumentazione molto raffinata, che è stata valorizzata dalla direzione accurata di Metzmacher e da un’orchestra di encomiabile trasparenza.

La qualità del suono, l’omogeneità delle sezioni e la cura dei piani sonori sono parse fra le qualità maggiori dei giovani professori d’orchestra anche nella Suite n. 2 dal balletto Daphnis et Chloé di Ravel, in cui protagonista è una natura espressa attraverso l’onomatopea e al contempo rivissuta sotto il segno onirico di un ideale grecizzante. Il “levarsi del giorno” avrebbe potuto essere un po’ più incantato e misterioso: Metzmacher, svincolando completamente Ravel da Debussy, ha optato per una lettura a tratti quasi stravinskiana. Ravel è del resto pur sempre il compositore di pagine come le Histoires naturelles, che prendono definitivamente le distanze sia dal romanticismo che dall’impressionismo, recuperando uno sguardo più realistico e pungente sulla natura e sul mondo animale. Ma la sensualità è sempre presente, seppur in maniera ancor più enigmatica e velata di quanto non avvenga in Debussy: e la dimensione erotica è un po’ mancata nella direzione di Metzmacher, peraltro chiarissima e tesa a illuminare ogni dettaglio della partitura.

Luca Ciammarughi

 

Gen 112012
 

Tutto esaurito per la prova aperta della Sinfonia numero 9 «Dal nuovo mondo» di Antonín Dvorák e del Concerto per violino di Beethoven, diretta alla Scala da Daniel Harding l’8 gennaio 2012.

L’evento rientra nel progetto «La Filarmonica incontra la città» con cui l’orchestra, grazie al sostegno di UniCredit e UniCredit Foundation, alla collaborazione del Teatro alla Scala, al Patronato della Regione e al Patrocinio di Comune e Provincia, raccoglie fondi per le associazioni di volontariato milanesi.

L’iniziativa “Prove Aperte” alla Scala, un progetto a favore dell’infanzia, prosegue ora, sempre  in collaborazione con UniCredit. Con questa iniziativa la Filarmonica della Scala facilita l’accesso alle prove dei suoi concerti ad un pubblico che abitualmente non frequenta il Teatro alla Scala. In programma, altre cinque prove aperte dirette da grandi maestri: la prima sarà dedicata alla città, mentre il ricavato delle altre quattro sarà interamente devoluto ad altrettante associazioni che si occupano di infanzia: OBM-Ospedale dei Bambini di Milano Onlus;CasAmica; Bambini senza sbarre, e la cooperativa COMIN.

Dal 13 Gennaio sarà possibile acquistare i biglietti singoli (su Aragorn, Geticket e Vivaticket da € 5 a € 35 escluse le commissioni di servizio) per la seconda Prova Aperta, in programma giovedì 5 febbraio con il Maestro Esa-Pekka Salonen per l’Ospedale Buzzi.

Dall’8 febbraio saranno acquistabili anche i biglietti per la terza Prova Aperta di domenica 1 aprile 2012 con il Maestro Christoph Eschenbach per CasAmica Onlus, per la quarta in programma sabato 21 aprile con il Maestro Riccardo Chailly per Bambini senza sbarre e per la quinta Prova Aperta di domenica 6 maggio con il Maestro Andrea Battistoni per cooperativa COMIN.

L’iniziativa “La Filarmonica della Scala incontra la Città”, ha registrato, come detto, il tutto esaurito al primo appuntamento della Stagione 2011/2012 di domenica 8 gennaio, a conferma del valore culturale e sociale del progetto  cui UniCredit e Filarmonica della Scala lavorano per il terzo anno consecutivo e al quale i Milanesi rispondono con grande partecipazione e la generosità di sempre.

Informazioni e prevendita telefonica: 02 465 467 467 (da lunedì a venerdì ore 10-13 e 14-18)

Calendario:
5 febbraio 2012 ore 20.00 – Direttore Esa-Pekka Salonen
Prova aperta a favore dell’Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus
1 aprile 2012 ore 10.30 – Direttore Christoph Eschenbach
Prova aperta a favore di CasAmica Onlus
21 aprile 2012 ore 10.30 – Direttore Riccardo Chailly
Prova aperta a favore di Bambini Senza Sbarre
6 maggio 2012 ore 20.00 – Direttore Andrea Battistoni
Prova aperta a favore di COMIN
Nov 102011
 

Monika Lukacs e Stefano Ligoratti in concertoConservatorio di Milano,  giovedì 10 novembre 2011, ancora una serata del Festival “Liszt e Mahler: la musica è fascinazione“.

Si comincia alle ore 18.00 in Sala Puccini con il primo degli incontri posti a corredo del cartellone concertistico. Introdotti da Ettore Napoli, che ne darà un inquadramento musicologico, Claudio Marzorati e Maria Pia Carola eseguiranno un’opera di Liszt raramente proposta in sala di concerto, la Sonata per violino e pianoforte, “una rarità lisztiana”, come recita il titolo dell’incontro-concerto.

Alle ore 21.00 in Sala Verdi (via Conservatorio 12 Milano) il Festival propone un concerto dedicato all’influenza della musica tzigana sul Liszt autore delle Rapsodie ungheresi.

Programma:

  • Antonín Dvořák (1841-1904)  – Ciganské Melodie op. 55
    Monica Lukàcs
    soprano – Stefano Ligoratti pianoforte
  • Franz Liszt(1811-1886) – Rapsodia ungherese n. 12 in do diesis minore
    Federico Ercoli pianoforte
  • Pablo de Sarasate(1844-1908) – Zigeunerweisen op. 20 per violino e pianoforte
    George Botusina
    violino – Monica Cattarossi pianoforte
  • Franz Liszt – Rhapsodie espagnole. Folies d’Espagne et Jota aragonesa
    Alice Baccalini
    pianoforte
  • Maurice Ravel(1875-1937) -Tzigane. Rapsodie de concert per violino e pianoforte
    Cesare Zanfini
    violino – Maddalena Miramonti pianoforte
  • Il concerto Si concluderà con le note della Rapsodia ungherese n. 2 in do minore di Franz Liszt eseguite al pianoforte, ancora, dal nostro Maestro Stefano Ligoratti
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