Set 012008
 

Il logo del sito UNAMSGentili amici, pubblichiamo con molto piacere l’importante “lettera aperta” inviata dall’UNAMS al Ministro Gelmini, a cura della Prof. Dora Liguori, Segretario Generale Unione Artisti UNAMS.

Premessa

Appare ormai chiaro a tutti che, a torto o a ragione, questa ripresa autunnale non sarà facile per nessun cittadino italiano ma, a mio parere e non solo mio, per Conservatori di musica e Accademie, viste le premesse, anzi viste le non premesse poiché nulla ancora sappiamo delle intenzioni di questo Governo, oltre a delle sconcertanti dichiarazioni del Ministro sul numero eccessivo dei Conservatori, e vista la perdurante situazione nella quale ci troviamo, sia a livello di contratto che di applicazione integrale della legge di riforma 508, ebbene quest’autunno, previo miracolo, per noi dell’Alta formazione artistica, sarà del tutto amaro.

Non ci appaga affatto fare una simile previsione ma non occorre essere neppure Nostradamus per farla. Lungi, comunque, da noi la volontà di essere catastrofisti, però riteniamo inutile girare intorno alle cose e dire chiaramente che, a nove anni dall’approvazione della Riforma, senza il riconoscimento del titolo e senza da cinque anni un rinnovo del contratto, non si può che definire catastrofica la situazione. E coloro che non lo dicono non fanno l’interesse delle Istituzioni, degli studenti e del suo personale. Noi comunque, con il senso del dovere, che sempre ci ha accompagnato, pur convinti che sarebbe molto più produttivo, ai fini sindacali, dire che tutto va bene, con ciò ossequiando il potere, ebbene noi restiamo altrettanto convinti che le cose non vadano affatto bene e che tacere significherebbe perdere l’autostima di noi stessi nonché credibilità presso la categoria.Continua a leggere…

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Gen 282008
 

collaborazione...Forse avrete notato un commento che ci è pervenuto da parte del Prof. Antonio Calosci, dell’UNAMS: lo riproponiamo in questo post, per dare l’evidenza che merita al suo parere, che è quello di uno dei massimi esperti italiani in quest’ambito, oltre che di un musicista e di un docente AFAM (insegna violino al Conservatorio “Rossini” di Pesaro) . Ringraziamo molto il Prof. Calosci (come pure i docenti del CNAM, che abbiamo pubblicato ieri) per il loro prezioso contributo.

Aggiungiamo che sarebbe importante, in questa fase in cui il Governo è caduto, capire anche che fine farà il Decreto e se qualcuno riuscirà a firmarlo (ci vuole la firma del Presidente del Consiglio perché sia valido, ci hanno segnalato gli studenti di Napoli). In ogni caso, credo sarebbe cosa buona e utile, in questa fase di forzato arresto, approfittare della situazione per coordinare le idee di critica e miglioramento per questo decreto, in modo da stilare un documento ordinato (e possibilmente unitario) che accorpi tutte le migliori proposte, e sottoporlo a chi avrà il potere di occuparsene da ora in poi. Per cui, intervenite numerosi e… chi ha il potere e le capacità di coordinare le forze, per piacere, lo faccia! (Prof. Calosci con l’UNAMS, ad esempio?)

27 Gennaio 2008

Prof. Antonio Calosci @ 9:01 pm:

A rafforzare quanto sostenuto dai due stimati colleghi impegnati presso il CNAM ritengo utile precisare quanto segue.

Gli studenti stanno chiedendo l’applicazione di un articolo di una legge della STATO (L. 508, art. 2, comma 5) la cui mancata applicazione li danneggia e basta.

È ora di finirla con il negare diritti agli artisti!
Un artista (al pari di un qualunque laureato “normale”) anela a svolgere la professione per la quale ha studiato, ma al pari del laureato “normale”, ha il diritto di non morire di fame se la situazione contingente non consente un lavoro sicuro.

Inoltre tra i PUBBLICI CONCORSI ci sono anche i concorsi per diventare DIRIGENTE SCOLASTICO. Non vedo perché (a causa della mancanza delle equipollenze) un laureato dei Conservatori o delle Accademie non debba avere il diritto di accedere anche a questa carriera dirigenziale.

Tra le varie persone illustri che hanno sostenuto questa tesi c’è anche l’On. Nando dalla Chiesa che lo disse attraverso il suo blog.

Complimenti a chi vuole che l’artista resti di serie B rispetto agli altri laureati!

Visto che stiamo principalmente parlando degli ordinamenti didattici e delle relative declaratorie occorre evidenziare che il Ministro togliendo alcune frasi dall’elaborato del CNAM ne ha stravolto completamente il senso e contraddicendo la legge (la L. 508, art. 2 comma 6) della quale questo decreto dovrebbe essere applicazione e non contraddizione.

La presente scrittura sarà certamente oggetto di innumerevoli ricorsi con il risultato di bloccare tutto nuovamente e tutto per seguire gli interessi di chissà quali altre entità e perseguire chissà quale logica punitiva verso il comparto AFAM piuttosto che ascoltare studenti, professori ed esperti presenti nell’UNICO organo consultivo e propositivo (il CNAM) previsto dalla legge.

Lo scempio si perpetua da anni (solo 8) e pensare che il primo CNAM aveva preparato tutti i regolamenti nei primi SEI MESI dal suo insediamento. In pratica a novembre 2001 tutto era pronto! Ma è restato lettera morta.

Ora, l’on. Nando Dalla Chiesa nel comunicare la notizia dell’emanazione di questo decreto usa addirittura toni trionfalistici BEN CONSCIO dei danni che saranno causati sia se resta così sia se verrà bloccato a seguito di ricorsi.

E chi osa far notare cosa non va o è stato fatto male… viene espulso dal poter partecipare….

Prof. Antonio Calosci
Titolare di Violino Conservatorio Pesaro
Direttivo Nazionale UNAMS
Webmaster sito UNAMS

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Gen 242008
 

Gentili amici, in riferimento al post di ieri con la bella notizia della firma del Decreto attuativo da parte del Ministro Mussi, indagando un po’, ho scoperto che ci sono critiche al Ministro per il fatto che il Decreto non corrisponde in pieno a quanto deliberato dal CNAM il 20 dicembre.

Dico subito che il fatto che nel Decreto Ministeriale non venga recepita l’indicazione del CNAM che riguarda l’inquadramento dei docenti, che capisco faccia arrabbiare il sindacato, non mi sembra poi così scandaloso. Infatti la motivazione è che l’inquadramento del personale docente, in quanto materia di stato giuridico, vada rimessa alla disciplina contrattuale di comparto. Insomma, si tratta di non voler entrare in un altro ambito con questo decreto.

Siamo alle solite: in Italia, non va mai bene niente, ma proprio niente. Criticare e non essere mai abbastanza soddisfatti di nulla è il grande sport nazionale.Continua a leggere…

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Dic 122007
 

La protesta monta: ci hanno appena comunicato che a Napoli, dopo il Conservatorio, ora è stata occupata anche l’Accademia di Belle Arti.

Come potete leggere dagli ultimi commenti al nostro blog, evidentemente a Napoli sono sempre più arrabbiati.

A presto con altri aggiornamenti.

Dic 112007
 

L'Onorevole Nando Dalla ChiesaRiportiamo un altro intervento dell’On. Dalla Chiesa, dal suo blog (link: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php)

L’Onorevole Dalla Chiesa è sottosegretario al Ministero dell’Università e della Ricerca con delega all’AFAM.

Ci permettiamo quindi di aggiungere e sottolineare che, se questo è il parere della persona che, da un punto di vista istituzionale, deve decidere sulle scottanti questioni oggi sul tappeto, a noi il cuore si apre di speranza.

Perché questo è l’intervento di una persona per bene, competente e appassionata. Posso dire che penso che siamo in buone mani? Bravo Dalla Chiesa, merita il nostro sostegno. Cerchiamo di unire le forze, e di non sparare sulla Croce Rossa (è proprio il caso di dirlo…)

Come si suol dire… l’impossibile lo stiamo facendo… per i miracoli ci stiamo attrezzando…

Sottolineiamo in rosso il passaggio sulle “frottole” ammannite agli studenti da “avvocaticchi”. Ci permettiamo di chiedere però (sottovoce) come mai, se di frottole si tratta, i Provveditorati agli studi non riconoscano il titolo di primo livello accademico valido per l’accesso alle graduatorie di insegnamento. Ce lo spiega, per favore? O meglio, non potrebbe spiegarlo direttamente ai funzionari dei Provveditorati?

Accademiche occupazioni (e represse nostalgie)

Scritto da Nando dalla Chiesa
Sunday 09 December 2007Questa è una di quelle classiche serate in cui devo chiedere scusa per il mio silenzio di quattro giorni (mi sembra). Accidenti, quanto è difficile tenere un Blog scrivendone direttamente i post, soprattutto se si deve andare in giro come degli zingari (zingari ben pagati, lo so…). La settimana mi è stata di fatto totalmente assorbita dalle accademie e dai conservatori.

Le occupazioni del conservatorio di Napoli, poi di Santa Cecilia a Roma, poi dell’accademia di Roma. E i tagli incombenti in Finanziaria.

A Santa Cecilia e a Napoli sono andato a confrontarmi con gli studenti, insieme con il direttore generale del ministero. Momenti di asprezza, di indisponenza, a volte perfino di (inconsapevole) insulto. Ho reagito ogni volta che ho ritenuto giusto farlo.

Ad esempio di fronte a questa frottola diffusa ad arte che i titoli di accademie e conservatori siano privi di valore legale, perché “manca la firma di Prodi” (!!!). E’ un po’ lunga la spiegazione, e so che i blogghisti non digeriscono molto le discussioni troppo tecniche sulle singole materie ministeriali.

Però una domanda la faccio: ma come si fa a sostenere che una legge del ’99 non sia valida perché manca la firma di Prodi? Forse che le leggi vanno in Gazzetta Ufficiale senza tutte le dovute firme? Alla fine, dai e ridai, batti e ribatti (come avrebbe detto Nicolò Carosio nelle sue telecronache calcistiche), siamo riusciti a far capire quante idiozie vengano ammannite agli studenti da alcuni avvocaticchi che mi piacerebbe tanto incontrare in un pubblico confronto.

Così come ho reagito a ogni accenno ai politici “che fanno solo chiacchiere”. Eh no, amici, io ho presente che cosa si sta facendo. Mentre, al contrario, voi non sapete che cosa davvero rischiate se in Finanziaria ci sarà il taglio che incombe. Almeno vi allarmassero su queste cose vere anziché sulle panzane…

In ogni caso lascio i miei due seguenti appunti di viaggio. Primo appunto. Stupisce vedere come spesso all’origine della protesta ci sia il problema di entrare in una graduatoria di insegnamento e di supplenza. Nulla sul diritto allo studio, o sulle prospettive del sistema. Lo so, il sud, l’assenza di occupazioni alternative. Ma davvero si studia da musicisti per fare concorsi pubblici?

E non è forse sul lato della costruzione di un più ampio mercato della musica che deve essere richiesto uno sforzo strategico al governo? Secondo appunto. Aspri, indisponenti, ho scritto degli studenti. Ma anche stupendamente orgogliosi delle loro ragioni, e genuinamente passionali. Perciò mi comunicavano un sentimento intenerito di identificazione. Li ascoltavo e rivedevo me giovane. Non più nella possibile veste di fratello maggiore ma di padre. Di padre che deve tacere, nulla di più straziante che mettersi a dire “ai miei tempi”. Anche per averli sentiti così giovani e carichi di vita, soprattutto al Santa Cecilia, ho cercato e sto cercando di battermi perché la Finanziaria dia loro un poco di giustizia. Speriamo bene.

Dic 112007
 

Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) da parte degli studenti del Conservatorio di Napoli una lettera ufficiale da loro indirizzata a Nando Della Chiesa, e agli esponenti del Governo, in merito alle questioni che hanno portato all’occupazione del Conservatorio (tutt’ora in corso, e … notizia dell’ultimo minuto, al blocco degli esami per i bienni abilitanti presso il medesimo conservatorio, attuato ieri).

(cogliamo l’occasione per sottolineare qui che questa probelmatica non coinvolge solo gli studenti dei Conservatori di musica, ma anche quelli delle Accademie di Belle arti e quelli di discipline coreutiche, n.d.r.)

Gli studenti di Napoli ci hanno anche dichiarato che:

Ieri hanno bloccato gli esami di ammissione ai Bienni abilitanti, con le seguenti richieste:

– NO AI CORSI BIENNALI CON VALORE ABILITANTE.

        – SI AL CONCORSO ABILITANTE PER L’IMMISSIONE IN RUOLO.

– SE PERMANE L’OBBLIGATORIETA’ DEI  CORSI ABILITANTI,  CHE SIA CONSENTITO L’ACCESSO AD UN  NUMERO DI CANDIDATI ANCHE  MAGGIORE DEI 35 PREVISTI DAL DM 137/2007, E L’APERTURA DI TUTTE LE SOTTOCLASSI RELATIVE AGLI STRUMENTI PRESENTI  NELLE GRADUATORIE DI CONCORSO.

 – RISERVARE POSTI ANCHE NELLA CLASSE DI CONCORSO A31 E A32.

“Chiediamo l’abolizione dei corsi abilitanti e la possibilita’ di partecipare ai concorsi abilitanti come richiesto anche dagli studenti delle Universita’ (con l’abolizione delle siss); corsi di didattica come corsi di laurea ma non abilitanti. Pare che l’On. Dalla Chiesa abbia ottenuto un finanziamento per i Conservatori; noi NON chiediamo soldi, vogliamo conoscere il VALORE del nostro titolo di studio”

 questo è il loro comunicato ufficiale:

Conservatorio di musica San Pietro a Majella, Napoli
Assemblea degli studenti del 6 dicembre 2006

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca
On. Fabio Mussi

Al Presidente del Consiglio dei ministri
Prof. Romano Prodi

Roma

 

Oggetto: occupazione del conservatorio di Napoli, motivazioni e richieste degli studenti

Egregi Ministri,

il Conservatorio di Napoli è in stato di occupazione.

Motivo primo della protesta è la mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della L. 508/99 che recita: “…Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, …(omissis).., sono dichiarate le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e i titoli di studio universitari al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso“.

La legge 508/99 che inoltre cita espressamente l’art. 33 della Costituzione, sembrava finalmente svelare alle coscienze dei “dottori”, con evidenza, che in Italia non esiste solo l’università, ma un sistema di “istituzioni di alta cultura” che, oggi come prima della riforma, è composto da università, accademie e conservatori.

La mancata applicazione dell’art. 2 comma 5 della 508/99, dopo otto anni di attesa, è gravemente lesiva dei diritti degli studenti di accademie e conservatori, pertanto gli studenti del Conservatorio chiedono l’intervento del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del MUR per sanare una perdurante dimenticanza o per correggere una posizione politica insostenibile e in contrasto con una Legge dello Stato.

Secondo motivo che ha determinato la reazione degli studenti è il limitatissimo accesso ai corsi di abilitazione all’insegnamento istituiti con decreto Ministeriale n° 137 del 28 sett 2007, del tutto inadeguato al numero dei candidati.

Gli studenti pertanto chiedono il ritiro del decreto ministeriale del 28 sett 07 e la formulazione di un nuovo bando che consenta l’attivazione di tutte le sottoclassi e la partecipazione ad un numero maggiore di aspiranti. Si chiede inoltre che il nuovo personale docente sia messo in ruolo esclusivamente attraverso concorsi abilitanti aperti a tutti.

Altri gravi problemi concreti che non sono stati determinanti per la gravità della scelta di mobilitazione degli studenti, ma che meriteranno una approfondita valutazione a livello centrale, sono quelli attinenti al diritto di accesso allo studio, per cui sarebbero necessari maggiori stanziamenti e attenzione per i corsi propedeutici che sono rimasti al palo, o il diritto alla contemporanea frequenza di più corsi di studio di conservatorio e di uno universitario, mai smentito per legge e ancora valido per i corsi ordinamentali. Inoltre vi sono i guasti che derivano dalla equipollenza (a senso unico) dei diplomi ordinamentali con quelli di primo livello accademico, così con dieci anni di studio, più il diploma di scuola superiore, conseguiamo una laurea BREVE per cui gli studenti chiedono che siano presi i provvedimenti legislativi che stabiliscano l’equipollenza tra i titoli ordinamentali e quelli di II livello accademico come è in tutta Europa.

Assemblea degli studenti 6 dic 2007

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Dic 102007
 

Riceviamo dagli studenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma e volentieri pubblichiamo: si tratta di creare una piattaforma unitaria di richieste tra tutti i Conservatori

Al Ministro Fabio Mussi

Al Ministro Giuseppe Fioroni

Al Sottosegretario Nando Dalla Chiesa

Al Direttore Generale AFAM Bruno Civello

A tutti gli organi di stampa.

Documento unitario dei conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo, Ferrara e Campobasso

Gli studenti e le studentesse dei conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo, Ferrara e Campobasso denunciano quanto segue.

  • La deliberata aggressione nei confronti della Musica, dell’Arte e del Sapere in generale da parte di tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, eloquentemente espresso da fatti significativi come:
    • la chiusura di tre Orchestre della RAI (di Milano, Roma e Napoli) da parte dell’allora presidente Moratti perché considerate “non produttive”;
    • i tagli esorbitanti al sistema AFAM, ancora mancante di un fondo autonomo, delineati dall’ultima Finanziaria ancora in discussione;
    • la povertà complessiva in cui versano i Conservatori e le Accademie.
  • La mancata equipollenza e spendibilità a livello italiano ed europeo dei titoli conseguiti secondo le modalità definite dalla legge di riforma 508/99 art. 2 comma 5 (comma mancante del decreto attuativo) con le laruee universitarie conseguite secondo la riforma attuata nel 1999 col decreto n. 509 (riforma Berlinguer-Zecchino).
  • Il completo fallimento del progetto che sottende alla suddetta legge di riforma 509/99 (delineato dagli accordi di Lisbona, di respiro europeo) dopo che sono quasi trascorsi i dieci anni che erano stati proposti come periodo di sperimentazione della stessa. Questo fallimento è riassumibile in alcuni punti-chiave:
    • l’eccessiva frammentazione e diversificazione dell’offerta formativa nei corsi istituiti dalla riforma, la quale storna l’attenzione dello studente dalla materia caratterizzante – ciò che viene spesso detto sul ‘3 + 2′ è che “sforna persone che parlano di musica piuttosto che persone che fanno musica”;
    • l’inadeguatezza dell’istituzione del credito formativo come criterio di misurazione delle ore di studio;
    • il totale abbandono in cui versano gli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale in seguito all’entrata in vigore del regime dell’autonomia e il conseguente rischio concreto e incombente che questi vengano risucchiati dai privati.
  • L’eliminazione dell’accesso diretto alle graduatorie nazionali per l’insegnamento nei conservatori, divenute oramai “ad esaurimento” dal 1999, da quando sono stati “congelati” gli organici.
  • La mancata istituzione delle strutture d’istruzione secondaria (licei musicali) che dovrebbero avere l’onere dell’insegnamento della musica, base fondamentale per poter concepire uno studio della musica di tipo universitario, la cui mancanza crea un buco nell’istruzione musicale e rende impossibile l’occupazione di moltissimi “laureati in musica” che potrebbero avere incarichi di docenza nelle suddette istituzioni.
  • La svalutazione dei titoli di studio nel loro complesso, intesi come coronamento di un percorso che in sé dovrebbe essere considerato (per complessità e per durata) abilitante all’insegnamento. L’istituzione dei diplomi di didattica fu solo il primo tassello di questo processo che si compie oggi con la svalutazione anche di questo stesso titolo, avente ormai valore abilitante per il solo accesso ai concorsi e non più considerato diploma di conservatorio ordinamentale. Il paradosso è che insegnare alle medie richiede un titolo superiore a quello che servirebbe, se gli organici non fossero bloccati, per accedere all’insegnamento nei conservatori.

Per questo chiedono

  • Più fondi alla Musica, intesa come valore in sé e come uno dei fini ultimi cui deve aspirare una società che vuol definirsi civile.
  • La piena entrata a regime di un sistema d’insegnamento della musica di tipo universitario inscindibile dall’istituzione dei licei musicali.
  • L’abrogazione, dopo i dieci anni ‘di prova’, dei fondamenti della riforma Berlinguer-Zecchino, ovvero: il credito formativo e l’autonomia.
  • La riapertura degli organici e nuove assunzioni a tempo indeterminato.
  • La rivalutazione dei diplomi del vecchio ordinamento e delle lauree di primo e secondo livello ai fini dell’insegnamento.
  • L’abrogazione del D.M. n. 137 del 28 settembre 2007

Da quindici giorni le proteste stanno dilagando in tutta la penisola; con questo documento ci impegniamo ad addolcire le proteste, in attesa dell’incontro che terrete Martedì mattina a Roma; attendiamo notizie a riguardo. Se le vostre decisioni esuleranno dalle richieste da noi fatte, ricominceremo le occupazioni, ma questa volta ben più di due Conservatori aderiranno. Speriamo di non averne bisogno, e confidiamo nel vostro buon senso.

Distinti saluti,

i conservatori di Napoli, Roma, Pesaro, Fermo Ferrara e Campobasso

Dic 072007
 

Mussi Babbo NataleSperiamo davvero che stavolta il Ministro Mussi non deluda le più che legittime aspettative degli studenti… e ci faccia un bel regalo di Natale. Suvvia, si tratta solo di firmare un decreto e di applicare una legge dello stato… Ministro, guardi come è carino nelle vesti di Babbo Natale, coi baffoni bianchi invece che neri! Attendiamo fiduciosi di vederla portare il decreto giù dalla cappa del camino…

Riprendiamo dal sito dell’UNAMS (Unione Nazionale Arte Musica Spettacolo), il sindacato di categoria degli artisti, http://www.unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm , la lettera che il Segretario generale dell’UNAMS, Dora Liguori, ha scritto ieri al Ministro Mussi in merito all’agitazione degli studenti dei Conservatori e delle Accademie.

L’UNAMS sta appoggiando pienamente le giuste rivendicazioni degli studenti sullo scottante argomento del mancato riconoscimento dei titoli di studio, che aveva già sollevato nel mesi scorsi senza peraltro trovare molto ascolto. E questa è la buona notizia.

Quella cattiva è che evidentemente al Ministero qualcuno è stato proprio sordo, oppure non ha voluto ascoltare (per otto anni!).

 

Al Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica

On. Fabio Mussi

 

On. Ministro,

come Ella avrà appreso, da giorni gli studenti delle Istituzioni Afam sono in agitazione e stanno dando luogo all’occupazione pacifica di Conservatori ed Accademie per protestare contro il mancato riconoscimento dei titoli di studio. Il problema era stato già sollevato da questo sindacato sin dagli Stati Generali di Verona, richiesta la soluzione a gran voce dagli studenti nella stessa occasione, ma sicuramente sottovalutato e confutato, anche con atti formali, da varie parti. Adesso gli studenti, giustamente, sono stanchi di non avere riscontri concreti. Continua a leggere…

Dic 052007
 

Riprendiamo un articolo de “La Repubblica” divulgato dal sito della CGIL http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2007/dicembre/repubblica_napoli_conservatorio_divampa_la_protesta :

04/12/07

Repubblica/Napoli: Conservatorio, divampa la protesta

 

Sesto giorno di occupazione a San Pietro a Majella. Il direttore De Gregorio: “Non potrà durare ancora a lungo”

De Simone: “Lottano per un futuro che lo Stato gli nega”

Le tasse sono aumentate, ma non le possibilità di occupazione

TIZIANA COZZI

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«Quando sono arrivato e ho trovato il Conservatorio occupato mi sono sentito rallegrare il cuore. Qui c´è una coscienza che non ho trovato altrove». Roberto De Simone ha incontrato i ragazzi del Conservatorio che da sei giorni hanno occupato i locali di San Pietro a Majella. «Lottano per un futuro che lo Stato deve garantire. E quando non accade, bisogna fare la guerra».
Napoli scende per prima in guerra contro la legge 508 del 1999 che ha riformato gli istituti del settore musicale e artistico, introducendo corsi di primo e secondo livello (come è avvenuto per le università) e titoli finali non riconosciuti validi per l´ammissione ai pubblici concorsi.Continua a leggere…

Dic 042007
 

Il Chiostro del Conservatorio di MilanoSu nostra richiesta Andrea Musumeci, della Consulta del Conservatorio di Milano, ci ha postato un commento, che riteniamo utile ed importante copiare qui come articolo, in modo da dargli il massimo risalto: molti infatti stanno chiedendo, da più parti, che cosa stiano facendo gli altri conservatori. E quello di Milano è il più grande Conservatorio italiano.

Ecco, dunque, l’intervento di Andrea Musumeci, che ringraziamo: (i neretti, per una maggiore leggibilità, sono nostri)

4 Dicembre 2007

Andrea Musumeci @ 11:14 pm:

Carissimi, come non essere d’accordo con le motivazioni che hanno portato i colleghi del Conservatorio di Napoli ad occupare il loro bellissimo istituto? La bomba era nell’aria da molto tempo purtroppo, probabilmente da quando è nata la riforma, ma chissà quali interessi non hanno voluto trapelasse.L’origine del problema sta nel fatto che le Università non ci hanno mai voluto riconoscere come istituti di pari grado, capaci di fare Alta Formazione.Hanno ostacolato la riforma, si sono impuntati sui nomi delle cariche e degli organi di gestione e infine sull’equipollenza del titolo. Come hanno potuto farlo? Semplice: per ragioni storiche le Università hanno un peso politico maggiore rispetto a noi e le pressioni sul Ministero non si contano. Il dramma è che tutto ciò, questi conflitti fra tipologie di Istituti di Alta Formazione, lo abbiamo subito in pieno sulla nostra pelle e ora ne paghiamo le conseguenze più dure.Cosa rispondere a studenti che hanno frequentato anni in più, sostenuto esami in più, pagato centinaia di euro in più ed ora non si vedono riconosciuto il titolo? Inutile dire che il mio cellulare, come quello degli altri rappresentanti del Conservatorio di Milano, fuma. Spesso non abbiamo il tempo di rispondere nei blog anche perchè spesso ne sappiamo quanto voi e impieghiamo del tempo a capirci qualcosa. Ora vi metto al corrente di ciò che io so in base a come mi sono mosso e di quello che la Consulta comunque sta facendo “nell’ombra”.Continua a leggere…
Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!