Apr 192009
 

Un celebre scatto di Ugo Mulas che riprende Lucio FontanaRiprendiamo e ripubblichiamo qui uno splendido articolo recentemente uscito sulla rivista on-line “Micromega”. L’ha scritto Gaia Benzi, una studentessa di Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma. Fa parte di una serie di suoi articoli denominati “una goccia nell’onda”, un vero e proprio diario del movimento.

Un articolo magnifico, estremamente lucido e significativo. Si riferisce, nello specifico, alle Accademie di Belle Arti, ma, come sapete, tutto quanto vi si afferma riguarda l’intero conparto AFAM (Alta Formazione MUsicale e Artistica), e quindi anche i Conservatori di Musica. (I neretti nell’articolo sono nostri.)

Vi invitiamo a leggere altre testimonianze di Gaia Benzi sul sito di Micromega, a questo link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/category/UNA-GOCCIA-NELLONDA-di-Gaia-Benzi/

[Errata corrige: L’Accademia di Belle Arti di Roma, contrariamente a quanto scritto, non impone agli studenti tasse oltre il 20% dello F.F.O.]

“Quando, insieme agli altri, ho provato ad affrontare il problema dello stato dell’istruzione artistica in Italia, mi sono trovata davanti uno scenario a dir poco disastroso, oltre che intricato fino all’inverosimile: caterve di codicilli e circolari, leggi e decreti legge mai promulgati, ricorsi al Tar e sentenze del Consiglio di Stato hanno sommerso la mia scrivania, inghiottendo così la mia buona lena.

Ciononostante, ho provato a tracciare un quadro generale dellasituazione, concentrandomi in particolare sulle Accademie di Belle Arti e tralasciando, per mancanza di tempo, gli altri istituti artistici. Nessuna pretesa, dunque, di esaurire in queste righe l’argomento trattato; ma nemmeno la rinuncia a fornire quei pochi riferimenti che, se correttamente interpretati, possono comunque dare un’idea del grave danno alla cultura italiana che si sta perpetrando nell’indifferenza generale. Tutto inizia nel lontano 1999 quando, già riformata l’università secondo i dettami del processo di Bologna, il governo D’Alema decide di equiparare ad essa gli istituti A.F.A.M. – Alta Formazione Artistica e Musicale -, introducendo anche in questi i due livelli formativi che siamo abituati a conoscere come triennale e specialistica. La legge 508/99 determina, così, l’equipollenza fra titoli di studio universitari e accademici, e l’effettiva uguaglianza di Accademie e Conservatori alle altre istituzioni di formazione superiore. La definizione dei termini entro i quali tale uguaglianza e tale equipollenza si sarebbe strutturata è infine delegata ad ulteriori decreti attuativi del Ministero dell’Istruzione – interpellati il C.N.A.M. (Consiglio Nazionale di alta formazione Artistica e Musicale) e la VII Commissione della Camera (Commissione Cultura).

Sembrerebbe una legge giusta, volta finalmente a riconoscere alle competenze artistiche quel valore, in primo luogo culturale, che sempre era stato loro negato – ridotte, com’erano, a sapere di serie B. Sembrerebbe; probabilmente lo era. Peccato, però, che i decreti attuativi di cui sopra non siano più stati emanati.
Esatto: se ne sono letteralmente dimenticati. Da D’Alema in poi, tutti i governi si sono scordati di scrivere quei fondamentali decreti senza i quali le Accademie non possono né restare nella logica del vecchio ordinamento, né avviare quello nuovo senza trovarsi in una situazione di parziale illegalità.

Ed è così che, da ormai dieci anni, le Accademie riformate sopravvivono immerse in un desolante deserto normativo, vittime e a volte complici della più totale anarchia legislativa.
Le uniche cose che sono state sancite – grazie a due decreti attuativi del Presidente della Repubblica, uno del 2002, uno del 2005 – sono l’autonomia amministrativa e regolamentare, e i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi. Ma, a parte questo, è il nulla. Nemmeno la durata dei due livelli formativi è stata specificata.
Si è dunque dato il via ai corsi delle triennali e delle specialistiche – la prima è stata l’Accademia di Brera -, ma senza aver definito né i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica dei docenti e delle istituzioni – che quei corsi dovevano tenere e ospitare; né i requisiti di idoneità delle sedi – dove quei corsi si dovevano svolgere; né le procedure e le modalità per la programmazione dell’offerta didattica – che quei corsi include; né i criteri di valutazione delle attività degli istituti A.F.A.M. – che a quei corsi hanno dato il via; né le modalità di convenzionamento con altre istituzioni – dalle scuole alle università, ai privati; né le procedure per il reclutamento del personale, incluso quello tecnico-amministrativo. Ma, soprattutto, senza che i diplomi triennali e specialistici fossero equiparati di fatto ad un diploma di laurea: questo perché la 508 decreta sì l’equipollenza fra diplomi accademici e lauree, ma non specifica a quale laurea in particolare essi siano equipollenti. E senza questa specifica, quei diplomi restano a tutt’oggi carta straccia.

Così, quando un laureato alla specialistica sperimentale – condotta secondo i non-criteri di cui sopra – di una qualunque delle Accademie di Belle Arti italiane prova a partecipare ad un concorso pubblico, convinto che la 508 gli dia in questo senso piena legittimità, vede sistematicamente respinta la sua domanda; e in questo modo, poco gradevole, scopre che il pezzo di carta tanto sudato non vale nulla.

Ciò avviene perché le uniche lauree ancora valide sul piano legale sono quelle del vecchio ordinamento, la cosiddetta quadriennale. Ma – e qui la disattenzione ministeriale si intreccia indissolubilmente con la mala gestione dei dirigenti locali – le iscrizioni alla quadriennale, pur essendo assolutamente legittime, vengono spesso osteggiate dalle istituzioni accademiche, che invece spingono gli studenti verso i corsi di laurea “riformati”, celando prudentemente la condizione d’illegalità e precarietà normativa degli stessi. Questa colpevole omissione non fa che aumentare l’ingiustizia subita dagli allievi. Come si dice in gergo: oltre al danno, anche la beffa.

Alle carenze normative va poi aggiunta la grave situazione economica delle Accademie, che sono molto spesso sull’orlo del collasso. L’Accademia di Belle Arti di Roma, ad esempio, come anche quella di Brera a Milano, sforano di gran lunga il tetto massimo imponibile alle tasse universitarie – che è del 20% rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario -, arrivando chiedere contributi agli studenti fino al 70% del bilancio totale. Tali contributi si sono resi necessari per avviare l’opera di riforma mai completata che ho sopra descritto. Anche qui, siamo in una situazione di pura illegalità. Se gli studenti volessero impugnare armi legali per opporsi a questa situazione, le Accademie in questione sarebbero costrette a dichiarare il fallimento.

Leggi inesistenti, fondi miseri, ambiguità nella gestione. Cos’altro manca? Eppure questa è solo la punta di un iceberg che si estende per chilometri e chilometri in tutta la penisola. Ogni Accademia, infatti, ha la sua storia di ricorsi al Tar e di battaglie in tribunale condotte molto spesso da ex-studenti, esasperati dalle follie dei loro Direttori, dei Consigli Accademici o d’Amministrazione.
Può capitare, infatti, di iscriversi al quadriennio e scoprire, a ridosso degli esami, che tale iscrizione non risulta affatto; oppure seguire un corso e non poter dare l’esame, perché l’esame non c’è – letteralmente: non esiste, non è previsto in calendario. Può capitare di iniziare a Febbraio un corso previsto per Novembre; può accadere che il calendario delle lezioni resti provvisorio per oltre tre mesi, con inversioni di rotta e stravolgimenti totali ogni due settimane. Può succedere di arrivare a lezione e scoprire che non ci sono né sedie, né tavoli, né cavalletti, né tele né colori né pennelli né tantomeno modelli da copiare. Può succedere di scoprire – come a Brera – che ai calchi in gesso in dotazione all’Accademia manchino dei pezzi, che il giorno prima magari c’erano: qualcuno se li è portati via. Del materiale ordinato può non arrivare, senza che nessuno alzi la voce o protesti; oppure può arrivare, essere consegnato, ricevuto e controfirmato e poi sparire, così, senza motivo. Possono verificarsi furti di costose apparecchiature elettroniche e la direzione alzare le spalle. Non ci sono soldi per ristrutturare corridoi, bagni e aule che cadono a pezzi – e con cadono a pezzi intendo proprio balaustre che si staccano e corrimano che restano fra le dita dello sfortunato passante; e quando i soldi ci sono e le strutture vengono rimesse a nuovo, può capitare che la direzione decida di non utilizzarle, impedendo l’accesso agli studenti per poi lasciarle vuote, inutili, morte.

Il Ministero dell’Istruzione può decidere di commissariare un’Accademia come quella di Brera, più volte citata in quest’articolo perché immersa in una gestione non malevola, bensì disastrosa, fallimentare da ogni punto di vista, una vera e propria avanguardia dello sfacelo culturale italiano; e poi affidare il commissariamento allo stesso Direttore – in pensione perché a mandato scaduto – che l’ha ridotta in queste condizioni, sull’orlo della bancarotta con fondi fantasma scomparsi chissà dove e per decisione di chissà chi.

E in tutto questo il Parlamento, il Governo, gli organi d’informazione e l’opinione pubblica posso restare indifferenti, e osservare l’arte morire lentamente di fianco a loro. Persino gli studenti sembrano aver perso le speranze, tale è il disinteresse generale per le sorti delle loro battaglie.

A nessuno importa della formazione artistica in questo paese; a nessuno, da anni. La politica non se ne ricorda nemmeno più: non la cita nelle leggi che emana, limitandosi a ricordare i precedenti interventi normativi, ancora incompleti senza un perché. Solo l’ex-ministro Mussi si era preso la briga di promettere un interesse futuro; ma poi il governo Prodi è caduto, e non se n’è fatto più niente. E la Gelmini? In tutto questo lei taglia, a casaccio, noncurante dell’importanza delle istituzioni che sta andando – con quei tagli – a distruggere definitivamente.

L’arte rappresenta un territorio libero, dove la mente umana può spaziare senza vincoli morali o logici, ragionando per assurdo, accumulando paradossi, sconfinando nel magico e nel mitico senza per questo allontanarsi dal reale; è uno spazio vivo, pieno di risorse, che attraverso l’elaborazione dell’emotività – singola e collettiva – apre la porta a nuove interpretazioni dell’individuo e della società. L’arte, inoltre, serba memoria delle ragioni degli sconfitti, e nel suo particolarissimo modo li include nella grande giostra della Storia, permettendo agli esclusi di ogni tempo e luogo di incontrarsi nelle pagine di un romanzo, nei riflessi di un quadro o nelle note di una sinfonia; e, allo stesso tempo, umanizza il male, rendendolo palese in ciascuno di noi.
Ha suscitato rivoluzioni e sedato rivolte, è stata braccio destro del potere e contro-potere attivo all’interno dei sistemi. Non ha patria e non ha padroni, parla una sola lingua, universale, e la forza dei suoi mezzi ha segnato per secoli il corso degli eventi.
Ma da un punto di vista pratico, molto meno aulico e molto più incisivo, cosa importa ormai allo Stato di quei quattro imbrattatele, di quegli scalpellini e di quel paio di incomprensibili strimpellatori jazz. L’arte è inutile, inefficiente, qualche volta pericolosa; meglio abolirla, chiaramente. Allo scoperto, comunque, non si può: cosa scriverebbero i giornali esteri? Come titolerebbero? “La patria di Michelangelo Buonarroti e Giuseppe Verdi cancella l’istruzione artistica e musicale”? Allo scoperto no, certo che no. Meglio lasciarla morire sola, allora, isolata, abbandonata alla propria incapacità cronica di sbrigliarsi da questa matassa senza alcun bandolo che l’è stata costruita attorno.
Il genio e la creatività italiana: che restino dov’è più comodo a tutti, nei libri di storia. Che il Bel Paese sia sempre più bello – ma solo in cartolina, che custodisca soltanto il peggio del proprio glorioso passato.”

Gaia Benzi

Feb 122008
 

Danza e musica insieme…Riceviamo da parte da Grazia Grosso, Presidente di ANDDICOR (Associazione Nazionale Docenti Discipline Coreutiche) – e volentieri pubblichiamo – le seguenti richieste, – imprescindibili per gli studenti e diplomati dell’Accademia Nazionale di Danza (di seguito AND) – gli stessi evidenziati e sottoposti al Ministero in occasione dell’incontro AFAM del 20 dicembre 2007.

1. Emanazione del DPCM che dichiari le equipollenze tra i titoli rilasciati dalle istituzioni AFAM e i titoli universitari, in base a quanto previsto dall’art. 2 comma 5 della Legge 508/99.
2. Emanazione decreto ministeriale con definizione degli ordinamenti didattici dei corsi di primo livello dell’Accademia Nazionale di Danza.
3. Istituzione dell’insegnamento coreutico nel primo e nel secondo ciclo di istruzione.
4. Definizione delle classi di concorso afferenti le discipline coreutiche (danza classica, danza contemporanea, propedeutica della danza, danze storiche, ecc.).
5. Definizione della qualifica professionale dei possessori di diplomi accademici di primo e di secondo livello rilasciati dall’Accademia Nazionale di Danza.

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Feb 082008
 

Come avevo già annunciato in un mio precedente post (http://www.classicaviva.com/blog/2008/01/12/nuovo-intervento-di-paolo-gasparin-un-appuntamento-per-tutti-i-consultari/), Conto alla rovescia…ricordo che a Roma è imminente l’Assemblea Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM.

Ricordo anche che avevo segnalato che sarebbe stato bello che non si trattasse di un’assemblea ristretta ai “consultari”, ma auspicavo venisse allargata a tutti gli studenti interessati.

E sentite ora cosa hanno scritto gli studenti del Conservatorio di Napoli:

“….Colgo l’occasione per comunicarvi la risposta di Paolo Gasparin, alla nostra richiesta di poter far partecipare anche qualche studente dei Conservatori, oltre che i rappresentanti delle Consulte, all’Assemblea del 13 e 14 febbraio.
Purtroppo la risposta è stata negativa per motivi di spazio.
A noi non sembra giusto, visto che le Consulte, non si sono occupate mai del problema, fino all’occupazione del Conservatorio di Napoli. Noi da Napoli, andremo lo stesso. se si terrà ancora. …”

Carino, no? In ogni caso credo che sarebbe importante coordinare gli sforzi in vista di questa assemblea, e arrivare a stilare documenti congiunti.

Direi anche che sarebbe fondamentale che dall’assemblea si uscisse cercando di far pressioni per ottenere al più presto possibile la famosa firma di Romano Prodi sul DPCM, indispensabile per l’equipollenza dei Diplomi, per cui tanto si è combattuto in questi mesi:

Segnalo anche, ai pochi che potranno intervenire, i rilievi tecnici molto interessanti e molto preoccupanti del Prof. Calosci dell’UNAMS, in merito alla concreta possibilità che si possa arrivare a questa firma in tempo utile, prima della definitiva impossibilità a procedere di questo Governo. Per favore, chi può faccia qualcosa.

Prof. Antonio Calosci @ 12:39 am:
….
Lei si augura che in questi DUE MESI possano rimediare ai ritardo avuti fino ad oggi.
Le voglio dire che la sua è una speranza che non può realizzarsi per motivi TECNICI.
Per emanare il DPCM sono necessari:
a) coordinamento tra tre Ministri (Università, Funzione pubblica e Persidente del Consiglio);
b) acquisire il parere OBBLIGATORIO del CNAM;
c) acquisire il parere OBBLIGATORIO delle competenti Commissioni Cultura di Camera e Senato;
d) acquisire il parere OBBLIGATORIO del Consiglio di Stato.
E questo prenderebbe di per sé mesi!!!
In questo momento il CNAM sta studiando un ASSURDO schema di decreto presentato dal Ministro Mussi relativo ai requisiti di qualificazione delle sedi e dei docenti.
Tra le chicche in esso contenute ne cito una sola:
Vogliono concedere a Istituzioni private (e non sto parlando degli Istituti Pareggiati) la possibilità di rilasciare titoli come i Conservatori!!!
Se pensa che la legge di riforma si rivolge esclusivamente alle Istituzioni Statale e agli Istituti Pareggiati…. e non cita MAI istituti PRIVATI!!!
Proprio un bell’andazzo!!!
Cordiali saluti “

Buon lavoro a tutti, (non è proprio il momento di smobilitare…) e scrivete!

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Feb 052008
 

La vignetta originale dal post nel sito di Dalla ChiesaAncora buone notizie, e ancora da quel galantuomo di Nando Dalla Chiesa, che, con tutte le rogne e i dispiaceri della caduta del governo, ha trovato il tempo di continuare ad occuparsi della spinosa questione dei famosi decreti di equipollenza. Un primo pezzo del puzzle è andato al suo posto. Ci manca un altro pezzo ancora, purtroppo, la firma di Prodi sul famoso decreto, ma insomma, un bel passo avanti è stato fatto. E menomale. Vediamo come:

Riporto qui, copiando in diretta dal suo blog, la notizia come lui l’ha data, (e anche la sua vignetta – carina, no?) ma vi invito anche a leggervi il suo lungo ed esauriente post originale a questo link: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=785

“Prima notizia. Finalmente c’è la circolare. Sì, quella che certifica che i diplomi di accademie e conservatori e di tutta l’Alta formazione artistica e musicale sono equivalenti (così vi si dice) a quelli universitari ai fini dei pubblici concorsi. L’ha emanata il Ministero della Funzione pubblica indirizzandola a tutte le branche della pubblica amministrazione, compresa quella locale, nonché alle Camere di Commercio. Titolo esplicito: “Validità dei diplomi accademici rilasciati dalle Istituzioni di alta formazione artistica e musicale ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi”.

Il post di Dalla Chiesa merita davvero una lettura attenta ed integrale, infatti, per come racconta tutta la storia: suscita amarezza nel constatare come tutto sia maledettamente complicato, nella nostra mostruosa macchina burocratica, ma anche ammirazione per la tenacia di qualcuno che non vuol mancare alla parola data, ASCOLTA QUELLO CHE GLI DICONO, e cerca di aggiustare il tiro, se si accorge che qualcosa non funziona, senza mollare, mai. Scusate la mia apparente partigianeria, ma un altro GRAZIE glielo dobbiamo. Di cuore.

Poi, se qualcosa ancora non va, va beh, scrivete che ne parliamo. Qualcuno che ascolta, ancora per pochissimo, c’è ancora. Poi, chissà cosa accadrà. Ma questa circolare intanto dovrebbe aver messo al sicuro la spendibilità dei titoli dei Diplomi AFAM nei riguardi della Pubblica Amministrazione. Il che davvero non è poco, rispetto a qualche mese fa.

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Gen 272008
 

rullo di tamburoCari lettori,

come potrete notare, sono pervenuti molti commenti al nostro blog, in merito alla vicenda dei Decreti attuativi firmati pochi giorni fa dal Ministro Mussi. Per la logica con cui è costruito un blog, però, diventa difficile seguire il dibattito, e magari rintracciarli, per cui ho deciso di pubblicare un paio di post riassumendo un po’ di interventi importanti che ci sono pervenuti, sui quali ritengo sia molto utile approfondire il dibattito. Infatti in giro c’è molta disinformazione e una confusione spaventosa. Nel mio piccolo, con questo blog, che poi non è altro che una rivista on-line, un aggregatore di notizie, sto cercando di scovare le notizie interessanti nel mondo della musica e possibilmente di commentarle ed approfondirle, senza alcuna pretesa di “fare opinione”. Quindi ben vengano i dibattiti! (come sempre, trovate in rosso le mie parole, in nero gli interventi di altri)

Cominciamo con un paio di interventi pervenuti oggi dai due membri del CNAM che vedete nel titolo, a cui diamo il benvenuto nel nostro blog. Hanno scritto a noi perché nei giorni scorsi c’è stata una certa animazione sul blog di Nando Dalla Chiesa, e il docente AFAM Pascucci, con cui mi sono scontrata in quella sede per un suo intervento un po’… animato (e, ahimé, iettatorio) mi ha risposto qui, raccontando che gli è stata tolta la possibilità di scrivere nel blog di Dalla Chiesa, e che la stessa possibilità è stata tolta a membri del CNAM che volevano scrivere le proprie critiche.

Bene, ho dunque sollecitato il dibattito sul blog di ClassicaViva, che come sapete è sempre stato aperto a tutti, anche in modo anonimo, e siamo pronti a cominciare (se guardate nella colonna dei commenti, armatevi di pazienza, e troverete tutti gli originali, anche del Maestro Pascucci, con le mie risposte).

Continua a leggere…

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Gen 242008
 

Gentili amici, in riferimento al post di ieri con la bella notizia della firma del Decreto attuativo da parte del Ministro Mussi, indagando un po’, ho scoperto che ci sono critiche al Ministro per il fatto che il Decreto non corrisponde in pieno a quanto deliberato dal CNAM il 20 dicembre.

Dico subito che il fatto che nel Decreto Ministeriale non venga recepita l’indicazione del CNAM che riguarda l’inquadramento dei docenti, che capisco faccia arrabbiare il sindacato, non mi sembra poi così scandaloso. Infatti la motivazione è che l’inquadramento del personale docente, in quanto materia di stato giuridico, vada rimessa alla disciplina contrattuale di comparto. Insomma, si tratta di non voler entrare in un altro ambito con questo decreto.

Siamo alle solite: in Italia, non va mai bene niente, ma proprio niente. Criticare e non essere mai abbastanza soddisfatti di nulla è il grande sport nazionale.Continua a leggere…

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Gen 222008
 

Il sottosegretario Nando Dalla ChiesaUna bellissima notizia diritta diritta dal blog di Nando Dalla Chiesa, postata pochi istanti fa:

Grazie, Sottosegretario Dalla Chiesa, davvero è bello vedere che una parola viene mantenuta, anche in un momento così difficile per il Governo.

Olé! Firmati i nuovi ordinamenti didattici

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Scritto da Nando dalla Chiesa
Tuesday 22 January 2008
Grande notizia dell’ultima ora! Gli ordinamenti didattici di Accademie e Conservatori, la parte più importante della riforma, sono stati firmati dal ministro Mussi. Per i blogghisti profani aggiungo che questi ordinamenti erano particolarmente attesi dagli studenti perché indispensabili per stabilire le famose “equipollenze orizzontali” (per i concorsi pubblici soprattutto), Sono contento. Una parola è stata mantenuta. Vediamo se ci riesco anche con un’altra…Ma intanto la serata mi è più dolce, nonostante tutto…
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Dic 242007
 

babbonatale che porta buone notizieVi riporto qui un estratto da un post nel blog del Sottosegretario Nando Dalla Chiesa, del 23 dicembre, che mi sembra riportare belle notizie: leggiamo (miei il rosso ed il neretto).

babbonatale.gifDei miei ultimi giorni romani (intensissimi) mi porto la soddisfazione, immensa, di avere visto approvare finalmente dal Consiglio nazionale dell’arte e della musica i nuovi ordinamenti didattici di conservatori e accademie. Ah, che bello. In questi giorni si scriverà il decreto ministeriale e il primo pezzo di riforma sarà legge. Lo meritano (regalo di Natale…) i docenti e gli studenti, almeno la loro componente positiva (larga maggioranza). Ma lo meritano anche quelli che si sono crogiolati nelle lagne, quelli che sembrano intinti nel lamento, i quali non potranno più recitare la litania del “siete tutti uguali”, “fatti e non parole”. Quelli che “attendiamo la riforma da otto anni”, quando sapevano benissimo che la stavamo facendo e concludendo. Appunto, noi, meno uguali degli altri, l’abbiamo fatta. E in più, udite udite, faremo uscire per la ripresa dei lavori altri due provvedimenti: quello che consente ai laureati triennali dei conservatori di andare a fare le supplenze nelle scuole e, soprattutto, quello che ribadisce con parole inequivocabili (anche per gli avvocaticchi del lamento) che il titolo di studio di conservatori e accademie è equipollente alla laurea a tutti gli effetti. Perché, sai caro Bruce Tafazzi, qui bisogna anche fronteggiare chi va a raccontare ai suoi allievi che il loro titolo di studio è carta straccia…Chissà che sofferenza non poterlo più dire… Potrebbero avere una crisi di identità.”

Beh, sembra che il regalo di Natale il CNAM (è il citato Consiglio nazionale dell’arte e della musica) ce l’abbia fatto davvero, anche se non mi sono chiare le date definitive di pubblicazione dei nuovi ordinamenti. La mobilitazione di Roma (e di tutti i Conservatori e le Accademie) evidentemente a qualcosa è servita. Vigiliamo che quanto dichiarato venga effettivamente attivato. Ma, lo ripeto: il nostro sottosegretario mi sembra una persona per bene, e credo a quanto scrive. L’aveva promesso, che si sarebbe adoperato per portare a casa una buona conclusione del problema, e mi sembra proprio che abbia mantenuto la parola.

Passiamo tutti un sereno Natale, certamente più sereno di quello che si prospettava qualche giorno fa. GRAZIE!!!

Dic 172007
 

In attesa dell’incontro di GIOVEDI’ 20 dicembre ore 10.30, tra il Ministro Mussi e il CNAM, previsto al Ministero della Ricerca Scientica e dell’Universita’, nel corso del quale speriamo tutti venga firmato il famoso decreto attuativo…vi proponiamo un video beneaugurante proveniente dal Conservatorio di Napoli, un concerto nel quale i ragazzi cantano “Oh Happy day…”, diretti dal Maestro Bruno Persico.
BkNQBI-kv_Y

Ci è stato comunicato che in quella data è previsto davanti al Ministero, un SIT-IN, al quale parteciperanno tutte le Accademie delle belle Arti e tutti i Conservatori d’Italia, ed i musicisti si esibiranno in uno SCONCERTO!

L’appello dice: Portate strumenti tra i piu’ rumorosi e fastidiosi! ACCORRETE NUMEROSI E AVVISATE QUANTI PIU’ STUDENTI E’ POSSIBILE: a Roma davanti al Ministero. Chi avesse altri particolari, li inserisca qui in commento!

Dic 132007
 

Riprendiamo questo comunicato ufficiale dal sito della CGIL: http://www.flcgil.it/notizie/news/2007/dicembre/afam_incontro_con_il_ministro_mussi

Mussi Babbo NataleChe il Ministro voglia davvero farci il regalo di Natale che stiamo aspettando? Ha promesso ufficialmente una conclusione dei famigerati Decreti Attuativi, da parte del CNAM, PRIMA DI NATALE.

Per chi volesse capire meglio cos’è il CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta FormazioneArtistica e Musicale), questo è il link al sito ufficiale: http://www.cnam.it/

Ma ora leggiamo il comunicato:

Università: Il Ministro si impegna a dare le risposte conseguenti. Continua blocco contrattazioni di istituto a.a.2007/2008 –

12/12/2007
AFAM: incontro con il Ministro Mussi

Segreterie Nazionali FLC Cgil – CISL Università – UIL AFAM

Le Segreterie Nazionali di FLC Cgil, CISL Università e UIL Afam, a conclusione dell’incontro del giorno 11 dicembre 2007 con il Ministro On.le Fabio Mussi, alla presenza del Sottosegretario On.le Nando Dalla Chiesa e del Capo Gabinetto Consigliere Oberdan Forlenza, sulla base delle richieste avanzate con il documento del 6 dicembre u.s., comunicano che il Ministro ha recepito, facendole proprie senza eccezioni, le preoccupazioni e le esigenze rappresentate per il comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

Il Ministro si è impegnato a:

* individuare nella Legge Finanziaria in via di definizione, le risorse necessarie per il funzionamento dell’AFAM, risorse che non possono essere inferiori a quelle già assegnate per il 2007;
* ottenere dal Ministero dell’Economia e Finanze le risorse aggiuntive adeguate per il rinnovo del contratto, considerata la stretta connessione tra contratto e attuazione della legge di riforma 508/99. Il Ministro, infatti, ha convenute con i Sindacati presenti che non si possa attuare la riforma a costo zero facendola gravare solo sugli utenti e sul personale che vi lavora.
* I decreti attuativi, ancora in attesa di emanazione, nonostante siano trascorsi otto anni dall’approvazione della legge, sono in discussione al CNAM con l’impegno di conclusione dei lavori prima di Natale. Su questo punto. I Sindacati hanno chiesto e ottenuto un ulteriore incontro per poter esprimere il proprio parere sulle materie di competenza sindacale contenute nei decreti prima dell’invio alle competenti Commissioni Parlamentari.

I Sindacati FLC Cgil, CISL Università e UIL Afam, in attesa di risposte concrete ed esaustive che portino all’Alta Formazione Artistica e Musicale le risorse necessarie di cui hanno estremo bisogno, confermano il blocco delle contrattazioni di istituto riferite all’anno accademico 2007/2008 e, in assenza di conferme rispetto agli impegni assunti dal Ministro Mussi, decideranno ulteriori e più forti iniziative di lotta.

Roma, 11 dicembre 2007

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!