Danilo Lorenzini Archivi - ClassicaViva - il blog della musica classica
Set 132014
 

Oggi, sabato 13 settembre 2014, è apparso sulla “Provincia pavese” un magnifico articolo con la presentazione del nostro concerto di domani a Vigevano, “Schubertiade, vino e Sachertorte”. Ringraziando molto la brava giornalista Lucrezia Semenza, lo pubblichiamo qui:

 articolo provincia pavese del 13 sett 2014

Lug 242011
 

Il Festival di Clusone (Bergamo) Settimana in Musica (dal 4 al 7 Agosto 2011) festeggia quest’anno la sua quinta Edizione: un motivo di felicità per chi lo ha visto crescere e divenire sempre più amato da un pubblico di affezionati, nonostante le difficoltà e gli imprevisti che ogni manifestazione artistica oggi in Italia porta con sé.

Benché artisti di fama abbiano animato in questi anni il Festival, lo spirito che ha permeato di sé le giornate clusonesi si è sempre mantenuto fedele all’idea originale: quella di un “far musica” fondato innanzitutto sul piacere artigianale della creatività musicale, fondamento imprescindibile per l’accesso a una dimensione estetica. In un’epoca in cui l’evento sembra più importante del processo che porta ad esso, si è sempre scelto di muoverci controcorrente, partendo dall’idea che il “far arte”, possibilmente con un obiettivo comune, sia più importante del produrre oggetti artistici.

Per questi motivi, forti di una presenza di pubblico che nelle passate edizioni superava le 5000 presenze per anno, si è deciso di mantenerci fedeli a una linea di valorizzazione di quel repertorio cameristico e liederistico che in Italia rimane incredibilmente difficile da sdoganare. La chiave di volta è stato il successo suscitato dai Lieder di Schubert e Schumann nella scorsa edizione, a fronte di un pubblico quasi completamente a digiuno di questo genere di musica: un segnale chiaro del fatto che la curiosità delle persone è maggiore di quanto sostengano molte istituzioni.

Quest’anno l’apertura di giovedì 4 Agosto alle ore21 prevede i sublimi Liebesliederwalzer di Brahms nella versione cameristica, con un Quartetto vocale d’eccezione coordinato dal tenore Mirko Guadagnini: musica che sa stupire in quanto spettacolo dell’anima, eclatante e intima al tempo stesso. Il Festival prosegue su un filo rosso squisitamente cameristico, senza però rinunciare al principio di varietas che lo ha sempre contraddistinto: così venerdì 5 Agosto il concerto-aperitivo pomeridiano esplora la Parigi Belle-époque attraverso lo charme sonoro del duo flauto-pianoforte (Francesco Tomezzoli e Danilo Lorenzini), mentre l’appuntamento serale è un’immersione in due capolavori del repertorio per violoncello e pianoforte, le Sonate di Chopin e Shostakovich, affrontate dai giovani talenti Chiara Burattini e Cosimo Filippini.

Ancora la Francia è protagonista dell’appuntamento pomeridiano di sabato 6 Agosto, con la voce di Francesca Scaini (premio Callas 2001) e il pianoforte di Mattia Ometto: accanto alle mélodies di due compositori maggiori come Debussy e Saint-Saëns, il duo ci regala preziose rarità di Reynaldo Hahn, D’Indy ed Enescu. Nel concerto serale, invece, il duo pianistico Luca Ciammarughi – Danilo Lorenzini affronta due mondi opposti e complementari: quello austro-tedesco di Schubert e Schumann, fremente di dolore e passione, e quello francese di Bizet e Ravel, porta d’accesso a un Novecento che può farsi gioco liberatorio (Jeux d’enfants) o danza venata di spirito dionisiaco (Boléro).

Il quadro geografico-musicale si fa ancora più ricco con il concerto-aperitivo di domenica 7 Agosto, dedicato alla Spagna: sarà un’interprete andalusa, Maria Dolores Gaitan Sanchez, a condurci in un viaggio iniziatico ai misteri, le sensualità, le luci sfavillanti e gioiose o le ombre magico-esoteriche della sua terra, e dei compositori che l’hanno cantata: Falla, Albeniz, ma anche Debussy e Ravel. La chiusura, con il duo violino e pianoforte dei gemelli Jacopo e Luca Ciammarughi, ci riporta circolarmente al mondo austro-tedesco, ma sotto una prospettiva diversa: non la “finis Austriae” di Brahms, ma la Mitteleuropa nei suoi albori e nelle affettuosità dello Stile Sensibile e del romanticismo sorgente: dalle galanterie dell’ultima produzione di Johann Sebastian Bach, attraverso l’Empfindsamkeit del figlio Carl Philipp Emanuel e gli impulsi Sturm und Drang del giovane Mozart, si approda fino agli incanti di Mendelssohn, non a caso musicista prediletto di Goethe: simbolo di una tradizione umanistica fatta di desiderio e amore per la Conoscenza, sensibile quanto intellegibile; un umanesimo che è anche principio ispiratore del Festival.