Mag 192011
 

Milano Musica, in collaborazione con il Teatro alla Scala, promuove Costruire con la musica, prima raccolta italiana di strumenti per le scuole di musica in Medio Oriente e Africa in partenariato con Music Fund, e per il nascente Sistema delle Orchestre e dei Cori infantili e giovanili in Italia.

Nello spazio ex-industriale del Padiglione Visconti dei Laboratori Scala-Ansaldo, in via Tortona 58, dalle 11 alle 22 di domenica 29 maggio, i donatori potranno portare i loro strumenti, che verranno accolti ed esaminati dai docenti e allievi delle Scuole di Liuteria di Milano e di Cremona all’interno di laboratori appositamente allestiti. Gli strumenti raccolti saranno catalogati e schedati mediante una carta d’identità  che permetterà  al donatore di seguirne la storia e il percorso in Italia o nel mondo.

Contemporaneamente, e per tutta la giornata, numerosi artisti della scena della musica classica, jazz e pop, introdotti da Saul Beretta e Carlo Lanfossi, si alterneranno sui vari palchi in cui è organizzato lo spazio.

La giornata si apre alle 11 con la FuturOrchestra diretta da Daniele Rustioni e proseguirà  con la partecipazione di Alfonso Alberti, la Civica Orchestra di Fiati di Milano, Emanuele Segre, Oleg Vereshchagin, I Piccoli Pomeriggi Musicali diretti da Daniele Parziani, Enrico Dindo e Monica Cattarossi, il Divertimento Ensemble, Alice Baccalini, Eugenio Finardi con Filippo Del Corno e Andrea Rebaudengo di Sentieri Selvaggi, Bruno Canino, Antonio Ballista, Franco Fabbri, mdi ensemble, Emanuele Arciuli, Francesca Dego e Francesca Leonardi, Enrico Intra, Giovanni Falzone, Andrea Lucchesini. La giornata si concluderà con un contributo di Moni Ovadia.

Sarà  possibile donare strumenti acustici o elettrici di ogni tipo, purché in buone condizioni.

Chi desidera donare strumenti musicali di grandi dimensioni (pianoforti, arpe o altri di simile ingombro), o necessita di assistenza per la consegna, potrà  contattare l’Associazione Milano Musica per maggiori informazioni (costruireconlamusica@milanomusica.org  – tel. +39.02.2040.3478).

Ingresso libero

 

Mar 312011
 

C’è un bell’articolo su Repubblica di oggi, a firma di Giuseppe Videtti che racconta, o fa raccontare a Daniele Rustoni la sua storia.

Un ragazzo, un giovane musicista e direttore d’orchestra che ha lasciato l’Italia, terra nella quale il suo grande talento non avrebbe potuto esplodere, castrato dall’impoverimento culturale che è sotto gli occhi di tutti, ma lontano dal cuore di troppi.

Qui a Londra sono tutti sconcertati per quel che accade alla cultura in Italia. Non siamo più competitivi su nulla. Quando ho avuto l’opportunità di scappare, ho tirato un sospiro di sollievo”.

Potrebbero sembrare parole pesanti, ma rispecchiano esattamente la realtà delle cose, ossia che è difficile continuare a sperare in un futuro migliore, restando inchiodati nel nostro paese, al quale non resta che riporre tutta la propria fiduciosa attesa nel nuovo ministro Galan, e ancora nelle parole, le sue: “prima ancora della riconquista dei soldi avverto la priorità di assicurare una posizione centrale alla cultura rispetto ad un contesto politico e sociale che viene, da troppi anni, considerato detestabile da chi realmente fa cultura, chiede cultura, trasmette cultura oppure frequenta l’emporio delle più avanzate creatività in ogni campo“.

Ma si può avere ancora fiducia, mentre davanti agli occhi passano le immagini di quel che resta della politica italiana?

E noi che ancora siamo qua, obbligati dall’età che limita l’intraprendenza, o dalla coscienza che ci impone di restare e lottare, dobbiamo ancora davvero inculcare ai nostri figli l’idea di sacrificare loro stessi, per un paese che li scaccia con i fatti e li trattiene con le parole?

È strano finire un articolo con una domanda, quasi che non si avesse nulla da dire; ma è onesto farlo, quando, in fondo, la domanda è posta più a noi stessi che agli altri, forse perché abbiamo figli che se ne sono già andati o che se ne vorrebbero andare lontano.

Ott 302008
 

Il Maestro Daniele RustioniPer contrastare il terribile clima di scoraggiamento che si respira in questi giorni, passiamo a una notizia davvero bella. A Torino, il 28 ottobre 2008, è andata in scena al Teatro Regio una splendida Bohème, con un cast giovane e un Direttore d’orchestra venticinquenne. Si tratta del Maestro Daniele Rustioni, un ragazzo, ancora,  ma già un artista completo e un Direttore esperto e di grande valore.

Ho ascoltato in diretta RAI tutta l’opera, con grande commozione. Conosco infatti Daniele da una decina di anni, quando ancora studiava presso il Conservatorio per il suo curriculum di eccellenza  (è Diplomato in Pianoforte, Organo  e Direzione d’Orchestra). Non è cambiato, negli anni. E’ rimasto dolce, simpatico, studioso e serio, e soprattutto modesto e alla mano, nonostante il grandissimo talento. Dopo gli studi di Milano, Daniele si e’ perfezionato in direzione d’orchestra all’Accademia Superiore Musicale Pescarese, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e alla Royal Academy of Music di Londra. E’ stato allievo di Gianandrea Noseda e, dall’anno scorso, è Principale Direttore Ospite del prestigioso Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo.  E’ Direttore Ospite Principale dell’Ashovert Music Festival in Inghilterra, Direttore Assistente della Vocal Faculty alla Royal Academy of Music e Maestro Preparatore dei cantanti alla National Opera Studio di Londra.

E’ per giovani come questo che dobbiamo difendere i nostri Conservatori, per avere nel nostro futuro altri musicisti così. Non dobbiamo arrenderci: questi ragazzi rappresentano il futuro della musica italiana.

La Bohème al Regio di TorinoVi propongo di seguito i podcast della registrazione dalla trasmissione su Radio 3 RAI, andata in onda in diretta martedì 28 ottobre 2008, con la conduzione di Guido Zaccagnini. Purtroppo ci sono stati notevoli problemi tecnici, sia sul canale radiofonico, sia su Internet, da cui ho effettuato la registrazione. Noterete quindi qualche piccola interruzione, che però nulla toglie alla freschezza e alla bellezza dell’opera. Ho ritagliato per voi la celeberrima scena d’amore iniziale tra Rodolfo e Mimì (non poteva mancare!), e poi anche un podcast  con l’intervista a Daniele e ai giovani protagonisti dell’opera: Erica Grimaldi (Mimì) e Tomislav Muzek (Rodolfo). Buon ascolto, quindi!

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La prima locandina di Bohème al Regio di Torino

Ricordo che una Bohème al Regio ha un significato particolare: il 1º febbraio 1896, La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini. Che magnifica eredità sta raccogliendo il giovane Rustioni!

Ma consentitemi anche qualche altra breve nota. Un plauso, innanzitutto,  a Walter Vergnano, il sovrintendente del Regio, e presidente dell’Anfols (associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche), che ha creduto e investito nei giovani. Un atto di intelligente coraggio, premiato alla grande dal risultato. E’ stata una Bohème impeccabile, commovente, diretta secondo la grande tradizione operistica italiana, musicalmente ineccepibile e ricca di idee. Una bella scommessa vinta.

Foto di scena dal Regio di Torino

Come si poteva leggere ieri in un bell’articolo di Sandro Cappelletto su htpp://www.lastampa.it, “la scelta del direttore d’orchestra (Daniele Rustioni) e dei cantanti parlano a favore di uno spettacolo pensato per saggiare la tempra di nuovi talenti. Un passo nella direzione di un teatro di repertorio affidato, almeno in parte, a una compagnia stabile. Come usava un tempo, come se le grandinate che si stanno abbattendo sui bilanci e sul futuro dei nostri teatri d’opera obbligassero a ripensare alcune certezze, date troppo per scontate: magnificenza di produzioni, cachet altissimi (i più stellari al mondo), occhi puntati sull’evento e sul divo di passaggio, più che sulla bellezza e la forza della musica, sul richiamo sicuro del titolo.

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