Apr 122017
 

A distanza di ventisette anni dalle rappresentazioni dirette da Sawallisch, è tornata alla Scala l’opera più eminentemente tedesca di Richard Wagner: Die Meistersinger von Nürnberg. Il motivo di una così lunga assenza potrebbe essere proprio l’alone di germanesimo dei Maestri cantori, espresso in modo evidente nel discorso finale di Hans Sachs, che incita a rifuggire le maligne insidie delle “cianfrusaglie latine” per farsi custodi della “sacra arte tedesca”. Eppure, solo chi non conosce questo “dramma satiresco” può pensare che si tratti di un macigno teutonico: Wagner adotta un organico orchestrale molto più ridotto rispetto a quello del Ring e costruisce una commedia in cui gli aspetti ironici e nostalgici mettono in discussione ogni monolitica certezza. Tali aspetti hanno ispirato la sensibilissima direzione di Daniele Gatti, che ha depurato la partitura da certi eccessi di tronfio trionfalismo, senza per questo rinunciare al pathos e al calore. Complice l’orchestra scaligera, con una menzione particolare ai fondamentali interventi dei legni solisti, e il Coro ben preparato da Bruno Casoni, l’opera si è dispiegata nella sua essenza più vera: non aggressivamente politica o ideologica, ma sublimemente musicale. È musica che parla della bellezza della musica: Gatti lo ha compreso a fondo, ricercando ogni sonorità senza cedere a facili effetti. E ha anche saputo dare respiro organico a un discorso musicale che non vive certo di polveroso accademismo: così come Walther von Stolzing “dagli uccelli ha imparato il canto”, allo stesso modo la Natura è maestra per Wagner. Nella scena del lillà, la musica sembrava planare sulla cima dell’albero.

Non sempre il cast vocale è stato all’altezza: Erin Caves, sostituendo il deludente Michael Schade della Prima, ha tratteggiato un Walther concreto ma poco affascinante. A deludere non è stato tanto il volume vocale, comunque troppo contenuto, quanto il fraseggio e il colore. Walther incarna la figura del giovane eletto ma ingenuo che, toccato dalla grazia del talento, semina il panico nella comunità dei dotti tradizionalisti: non basta che sia corretto, deve trasportarci  in un mondo d’incanti inauditi, che raggiungono il culmine nell’Aria beata del sogno svelato al mattino. Magistrale è stato invece l’Hans Sachs di Michael Volle, vocalmente poderoso e realisticamente immerso in questo personaggio positivo ma complesso, che riesce a vincere le proprie nevrosi di artista e uomo ormai al tramonto grazie al riconoscimento del talento e dell’amore altrui. L’eccellente Markus Werba, nel ruolo del pedante censore Beckmesser, ha dovuto accentuare gli aspetti grotteschi del personaggio per controbilanciare il naturale charme: altrimenti non si poteva certo spiegare perché Eva sposasse Walther invece di lui. Jacquelyn Wagner ha impersonato un’Eva diligente, dolce e un poco dimessa, quasi prendendo alla lettera l’ironica affermazione «una bambina obbediente parla solo se interrogata»: mancava lo slancio e la vena ribelle della giovane donna che, folgorata dal cantore venuto dal nulla, rompe tutte le convenzioni e decide di sposarlo a tutti i costi.

Noto per la capacità di approfondimento psicologico dei personaggi, il regista berlinese Harry Kupfer ha lavorato con i cantanti con l’evidente finalità di inviare al pubblico una molteplicità di stimoli e segnali: anche se la gesticolazione spesso poteva apparire eccessiva e un po’ didascalica, è stata in realtà fondamentale per mantenere viva l’attenzione del pubblico durante le sei ore della rappresentazione. È raro poi che un regista sappia conciliare a tal punto l’aspetto spettacolare con quello simbolico. Sui suggestivi e grandiosi resti dell’antica cattedrale, con scorci visionari su una città dei nostri giorni, Kupfer ha innestato moderne impalcature: idea magari non del tutto originale, ma perfetta per simboleggiare l’eternamente attuale filo rosso dei Meistersinger, ossia il conflitto fra tradizione e nuova creatività.

 

Luca Ciammarughi

 

 

Mar 012016
 

È la Fondazione Centro San Raffaele – ente non profit che supporta la ricerca dell’IRCCS Ospedale San Raffaele per aiutare lo sviluppo della scienza a servizio della medicina – l’organizzazione beneficiaria della Prova Aperta di domenica 6 marzo alle ore 19.30 con la Filarmonica della Scala diretta da Daniele Gatti.

L’appuntamento, reso possibile grazie alla disponibilità dei professori d’orchestra, dei direttori e solisti ospiti della Filarmonica, è realizzato in collaborazione con il Main Partner UniCredit e il supporto di UniCredit Foundation.

Il ricavato della serata contribuirà a sostenere un progetto di ricerca in medicina rigenerativa condotto dalla Divisione di Neuroscienze dell’Istituto per sviluppare nuove potenziali terapie nel campo della sclerosi multipla, dell’ictus cerebrale e dei traumi del midollo spinale.

A introdurre la Prova sarà il critico musicale Gian Mario Benzing che spiegherà al pubblico il programma notturno e intimista che comprende Verklärte Nacht op.4 di Schönberg, Tod und Verklärung op.24 di Richard Strauss e Vorspiel und Isoldes Liebestod di Wagner.

Dopo il successo delle serate dedicate al sostegno dei progetti di ricerca scientifica condotti da Fondazione IEO-CCM, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Besta e Fondazione Centro San Raffaele, questa settima edizione del ciclo di Prove Aperte – con cui la Filarmonica della Scala supporta le organizzazioni non profit che operano sul territorio milanese – si chiuderà domenica 10 aprile con la Prova diretta da Fabio Luisi a favore della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori introdotta da Carlo Boccadoro.

Programma completo disponibile su: filarmonica.it/proveaperte/

La stagione è resa possibile dalla collaborazione con il Teatro alla Scala e i media partner Corriere della Sera-ViviMilano e Radio Popolare.

Per questa serata Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta può contare sul sostegno di BioRep e SAPIO Life.

un ricordo:

Mar 252011
 

Il mondo della cultura si mobilita dopo i disastri provocati in Giappone dal terremoto e lo tsunami, per la raccolta di fondi da destinare agli aiuti delle popolazioni colpite. Sono già due gli eventi in programma, il cui ricavato sarà interamente inviato in Giappone.

Il 27 marzo si terrà il primo dei due concerti previsti dal Teatro dell’Opera di Zurigo, dall’Orchestra e dal Direttore Principale Daniele Gatti, che si terrà all’Opernhaus, e nel quale sarà eseguita la “Sinfonia n. 9” di Gustav Mahler, mentre il 29 a Berlino alla Phillarmonie Daniel Barenboim e Simon Ratte alla testa rispettivamente della Staatskapelle Berlin e dei Berliner Philharmoniker, eseguiranno rispettivamente la “Sinfonia n. 6, ‘Patetica’” di Cajkovskij, e la “Sinfonia n. 4” di Johannes Brahms.

I fondi raccolti durante questo secondo appuntamento saranno devoluti all’UNICEF e finalizzati sempre all’aiuto del Giappone. Inoltre, sarà possibile seguire l’evento berlinese in diretta da Web, collegandosi – a pagamento – al sito nella Digital Concert Hall dei Berliner Philharmoniker (digital-concert-hall.com)

Ott 122008
 

Il Maestro Gatti dirige l'orchestra del Conservatorio di MilanoGrandioso successo, ieri sera, 11 ottobre 2008, a Milano, per il concerto del Maestro Daniele Gatti in Conservatorio, nel corso del quale il celebre Direttore, finalmente a Milano in una pausa dei suoi impegni europei, ha diretto l’Orchestra degli allievi del Conservatorio nella Prima e nella Quinta sinfonia di Beethoven.

Ecco il bel servizio andato in onda il 12 ottobre 2008, sul TGR Lombardia, a cura di Rai 3:

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Incredibile, ma vero, abbiamo (finalmente!) potuto assistere a una scena da anni ’50: una fila che si allungava per tutto il cortile del Conservatorio, nella piazza adiacente, fino alla Via Borgogna… migliaia di persone in ordinata attesa per assistere al concerto, fin da un paio di ore prima dell’orario previsto! Era così una volta, e così dovrebbe essere sempre.

Già questo insolito spettacolo faceva allargare il cuore agli amanti della musica. E poi i giovani, tanti giovani. Allievi del Conservatorio, accorsi in massa a festeggiare i loro compagni che si esibivano e il loro istituto… ma anche giovani milanesi, accorsi perché avevano letto l’annuncio sui giornali. Il nome del Maestro Gatti, indubbiamente, ha attirato il pubblico. Per non parlare del programma: il Beethoven più noto ed amato; e del fatto che, oltre tutto, il concerto era gratuito per tutti. Il Conservatorio ha veramente celebrato la sua festa con la città.

Un buon anniversario, dunque, annunciato dal beneaugurante numero 8 (il numero che rappresenta l’infinito, come ha ricordato il Direttore, Bruno Zanolini): l’inaugurazione avvenne il 3 settembre 1808 (lo stesso anno in cui fu eseguita per la prima volta la Quinta Sinfonia di Beethoven). Il Maestro Zanolini ha ricordato come “sia viva la sensazione che questi duecento anni non rappresentino una tradizione ormai logora, tale da generare stanchezza: anzi, identificandosi con la Musica che sempre è “giovane”, il Conservatorio festeggia il suo Bicentenario con prospettive vitali, nel vortice di mille cambiamenti, progetti, idee, contati, interscambi,  in perfetta sintonia con la sua storia. Storia, del resto, ricca di vicende musicali decisive e di altrettanto decisive personalità fra gli alievi e i docenti, alcuni spesso, prima in un ruolo e poi nell’altro”.

Così, il Maestro Gatti, che ci ha regalato un’esecuzione splendida, vigorosa e rigorosa, in cui l’orchestra ha potuto risplendere davvero, grazie anche  alla bravura, allo slancio e all’entusiasmo dei giovani musicisti, per un Beethoven davvero travolgente, ha ricordato con commozione ed orgoglio i suoi quindici anni di studi nel medesimo Conservatorio, degno esempio di uno splendido “continuum” tra docenti e allievi (l’attuale Direttore, Zanolini, è stato il Maestro di composizione di Daniele Gatti, e a lui dobbiamo la splendida idea di averlo invitato a dirigere i giovani allievi per questa occasione tanto speciale).

Il maestro Daniele Gatti con gli allievi delle classi cdi direzione d'orchestra del A degno coronamento della serata, nonostante il vero e proprio assedio cui è stato sottoposto da parte dei suoi estimatori ed ammiratori, il Maestro Gatti ha accolto cordialissimamente in camerino gli omaggi degli allievi delle classi di Direzione d’Orchestra: che la grande tradizione di eccellenza del “Verdi” continui!

Successo da far tremare le pareti, entusiasmo incontenibile tra il pubblico e anche tra gli strumentisti.

Ecco, per un momento, tutti hanno dimenticato le preoccupazioni economiche per il futuro del Conservatorio,  e goduto della grande musica in una gloriosa istituzione: un tifo da stadio, davvero.

La musica, sentitamente, ringrazia.

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Ott 062008
 

Il Maestro Daniele GattiUn evento importante per Milano e per il suo Conservatorio. Le manifestazioni per il Bicentenario della fondazione inizieranno sabato 11 ottobre, alle ore 21, in Sala Verdi, con il Concerto diretto dal Maestro Daniele Gatti (ricordiamo che l’entrata è libera).

Riportiamo con simpatia ed entusiasmo quanto il Maestro ha dichiarato in un’importante intervista rilasciata al Corriere della Sera lo scorso 24 settembre: “…L’11 ottobre dirigerà l’orchestra dei giovani allievi. «Anch’ io vengo da lì, il Conservatorio è stato la mia casa per tanti anni. Ho accettato con gioia l’invito di Bruno Zanolini, per sette anni mio maestro di composizione e ora direttore del Conservatorio. Ho ricordi meravigliosi di quegli anni.
C’è poco da vantarsi d’aver studiato all’estero come fanno alcuni. Chi è uscito dal Conservatorio di Milano ha una preparazione di molto superiore. Per un direttore l’obbligo di studiare composizione come è richiesto da noi, è fondamentale.
«Ho avuto maestri formidabili, compositori come Azio Corghi, Flavio Testi, solisti come Canino, Cambursano, Filippini… La ricchezza era anche poter uscire dall’ aula e infilarsi in sala a sentire l’Orchestra Rai. Talora si bigiavano le lezioni per ascoltare le prove. Si studiava ma già si viveva dentro il mondo della musica. Tutto questo grazie a quello straordinario direttore che è stato Marcello Abbado e a insegnanti di rinomata severità.
Diplomarsi a Milano non era da tutti. Ma se uscivi dal nostro Conservatorio con un 8 o un 9 eri un fuoriclasse». E lei, maestro, con che voto è uscito? «Dieci».
Link all’intevista completa  sul sito del “Corriere della Sera”

L'Orchestra sinfonica del Conservatorio di MilanoEcco un grande Maestro,  dal curriculum di assoluta eccellenza (ex Direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, della Royal Philharmonic Orchestra, del Teatro Comunale di Bologna ed attualmente Direttore principale dell’Orchestre Nationale de France), reduce dall’aver diretto – con trionfale successo – niente di meno che il “Parsifal” a Bayreuth (come dire… celebrar messa a casa del Papa) , ecco dunque un grande italiano che difende la grande scuola italiana. E il suo Conservatorio, per il quale, infatti, impugnerà la bacchetta per la rinata Orchestra, che ha inaugurato la sua attività concertistica nell’anno accademico 2007/8, proponendosi come punto di riferimento per l’attività artistica orchestrale degli iscritti agli ultimi corsi di strumento.

I migliori allievi del Conservatorio di Milano sono periodicamente chiamati a partecipare all’attività dell’Orchestra Sinfonica in occasioni di grande visibilità. L’Orchestra Sinfonica, si legge sul sito del Conservatorio stesso, “è espressione dello slancio giovanile e passionale di docenti e discenti che, con il loro incessante lavoro di ricerca e di studio, si pongono in relazione con il mondo musicale nazionale ed internazionale, dando vita ad appuntamenti musicale di grande impatto formativo. L’attività dell’orchestra ha inoltre per finalità la promozione istituzionale dell’attività didattica del Conservatorio e l’accrescimento delle competenze professionali dei propri allievi, oltre alla promozione della musica nelle scuole.”

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Ott 052008
 

Il Maestro Daniele GattiEd eccomi ancora qui con il podcast della trasmissione che mi ha visto ospite su Radio Classica venerdì 3 ottobre 2008, su “Ultimo Grido”, condotta da Luca Ciammarughi. Ricordo ancora che sarò in onda ogni martedì, fino alla fine dell’anno, alle ore 16.

Il podcast presenta la trasmissione così come è andata in onda alla radio, dove, per esigenze tecniche, appare parecchio “compressa”. Per apprezzarne a fondo le delicate sfumature dinamiche originali, potete scaricare le tracce di nostra produzione dal nostro catalogo, utilizzando l’hyperlink qui sotto presentato.  

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La trasmissione si è aperta con le mie dichiarazioni in favore dei Conservatori italiani, che operano sempre ai massimi livelli di qualità, svolgendo un lavoro fantastico ed insostituibile con i giovani musicisti italiani. Abbiamo citato a questo proposito anche il Maestro Daniele Gatti, che potremo ascoltare al Conservatorio “G. Verdi” di Milano l’11 ottobre 2008, con un bel concerto per il Bicentenario della Fondazione del Conservatorio. (In programma due sinfonie di Beethoven: la 1^, in do maggiore, e la 5^, in do minore. Ghiotto programma e splendida occasione di ascoltare gratuitamente grande musica. Per di più eseguita dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio, composta da allievi e Maestri.)

Ho riportato, dunque, le dichiarazioni del Maestro Gatti, che, andando a dirigere gli allievi del Conservatorio da cui proviene, ha anche rilasciato un’intervista sul “Corriere della Sera”, schierandosi con grande energia a favore di Conservatori italiani, e soprattutto del Conservatorio di Milano, presso il quale ha studiato, difendendone il livello di eccellenza. Ha affermato, e lo applaudiamo anche per questo, che “in Italia si studia benissimo”, e non c’è bisogno di andare a studiare all’estero.

E’ poi andata in onda una bellissima registrazione di “Suor Angelica” di Giacomo Puccini (la terza parte),  con una favolosa Katia Ricciarelli. Si tratta di una registrazione RCA, con l’Orchestra Stabile dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Diretta da Bruno Bartoletti, remastering di una incisione del 1973, pubblicata in occasione delle celebrazioni pucciniane di quest’anno, per il 150 anniversario della nascita del compositore. Questo splendido atto unico, che fa parte del “Trittico”,  è opera particolarmente raffinata e di elevata spiritualità.

Alessandro RossiHo poi presentato una novità assoluta della nostra Casa Editrice: gli audiolibri di poesia. Sono le poesie del giovane Alessandro Rossi, un artista completo, che è anche musicista (si accompagna infatti con la chitarra, improvvisando ogni volta nuove armonie),  cantautore, attore. In questi audiolibri egli legge i suoi versi, con intensa ed asciutta interpretazione.

Ho scoperto Alessandro questa estate, ascoltandolo in un concerto dal vivo al Mantova Musica festival,  e l’ho immediatamente riconosciuto come un grande poeta. Una vera folgorazione, la mia, simile a quella provocata dal primo incontro con Nazim Hikmet, o con Neruda… La chitarra commenta, sottolinea, fa da moderno tappeto sonoro a questi versi, la sorprendente e prepotente rivelazione di un grande, nuovo poeta… Sono poesie completamente originali, lette tutte di un fiato, improvvisando in studio, che non è possibile ricondurre ad alcuna “scuola” o corrente. Sembrano scritte direttamente “con il sangue”, in linguaggio però asciutto, essenziale, “senza pelle”, diretto, comunicano emozioni ogni volta diverse, ma sempre, indiscutibilmente, vere, profonde, con una incredibile capacità di scavo nelle profondità dell’animo umano. Poesie che sembrano ballate, moderne ballate di un cantore dal sapore antico, un rinato “troubadour”, un menestrello, erede di quel connubio delicato e fragile tra musica e poesia, che evoca immediatamente Jacques Brel e Fabrizio De André, un poeta che genera bellezza ad ogni verso, con stupefacente naturalezza.

Nel podcast potete quindi ascoltare una decina di queste composizioni, questa nuova voce completamente originale: un grande poeta dell’amore, che non manca di ironia e di spunti filosofici, quasi surrealisti. Trovate gli audiolibri di Alessandro Rossi nel nostro catalogo, con questa semplice ricerca: http://lnx.classicaviva.com/catalog/advanced_search_result.php?keywords=rossi&osCsid=7f7019b38dcc23598fd5d037b81d2437&x=7&y=8

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