Set 092016
 

Classica HD e Corriere della Sera presentano:

L’OPERA DAI GRANDI TEATRI DEL MONDO
collana editoriale in 25 uscite (DVD + libretto)
1a uscita “AIDA” dal Teatro alla Scala di Milano
in edicola da martedì 6 settembre

la collana «L’opera dai grandi teatri del mondo» — in edicola dal 6 settembre con il Corriere della Sera, un dvd a settimana per 25 settimane — intende essere una fotografia fedele ed esaustiva, che sappia riflettere l’amplissima gamma di sfaccettature che contraddistinguono non solo le interpretazioni musicali e sceniche dell’ultimo decennio ma anche i luoghi in cui sono prodotte e allestite.

Ogni produzione sarà accompagnata da libretti illustrati inediti, da una scheda critica dell’opera e una recensione dell’allestimento, con testi a cura di Enrico Girardi, critico musicale per il Corriere della Sera, Eleonora Giulia Bianchi e Hanna Luisa Carvalho Schnell. Dal Teatro alla Scala di Milano alla Bayerische Staatsoper di Monaco, dalla Royal Opera House di Londra al Metropolitan Opera di New York, passando per i Festival  di Glyndebourne e Bregenz.

Il primo numero con l’Aida di Giuseppe Verdi, diretta da Zubin Mehta al Teatro alla Scala, è in edicola con il Corriere della Sera da martedì 6 settembre al prezzo di €10.90 escluso il costo del quotidiano.
Seguiranno il 13 settembre Madame Butterfly diretta da Patrick Summers al Metropolitan Opera di New York e il 20 settembre Carmen diretta da Henrik Nanasi all’Arena di Verona.

Dalle sedi prestigiose di New York, Londra, Parigi, si approderà anche in teatri dalle peculiarità singolari come il Regio di Parma e l’Arena di Verona, lo Sferisterio di Macerata e il palcoscenico galleggiante di Bregenz. Non verranno lasciate da parte le sedi di festival blasonati come Aix en Provence, Baden-Baden o Glyndebourne.

I direttori d’orchestra che si susseguiranno nella collana, sono tra i più rinomati di oggi: Mehta a Temirkanov, da Barenboim a Muti, da Chailly a Salonen, Chung e Pappano, come Gatti, Jurowski, Luisi, Welser-Möst, Nagano, Carignani, Luisotti, De Billy, Bolton.

Tra i cantanti, le migliori voci dell’ultimo decennio, i massimi esponenti dell’ultima generazione: Anita Rachvelishvili, Juan Diego Flórez Duca di Mantova, Amneris nell’Aida che apre la collana.

Di seguito tutti i numeri elencati in ordine di uscita.

Un viaggio intorno al mondo alla scoperta delle opere di Verdi, Puccini, Mozart, Wagner, Bellini, Donizetti e Prokof’ev.

I volumi della collana “L’opera dai grandi teatri del mondo” sono in vendita con il Corriere della Sera al costo di 10,90 euro più il prezzo del qoutidiano.

 

Apr 072008
 

vigne1Questa notizia, se dall’aldilà ci può ascoltare, farebbe di sicuro molto  piacere al grande Wolfgang, un uomo che sapeva davvero vivere, gustando tutto quello che di buono la vita può offrire. Gliela dedichiamo per il suo prossimo anniversario (250 anni dalla sua nascita ed è ancora così vivo tra di noi…)

Che la musica classica rendesse migliore la vita lo sapevamo da sempre.  Che ci rasserenasse, consolasse, esaltasse, accompagnando ogni istante del nostro percorso terreno, è elementare istinto iscritto nel nostro DNA.

Che facesse bene ai malati, aiutando a guarire… che facesse produrre più latte alle mucche… sapevamo anche questo.

Ma che facesse produrre un vino migliore, questa è un’assoluta novità. Per di più una verità che si sta ora dimostrando scientificamente, grazie ad un’altra iniziativa frutto della creatività italiana.

E’ stato, infatti, un produttore di vini toscano, l’Avvocato Giancarlo Cignozzi,vini_1 ad avere l’idea di coltivare le sue vigne, nella zona di Montalcino, con un nuovo progetto musical-enologico: ha infatti “sonorizzato” prima le cantine e poi tutte le vigne, installando delle speciali casse acustiche, resistenti alle intemperie, fatte costruire apposta da un Ingegnere svizzero – che diffondono costantemente musica classica (soprattutto Mozart e Tchaikovsky, ma ora sta sperimentando Brahms e Liszt…)

La notizia è seria ed attendibile, l’ha pubblicata il Corriere della Sera in un bell’articolo di Francesco Tortora, qui linkato.

La cosa interessante ed innovativa consiste nel fatto che il vino prodotto in questo modo sia davvero più buono non è solo opinione del produttore, ma sia oggetto di uno studio universitario. «Il vino sembra effettivamente migliore» ha affermato Stefano Mancuso, professore di Patologie Agrarie all’Università di Firenze. Ci potrebbero essere altre ragioni, indipendentemente dalla musica e stiamo cercando di appurarlo attraverso dei test scientifici». I test che si stanno effettuando nei laboratori dell’Università prevedono che  le piante di vite vengano esposte alla musica per vedere come queste rispondono.

Infatti il produttore dei vini dichiara che le vigne coltivate a suon di Mozart hanno ricevuto effetti biodinamici benefici sull’apparato foliare e radicale, su parassiti e volatili, nonché su lieviti ed enzimi: che la musica insomma, olisticamente parlando, influisce beneficamente sull’intero processo vitale della vite e del vino. vigne3 Le sue piante, racconta, crescono più forti e più velocemente. La musica allontana i parassiti, i batteri e la muffa, mentre nei vigneti limitrofi dove non si segue «la terapia musicale» i parassiti sono molto attivi. Inoltre, i grappoli di San Giovese coltivati dall’Avvocato Cignozzi maturano in poco più di 10 giorni, mentre normalmente la maturazione supera i 20 giorni. Per non parlare della meravigliosa atmosfera magica prodotta dalle armonie musicali quando si passeggia per questi luoghi, già stupendi di per sé.

Secondo una simpatica tradizione italiana, infatti, la fattoria del produttore, “il Paradiso di Frassina”, funziona anche come gradevolissimo agroturismo, come si può vedere sul suo sito internet, Azienda agricola «Al Paradiso»

Questa notizia è importante per tutti coloro che amano la musica classica, e non fa che confermare quello che abbiamo, in fondo, sempre saputo: la musica è anche magia, e rende la vita più ricca e più bella… e persino più sana.

Ines Angelino

Dic 082007
 

Un trionfo annunciato, la prima del “Tristano” alla Scala di Milano: 13 minuti di applausi, come riportavano i tabelloni luminosi sulla piazza.

Grande successo, dunque, anche mondano, e soprattutto diplomatico, per la candidatura di Milano all’Expo 2005. Presenti molti capi di stato ed autorità.

Entusiastiche ovazioni, insomma, per Wagner, soprattutto, e per il Direttore Daniel Baremboim, cui va subito assegnata la palma di grandissimo musicista democratico: ha infatti voluto condividere gli applausi che il pubblico gli ha tributato alla fine, facendo salire in scena con lui tutta l’orchestra e i cantanti. Bravissimo due volte, dunque, nel dirigere ed orchestrare con l’abituale competenza e sicurezza, e nel ricordare a tutti che i veri protagonisti, in uno spettacolo come questo, sono la musica e gli artisti che ne rendono possibile il miracolo.

Molto collaborativi anche i membri dell’orchestra e del coro: hanno infatti rinunciato ad esibire al braccio una fascia luttuosa, come avevano annunciato, per non turbare l’atmosfera festosa della prima. Speriamo che i loro problemi contrattuali si risolvano al più presto (ne riparleremo in un altro articolo).

Ancora una nota positiva: lo spettacolo è iniziato con un minuto di silenzio, in omaggio agli operai deceduti nel rogo di Torino. Un atto definito dal Presidente Giorgio Napolitano “un gesto dovuto ma sincero”.

Per ogni approfondimento vi rimandiamo al sito del Corriere della Sera, dal quale abbiamo ripreso le immagini che vedete qui sopra, e dove potete vederne molte altre. Il Corriere ha generosamente reso disponibile a tutti un file pdf con l’intero speciale che ha pubblicato ieri, venerdì 7, giorno della prima. Per chi se lo fosse lasciato sfuggire in edicola, ecco il link alla pagina con il file zip da scaricare: http://www.corriere.it/Speciali/Eventi/2007/scala/pdf.shtml

Ma entriamo nel merito e parliamo subito delle recensioni dei critici famosi. Se la parte musicale dell’opera è piaciuta a tutti, infatti, non altrettanto può dirsi sulla regia di Partick Chéreau, sulla scenografia e sui costumi.

Guardate questo video, con un’intervista all’Assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, come al solito intelligente e polemico, che ha definito la regia “provocatoria”: http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=0db5236a-a4fa-11dc-be62-0003ba99c53b

Anche il parere di Francesco Saverio Borrelli (Presidente del Conservatorio di Milano) non sembra tanto positivo… vogliamo dire almeno “perplesso”? Ecco cosa ha dichiarato al “Corriere” al termine del primo atto:  si è detto
«molto soddisfatto, ma – ha tenuto a sottolineare – solo dal punto di vista musicale. La scenografia non la capisco: che cosa c’entrano le mura aureliane, quel traghetto. Anche il rotolarsi finale di Tristano e Isotta non è negli schemi dell’opera di Wagner, dove l’amore è essenzialmente mentale».
Per tutti, citiamo infine il bell’articolo di Paolo Isotta, sul Corriere oggi in edicola.

” Ho gravi perplessità – scrive Isotta – intorno all’allestimento scenico del Tristano e Isolda di Sant’Ambrogio, dovuto al regista Patrick Chereau e allo scenografo Richard Peduzzi, sorta di coppia fissa, e per i brutti costumi a Moidele Bickel. Continua a leggere…

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