Feb 202009
 

ClassicaVivaCari amici del blog,

avrete sicuramente notato la mia misteriosa scomparsa… da quasi due mesi! Inaudito, e per di più, senza spiegazioni. Imperdonabile, lo so. Bene, eccomi tuttavia ricomparire e riprendere le pubblicazioni sul blog, spero, d’ora in poi, con la precedente consueta quotidianità.

Ho finalmente trovato il coraggio di rompere il silenzio, di chiedervi scusa per la mia assenza e di ricominciare.

Cosa mi è accaduto, dunque? Beh… crisi di stanchezza. Overworking. Troppe cose da fare, cui stare dietro. Rottura dell’hard disk del mio computer di produzione (ma non avevi il back up….?) Certo che ce l’avevo, ma avete idea di cosa voglia dire ripristinare un sistema complesso come il mio? Di quante centinaia di programmi da reinstallare, password da ritrovare, configurazioni, siti da riattivare stiamo parlando? Per non parlare di almeno 250 GB di dati (musica esclusa…) Lasciamo stare… Ho atteso per un mese un miracolo informatico che non si è poi verificato, ossia la rinascita del mio hard disk per mezzo di un trapianto di testine, da un hard disk identico, che ho dovuto ordinare addirittura negli Stati Uniti… ma, quando finalmente è arrivato, purtroppo si è rivelato un tentativo inutile. Così, pazienza, al lavoro, ripristino manuale di tutto il sistema… e morale nei tacchi.

Sì, è vero, avevo perso il coraggio, la spinta.  La sensazione era quella di lottare contro i mulini a vento, di scalare una montagna impervia dopo l’altra per ritrovarne sempre, ogni volta, un’altra davanti, ancora più alta, da scalare.

Da qui, un fermo, uno stop. Un ripensare, ripensarmi, per poter ripartire. Poi mi sono detta che non si ha il diritto di fermarsi e di arrendersi, mai. Il post precedente, sul Presidente Obama, parlava proprio di questo. Se credi davvero in qualcosa, anche se sembra impossibile, devi continuare a crederci, lottare per questo, sempre e comunque. Se non si era arreso lui, con tutti gli handicap di partenza che ha dovuto superare, perché mi arrendevo io?

Così ho attinto al pozzo del coraggio e ho ritrovato la forza di andare avanti, il gusto, l’aroma e il piacere del mio lavoro, il coraggio di scusarmi con voi per il mio lungo silenzio e di riprendere le pubblicazioni sul blog. So che mi capirete, e, spero, perdonerete. Nel frattempo, sono stati i lettori ad animare (eccome!) il blog, con bellissimi interventi. Giusto e bello, questo spazio è soprattutto vostro, è per voi che scrivo. Grazie. Davvero, grazie a tutti voi per la pazienza e per la collaborazione, l’intelligenza e la voglia di comunicare che avete espresso.

Quindi è per voi che continuo… ben ritrovati, cari lettori. Coraggio a tutti noi, e buona musica a tutti…

Ines

Nov 052008
 

Barack ObamaCelebriamo oggi un grande giorno per la democrazia, da ricordare nei libri di storia. Una boccata d’aria fresca. La speranza che rientra dalla finestra. Gli Stati Uniti hanno cambiato rotta, sono ritornati al loro progetto iniziale, quello secondo il quale chiunque può realizzare i propri sogni. Il nuovo Presidente Barack Obama non è soltanto un uomo di origine afro-americana, quindi con la pelle scura, giovane, nato povero. E’ anche un uomo che si è fatto da sé e che davvero incarna il sogno americano. Un uomo che, come crediamo in tantissimi, unirà finalmente il suo paese e lo guiderà alla ricostruzione economica, che farà da traino per l’intero pianeta.

E, come ha detto uno dei nostri comici in TV, in Italia il Presidente Obama servirà anche magari a far sì  che, quando un lavavetri nero si accosterà alla nostra auto con uno straccio in mano, forse lo guarderemo  con più rispetto, perché magari potrebbe essere un cugino dell’uomo più potente della terra…

Alla Casa Bianca, d’ora in poi, governerà l’intelligenza, e non l’ideologia.  Sono davvero molto felice di poter ricominciare a pensare agli Stati Uniti come a un grande paese capace di vera democrazia, slanci ideali  e atti di giustizia, e non come al gendarme del mondo. (L’unico cruccio è:  dove sarà finita Hilary? Confesso che avevo fatto il tifo per lei… onore al merito di una grande donna, in ogni caso).

In molti speriamo, oggi, in un mondo migliore, più giusto, più sereno, dove c’è di nuovo spazio per pensare al futuro senza una plumbea angoscia. Auguri, Presidente! Un duro lavoro la attende. Ma lei ha il sostegno della sua gente, e ce la farà.

Ecco quindi, il primo discorso di Obama da Presidente, doppiato in italiano (evviva il WEB 2.0 e YouTube…)

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Obama mi ha colpito molto quando, in uno dei suoi discorsi, ha detto: “se io ho potuto fare questo, potete farlo anche voi. Ognuno di noi può realizzare il suo sogno di rendere la sua vita migliore, e il mondo un posto migliore”.

Per cui – e lo dico soprattutto ai giovani – su la testa! Drizzate la schiena. Abbiate coraggio, accettate le sfide, non arrendetevi. Yes, we can. I miracoli possono ancora accadere.

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