Ott 032016
 

Elettra: Non dovevo berlo, quel caffè shakerato! Stanotte di sicuro non dormirò.

Florent: Ma non lo bevi mai il caffé. Dovevi venire a Monza per berlo?

Elettra: Lo sai che quando vado in un posto in cui non sono mai stata devo sempre fare qualcosa di inusuale.

Florent: Io invece non dormirò per quel Concerto di Schumann. Mi ha decisamente elettrizzato, e anche un po’ turbato…

Elettra: Anche a me. Non riesco più a capire se sono più agitata per la caffeina o per Schumann.

Federico: Che dilemmi.

Florent: Ecco, arriva lui a riportarci con i piedi per terra. Scommetto che ha preferito il Beethoven del russo. Come si chiama?

Sara: Panfilov, Alexander Panfilov.

Florent: Ecco. Le cose che non mi piacciono, le rimuovo.

Federico: In realtà sì. Mi è sembrato il più solido, e quello con il suono più luminoso. Non dico che fosse sublime, ma era una lettura più che onesta dell’Imperatore, con un controllo e una serenità impressionanti.

Elettra: Controllo! Serenità! Non stiamo parlando di contabili!

Federico: L’artista si vede col tempo.

Florent: Non sono d’accordo. Professionisti forse si diventa. Ma artisti un po’ si nasce.

Elettra: Giusto. Lo Schumann di Federico Nicoletta non era soltanto musicale. Aveva qualcosa di onirico. Forse c’è chi avrà trovato il suono del russo più a fuoco, più luminoso e reale, ma quello di Nicoletta era perfetto per Schumann: un po’ velato nel secondo movimento, come in una visione onirica, in un sogno; e pieno di chiaroscuri. L’ombra, in Schumann, è ancora più importante della luce.

Florent: E poi quel fraseggio mobilissimo. Dalla prima battuta all’ultima, il fraseggio rendeva ragione del carattere mutevole, capriccioso, inquieto, e addirittura a tratti nervoso, del discorso schumanniano.

Federico: La solita vostra fissazione per il transeunte e il caduco. Ah, i bohémien…

Sara: Ma stavolta, Federico, sono d’accordo con Florent e Sara. Nicoletta ha dato prova di ispirazione e di capacità di cogliere l’attimo, ma ha dimostrato anche di saper dare una forma organica alle proprie emozioni. L’inquietudine e il pathos che esprimeva non erano anarchici! Si vede che ragiona da musicista più che da mero pianista: del resto, la sua attività di camerista è già assidua. Ha fatto benissimo a scegliere Schumann: a differenza di un qualsiasi bravo pianista, si percepiva che la sua visione del Concerto aveva alle spalle tutta una conoscenza della musica da camera ottocentesca. E si può forse suonare il repertorio romantico prescindendo dalla musica da camera?

Florent: Non si può. E lo dimostrano tanti pianisti del secolo scorso. Pensate a Sviatoslav Richter, a Rudolf Serkin, a Wilhelm Kempff, ma anche a misantropi come Glenn Gould o Vladimir Horowitz, che non si negarono le collaborazioni con i cantanti.

Elettra: Infatti. Da cantante, noto che oggi c’è un certo snobismo dei giovani solisti verso la voce. Se Sokolov o Zimerman non suonano con i cantanti, non significa che farlo sia da sfigati. Pensate ai Lieder di Wolf con Richter e Fischer-Dieskau, ai Vier Letzte Lieder con Glenn Gould e Lois Marshall, a Dichterliebe con Horowitz e, ancora una volta, Dieskau.

Florent: Appunto. E il bello è che Nicoletta, forte delle sue esperienze cameristiche, non ha bisogno di costruire artificialmente un’amalgama sonoro. Spontaneamente è portato all’ascolto, ad integrarsi con l’orchestra e anche a trascinarla, quando è il caso.

Federico: Lo ammetto, questo in Schumann è fondamentale. Ma se avesse fatto Beethoven o Čajkovskij?

Florent: La Storia non si fa con i “se”. E poi credo che anche di Beethoven saprebbe dare una lettura sorprendente, autenticamente personale, com’è stato per Schumann.

Federico: Personale, ma fin troppo, no? Alla lunga quel far emergere voci secondarie, soprattutto al basso, può risultare artificioso. Mi viene in mente ciò che diceva quel pianista e didatta italiano, a proposito di quelli che vogliono a tutti i costi far emergere qualche controcanto in Chopin. Chi è che era?

Sara: Guido Agosti, nella sua revisione delle Mazurche. Sì, ma in questo caso trovo che l’importanza data ai bassi non avesse nulla di artificioso. Veniva invece da una convinzione: cioè che la musica parte, o meglio deve partire, sempre dai bassi.

Florent: Ce l’ha insegnato Jean-Philippe Rameau, mica Nino d’Angelo eh.

Federico: Figuriamoci se non citava un francese…

Sara: Però guarda che ha ragione. A volte il suono di un pianista può sembrare più luminoso semplicemente perché il balance è tutto spostato verso il mignolo della destra, cioè i suoni acuti. La scuola russa fa molto leva su questo aspetto. Infatti quasi tutti i russi hanno un mignolo fortissimo, a forza di appoggiarlo vigorosamente. Ma c’è un’altra visione possibile. Prendi l’inizio dell’op. 110 di Beethoven. Lo si può suonare enfatizzando il do acuto, con il mignolo; oppure dare un peso simile alle quattro dita, come a ricreare la sonorità di un quartetto d’archi. E in fondo la seconda opzione è più convincente.

Federico: A patto di non esagerare.

Elettra: E della ragazza, cosa mi dite?

Sara: Maddalena Giacopuzzi? Ha una meravigliosa agilità e un amore innato per il bel suono. All’inizio era un po’ nervosa, e non si può dire che l’esecuzione strascicata dell’orchestra l’abbia aiutata. Il tempo staccato, nel primo movimento, era troppo lento. E poi ha privilegiato il lirismo, l’intimismo, perdendo a volte un po’ di fuoco e teatralità.

Florent: C’è da dire però che le famose ottave del finale erano davvero notevoli! Si è presa qualche rischio. Più del russo, che ha suonato il primo movimento dell’Imperatore molto comodamente, accentando per giunta spesso il tempo forte. Troppo quadrato per i miei gusti.

Federico: Quello che non capisco di voi è questo continuo screditare dei musicisti capaci di trovare il giusto controllo, l’equilibrio, la saldezza, restituendo una partitura con umiltà e devozione. E poi ora non facciamo della retorica al rovescio: non sbagliare note non sarà mica un difetto!

Florent: Non lo è. Comunque anche Federico Nicoletta è stato pulito. Posso concederti il fatto che si sia preso qualche libertà di troppo, per esempio nel primo tema, che è pur sempre in tempo Allegro, seppur affettuoso. Ma la cosa più importante rimane la trasmissione del messaggio emotivo nel complesso.

Federico: Ma quella è soggettiva. Mentre note e tempi sono oggettivi.

Florent: Non è del tutto soggettiva. Se neghiamo che in Schumann sia necessaria un’inquietudine e un’intensità emozionale che arriva fino alla disperazione, senza peraltro negare momenti di candore celestiale, allora è meglio non parlare più di nulla. E Beethoven? Ricordi la frase di Beethoven a Schuppanzigh, il violinista: <<Cosa mi interessa del suo violino, quando sto parlando con il mio Dio?>>. I più grandi compositori, nel dare espressioni a tutta la sfera emozionale umana, arrivano spesso all’eccesso, alla sproporzione. E cos’è il Sublime romantico, se non una sproporzione rispetto a una banale quotidianità? Ma vale anche per il Novecento. Per me, l’espressione di questa intensità è ciò che noi definiamo oltreumano, o metafisico: non c’entra la religione, quanto la capacità di trascendere la routine delle abitudini. Che siano abitudini esistenziali o estetiche. Per questo si dice spesso che i genii abbiano qualcosa di folle. Beethoven di Schumann sicuramente lo avevano. Ma anche Čajkovskij. E non è solo una cosa del romanticismo: in fondo anche Rameau, Vivaldi o Bach, secondo me, avevano un grain de folie. Per non parlare di Mozart. Non parlo di follia come patologia, ma di rifiuto di una certa “medietà”.

Federico: E come fate a valutare questi aspetti in un concorso?

Sara: Effettivamente è difficile. Ma ho notato questo: che Nicoletta è stato, fra i tre, l’unico ad essere completamente immerso nel flusso musicale, come se non fosse a un concorso. Superato l’impatto dei primi trenta secondi, ovvero quel confine fra la realtà “normale” e il mondo dei suoni, ha poi suonato come se non fosse a un concorso. Era completamente dentro la musica. Non si osservava suonare dall’esterno.

Federico: Non sempre “osservarsi suonare dall’esterno” è un male. L’interprete per me dev’essere lucido, non eccessivamente coinvolto.

Florent: Ho capito, siamo proprio su due binari differenti. Se la metti così, diventa inutile discutere! Ma dubito che Schumann o Beethoven non fossero coinvolti, quando suonavano. Non dico di essere coinvolti quanto e come il compositore. Ma almeno di provarci. E poi penso che Nicoletta avesse dalla sua anche un certo senso dell’humor, nel significato tedesco del termine: la sua ispirazione aveva anche momenti di ironia e leggerezza, come nel danzante terzo movimento, che senza ironia diventa una noiosa ed esibizionistica sequela di note sgranate.

Federico: Mi arrendo, siete tre contro uno. Ma allora perché ha vinto il russo?

Sara: Era rassicurante. E poi mi hanno detto che nelle prove precedenti ha fatto un Albéniz impressionante!

Florent: ma impressionante non è necessariamente emozionante.

Elettra: Florent, ora non esagerare. In fondo, le altre prove non le abbiamo sentite!

Florent: Vero, vero. Comunque ricordiamoci quanti illustri piazzati hanno poi fatto molta più strada, artisticamente parlando, del vincitore.

Federico: Vedremo…

Florent: Ehi Elettra, passata l’agitazione?

Elettra: Peggiorata, vorrai dire! Al caffè e a Schumann ora si è aggiunto il nervoso che mi ha fatto venire Fede.

Federico: Ma amore…

Florent: Gli opposti si attraggono. con la benedizione del nostro caro Robert.

 

 

Feb 202012
 

Il “Concorso Paganini” del 2012 si farà nel 2013. Diverse le scuole di pensiero sulle motivazioni della sospensione del prestigioso premio, che da molti anni incorona i migliori violinisti del mondo.

Da un lato si dice che annullare questa edizione sia un’occasione per ripensare lo stesso evento, arricchendolo di nuove iniziative paganiniane, fino a pensare anche ad un Centro Studi che valorizzi la figura del violinista genovese, per farla diventare una risorsa e un patrimonio cittadino, così come è stato in altre città grazie ai loro illustri nati. Dall’altro pare che la sospensione sia dovuta alla cronica carenza di fondi che colpisce l’arte – e la vita – in maniera ormai indiscriminata. E proprio da questa seconda spiegazione nasce la polemica, dato che, a quanto pare, l’unica spesa stanziata che sarà erogata nonostante la sospensione è l’ingaggio del maestro Allevi, pianista e compositore dai folti riccioli, che dovrà fornire una propria nuova composizione, appunto, in stile paganiniano, che farà parte dei pezzi d’obbligo per le selezioni della prima prova del prestigioso concorso, se e quando si terrà.

È triste dover segnalare ogni giorno la chiusura di un teatro, la cessazione di un evento al quale eravamo abituati, la scomparsa di un concorso o di un festival che servirebbero almeno a ricordare che in passato, quando il talento era talento, e la maestria un valore aggiunto, anche noi in Italia eravamo capaci di vivere di arte e di musica.

Ci è rimasto Sanremo, l’unico Festival che non piange per la miseria, l’unico Festival della musica italiana. L’unico Festival che fa rumore.

Nov 262011
 
la pianista Alice Baccalini   Il duo con Alezander Ouillart, sassofono, e il pianista Matthieu Acar, pianoforte La violinista Rika Masato

Dopo cinque giorni intensi di prove semifinali e finali, la Giuria del XXI Concorso di Esecuzione Musicale – II Edizione Internazionale (Enzo Restagno, Massimiliano Baggio, Dora Pakopoulos, Amalie Malling, Pavel Trojan, Peter Tuite, Alessandro Solbiati), tra i cinquanta candidati arrivati da tutta Europa (26 solisti, 4 duo, 2 trii e 2 quartetti) ha scelto questi vincitori, ex aequo, ai quali andrà una borsa di studio di € 5.000 ciascuno:

  • Alice BACCALINI, pianoforte (Conservatorio “G. Verdi” – Milano)
  • Rika MASATO, violino (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse – Parigi)
  • Atyopsis Duo sassofono e pianoforte, composto da:
    Alexandre SOUILLART
    , sassofono (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse – Parigi)
    Matthieu ACAR
    , pianoforte (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse – Parigi)

I tre VINCITORI si esibiranno nel Gran Concerto di sabato 26 novembre, alle 20.30, nella Sala Verdi del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, grazie alla collaborazione con la Fondazione Società dei Concerti, riannodando una sinergia nata negli anni d’oro del Teatro del Popolo (dato che dal 1927 quasi tutte le stagioni musicali si tennero al “Regio Conservatorio”).

La serata sarà in diretta su http://www.mystarlive.tv alla pagina “LIVENOW”

La Giuria ha indicato anche quattro Menzioni d’Onore:

Madara PETERSONE, violino (Jāzepa Vītola Latvijas Mūzikas Akadēmija – Riga – Lettonia);
Adrien LA MARCA, viola (Conservatoire National Supérieur Musique et Danse – Parigi);
Sniedze PRAULINA, flauto (Jāzepa Vītola Latvijas Mūzikas Akadēmija – Riga);
Duo violino e pianoforte, composto da:
Ioana Gloria PECINGINǍ, violino (Universitatea Naţională de Muzică – Bucarest)
MǎdǎlinaClaudia DǍNILǍ, pianoforte (Universitatea Naţională de Muzică – Bucarest)

Qualche parola sui vincitori:

  • Alice Baccalini si è diplomata a 15 anni con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Annibale Rebaudengo. Frequenta la classe di Lev Natochenny alla Hochschule für Musik di Francoforte e i corsi propedeutici al Biennio del Conservatorio di Milano. Ha esordito nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano per la Società dei Concerti, dove è stata invitata pochi mesi dopo a suonare il Piccolo Concerto per Muriel Couvreux di Dallapiccola. Ha vinto numerosi primi premi e primi premi assoluti in concorsi pianistici nazionali edinternazionali e nel 2007 il Sindaco di Milano le ha consegnato il premio “Giuseppe Verdi – lamusica per la vita”, quale giovane talento musicale dell’anno. Nel novembre 2009 si è esibita all’Alte Oper di Francoforte e nel giugno 2010 è stata invitata dalla Società dei Concerti a tenere un recital nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano.
  • I candidati francesi provengono tutti dal Conservatoire National Supérieur Musique et Danse de Paris, e ieri sera sono stati ospiti del Console francese, Mr. Joel Meyer, che ha organizzato un simpatico aperitivo in loro onore e per festeggiarli degnamente. Un pensiero che ho trovato davvero squisito, e mi ha fatto pensare con un bel pizzico di invidia allo stile e al savoir-faire dei nostri vicini d’oltralpe, che da sempre coltivano con successo la difficile arte di omaggiare e sostenere la cultura. Chapeau! Ecco quindi una bella foto ricordo che ho scattato personalmente, in quanto ho avuto l’onore di essere invitata alla serata come Presidente di ClassicaViva, insieme al nostro Direttore Artistico, Stefano Ligoratti:
I candidati francese ospiti del loro Console, Mr Meyer, a Milano

Nov 252011
 

Il XXI Concorso di esecuzione musicale della società Umanitaria di MilanoSi stanno svolgendo oggi, presso la Società Umanitaria di Milano, le finali del XXI Concorso di Esecuzione musicale, per la seconda volta a livello europeo. Il concorso, riservato a studenti regolarmente iscritti ai corsi di studio per l’Anno Accademico 2010/2011,  prevede l’attribuzione di tre borse di studio, del valore di € 5.000,00 ciascuna, ad allievi degli Istituti di Alta Formazione Musicale di Italia, Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia e Ungheria.

I finalisti sono tre francesi, due lettoni, un polacco, un’italiana, un’inglese, un duo rumeno, un lituano. Tra questi musicisti la giuria, presieduta da Enzo Restagno, dovrà scegliere i tre migliori, cui assegnare le borse di studio previste dal Concorso. I tre vincitori si esibiranno, domani, 26 novembre 2011, in un concerto che si terrà nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, alle ore 21.00, in collaborazione con la Società dei Concerti. L’entrata è libera, ma è necessario prenotare.

Nel 2009 (il bando è biennale) furono due musicisti francesi e uno lettone ad aggiudicarsi le tre borse di studio. Si trattava di Richards Plesanovs, 21 anni, pianista, di Remy Delangle, 25 anni, clarinetto, e Lucile Boulanger, 23 anni, viola da gamba.

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 < ![endif]--> < ![endif]--> < ![endif]-->

Il concorso 2011 ha già avuto un vincitore: la solidarietà dei milanesi che hanno ospitato queste promesse della musica classica.  Le famiglie del capoluogo lombardo hanno fatto a garaper accogliere gratuitamente nelle loro case i giovani musicisti, aderendo all’invito di “Intercultura”, un’organizzazione educativa di volontariato internazionale che promuove scambi scolastici. Intercultura ogni anno coinvolge 13.000 giovani, famiglie e scuole di oltre 60 Paesi del mondo.

Il Concorso internazionale della Società Umanitaria ha un grande futuro. Nel 2013 si pensa di estenderlo ai Conservatori di tutti i Paesi della UE in un progetto che dovrebbe raggiungere la sua massima espressione con l’Expo del 2015. La gara musicale europea organizzata della Società Umanitaria rappresenta l’evoluzione dei Concorsi indetti dall’Umanitaria negli anni passati tra i Conservatori italiani. Il Concerto dei Vincitori del 26 novembre entra a far parte della Stagione dei Concerti della Società Umanitaria, che quest’anno è giunta alla 27esima edizione.

Ma ecco l’elenco dei finalisti, tra i quali verranno scelti i tre vincitori che si esibiranno domani sera:

  • ADRIEN LA MARCA, viola
  • ALICE BACCALINI, pianoforte (l’unica concorrente italiana in finale)
  • ATYOPSIS DUO, duo sassofono e pianoforte
  • IOANA GLORIA PECINGINǍ – MǍDǍLINA-CLAUDIA DǍNILǍ, duo violino e pianoforte
  • KRYSZTOF TOKARSKI, pianoforte
  • MADARA PĒTERSONE, violino
  • RIKA MASATO, violino
  • SALIJUS LAIMONAS, fisarmonica
  • SNIEDZE PRAULIŅA, flauto
  • SYLVANA LABEYRIE, arpa

Set 042011
 

Die Jury der Finalphase 2011, von links: Pietro di Maria, Tamara Stefanovich, Alfredo Perl, Nicholas Angelich, Lilya Zilberstein, Martha Argerich, Numa Bischof-Ullmann, Daniel Rivera, Kun Woo Paik, Giorgio Battistelli (Foto: Gregor Khuen Belasi)E così è terminato anche il Concorso Busoni. Con un risultato un po’ deludente, anche se non così inconsueto:  nessun primo premio assegnato. Ecco, subito,  i dati ufficiali:

1° Premio Busoni: Non assegnato
2° Premio: ex-aequo Bulkina Anna & Baryshevskyi Antonii
3° Premio: Tatiana Chernichka
4° Premio: Min Soo Hong
5° Premio: ex-aequo Sun-A Park & Alessandro Taverna
6° Premio: Non assegnato

Premi speciali:

Premio Arturo Benedetti Michelangeli: Non assegnato
Premio Gian Andrea Lodovici: Alessandro Mazzamuto
Premio speciale per la migliore interpretazione di musica contemporanea: Esther Park
Premio della Stampa MIELE Italia: Antonii Baryshevskyi
Premio speciale per la migliore esecuzione di un’opera di Franz Liszt: Min Soo Hong
Premio del Pubblico: Antonii Baryshevskyi
Premio speciale per la migliore esecuzione di una composizione di Ferruccio Busoni: Jae Won Cheung
Premio Alice Tartarotti: Antonii Baryshevskyi
Il Premio Keyboard Trust Career Development Prize è stato assegnato ad Alessandro Taverna.
Lo scopo dello Premio è di aumentare il numero dei concerti a disposizione fuori Italia.

L'articolodi Andrea Bambace sul quotidiano

Nell’immagine, un bell’articolo di Andrea Bambace, docente di pianoforte al Conservatorio di Bolzano e noto concertista e critico musicale,  apparso sul quotidiano “Alto Adige” domenica 4 settembre 2011, con un commento molto equilibrato, che illustra bene la logica in base alla quale non è stato assegnato il primo premio. Ecco il link all’articolo completo online:  http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2011/09/04/news/busoni-sprazzi-di-grandi-emozioni-ma-nessun-gigante-4905417

Ago 302011
 

Alessandro TavernaCome scrivevo nel post precedente, stasera ci sarà la prima prova delle finali con Orchestra del Concorso Busoni:

Ecco il CALENDARIO delle FINALI 2011, per stasera:
30.08.2011 | ore 20.30

Auditorium
PRIMA PROVA FINALE CON ORCHESTRA
  • Min Soo Hong – 0.04.1993, Busan, Corea del Sud – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Sun-A Park – 3.02.1988, Busan, USA – LISZT Concerto n. 1 S 124
  • Alessandro Taverna – 3.09.1983, Portogruaro, Italia – LISZT Concerto n. 2 S 125

nell’attesa di goderci le prove dal vivo (trovate tutti i link nel nostro post precedente), vorremmo segnalarvi l’unico concorrente italiano rimasto in gara, Alessandro Taverna, che a noi è piaciuto molto, per grandissimo rigore, intelligenza musicale, capacità di comprendere e rispettare  in pieno lo stile di ogni autore, e, non ultima, una formidabile tecnica e pulizia nelle esecuzioni. Faremo quindi il tifo per lui, che davvero, oltre al fatto di essere un nostro connazionale, lo merita! (Scriveremo ancora anche sugli altri candidati italiani, che hanno difeso benissimo i nostri colori.)

Proponiamo qui il video della sua prova del 28 agosto 2011, con questo programma: (vi raccomandiamo, in modo particolare, lo strepitoso Pétrouchka del finale, dal minuto 23,53 del video)

Alessandro Taverna – 13/09/1983 Italia

  • WUORINEN Etudes for Chords and Dynamic Balance
  • FRANCESCONI Etude n. 2
  • BACH – BUSONI “In Dir ist Freude”
  • BEETHOVEN Sonata op.78
  • SCHUMANN Fantasia op.17
  • STRAVINSKY Trois mouvements de Pétrouchka

Ed ecco il suo splendido curriculum:
Alessandro Taverna – 13.09.1983, Portogruaro – Italia
Si è diplomato con lode all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con Sergio Perticaroli e all’Accademia di Imola con Franco Scala, Leonid Margarius e Boris Petrushansky.
Studia all’Accademia di Pianoforte Lago di Como e con Arie Vardi alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover. Ha vinto il 2° Premio al London Piano Competition, il 1° Premio al Minnesota Competition e il 3° Premio al Leeds Competition, riconoscimenti che gli hanno permesso di esibirsi in tutto il mondo, come solista e con orchestre quali la Royal Philharmonic di Londra, la Royal Liverpool Philharmonic, la Scottish Chamber Orchestra e la Minnesota Orchestra.
IN BOCCA AL LUPO, ALESSANDRO!!!
Lug 282011
 

Ilenia Torsello e Stefano LigorattiXV RASSEGNA MUSICALE DEI MIGLIORI DIPLOMATI DEI CONSERVATORI E DEGLI ISTITUTI MUSICALI PAREGGIATI D’ITALIA – Terra del Sole – Sala Concertistica c/o Palazzo di porta Romana

VINCITORI IN CONCERTOgiovedì 28 luglio 2011, ore 21.00

La serata del 28 luglio sarà dedicata al concerto di ILENIA TORSELLO (clarinetto, si veda il suo curriculum in fondo a questo articolo) e  STEFANO LIGORATTI (pianoforte), vincitori delle precedenti edizioni della Rassegna Musicale dei Migliori Diplomati.

Ecco il programma della serata:

  • Norbert Burgmuller: Duo Op. 15
  • Carl Maria von Weber: Gran Duo Concertante Op.48
  • Francis Poulenc: Sonata
  • Claude Debussy: Premiere Rhapsodie 

La Rassegna, frutto di una felice intuizione del M° Monaldo Braconi, fin dall’inizio suo Direttore Artistico, fatta propria dall’Amministrazione Comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole, da sempre attenta e vicina ai giovani e alle loro necessità, organizzata con entusiasmo dall’Associazione Castrocaro Classica” e dalla locale Scuola di Musica “G. Rossini”, dopo aver felicemente doppiato il traguardo dei “primi” dieci anni approda alla tredicesima edizione.Da quel primo timido tentativo nel 1997 per il quale si temeva sia l’indifferenza dei giovani musicisti verso un nuovo “altro concorso” che si sommava ai tantissimi già collaudati, sia il disinteresse di un pubblico più abituato ad “altra musica”, tanta strada è stata fatta, al punto che la Rassegna è ormai un punto fisso nel panorama delle opportunità riservate alle giovani promesse lirico strumentali.

Continua a leggere…

Set 032009
 
Alexey Lebedev Michail LifitsGesualdo Coggi

Al termine della prima prova con orchestra, che ha impegnato sei candidati nell’esecuzione di un concerto di Mozart con l’Accademia d’archi di Bolzano diretta da Patrick Lange, la giuria presieduta da Lylia Zilberstein ha scelto i tre finalisti che venerdì sera, 4 settembre 2009,  alle 20 al Teatro Comunale si contenderanno il primo premio eseguendo Beethoven e Rachmaninov con l’Orchestra Haydn diretta da Arthur Fagen. Al termine la giuria si riunirà e proclamerà il vincitore. La serata sarà trasmessa in diretta radiofonica e televisiva da RAI – Sender Bozen, diretta radiofonica nazionale da Radio3 e in streaming video sul sito del concorso (e sul nostro blog).

I tre finalisti sono:
Alexey Lebedev
Gesualdo Coggi
Michail Lifits
Qusto il Programma della Finalissima al Teatro Comunale
ore 20.00
ORCHESTRA HAYDN 
Direttore ARTHUR FAGENGesualdo Coggi: Rachmaninov – Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do min op. 18
Alexey Lebedev: Beethoven – Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bem magg op. 73
Michail Lifits
: Rachmaninov – Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do min op. 18Premiazione dei candidati

Al di là del (ppiù che legittimo!) tifo per il nostro connazionale, dai commenti raccolti in giro sui Forum specializzati (come Pianoforum.it) dopo l’esecuzione dei concerti di Mozart delle ultime due serate al Busoni, sembra proprio che il favorito sia il nostro Gesualdo Coggi, cui va il nostro più cordiale ed entusiastico “IN BOCCA AL LUPO!” Dicono di lui: “questo ventiquattrenne italiano ha proprio la stoffa di un purosangue…”. Ascoltiamolo venerdì sera!

E peccato per gli altri italiani esclusi (ricordiamo il bravissimo Lorenzo Cossi, almeno): sicuramente alcuni di loro avrebbero meritato di essere nella rosa dei sei finalisti. Pare che il Mozart di alcuni concorrenti abbia veramente deluso…

Cominciamo a sognare…

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!