Ago 042009
 

Ecco ora il DLL 1451, d’iniziativa dei Senatori d’iniziativa dei senatori Asciutti, Barelli, Bevilacqua, De Eccher, De Feo, Firrarello, Poli Bortonoe, Giancarlo Serafini e Valditara, presentato il 12 marzo 2009, del 16 luglio 2008.

Il 1451 incarna la grande speranza di tutti: l’equiparazione completa dei Conservatori alle Università in tutti i suoi aspetti e la definitiva soluzione al problema del valore legale dei titoli e della loro equipollenza con le lauree delle altre Università. Anch’esso preparato con la consulenza del sindacato UNAMS, questo DLL è stato aggiornato e in qualche modo incorporato nel DLL 1693. Ne abbiamo già dato notizia nel mese di marzo nel nostro blog, e rinviamo pertanto a questo nostro articolo per approfondimenti: http://www.classicaviva.com/blog/2009/04/21/disegno-di-legge-del-senatore-asciutti-per-la-valorizzazione-dellalta-formazione-afam/

Ago 042009
 

Ecco ora il DLL 912, d’iniziativa dei Senatori Bugnano, Astore, Mascitelli e Carlino, del 16 luglio 2008.

In questo decreto viene previsto l’inserimento all’interno del sistema AFAM di istituzioni come l’Opificio delle Pietre Dure, dell’Istituto centrale per il restauro, dell’Istituto per la patologia del libro…

Ma non solo! Oltre alle Accademie di Belle Arti, all’Accademia Nazionale di Danza,  all’Accademia Nazionale di Arte drammatica, agli Istituti superiori per le industrie artistiche, ai Conservatori di Musica e agli Istituti Musicali pareggiati, entrerebbe nel comparto AFAM, come è giusto, il Centro sperimentale di Cinematografia.

Ago 042009
 

Ecco ora il DLL 539, a cura del Senatore Papania,  presentato il 15 maggio 2008. Vi hanno collaborato molti musicisti e artisti italiani, coordinati dal Maestro Domenico Piccichè.

Si tratta di un Disegno di Legge altamente meritorio per l’allargamento dell’istruzione musicale su tutto il fronte scolastico.
Ma alcuni docenti del settore osservano che è alquanto problematico perché porterebbe i Conservatori ad aprire tutta una serie di diplomi abilitanti, come Didattica del Canto corale, Didattica della musica elettronica e Didattica della storia della musica.
Questo proliferare di corsi specialistici viene considerato pericoloso, anche perché accadrebbe che chi è laureato in Storia della musica e diplomato in Didattica dovrebbe frequentare l’ennesimo corso abilitante. Il rischio è che i nostri diplomati non riuscirebbero a poter lavorare prima dei 40 anni! Inoltre questo porterebbe, oltre ad intollerabili permanenze degli studenti in percorsi formativi che non terminano mai, anche a maggiori oneri per lo stato.

Ago 042009
 

Ecco ora, come promesso, anche gli altri documenti originali dei DDL che riguardano il riordino del comparto AFAM riguardo alla Legge 508, in discussione in questo periodo alla Commissione Cultura del Senato: (si tratta dei DLL 518, 539, 912, 1451, 1693)

I vari disegni di legge sono simili tra di loro, ma con diverse particolarità, come potrete approfondire da soli (anche scaricando i pdf originali). Ed ecco il DLL 518, d’iniziativa del Senatore Asciutti, elaborato con la consulenza dell’UNAMS, (il sindacato degli artisti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale),  e presentato il 14 maggio 2008:

Apr 212009
 

Le lotte studentesche per l'equipollenza dei diplomi AFAMA commento dell’articolo pubblicato ieri, ecco ora una buona notizia, a parziale conforto dei poveri studenti dell’Istruzione artistica in Italia (AFAM).

Alla fine del mese di Marzo 2009, è stato infatti presentato un Disegno di Legge, a cura del Senatore Franco Asciutti, che ci fa ben sperare in una soluzione – finalmente! – degli annosi problemi provocati dall’incompleta applicazione della Legge 508. Questo anche in attuazione alle direttive europee, di cui potete leggere i dettagli all’inizio del testo che riportiamo qui sotto integralmente. 

Ringraziamo il Senatore Asciutti e quanti di maggioranza e opposizione che vorranno collaborare per rendere giustizia soprattutto ai nostri studenti dell’istruzione artistica e all’immagine dell’Italia in Europa.

Infatti, il DdL, che ci auguriamo venga presto discusso, va a sanare il problema, importante per gli studenti, relativo alla spendibilità del Titolo conseguito e per i Professori circa lo “status” che compete a chi rilascia una Laurea.

Qualunque il DdL è comunque perfettibile e ci auguriamo che, appunto, anche questo possa trovare soluzioni ancora più soddisfacenti in alcune delle sue parti.

Pubblichiamo qui l’intero testo del Disegno di Legge, che comunque potete trovare sul sito dell’Unams, a questo indirizzo (dove potrete anche seguire, in futuro, gli aggiornamenti sull’iter parlamentare): http://www.unams.it/Istituti_alta_cultura/default_i.htm. (le evidenziazioni in neretto sono nostre)Continua a leggere…

Feb 282009
 

Chiarastella OnoratiRiceviamo, e molto volentieri pubblichiamo, questa bella Lettera Aperta indirizzata a Bruno Vespa da due docenti di Conservatorio, che cercano di fare il punto sulle varie dichiarazioni che circolano sui giornali in questo periodo, tutte gravemente disinformate in merito alla reale situazione dei Conservatori italiani. Chiarastella Onorati e Bruno Bertone sanno davvero di cosa stanno parlando, e conoscono a fondo il sistema dei Conservatori italiani ed europei. Leggiamoli, è importante! E fate circolare questo articolo il più possibile!

Ecco subito una frase che sintetizza in poche parole un concetto fondamentale di questa lettera:

“Tornando ai numeri delle istituzioni in Francia, siamo arrivati ad almeno 150 Istituzioni che portano il nome di “Conservatorio”!
Quindi non trovo per nulla “pazzesco” che da noi ce ne siano 78 tra statali e pareggiati: trovo “pazzesco” che SOLTANTO questi 78 che dovrebbero occupare la fascia superiore della formazione) debbano invece fare il lavoro di 150-200 istituzioni, cioè prendere i bambini che neppure sono in grado di leggere (la musica) e portarli a diventare bravi professionisti o addirittura grandi concertisti, per di più con lo Stato che toglie e toglierà sempre più il sostegno economico…”

E ancora: Crediamo quindi che prima di gridare allo scandalo per la presenza di “troppi” conservatori in Italia, si debba gridare allo scandalo di una educazione musicale sempre più assente dalle nostre scuole italiane, a quello di una riforma che è stata presa a modello da Spagna, Austria, Svizzera ed altri Paesi e che invece in Italia non trova attuazione.”

LETTERA APERTA A BRUNO VESPA

Bruno Vespa a Porta a PortaEgregio Dott. Vespa, nel Suo ultimo libro, a pag. 437, scrive:
“… trovo pazzesco che in Italia esistano 78 Conservatori – di cui 22 parificati finanziati dagli Enti locali – quando in Francia ce ne sono solo 4”.

Vorrei farLe notare quanto inesatta e dannosa per i nostri Conservatori sia una asserzione fatta da un personaggio così in vista come Lei, ma evidentemente poco informato sull’argomento.

In Francia le famiglie che vogliono far studiare ai propri bambini la musica in modo completo e organizzato in un’istituzione pubblica, hanno per prima scelta quella dei Conservatori municipali: essi sono una fitta rete capillare che copre tutto il territorio trovandosi non soltanto nei capoluoghi ma in ognuno dei principali comuni di ogni “département” (più o meno l’equivalente delle nostre province, in Francia sono quasi un centinaio, 97 per la precisione). Cioè ogni comune con più di 10.000 abitanti ha un Conservatorio municipale e a volte se ne trovano pure in centri più piccoli, soprattutto se collocati in territori più isolati rispetto alle grandi aree urbane. Nelle città principali, ci possono essere tanti Conservatori municipali quanti sono i “quartieri” in cui esse sono suddivise.Continua a leggere…

Feb 202009
 

un vecchio pianoforteUno scoop: ho appena ricevuto per posta, con plico anonimo, e una laconica e generica “preghiera di pubblicazione”, un documento fotocopiato con questo titolo:

“SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONCERNENTE “REGOLAMENTO RECANTE LE PROCEDURE, I TEMPI E LE MODALITA’ PER LA PROGRAMMAZIONE, IL RIEQUILIBRIO E LO SVILUPPO DEL SISTEMA DELL’ALTA FORMAZIONE ARTISTICA MUSICALE E COREUTICA, NONCHE’ PER IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE E DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO E TECNICO”.

Si tratta, con ogni evidenza, di un documento non ufficiale, ma che ha tutta l’aria di essere la copia di un documento ufficiale. Sui siti dei sindacati, infatti, è possibile leggere la notizia che, proprio in questi giorni, presso il M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) c’è stato un incontro in cui è stato presentato ai sindacati  un documento che contiene lo schema di DPR concernente la programmazione e sviluppo e reclutamento del sistema dell’AFAM.

Il documento che qui pubblico, sembra essere, nientemeno, da quanto vi è scritto, proprio il DPR che realizzerà la completa attuazione del progetto di riforma del sistema delle istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale ai sensi dell’art. 2, comma 7, della legge 21 dicembre 1999, n. 508

Riteniamo quindi importante pubblicare il testo, completo di “relazione illustrativa” (un testo che però, avvertiamo, è chiaramente “per addetti ai lavori” e quindi di non semplice lettura), in modo che chi ne ha interesse possa cominciare a informarsi su questo tema così importante e delicato per il futuro dell’AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale).

Secondo quanto si può leggere su vari siti sindacali, il testo dovrebbe andare al Consiglio dei Ministri in tempi brevi per poi essere inviato al Consiglio di Stato prima di giungere in Parlamento. L’iter dovrebbe essere veloce, in quanto Il Ministro avrebbe intenzione di procedere ad emanare gli appositi decreti relativi agli ordinamenti (declaratorie, settori disciplinari, ecc.) e ai corsi di studio con l’obiettivo di portare a compimento tutti gli atti entro il 31 ottobre p.v.

Ed ecco qui il testo completo, trascritto grazie alla tecnologia moderna (scanner!):

SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONCERNENTE “REGOLAMENTO RECANTE LE PROCEDURE, I TEMPI E LE MODALITA’ PER LA PROGRAMMAZIONE, IL RIEQUILIBRIO E LO SVILUPPO DEL SISTEMA DELL’ALTA FORMAZIONE ARTISTICA MUSICALE E COREUTICA, NONCHE’ PER IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE E DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO E TECNICO”

Continua a leggere…

Ago 042008
 

La mappa dei Conservatori italianiCari amici, pubblichiamo qui un importante intervento del Maestro Bruno Bertone, membro del CNAM, in merito alla vicenda delle dichiarazioni del Ministro Gelmini dei giorni scorsi:

“Salve.

Qualcuno dovrebbe discutere col Ministro sul fatto che i numeri vanno pesati e valutati in rapporto al loro significato. Diciamo che in Italia l’Istruzione Superiore deve avere una offerta ed una copertura territoriale tale da offrire a tutti i cittadini la possibilità di accedere agli alti gradi della formazione in modo tale da evitare sacche di difficoltà o impossibilità e sacche di eccesso di offerta.

Stabilito ciò, possiamo affermare che i Conservatori sono dimensionati in modo da offrire una istruzione ad alto livello che risponda alle esigenze della popolazione e sono dislocati sul territorio nazionale in numero e modo da offrire questa istruzione superiore senza creare difficoltà di accesso o sacche di mancanza di possibilità di studio.

Se i conservatori sono una sessantina, significa che con le loro spesso piccole dimensioni occupano posti strategici sul territorio per fornire una possibilità di studio minimamente credibile.

Se poi si volesse fare un paragone con analoghe offerte di alta formazione, potremmo notare che, ad esempio, Torino vanta ben DUE Università, le cui dimensioni sono decisamente superiori al Conservatorio di Torino; inutile dire che la popolazione studentesca universitaria è superiore a quella del Conservatorio; ciò che si deve considerare è che l´offerta è
dimensionata alla domanda e la necessità di fornire una sede ove fornire le possibilità di studio è indiscutibile. La eventuale eliminazione del Conservatorio di Torino, di per sé già una bestemmia, di fatto impedirebbe agli studenti di frequentare tale formazione superiore.

Quindi non si deve parlare di eccesso di offerta o di sedi; le sedi sono dislocate in modo da fornire le condizioni necessarie e il dimensionamento risponde alle esigenze e richieste per una formazione artistica musicale, cosa ancora oggi invidiata ed apprezzata, specialmente all´estero.

Anche la specializzazione è tale da richiedere questi piccoli) numeri e dimensioni; non abbiamo possibilità con un conservatorio unico e neppure sarebbe possibile una iperspecializzazione, quale quella operata, ad esempio, con la scelta di istituire l´Università di Scienze Gastronomiche, (Piazza Vittorio Emanuele 9, 12042 Pollenzo-Bra (CN).

Seguendo la logica distruttiva della decimazione dei conservatori, con quale logica si accetta l´esistenza dell’Università degli Studi del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro” di Vercelli con sedi ad Alessandria, ad Acqui eccetera? Ne abbiamo già due di Università a Torino con chissà quante sedi, per tacer della citata Università Gastronomica.

Ovvio che si risponderà che le tante sedi universitarie coprono il territorio con la opportuna offerta formativa. Ma perché tale logica non dovrebbe essere utilizzata per i Conservatori?

Se poi si va a valutare di cosa si parla, ricordo che calcolando le sedi universitarie, un paio di anni orsono, la cifra superava
abbondantemente le mille sedi. Quindi una distribuzione territoriale (e alcune sovrapposizioni) decisamente fitta.

I “soli” sessanta conservatori, fanno quello che possono per dare una offerta decentemente distribuita sul territorio. Se poi andiamo a vedere i costi ed i riscontri, c´è da restare interdetti: tutti i sessanta (circa) conservatori costano meno della più piccola università italiana (e questo già è un dato significativo) ma hanno una visibilità, una valutazione estera, una frequenza di studenti che all´estero vengono a studiare da noi ed una valutazione dei nostri titoli di studio che non credo paragonabile a nessuna altra realtà universitaria.

Il settore AFAM è un fiore all´occhiello della Nazione eppure abbiamo Ministri che ritengono di fare cose sagge distruggendo questa realtà. Incredibile!

Certo non possiamo accusare solo la destra; certe belle pensate non hanno direzioni, anche l´ex sottosegretario esibì simili pensate, la lista dei “pensatori” si distende negli anni barcamenandosi tra centro, destra e sinistra senza particolari meriti.

Nel frattempo, con pochi o nessun finanziamento, con sedi microscopiche, senza dotazioni o attrezzature, continuiamo a fare la nostra figura nel mondo.

Vedremo se sarà questo il ministro che ucciderà una apprezzabile ed apprezzata realtà che il mondo ancora ci apprezza.”

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Mag 092008
 
Nando Dalla Chiesa alla presentazione del polo Universitario milaneseCari amici, ieri Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario uscente al Ministero dell’Università, con delega per il comparto AFAM, ha scritto e pubblicato sul sito del Ministero un importante documento, che conteneva le sue considerazioni finali sulla vicenda degli studenti AFAM.
Si tratta di un promemoria per il Direttore Bruno Civello, che rimane (e meno male!) al suo posto al Ministero. Ma dopo pochissime ore il documento era già stato cancellato dal sito…
Il nuovo Governo ha giurato ieri pomeriggio alle 17, come saprete, e ieri sera alle 19 il documento già era scomparso…. Ministro nuovo, vita nuova, via tutto quello che è stato fatto fin qui. Madonna che solerzia…
Ritengo quindi doveroso pubblicare qui la lettera del Prof. Dalla Chiesa, che contiene considerazioni molto importanti, ed è stata salvata al volo in copia locale sul proprio PC da una persona intelligente e previdente, che me l’ha segnalata e passata.
Una nota sola…. mi sa che cominciamo male. Speriamo davvero – ma mobilitiamoci – che tutto quello che è stato faticosamente conquistato fin qui non venga oscurato e cestinato con altrettanta solerzia…
Vi invito quindi a diffondere il più possibile questo documento, a commentarlo e ad utilizzarlo per ripartire con tutta la vicenda AFAM…

Lettera-promemoria del Sottosegretario uscente Nando dalla Chiesa al Direttore Civello sulle richieste degli studenti Afam

Gentile Direttore,

sulla base del confronto avuto con l’Assemblea nazionale delle Consulte studentesche lo scorso 14 febbraio in Santa Cecilia a Roma, e che ha fatto seguito ad analogo, più informale incontro avuto in precedenza al Ministero, credo che sia possibile fissare alcuni punti programmatici per il futuro sviluppo del sistema Afam. Si tratta di punti qualificanti che non solo non sono incompatibili con il disegno di riforma presentato al Cnam da questo Ministero, ma concorrono anzi a migliorarne a valle il contesto normativo, le linee di sviluppo e le articolazioni partecipative.

Le rappresentanze studentesche hanno infatti a mio avviso sollevato, tra altri più specifici problemi, questioni generali a cui mi sembra sensato, proprio in virtù dell’orientamento che abbiamo comunemente maturato nel nostro lavoro di questa breve legislatura, dare risposte positive nei prossimi mesi. Desidero dunque sintetizzarle a Lei, come già d’accordo, affinché possano trovare sbocco nella futura attività di qualificazione del settore. Questo faccio nella convinzione di esprimere non tanto punti di vista personali (ormai e giustamente non rilevanti in prossimità dell’ insediamento del nuovo Governo) quanto, in forma appena ordinata, un punto di vista che sotto il mio mandato abbiamo visto maturare insieme in quella che vorrei definire la “Comunità dell’Afam”.

-La prima questione è l’istituzione di un Consiglio nazionale degli studenti Afam, in analogia con il Cnsu dell’università. Una tale scelta contribuirebbe in primo luogo ad avvicinare ancor più il settore a quello universitario, dotandolo di un sistema simmetrico della rappresentanza studentesca. Ma avrebbe anche il vantaggio operativo di offrire in una fase di trasformazione complessa e difficile un punto di riferimento importante per l’acquisizione del punto di vista e per la valutazione dei bisogni e delle attese di una componente fondamentale (anzi della primaria ragione di esistenza) del settore: gli studenti. A questa prospettiva si collega la (già prevista) estensione al comparto Afam dello schema di “Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti” presentato per il sistema universitario.

-La seconda è la promozione, nell’ambito di un complessivo potenziamento del diritto allo studio, di strutture dedite all’ospitalità degli studenti. La creazione nei prossimi anni, almeno nei principali centri metropolitani, di pensionati studenteschi Afam, e la destinazione di quote di studentati universitari agli iscritti alle istituzioni del settore, è oggi davvero un obiettivo primario, da perseguire d’intesa con la nostra Direzione competente al diritto allo studio, che più volte ha espresso il proprio accordo di principio. Pur non nascondendomi i problemi finanziari, ritengo che potrebbero essere battute con convinzione le strade che abbiamo iniziato a esplorare, dagli accordi con le Regioni e con i Comuni alle strategie di sviluppo dei poli territoriali. In questo contesto si colloca anche il problema della ristorazione, da risolvere o con la creazione di spazi dedicati o attraverso convenzioni volte ad abbattere i costi sostenuti dagli studenti.

-La terza è lo sviluppo organico di politiche di sensibilizzazione presso gli enti per il diritto allo studio delle singole Regioni affinché sempre di più (e in linea di massima nelle stesse proporzioni) gli studenti Afam siano messi in grado di beneficiare delle provvidenze per gli studenti bisognosi e meritevoli. Tra queste l’assemblea del 14 ha ribadito una volta di più l’importanza delle esperienze Erasmus, da noi più volte incoraggiate ma che pare incontrino in qualche sede intralci di natura amministrativa.

-La quarta è la tutela della possibilità, per gli studenti, di seguire percorsi formativi dotati di un apprezzabile livello di “personalizzazione”. E’ una richiesta in linea con l’evoluzione dei sistemi universitari. Mi sembra importante, tanto più in epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e di mercato, che gli studenti possano seguire vocazioni proprie e specifiche opportunità di successo senza che ciò si riverberi negativamente sulla sostanziale coerenza e omogeneità dei piani formativi.

-La quinta, sempre relativa ai piani formativi, riguarda invece la necessità di contrastare l’eccessiva parcellizzazione degli insegnamenti, al fine di garantire agli studenti impianti e orizzonti formativi di ampio respiro e dotati di coerenti e riconoscibili linee di sviluppo. Tale necessità, peraltro, è già stata fatta propria legislativamente dal Ministero nell’ambito universitario. Essa può essere soddisfatta sia con provvedimenti normativi specifici che intervengano sui nuovi ordinamenti, orientandone l’applicazione, sia con una classica (e incisiva) attività di moral suasion rivolta alle singole istituzioni.

-La sesta è la possibilità, per gli studenti, di frequentare anche contemporaneamente due corsi legati a indirizzi formativi diversi nella stessa istituzione. Si tratta naturalmente per lo studente che decida di farlo di sopportare un carico didattico più pesante. Ma non si vedono controindicazioni in linea di principio sulla autorizzazione a godere di questa opportunità. Forse, questo è almeno il mio avviso, si potrebbe prevedere che tale autorizzazione venga concessa in presenza di buoni risultati didattici, per evitare la moltiplicazione delle mediocrità e affollamenti senza costrutto.

Su un piano più ampio, mi appare comunque utile rientrare nella tradizione secondo la quale gli studenti dei Conservatori e dell’Accademia nazionale di danza possono frequentare in contemporanea i corsi universitari, secondo regole concordate tra le istituzioni interessate e naturalmente secondo tempi minimi di durata dei corsi da definire.

-La settima questione è l’istituzione a breve di dottorati di ricerca Afam. Per quanto il sistema sia ancora in fase di trasformazione e assestamento, l’introduzione di una “batteria” di dottorati nelle istituzioni più avanzate (questo è anche l’orientamento per le università) rappresenterebbe un sicuro segnale e un importante incoraggiamento a muoversi pienamente lungo la linea di sviluppo della formazione di livello universitario.

-L’ ottava riguarda la valutazione della qualità delle istituzioni e delle attività di insegnamento e di ricerca che vi si svolgono. Certamente tale valutazione dovrà ricadere sotto la responsabilità dell’Anvur. Ma è bene sottolineare come gli studenti abbiano più volte, a partire dagli Stati Generali di Verona del febbraio 2007, rivolto al Ministero un accorato appello a garantire più elevati e coinvolti livelli di insegnamento. Il processo di riforma avviato va incontro a questa loro esigenza. Ma una più incisiva attività di valutazione interna appare auspicabile.

-La nona e ultima indicazione è probabilmente in parte legata alla precedente e attiene alla cosiddetta governance delle istituzioni Afam. Significativo mi è sembrato il consenso unanime degli studenti sulla necessità di evitare nomine a vita. Ma forse ancor più importante -per le più estese implicazioni- mi è apparso il loro atteggiamento sui criteri di scelta dei direttori: da un lato la diffidenza per un sistema di elezione dei direttori che presti il fianco ad accordi al ribasso con la base elettorale (si elegge chi dà meno fastidio), dall’altro il rifiuto di una nomina politica che vada ad aggiungersi a quella del presidente. Trovo che questo atteggiamento rifletta la consapevolezza che occorre definire criteri di scelta che premino la qualità. E sono convinto, sulla base dell’esperienza condotta fino a questo momento, che gli studenti abbiano colto un punto debole dell’attuale sistema: dove i mediocri possono -in certe limitate e particolari situazioni, si intende- essere premiati e dove i migliori possono invece trovarsi ostaggio degli umori e degli ostruzionismi più disparati quando spingano verso un forte rinnovamento delle proprie istituzioni.

Le ricordo inoltre che gli studenti, durante l’incontro su richiamato, hanno richiesto che il loro titolo venga espressamente considerato “diploma di laurea”, cosicché la celebre equipollenza, per la quale tanto ci siamo battuti, sia tale anche sul piano terminologico. Personalmente sono d’accordo con la richiesta. Ma credo che il raggiungimento di questo obiettivo necessiti realisticamente di una lunga e complessa attività: da un lato di riconosciuto innalzamento della qualità didattica e del corpo docente, dall’altro di un’intensa attività di sensibilizzazione politica e culturale da condurre verso tutti i “sottosistemi” confinanti. Attività che, come è evidente, non ricadono però nelle competenze e nelle possibilità di una Direzione Generale.

Ricordo altresì che gli studenti hanno chiesto -in quella sede e in molte altre sedi di incontro che abbiamo avuto- di convertire il loro diploma quadriennale in laurea magistrale, sulla falsariga di quanto avvenuto in università. Su questo punto, pur comprendendo la suggestione della comparazione, credo che le obiezioni da Lei proposte sulla natura della legge 508 e sulle sue implicazioni e successive specificazioni, siano prevalenti rispetto alle ragioni addotte dagli studenti. Anche se, devo precisare, queste ultime sembrano dotate di un qualche fondamento analogico, specie per quanto riguarda le Accademie.

Confidando nella Sua sensibilità, già dichiarata, per le questioni che Le ho sottoposto e nella Sua consapevolezza che esse appartengono direi “di diritto” al futuro del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, La ringrazio vivamente per l’attenzione,

Prof. Nando dalla Chiesa

Roma, 8 maggio 08

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Feb 082008
 

Come avevo già annunciato in un mio precedente post (http://www.classicaviva.com/blog/2008/01/12/nuovo-intervento-di-paolo-gasparin-un-appuntamento-per-tutti-i-consultari/), Conto alla rovescia…ricordo che a Roma è imminente l’Assemblea Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM.

Ricordo anche che avevo segnalato che sarebbe stato bello che non si trattasse di un’assemblea ristretta ai “consultari”, ma auspicavo venisse allargata a tutti gli studenti interessati.

E sentite ora cosa hanno scritto gli studenti del Conservatorio di Napoli:

“….Colgo l’occasione per comunicarvi la risposta di Paolo Gasparin, alla nostra richiesta di poter far partecipare anche qualche studente dei Conservatori, oltre che i rappresentanti delle Consulte, all’Assemblea del 13 e 14 febbraio.
Purtroppo la risposta è stata negativa per motivi di spazio.
A noi non sembra giusto, visto che le Consulte, non si sono occupate mai del problema, fino all’occupazione del Conservatorio di Napoli. Noi da Napoli, andremo lo stesso. se si terrà ancora. …”

Carino, no? In ogni caso credo che sarebbe importante coordinare gli sforzi in vista di questa assemblea, e arrivare a stilare documenti congiunti.

Direi anche che sarebbe fondamentale che dall’assemblea si uscisse cercando di far pressioni per ottenere al più presto possibile la famosa firma di Romano Prodi sul DPCM, indispensabile per l’equipollenza dei Diplomi, per cui tanto si è combattuto in questi mesi:

Segnalo anche, ai pochi che potranno intervenire, i rilievi tecnici molto interessanti e molto preoccupanti del Prof. Calosci dell’UNAMS, in merito alla concreta possibilità che si possa arrivare a questa firma in tempo utile, prima della definitiva impossibilità a procedere di questo Governo. Per favore, chi può faccia qualcosa.

Prof. Antonio Calosci @ 12:39 am:
….
Lei si augura che in questi DUE MESI possano rimediare ai ritardo avuti fino ad oggi.
Le voglio dire che la sua è una speranza che non può realizzarsi per motivi TECNICI.
Per emanare il DPCM sono necessari:
a) coordinamento tra tre Ministri (Università, Funzione pubblica e Persidente del Consiglio);
b) acquisire il parere OBBLIGATORIO del CNAM;
c) acquisire il parere OBBLIGATORIO delle competenti Commissioni Cultura di Camera e Senato;
d) acquisire il parere OBBLIGATORIO del Consiglio di Stato.
E questo prenderebbe di per sé mesi!!!
In questo momento il CNAM sta studiando un ASSURDO schema di decreto presentato dal Ministro Mussi relativo ai requisiti di qualificazione delle sedi e dei docenti.
Tra le chicche in esso contenute ne cito una sola:
Vogliono concedere a Istituzioni private (e non sto parlando degli Istituti Pareggiati) la possibilità di rilasciare titoli come i Conservatori!!!
Se pensa che la legge di riforma si rivolge esclusivamente alle Istituzioni Statale e agli Istituti Pareggiati…. e non cita MAI istituti PRIVATI!!!
Proprio un bell’andazzo!!!
Cordiali saluti “

Buon lavoro a tutti, (non è proprio il momento di smobilitare…) e scrivete!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!