Gen 152011
 

Domenica 16 gennaio alle ore 17, a Bologna presso la Sede dell’AssociazioneClavicembalistica Bolognese, il Duo Novecembalo esegue in prima assoluta Babelica I di Gianmarco Caselli.

Il Duo Novecembalo costituito da Diadorim Saviola al clavicembalo e da Chiara Agosti al flauto eseguirà a Bologna in prima assoluta Babelica I, una nuova brevissima composizione del lucchese Gianmarco Caselli. Il brano è stato scritto proprio per il duo che la eseguirà assieme ad altre composizioni di altri autori domenica 16 gennaio alle ore 17 alla Sede dell’Associazione Clavicembalistica Bolognese. Caratteristica dei brani scelti è la durata, circa un minuto, e l’utilizzo delle sole note: mi, do, si, la (le note corrispondenti alle lettere E C E B A  presenti nel nome del gruppo Novecembalo). “Babelica I – spiega Caselli – è un brano di appena 58 secondi per flauto traverso, clavicembalo e supporto digitale. E’ abbastanza particolare l’accostamento di due strumenti del genere, in particolare il clavicembalo, con una traccia elettronica.” Babelica I è una composizione suddivisa in due parti di circa 30 secondi l’una. Mentre nella prima sezione è il clavicembalo a confondersi con la traccia elettronica, nella seconda parte è il flauto – che dall’inizio alla fine ripete incessantemente l’esecuzione di una singola nota con cellule ritmiche che si ripetono – a eseguire questa operazione. “Strumenti e dimensioni diverse – conclude Caselli – sono alla ricerca un linguaggio comune, perdendo caratteristiche tradizionali ma mantenendo allo stesso tempo le proprie individualità. E’ un breve spaccato del nostro tempo in cui troppo spesso si pensa a vivere solo il presente, in modo individuale e completamente scollegati dal passato e dall’attenzione per il futuro; tuttavia persistono i tentativi di proseguire il dialogo temporale e sociale, ed è ciò che accade in Babelica I.”
Ott 292009
 
Martedì 27 settembre 209 è andata in onda, su Radio Classica, la consueta trasmissione pomeridiana “Ultimo grido”, condotta da Luca Ciammarughi, di cui sono stata ospite, come ogni martedì.

Molto interessante l’argomento che abbiamo trattato: Bach al pianoforte, e in, particolare, l’interpretazione del “Clavicembalo ben temperato”.

Prendendo spunto dalla recente pubblicazione del CD di Maurizio Pollini della Deutche Grammophone, dedicato al Primo Libro del Clavicembalo ben temperato, (che sta scalando tutte le classifiche di vendita del mondo), con Luca abbiamo scelto alcune tra le più memorabili interpretazioni storiche di questa opera fondamentale, tra cui quelle di Glenn Gould, Maurizio Pollini, Friedrich Gulda, Edwin Fischer, Il CD di Maurizio Pollini sul Clavicembalo ben Temperato di J. S.  BachAndras Schiff, e la giovane Edna Stern (allieva di Daniel Baremboim). Abbiamo messo a confronto diretto interpretazioni di diversi preludi dal Primo libro del “Clavicembalo” e poi ascoltato anche alcuni preludi e fughe dal Secondo libro (ad esempio i num. 11 e 12).

Non è mancata la proposta di una splendida esecuzione clavicembalistica (il secondo Preludio e Fuga, eseguito da Bob Van Asperen, da un Cd della Virgin), per meglio approfondire le differenze esecutive tra questo strumento ed il pianoforte.

Il Cd di Glenn Gould con il Primo Libro del “Clavicembalo ben temperato”Luca Ciammarughi ha anche approfondito diversi  aspetti dell’interpretazione al pianoforte, utilizzando i vari ascolti e le diverse esecuzioni per affontare discorsi anche complessi e da sempre molto dibattuti, come ad esempio quello dell’uso del pedale di risonanza.

La trasmissione, davvero entusiasmante, ha ricevuto molti complimenti dai nostri numerosi fans. Ve la riproponiamo in podcast, in attesa di mandarne in onda altre simili, come ci è stato entusiasticamente richiesto.

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Ott 012005
 

lagan…Venerdì 23 settembre si è tenuto a Lodi, nel Tempio Civico dell’Incoronata, un concerto davvero straordinario. Si trattava di un recital clavicembalistico di Ruggero Laganà, con un programma davvero insolito, che  riportiamo integralmente in calce a questo articolo, per una miglior comprensione della nostra recensione.

L’incredibile Tempio dell’Incoronata, rutilante d’oro e smalti, decorato in ogni minimo particolare, è stato uno scenario perfetto per un concerto davvero fuori dal comune, che spaziava dal barocco al contemporaneo con assoluta scioltezza ed eleganza, dipanando un discorso musicale nel quale i vari brani erano collegati con grande raffinatezza dalla forma (si veda ad esempio la splendida serie di “Passacaglie” del primo tempo, conclusasi con una scintillante Passacaglia di Haendel).

Incoronata2Le “Ghirlande”, titolo di un brano di Couperin, come pure di uno composto dal Maestro Laganà, sarebbe stato un titolo perfetto per questo concerto, incastonato come una gemma musicale nell’incredibile cornice scenografica della Chiesa. I putti barocchi ascoltavano rapiti il ragionar “fiorito” del cembalo e il cielo stellato degli archi della collegiata era lo scenario – da mille e una notte – perfetto per musica così lussureggiante e viva, che si faceva carne e sangue con il cembalista che suonava in mezzo a un quadro con la decollazione di Giovanni Battista ed un altro con la deposizione dalla Croce…

Ma c’è stato anche posto per sublimi preludi di Bach incoronata1(come il primo dal Clavicembalo ben temperato, in un’interpretazione velocissima e molto personale, davvero insolita e magnifica, come pure il preludio in do minore, originariamente scritto per liuto).

Ruggero Laganà è musicista straordinario, entrato fino in fondo nello spirito del barocco – che davvero fa rivivere per noi: la maraviglia, lo stupore, la sovrabbondanza, la gioia della musica irrompono dalla sua tastiera in modo talora non convenzionale, mai accademico, mai scontato, con prodigiosa freschezza ed attualità, sempre pulsanti di ritmo ed energia ai limiti del virtuosismo, e al tempo stesso raffinatissimi.

Il passaggio dal grande Maestro dell’armonia Couperin al contemporaneo Ligeti è stato effettuato in modo volutamente quasi impercettibile, per sottolinearne il clima di inaspettata continuità. Il clavicembalo è stato così veicolo di inattese sonorità contemporanee, rivelando una stupefacente modernità timbrica.

Al Maestro Laganà è così riuscito il miracolo di coniugare spettacolo e cultura, raffinatezza e virtuosismo,  musica antica e contemporanea: davvero un maestro dell’armonia…

Si è trattato di un’operazione culturale intelligente ed insolita, che conferma  ancora una volta la grande vitalità e creatività dei musicisti italiani (citiamo, come ulteriore esempio, il bel brano del Maestro Alessandro Solbiati, appositamente composto per l’amico Laganà, e ad egli dedicato, in prima esecuzione assoluta).

Il concerto, apprezzatissimo dal numeroso pubblico, è stato organizzato ed offerto gratuitamente dal Comune di Lodi, nell’ambito della rassegna “Contemporaneamente”, davvero un esempio di lungimiranza e di illuminata capacità di fare cultura e di promuovere la propria città  da parte dell’Assessore Andrea Ferrari, che non conosciamo, ma al quale vanno comunque i nostri più sinceri complimenti e ringraziamenti. Con l’augurio che costituisca un esempio per tutti, speriamo.

Ines Angelino

PROGRAMMA

F. COUPERIN   “Ordre 24” (prima parte):
Les vieux   Seigneurs
Les Jeunes Seigneurs (I e II)
Les Dars-homicides
Les Guirlandes (I e II)
R. LAGANA’    Les Guirlandes
F. COUPERIN    “Ordre 24” (seconda parte)
Les Brinborions (I, II, III e IV)
La Divine Babiche ou les amours badino
La Belle
L’Amphibie (Mouvement de Passacaille)
G. LIGETI  Passacaglia ungherese
G.F. HAENDEL Passacaglia in sol minore
Intervallo
J.S. BACH   3 Preludi
F. COUPERIN  Les Barricades Misterieuses
Le Tic-Toc-Choc
G. LIGETI   Continuum
L. COUPERIN   Chaconne
B. STORACE  Ciaccona
G. LIGETI  Hungarian Rock (Chaconne)
A. SOLBIATI  dalle 11 Variazioni: VI (Prima esecuzione assoluta)
W.BYRD- …  Bird-boogie

 

Completiamo questa recensione con brevi note sul magnifico Tempio dell’Incoronata di Lodi, e rimandiamo anche alla bella pagina internet http://www.nuovaricerca.org/schede/incoronata_lodi.htm, dalla quale abbiamo ripreso le notizie.

Sorto nel 1488 su disegno di G.B. Battagio, il Tempio dell’Incoronata costituisce uno dei capolavori del Rinascimento Lombardo. Il Tempio si presenta come un edificio ottagonale con matroneo ad archetti e cupola ad ombrello illuminata da finestrature tonde. Fin dall’inizio la Chiesa venne affrescata dai pittori pavesi Giovanni e Matteo Dalla Chiesa e, dal 1514, vi operarono i Piazza da Lodi. Degne di nota sono anche le quattro tele di Ambrogio da Fossano,  detto il Bergognone. L’organo, del 1507, è opera di Domenico di Lorenzo da Lucca. La decorazione parietale del Tempio dell’Incoronata è in gran parte opera di Callisto e fratelli Piazza che proprio dai motivi decorativi delle lesene iniziarono a Lodi il genere della grottesca con fiori, frutti, trofei, strumenti musicali, animali di vario genere tra putti.

Una curiosità: Harmonia Mundi…

E’ possibile che un edificio in pietra possa racchiudere le stesse ‘armoniche’ musicali, gli  stessi rapporti ‘spaziali’, le vibrazioni che poi, se si è in grado di coglierle, colpiscono i nostri sensi esattamente come può fare una sequenza di onde sonore, che può giungerci come dolce melodia o come insopportabile stonatura?  Chi si interessa di tali tematiche sa che i Grandi Architetti conoscevano – pressoché in ogni epoca – bene il rapporto fra le proporzioni architettoniche e gli intervalli musicali.

Leon Battista Alberti, nel suo trattato sull’Architettura, asseriva a ragion veduta, infatti, che bisognasse ricavare la regola delle proporzioni architettoniche “dai musici, ai quali sono perfettissimamente noti questi numeri”.

Il Tempio dell’Incoronata di Lodi sembra rispondere a questa Armonia; infatti studi recenti sull’impianto spaziale dell’edificio hanno evidenziato che sia i rapporti planimetrici  sia quelli volumetrici sono governati dalle stesse regole che determinano l’armonia musicale. Un dato importante, che è supportato anche dal fatto che quando il Tempio venne ideato e progettato, a Lodi vi era uno dei massimi teorici musicali dell’epoca, Franchino Gaffurio, strettamente legato al vescovo Pallavicino. Gaffurio e Battagio inoltre si conoscevano, poiché il primo affidò all’architetto la ristrutturazione della chiesa di San Marcellino a Milano, di cui era il beneficiario, nel 1491.

Il Tempio dell’Incoronata si può definire armonico, non solo per la perfetta proporzione degli elementi architettonici e degli spazi ma anche dall’equilibrata e organica distribuzione delle fonti di illuminazione (il tema della ‘luce’  è costante nel Rinascimento e si rifà alla matrice dell’Accademia Platonica). Il progetto del Battagio permise di mettere in risalto sapientemente le decorazioni e le cromature cosa che, seppure si siano succedute trasformazioni pittoriche e decorative all’ interno del Tempio, si è potuta mantenere.

Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!