Ott 112011
 

Locandina del Concerto I Suoni del BoscoIn occasione dell’Anno Internazionale delle Foreste la Regione Lombardia ha organizzato ed offre gratuitamente ai cittadini un bel Concerto di musica classica, che si terrà a Milano il

21 ottobre 2011 – ore 21,30
Palazzo della Regione Lombardia
Piazza Duca d’Aosta, 3 – Milano
Auditorium Gaber

“I suoni del bosco”

Orchestra da camera “Il clavicembalo verde”
Violino solista: Daniela Cammarano 

Direttore: M° Stefano Ligoratti

Direzione artistica e organizzativa: Angelo Mantovani

Programma:

A. Vivaldi: da “Le Quattro Stagioni”, Primavera e Inverno
J. Strauss Jr: Storielle del bosco viennese
G. Holst: St Paul ‘s Suite, Op.29 No. 2

ingresso gratuito

L’Anno Internazionale delle Foreste 2011, proclamato il 20 dicembre 2006 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha il fine di favorire e sostenere la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Il tema di questo anno celebrativo è “Forests for people”, già trattato nel Congresso Forestale Mondiale di Buenos Aires del 2008 e che trova la sua ragione nei recenti documenti della FAO (Stato delle Foreste del mondo, 2009, e Valutazione delle foreste del mondo, 2010) che evidenziano il fondamentale e riconosciuto ruolo delle foreste nelle società del pianeta, nessuna esclusa, ed i benefici ambientali, economici, personali e spirituali offerti dalle foreste.

La Regione Lombardia, con il suo Assessorato Sistemi verdi e Paesaggio, insieme con ERSAF, ha inteso aderire alla proposta dell’ONU e ha promosso un ricco programma di iniziative, a scale diverse, per promuovere una maggiore consapevolezza dei cittadini lombardi riguardo il ruolo delle foreste nella regione.

L’iniziativa principale è stata la Mostra fotografica “L’anima della Foresta” in programma dal 13 al 26 giugno in Corso Vittorio Emanuele in Milano, promossa in collaborazione con la rivista Orobie, che ha visto esposti 50 pannelli, con altrettante fotografie in cui i protagonisti erano gli alberi, l’acqua, la flora e la fauna.La Mostra è stata l’occasione per il lancio del concorso fotografico “Click, racconta il bosco intorno a te”, conclusosi il 30 settembre,  che vedrà la premiazione proprio in occasione di questo concerto dedicato alle foreste.

Mar 302011
 

I concerti di Chopin alla Palazzina Liberty di Milano, con l'Orchestra d'archi del Clavicembalo Verde, con la direzione di Stefano Ligoratti e i pianisti Stefano Ligoratti e Sara Costa“I concerti di Chopin alla Palazzina Liberty”

Pensiamo di far cosa gradita pubblicando qui il dettagliato programma di sala, che contiene anche una presentazione  dei Concerti di Chopin: per una buona visualizzazione, andrà stampato sui due lati e piegato a metà:

Programma Di Sala Concerti Chopin Palazzina Liberty Milano – Ligoratti Costa – 2011

Feb 022011
 

Yulia Berinskaya e Stefano LigorattiL’altra sera, 31 gennaio 2011, al Teatro Politeatro di Milano è stato presentato l’ultimo disco prodotto ed inciso dalla Casa Editrice musicale “ClassicaViva“, con la lezione-concerto “Violin in Blue”.

ClassicaViva è specializzata nella ricerca e nella promozione di nuovi talenti nell’ambito della musica classica. Fin dalla sua nascita si impegna in prima linea nella valorizzazione di musicisti che, pur avendo raggiunto un livello di eccellenza in ambito strumentistico musicale, sono esclusi dalla popolarità riservata a pochissimi, a causa del sempre maggior peso dato al marketing dalle case discografiche blasonate e allo scarsissimo peso dato invece alla competenza e all’arte in senso stretto.

In questa circostanza la presentazione riguardava l’uscita di “Violin in Blue”, una raccolta scelta di brani dedicati alla musica francese, con lo sguardo rivolto ad alcuni suoi vertici compositivi: la “Sonata per violino e pianoforte in la maggiore” di César Franck, la “Méditation de Thaïs” di Jules Massenet, la “Sonata per violino e pianoforte  di Claude Debussy, la trascrizione per violino e pianoforte di Grigoraş Dinicu sul “Clair de Lune”  sempre di Debussy, e infine la “Fantasia sulla Carmen di Bizet” trascritta e adattata per violino e pianoforte ad opera di Pablo de Sarasade, virtuoso del violino di fine ‘800.

Un programma caratterizzato sia dal virtuosismo richiesto agli interpreti, sia dalla necessità di porsi in modo personale e possibilmente originale dinnanzi a brani che segnano l’apogeo della composizione francese a cavallo tra ‘800 e ‘900. Un compito affrontato e sapientemente risolto dalla coppia di interpeti, Stefano Ligoratti al pianoforte e Yulia Berinskaya al violino.

Dopo uno studio minuzioso della pagina i due musicisti si sono cimentati in un’incisione di altissima qualità, alla ricerca di un equilibrio tra approcci interpretativi anche molto lontani tra di loro. Il risultato è evidentemente forte di questo scambio, in cui si possono apprezzare i contrasti tra una concertazione interna del  pianoforte da una parte – che tende a far risaltare i piani contrappuntistici e la complessità armonica in relazione alla linea melodica “ciclica” tipica dei compositori francesi dell’epoca – e dall’altra una veemenza esecutiva al violino che cerca di staccare con decisione il volo da quel pavimento avvolgente e orchestrale che il pianoforte significa e persino impone.

Yulia Berinskaya e Stefano LigorattiLa tecnica della Berinskaya impressiona, pur non sovrastando mai la musica e l’effetto sinfonico del tutto. Anzi ciò che raramente si ascolta e che qui prepondera è l’audacia di un suono che muta timbricamente, passando dalla rarefazione assoluta, impressionistica, di poche note tirate sul pianissimo come galleggiassero per aria, fino a giungere alla ruvidezza di un violino zigano che spinge al limite le sue possibilità espressive, piegando lo strumento al servizio di un’intensità spasmodica che evoca più le tinte forti dei villaggi russi di Chagall che non le vedute parigine di Monet. La Berinskaya è delicata e accorta negli abbellimenti di passaggio tra la fine di una frase e l’inizio di un’altra e fondendoli insieme alla linea principale gli conferisce piena musicalità senza che siano inutilmente esornativi. Quando lo spartito reclama attacchi incisivi o salti di tono o brusche variazioni ritmiche e dinamiche la Berinskaya non si tira indietro e oltre che fendere con irruenza lo spazio acustico pare portare lo strumento sul ciglio di un precipizio, cadendo dal quale si frantumerebbe tutto. Lì rimane invece, e ci porta con sè su quel crinale davanti al vuoto, col fiato sospeso. Il volto del pubblico era un racconto mimico chiarissimo di queste frustate improvvise, delle fughe in avanti, delle  frenate impossibili, dei cambi di direzione nel giro di poche battute. Tuttavia questo accade come un processo naturale, in pieno controllo e in pieno abbandono emotivo, simultaneamente, e la sola cosa che ci rassicura nell’ascoltarla è vedere la saldezza che ha sulla scena mentre brandisce il violino, poi lo coccola, poi lo ama; ci placa l’ accettare che nonostante tutto non cadrà e non ci trascinerà con sè cadendo. Ma che brividi. Che brividi.

Il lavoro pianistico, direi orchestrale, di Ligoratti è spiazzante per maturità se raffrontato alla sua giovane età. E’ vero che il programma di sala e la presentazione di Ines Angelino, Direttore Editoriale di ClassicaViva,  preparano a questa anomalia tra anagrafe e spessore artistico, ma l’effetto di sorpresa nell’ascolto non è mitigato dalla messa in guardia. Ligoratti non a caso è anche organista, clavicembalista, direttore d’orchestra e compositore, e soprattutto eseguendo la sonata di Franck – il quale si rese noto inizialmente come eccelso organista – emerge in tutta chiarezza la cognizione della partitura e lo scavo nei minimi anfratti armonici.

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Vieni alla nostra rassegna di lezioni-concerto a Milano alla Palazzina Liberty!