Ago 212008
 

Come promesso, ecco un video di risposta a quello da noi pubblicato ieri, con le dichiarazioni di Luca Barbareschi.

E’ un video molto duro, pubblicato, proprio su YouTube, da questo utente.

Lo pubblichiamo in nome del diritto democratico alle opinioni. E’ un’appassionata difesa della rete e della sua libertà. Contro ogni censura. Perché Google, e la sua divisione YouTube, indubbiamente rappresentano la nuova – e in tutti i sensi rivoluzionaria – frontiera dell’informazione. Esprimetevi. Ci sono, a nostro avviso, alcune forzature ed esagerazioni, ma alcune immagini  – come quella della mano  che penetra nel cervello dell’uomo che sta guardando la televisione, sono davvero molto espressive… e terribilmente inquietanti…

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Ago 212008
 

Gentili amici, la causa annunciata di Mediaset contro Youtube (leggere qui un nostro post precedente a questo proposito) sta facendo molto parlare sulla rete. Una delle reazioni più interessanti è quella dell’On. Luca Barbareschi, il quale, nella sua qualità di Vicepresidente della Commissione delle Telecomunicazioni, ha annunciato una propria proposta per una Direttiva Europea su questa vicenda. Dice Barbareschi, in difesa del diritto d’autore: “viva Mediaset, che ha avuto il coraggio di promuovere questa causa”. Questo in favore dello sviluppo dei contenuti e della creatività italiana, che andrebbero diffusi, ma a pagamento, nell’editoria, nel cinema, ecc.

Il video che proponiamo qui, ripreso direttamente dal sito dell’On. Barbareschi, dove è stato pubblicato il 5 agosto 2008, merita sicuramente di essere visto.

Ma in rete circolano già ovviamente molti video di risposta, che attaccano risolutamente le opinioni di Barbareschi. Nella fine di questo video Barbareschi, in modo dichiaratamente provocatorio, muove anche alcune critiche importanti ad Internet, la prima delle quali è che, per colpa della rete, la gente starebbe perdendo la capacità di leggere, e che, annoiandosi per mancanza di capacità di concentrazione, rimbalza da una parte all’altra, facendo dei collages di informazioni. Per Barbareschi, lo studio deve invece passare obbligatoriamente dal libro stampato.

L’argomento è molto importante e delicato, e presenta sfaccettature infinite. Come Editori, istintivamente noi di ClassicaViva, produttori di contenuti che offriamo in rete a (modesto) pagamento, non possiamo che essere d’accordo sul discorso di proteggere in qualche modo i contenuti, ossia il lavoro di chi produce arte o musica e deve pur poterne trarre sostentamento, come pure ci piace il discorso di stimolare il mercato italiano mettendo in condizione i produttori di poter sopravvivere e diffondere la nostra cultura.

Certo è che una cosa è stimolare la creatività italiana e aiutare i produttori di contenuti artistici a sopravvivere, e un’altra è quella di censurare la libertà della rete. E la rete non può e non deve essere censurata, perché è di per sé libertà e informazione!

Il nodo, e il rischio di queste considerazioni, cause e proposte di legge è proprio questo. Regolamentare, senza censurare e limitare. A presto con altri post con video che replicano a Barbareschi, e, soprattutto, a presto con le vostre opinioni. Ascoltate con le vostre orecchie, rifletteteci sopra, e scriveteci!

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